lunedì 21 dicembre 2009

Insolvenza degli stati - GEAB 40

Geab 40 disponibile ai lettori di Informazionescorretta!

La parola al LEAP, mentre ricordiamo agli affezionati lettori che ripubblichiamo le analisi del LEAP senza necessariamente condividerle.




GEAB N ° 40: Primavera 2010 - Nuovo punto di flessione della crisi sistemica globale


(Trad. di G.P. per ripensaremarx, più aggiunte nostre)

Quando il cappio dei disavanzi pubblici strangolerà gli Stati e i sistemi sociali occidentali
Secondo LEAP/E2020, la crisi sistemica globale conoscerà un nuovo punto di flessione da partire dalla primavera del 2010. Infatti, in questo periodo, le finanze pubbliche dei principali paesi occidentali diventeranno ingovernabili perché sarà simultaneamente ovvio che nuove misure di sostegno all’economia si imporranno in base al fallimento dei vari stimoli del 2009 e che l'ampiezza dei disavanzi di bilancio proibirà una nuova spesa significativa.

Se questo "cappio" dei disavanzi pubblici che i governi si sono volontariamente messi attorno al collo nel 2009, rifiutando di fare assumere al sistema finanziario il prezzo dei suoi difetti, peserà molto sull'insieme delle spese pubbliche, esso influirà particolarmente sui sistemi sociali dei paesi ricchi impoverendo sempre più la classe media ed i pensionati, lasciando i più svantaggiati alla deriva.

Parallelamente, il contesto di insolvibilità di un numero crescente di stati e di Comunità locali (regioni, province, stati federati) comporterà un doppio fenomeno paradossale di risalita dei tassi d'interesse e di fuga dalle valute in direzione dell’oro.

Dinanzi all' assenza di una alternativa organizzata ad un dollaro US sempre più debole e per trovare una alternativa alla perdita di valori dei buoni del tesoro (in particolare americani), le banche centrali del mondo intero dovranno in parte "riconvertirsi all’oro", il vecchio nemico della riserva federale US, senza poter ancora dichiararlo ufficialmente.

Essendo la scommessa della ripresa ormai persa dai governi e dalle banche centrali, questo punto di flessione della primavera 2010 rappresenterà l'inizio del trasferimento massiccio dei 20.000 miliardi USD di "asset fantasma" verso i sistemi sociali dei paesi che li hanno accumulati.

In questo GEAB N°40, il gruppo di LEAP/E2020 sviluppa le sue analisi su questi vari argomenti presentando una valutazione dettagliata delle sue anticipazioni per il 2009 che hanno ottenuto uno score generale del 72%. (maggiori informazioni nelle prossime parti, NDFC)

Infine, i nostri ricercatori espongono le loro raccomandazioni, di questo mese in particolare: settore immobiliare commerciale, valute e redditi degli espatriati.


Insolvenza degli Stati
L' attualità si è rapidamente incaricata di rafforzare l’anticipazione del GEAB N°39 che segnalava come il 2010 sarebbe stato un anno segnato da tre tendenze tra cui l’insolvibilità di Stato: da Dubai alla Grecia, passando per i discorsi sempre più ansiosi delle agenzie di rating sui debiti americani e britannici, o con il bilancio draconiano approvato dall'Irlanda e le raccomandazioni della zona euro per il controllo dei disavanzi pubblici, l'incapacità crescente degli stati da far fronte ai loro debiti ha occupato le prime pagine dei mass media.


Tuttavia, nell'ambito di quest'agitazione mediatica, le informazioni non hanno lo stesso valore: alcune sono soltanto elucubrazioni "sul dito" del proverbio
cinese, altre trattano realmente della luna. Al capitolo delle elucubrazioni "sul dito", questo comunicato pubblico del GEAB N°40 presenta il caso delle analisi su Dubai e sulla Grecia.



Dubai: un chiaro esempio di cio' le banche considerano "asset sicuri"

per quanto riguarda Dubai, si legge e si sente quasi ovunque nei media mainstream che, in fondo, non è realmente una questione di bancarotta dello stato, perche' l'emirato non ha fatto default; solo i settori immobiliare e finanziario sono incapaci di rimborsare i creditori.

Questo sarebbe vero se Dubai fosse qualcosa in più oltre che l'immobiliare. Il problema è che Dubai non è altro che quello, decorato con asset che hanno valore reale che stanno per essere venduti per gestire una piccola parte del debito accumulato dal clan che dirige l'emirato.

Considerata la scarsa qualità delle costruizioni, la mancanza di manutenzione che la bancarotta sta per causare in modo inevitabile, e l'esodo della popolazione straniera, siamo dell'avviso che il mercato delle proprietà immobiliari di Dubai farà una svolta secolare verso un prezzo medio di zero euro per metro quadrato.

L'inaugurazione di Burj Dubai, il più alto grattacielo del mondo, il prossimo 4 Gennaio segna, senza alcun dubbio, la fine del "Mito di Dubai", simbolo della globalizzazione di questi ultimi 30 anni: è una specie di gigante pietra tombale per Dubai e per questa globalizzazione allo stesso momento. Secondo LEAP / E2020, ci saranno molti cadaveri che ci finiranno sotto: banchieri, promotori immmobiliari e sviluppatori, che hanno partecipato al Mito di Dubai e si sono trovati nella tempesta.

Chiunque (in particolare le banche inglesi che detengono metà del debito dell'emirato) oggi nega di essere esposto in modo significativo allo stop dei pagamenti; esattamente come, ieri, negavano che Dubai World fosse seriamente colpita dalla crisi, o che Dubai non avrebbe avuto necessità di essere sostenuta completamente dal suo ricco vicino, Abu Dhabi. Tra molti mesi, che piaccia loro o meno, queste stesse banche (HSBC, RBS, Barclays) e le aziende stanno per riconoscere una parte del debito di Dubai da 100 miliardi.

Infine, la bancarotta di Dubai ci informa della vera posizione dei bilanci delle banche. Infatti, fino al mese scorso, gli asset di Dubai erano considerati "sicuri". Il LEAP/E2020 crede che il 2010 mostrerà che le banche detengono ancora una quantità di "asset sicuri" di questo tipo nei loro bilanci.


Crisi del debito greco: Piccolo problema per Francoforte ed avvertimento rigoroso per Washington e Londra

Veniamo alla Grecia.

Qui, si ritrova una tematica simile a quella che il nostro gruppo aveva denunciato
nella GEAB N°33, nel marzo 2009, nel momento in cui la stampa trasmetteva in maniera massiccia l'idea che l' Europa dell’est conduceva il sistema bancario europeo e l'Euro in una crisi maggiore.

Avevamo allora spiegato che questa "informazione" non riposava su nulla di credibile e che non era che un tentativo deliberato da parte di Wall Street e della City di far credere ad una frattura dell’UE e d'infondere l'idea di un rischio "mortale" gravante sulla zona euro, facendo passare, senza discontinuità, informazioni false "sul rischio bancario venuto dall’Europa dell’est" e tentando di stigmatizzare una zona euro "prudente" di fronte alle misure "volontaristiche" americane o britanniche.

Uno degli obiettivi è anche di tentare di deviare l'attenzione internazionale dall’aggravarsi dei problemi finanziari di New York e Londra, indebolendo la posizione europea alla vigilia del vertice del G20.

Il caso greco è abbastanza simile.

Non che non ci siano crisi delle finanze pubbliche greche (è reale), ma le sue conseguenze supposte sulla zona euro sono sopravvalutate mentre questa crisi indica una tensione crescente attorno ai debiti sovrani, tallone d' Achille degli Stati Uniti e del Regno Unito.




Innanzitutto, occorre ricordare che la Grecia resta il paese per eccellenza che ha male gestito la sua adesione all’ Ue.

Dal 1982, i diversi governi non hanno fatto che utilizzare l'Ue come una fonte inesauribile di sovvenzioni, senza mai riuscire a modernizzare le strutture economiche e sociali del paese.

Con quasi il 3% del PIL che proviene direttamente da Bruxelles nel 2008, la Grecia è in realtà un paese sotto aspersione europea quasi da trenta anni. Il deterioramento attuale delle finanze
pubbliche del paese non è dunque che una tappa supplementare in una lunga evoluzione.

I responsabili della zona euro sapevano da tempo che il problema greco sarebbe emerso un giorno. Ma il paese pesa il 2,5% del PIL della zona euro (e l'1,9% di quello dell’Ue), siamo lontani da un grave pericolo gravante sulla moneta unica europea e sulla zona euro.

A titolo d' esempio, l’insolvibilità della California (12% del PNL US) è infinitamente più portatrice di destabilizzazione del dollaro e dell’economia americana.



D' altronde, poiché si trova spesso sotto le stesse penne un elenco esauriente di tutti i paesi della zona euro che fanno fronte ad una grave crisi delle loro finanze pubbliche (Spagna, Irlanda, Portogallo ai quali aggiungiamo la Francia e la Germania), occorre essere precisi ed indicare che negli Stati Uniti, oltre allo stato federale tecnicamente in fallimento se la FED non avesse stampato dollari in quantità illimitata per comperare direttamente ed indirettamente buoni del tesoro emessi in proporzioni identiche, ed oltre alla California (stato più ricco dell’ Unione che pencola sul bordo del pozzo da mesi), si trovano ormai 48 stati su 50 in disavanzo di bilancio crescente.

Come riassume il titolo di un editoriale del 14 dicembre di Stateline, il sito americano specializzato sugli stati e le Comunità locali US, "degli scenari d'incubo ossessionano gli stati", è l’insieme degli stati degli Stati Uniti che ha timore di essere insolvibile nel 2010/2011.

E la zona euro, che ha le più importanti riserve d’oro del pianeta, raccoglie anche paesi che hanno accumulato eccedenze di bilancio fino all’anno scorso, un commercio estero sempre eccedentario ed una banca centrale che non ha trasformato il suo bilancio in un serbatoio di attivi "marci o fantasma" (come fa la FED da 18 mesi).

Dunque, se la crisi delle finanze pubbliche greche indica qualcosa, non si tratta tanto della situazione della Grecia in sé o di una problematica specifica per la zona euro, ma si tratta di un problema più generale che peggiorerà fortemente nel 2010: il fatto che le obbligazioni di stato formano ormai una bolla sul punto di esplodere (più di 49.500 miliardi USD a livello mondiale, cioè un aumento del 45% in 2 anni).

La degradazione delle valutazioni effettuate dalle agenzie americane di rating nel battistrada della crisi di Dubaï segnalano che, come sempre, queste agenzie non sanno (o non possono) anticipare questo tipo di evoluzione. Ricordiamo che esse non avevano visto nulla nella crisi dei subprimes o nel crollo della Lehman Brothers ed AIG, né d' altronde in quello di Dubai.

Poiché sono dipendenti dal governo US, non possono naturalmente mettere direttamente in
discussione il duetto nel cuore del sistema finanziario attuale (Washington e Londra). Tuttavia,
indicano la direzione da dove verrà la prossima grande scossa, dalle obbligazioni di Stato… ed in
questo settore, i due stati più esposti sono gli Stati Uniti ed il Regno Unito.

È, del resto, molto istruttivo constatare che il discorso di queste agenzie evolve sottilmente. In alcune settimane si è passati dalla sempiterna spiegazione secondo la quale la qualità intrinseca delle economie e della gestione di questi due paesi eliminava ogni rischio di insolvenza da parte dei loro rispettivi governi ad un richiamo che sarebbe necessario dal 2010 per dimostrare questa qualità e queste attitudini di gestione per conservare la famosa tripla A che permette di prendere in prestito a costo inferiore.

Se anche le agenzie di rating iniziano a richiedere prove, vuol dire che le cose vanno realmente molto male.

Per concludere sul caso greco, il nostro gruppo considera la situazione attuale triplicemente positiva per la zona euro:

  • essa costringe a considerare seriamente le misure di solidarietà da attuare in questo tipo di situazione. Gli osservatori così dovranno fare una scelta chiara: sia che trattino la Grecia come un paese isolato, sia che la trattino come una componente della zona euro. Ma non possono fare le due cose allo stesso tempo, addizionando la debolezza di una Grecia isolata con un indebolimento della zona euro a causa della Grecia
  • obbliga le autorità greche a fare un'operazione “verità„ sullo stato delle finanze del loro paese permettendo all' Ue di spingere le riforme necessarie in particolare per ridurre fortemente la corruzione e il clientelismo endemici
  • essa dovrebbe servire da esempio ai governi europei (ed altri) che manipolano sempre più le statistiche economiche e sociali, dimostrando che queste manipolazioni non fanno che immergere di più i paesi nella crisi.

Siamo ahinoi più dubbiosi su quest'idea che altri dirigenti seguirebbero l' esempio del primo ministro greco; in ogni caso non prima di cambiamenti di governo nel Regno Unito, negli
Stati Uniti, in Francia o in Germania ad esempio.

Si conclude qui la prima parte del GEAB Report n.40. A breve le altre parti. In caso di ripubblicazione si prega di citare la fonte con link attivo.

Saluti felici

Felice Capretta

43 commenti:

Anonimo ha detto...

Se pur interessante, il GAEB e' sempre piu' sfacciatamente pro-europa continentale..questo mi lasci un po' perplesso sulle sue valutazioni.
Una eventuale insolvenza di USA o UK avrebbe conseguenze disastrose e poco prevedibili in Europa. Non dimentichiamoci che l'UK e gli USA rimangono un mercato importante per molti paesi europei, a partire dall'Italia....
E poi nulla si dice sulla situazione italiana...Ora, ignorare una delle prime potenze economiche europee, caratterizzate da un debito al limite della solvibilita', da una situazione economica deboluccia e da una politica molto complessa (per usare un eufemismo) lascia molto a desiderare. Anzi, indica l'estremo sbilanciamento pro-europeo e anti anglo-sassone del GAEB. Che e' una struttura francese (e' sempre bene ricordarselo)... A qualcuno questo sbilanciamento puo' piacere, ma non e' sintomo di professionalita' per chi dovrebbe essere il piu' asettico possibile nelle proprie valutazioni. Nulla si dice, infatti, sulla situazione della banche tedesche, o del fatto che Berlino ha ponpato molti soldi nelle banche per tenerle a galla...

Mario ha detto...

Immagino che l'Europa sia messa un po' meglio di Usa e UK perchè il peso delle attività finaziarie sul PIL è nettamente maggiore in questi ultimi due paesi; la Germania e molti paesi europei hanno ancora un sistema industriale e produttivo di un certo peso, cosa che probabilmente non si può dire per USA e UK.
Non parliamo poi di indebitamento, l'UE nel suo complesso non è messa male, USA e UK vengono tenute in vita artificialmente.
Il GEAB è sicuramente sbilanciato pro UE, ma ci sono anche elementi concreti che fanno pendere l'ago della bilancia in una direzione piuttosto che nell'altra.

Anonimo ha detto...

E' da un anno che dico che il Geab è manipolato appositamente contro gli States e l'Uk.
Solo questo sito parla di informazione allineata sul Tg4 di Fede quando è il primo a riportare notizie piromani.
Se non vogliamo scordare che questo Geab annuncia una crisi a primavera, scordiamo allora

GUERRE CIVILI
DISGREGAZIONE DEGLI U.S.
CORSA AL CIBO
DEFAULT UK
RICORSO DELL'UK ALL'FMI
e tante altre baggianate.


Perchè dovevano essere tutte in
atto

ORA.

La manipolazione è in atto da parte del Geab;
Di conseguenza anche da QUESTO sito.
Inutile che si scriva "Riportiamo solo le fonti" perchè allora bisognerebbe riportare anche il sig. B che dice che va tutto bene.
Solamente si riporta ciò che CONVIENE (e in cui si crede, è un attitudine umana).
Speriamo che rumenta finisca i quote sto giro e si esprima sulla situazione internazionale senza fare l'ombra con tanti saluti e faccine felici e allegre.

Anonimo ha detto...

Vero anche che anche gente come Jim Rogers non vede esattamente roseo per gli UK...

Anonimo ha detto...

al di la' di quello che possiamo leggere dal GEAB, siamo proprio sicuri che quello che leggiamo in generale poi ci serva nella realta'?
come possiamo tradurre in azione le informazioni che ci arrivano, sempre che siano corrette?
non vorrei che internet abbia sostituito il bar sport... almeno quello stimolava anche i sensi del tatto e dell'olfatto.

indopama

Anonimo ha detto...

e sta per esplodere anche lo scandalo sull'organizzazione mondiale della sanita'.
il giornale che parla di signoraggio, l'OMS che viene messa sotto accusa, sembra a prima vista che si possa andare contro i grandi pero' sento che dietro a questi scandali ci sono sempre solo loro.
vedremo come reagira' la gente, a me sembra dormire un sonno profondo e non reagire piu' a niente, sempre piu' nel caos si riversano nel loro ambiente quotidiano che credono di conoscere e che li fa sentire a proprio agio, il calcio, il grande fratello e, per i piu' giovani, facebook.
non so a voi ma a me non servono tante informazioni per capire che e' lo stadio terminale di una civilta', mi basta guardarmi attorno e vedere cosa e' in grado di fare la gente, quali capacita' hanno per vivere in questa giungla moderna.
non sono necessari un GEAB o la TV a spiegarlo, sono quelli che mi passano di fianco che fanno la vita e sono li', ad un metro, per chi li vuole vedere.

indopama

Lucretia Serthra ha detto...

quando un terremoto fa crollare molti edifici...

...si analizzano le cause e si ricostruiscono solide fondamenta che sosterranno i "Lussuosi Piani Alti"

il terremoto è in corso... la ricostruzione è avviata... ma hanno invertito l'ordine della ricostruzione...

qualcuno dovrebbe avvisarli...

Anonimo ha detto...

anonimo 8.40

ma ti si è incantato il disco?

anonimo :-*

Anonimo ha detto...

@Mario che L'Europa abbia un sistema manifatturiero piu' forte degli USA e degli UK e' sicuramente vero, che gli UK basino molta della loro ricchezza sulle attivita' finaziarie e' altrentanto vero (cosi' come gli USA stanno a galla grazie al fatto che il dollaro e' ancora la moneta di scambio, ma per qunato tempo ancora?)

Ma, non dimentichiamoci, che la City lucra su attivita' finaziarie fatta in larga misura da "terzi", Europei compresi. La finaza fa stare in piedi l'economia un po' di tutti i paesi occidentali (coinvolgendo anche l'Oriente in maniera determinante). L'Uk ha semplicemente sfruttato l'opportunita' di lucrare sui servizi finaziari e affini (le grandi aziende Europee vanno a Londra quando devono vendere le loro obbligazioni!). Il credito al consumo (magia possibile grazie alla finanza), vero motore della crescita economica degli ultimi due decenni, mostra tutte le connessioni tra finaza anglosassone e sviluppo dei paesi manifatturieri.

Sinceramente, vedo molto difficile questa divisione netta tra finanza e manifattura nel capitalismo moderno. Anche perche' falliti gli stati compratori, il giorno dopo fallirano gli stati produttori!

Sul debito pubblico, stiamo attenti che l'UK e' messa male. Ma Gordon Brown e' stato oggetto di un attacco mediatico enorme da parte dei media di Murdock, che in UK sono TIMES, Sunday Times, Sky etc..Ma nulla si e' detto sui soldi spesi dalla Germania, per esempio, per sostenere le sue banche...
Molti paesi Europei hanno debiti piu' alti dell'UK, ma sembra che sia solo l'UK che debba ricorrere al FMI..la qual cosa mi puzza un po'...
Senza contare che l'Uk consuma molti prodotti Italiani dall'alimentare al tessile, se dovesse fallire L'Uk, la prima nazione che la pagherebbe cara sarebbe proprio Italia

Anonimo ha detto...

sì, in effetti GEAB ha ormai sparato un bel po' previsioni catastrofiche contro UK e USA che non si sono avverate. Nel contempo ha perso le difese della zona Euro in seguito alla crisi dei paesi dell'ex Europa dell'Est. Ora eccola che si lancia in difesa della Grecia, dimenticandosi di menzionare i trilioni di euro di asset tossici che stanno nella pancia delle banche europee pronti ad esplodere da un momento all'altro. Sarà anche un problema sovrastimato ma quello della Grecia è un problema serio in quanto pone l'Europa dinanzi alla scelta di aiutare il Paese facendo incazzare gli altri in difficoltà (come l'Irlanda) che invece stanno subendo ricette economiche draconiane, oppure lasciarlo nelle mani dell'FMI (che ben poco può fare visto che la svalutazione della moneta è impossibile) o ancor peggio farlo uscire dall'Euro. Ed il bello della faccenda è che l'Europa per pendere questa importante decisione dovrà affidarsi al parere delle tre sorelle americane del rating (le stesse che attribuiscono tripla A a UK e USA), così ancora una volta la tanto decantata alternativa all'America deve sentire il suo padrone per decidere il suo futuro...
La verità è sempre quella, fino a che gli angloamericani non perderanno lo status di superpotenza egemone tutte le crisi le dovremo pagare noi o perlomeno ce le spalmeranno sulla testa che ci piaccia o no. E questo avverrà fino a che la moneta di riferimento rimarrà il dollaro e fino a che le banche più importanti per trattare i futures o le maggiori assicurazioni avranno sede nella city londinese. Questo permetterà a lorsignori di continuare a praticare un signoraggio su larga scala con la creazione di massa monetaria tramite la manipolazione dei tassi di interesse (che crea l'effetto moltiplicatore dei depositi) e tramite l'uso spregiudicato della finanza derivata. Se una crisi del modello angloamericano ci sarà essa sarà conseguenza dell'abbandono del dollaro da parte dei paesi produttori di materie prime, gli annunci dati recentemente dal Sud America e dagli stati del Golfo per crearsi una moneta autonoma fanno capire che questa possibilità esiste. Ma ricordiamoci che in questi frangenti lo scoppio di una guerra che faccia ritornare le galline all'ovile di quella che è tutt'ora l'unica superpotenza militare mondiale è molto probabile, ricordiamoci che balzo ha avuto il dollaro nei giorni successivi all'attacco della Georgia..

Arsan


Arsan

Anonimo ha detto...

cmq il GEAB punta sempre sull'analisi finanziaria ma alla fine si tratta sempre e solo di numeri facilmente sistemabili, se vogliamo.
la finanza e' roba marginale, siamo solo noi che la riteniamo erroneamente fondamentale ma la vita va avanti anche senza finanza. ve la immaginate invece una vita senza acqua? non dare alle cose la loro relativa importanza e' sintomo di ignoranza.

i problemi, se vogliamo vederli, sono altri e piu' reali, per esempio:

energia
inquinamento
sovrappopolazione
cibo
clima
conoscenza della vita
.
.
ecc.

un'analisi che non tiene conto di queste cose non so per voi ma per me vale meno di niente.

indopama

guru2012 ha detto...

@ indopama

Quello che dici è vero e nella pagina di blondet che hai postato ho trovato degli argomenti che mi hanno fatto riflettere.

Capisco che la rete sia diventata luogo per lo sfogo delle nostre frustrazioni (le mie in primis) eppure, a mio parere, essa ci dona questa grande possibilità di comunicazione.

Come avrei mai potuto conoscere il tuo punto di vista senza la rete?

È vero qui dentro, ognuno è libero di scrivere la propria verità, ma io credo che questo sia una cosa buona e che abbia creato una situazione inedita che, vedrai, tenteranno di normalizzare.

Ma la rete resterà tale, finché sarà libera, dopo diventerà televisione.

All'anonimo qui sopra:

"Anche perche' falliti gli stati compratori, il giorno dopo fallirano gli stati produttori!"

Ecco, questo è il nocciolo di tutta la faccenda.

Anonimo ha detto...

Mah... essendo anti-aristocratico, vedo di buon occhio l'eventuale fallimento della UK come viatico per la realizzazione della costituente della Republic of England (Wales and Scotland separate naturalmente), come da sempre dico al mio amico inglese. Lui però - a riguardo - sta diventando sempre più innervosito e anti EU... significa che stiamo andando incontro al collasso sistemico pan-nazionale: il collasso dello stato-nazione. Come quello che mai e poi mai si sarebbe pensato nella Jugoslavia delle olimpiadi di Sarajevo.
Mi dispiace per quelli a nord del passo della Cisa, si ritroveranno a spararsi tra di loro, tanto più che nelle Langhe ci sono un pò cresciuto... ma erano altri tempi.
saluti vivaci
M

jjletho ha detto...

@M
in UK è da moolto tempo che sono contro l'UE. Poi ci sono i gallesi che sono contro i britannici, gli scozzesi che sono contro i britannici, gli irlandesi che sono contro i britannici ed i britannici sono contro tutti gli altri.
In confronto noi siamo QUASI più uniti. E QUASI ci piace di più l'UE.

Poi, secondo me, quando ci piglieremo a pistolettate quassù "sopra la cisa", possiamo scommettere di tutto che "sotto la cisa" non ci sarà una situazione diversa. E, sempre secondo me, non ci si piglierà a pistolettate per i vari rigurgiti indipendentisti.

Anonimo ha detto...

A quanto pare l'oro farà la differenza…fortuna che quel gran maestro di padoa non è riuscito a mettere le mani su quello italiano (da allora si è + che triplicato il valore). Ci riproverá quel maestro di draghi.…

Marco unisi ha detto...

Ho letto con attenzione il comunicato intero del GAEB. Onestamente non credo in questa crisi dell'aaprile 2010 cosi come viene esposta.. il problema del rischio di credito insito negli asset sovrani esiste ma gli effetti potranno spiegarsi nei prossimi 3/4 anni.Il deterioramento della classe media sarà conseguente al bisogno di "pagare di tasca propria" alcuni dei servizi che lo stato non potrà piu offrire! Benvenuti nel capitalismo.. in quel bel mondo dove le responsabilità sono limitate ma che poi alla fine queste su di chi vengono scaricate???

Mario ha detto...

fino a poco tempo fa il conto lo pagavano:
3.000.000.000 di persone che vivono con meno di 2$ al giorno;
2.000.000.000 che non hanno accesso ad un sistema sanitario;
1.000.000.000 che sono senza cibo;
1.000.000.000 che sono senza acqua;
800.000.000 che sono analfabeti;

adesso tocca qualche cosa anche ai 500.000.000 di occidentali (il ceto medio) che consumano il 70% delle risorse mondiali!

ai ritmi di crescita pre crisi 2008, l'umanità sarebbe arrivata a consumare in 180 giorni tutto ciò che la terra è in grado di rigenerare in un anno;

per caso vedete un altro pianeta Terra a portata di mano? no? allora fine della crescita ... volenti o nolenti ci tocca decrescere ...

yuma ha detto...

@Mario

Mettiamola così.
Fino a ieri i Popoli delle cannoniere ( ieri cannoni, oggi CDS) hanno sempre basato la loro crescita sulla decrescita degli altri.

Da domani saranno sempre meno quelli che cresceranno e sempre di più quelli che dovranno "obtorto collo" decrescere.

Su quell'"obtorto collo" si giocheranno le differenze.

luigiza ha detto...

@Yuma e @Mario

Personalmente invece la metterei in questo modo: daò momento che 'nel mondo fisico ogni creatura non è bastante a se stessa' quando le risorse scarseggiano quella/e più forte/coese uccidono le altre più deboli.
Si spera sempre (ma la storia sembra smentirlo) che i sopravvissuti comincino a comportrsi i modo responsabile onde evitare il ripetersi della mattanza.
E' evidente che per il sottoscritto i l vero criminale non é chi uccide ma piuttosto chi col culo al caldo e la pancia piena se la prende coi catastrofisti e profeti di sventura colpevoli solo di ricordare ai pi§
ù quali sono le leggi di questo mondo.

luigiza

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti,
questa volta non voglio scrivere per fare commenti sulla situazione economica.
Scrivo per fare gli auguri di pace e serenità a tutti voi, per me , compagni di un viaggio.
Non voglio citare nomi, in quanto tutti sono importanti, ognuno unico nel suo genere.
Il mio augurio è un pensiero di serenità, pace, amore.
Che possa ancora leggervi, e nel vs scritto, leggere gioia ed amore per la vita.
Con affetto
franco

Pluto ha detto...

La situazione è drammatica dal punto di vista economico.
In Europa tanto come in America.

Venerdì scorso sono state fatte parecchie dichiarazioni e sono successe parecchie cose che spalancano la porta sul baratro.

Riguardo alle dichiarazioni, io posso farle a cuor leggero...la Banca Centrale Europea no. Ogni commento viene valutato ed analizzato in ogni suo possibile significato e risvolto e non viene mai dato a caso. Perchè una dichiarazione dellla BCE si traduce in movimento di denaro e di strategie miliardari.

Le dichiarzioni di cui parlo sono 2:

1) Spagna e Grecia saranno lasciate al loro destino e alle loro capacità(http://www.calculatedriskblog.com/2009/12/greece-dubai-updates.html). E' chiaramente un messaggio: stanno per fallire. Ciò potrebbe portare alla fine dell'Euro e a vari effetti domino. Si iniziano a prendere le distanze.

2) Se la situazione economica dovesse continuare a migliorare seppur lentamente, le banche europee nel 2010 riporteranno 550 e rotti miliardi di euro di perdita (http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?art_id=836904). ovviamente gli stati europei dovranno assorbire tali perdite al loro posto (http://www.repubblica.it/ultimora/economia/BCE-PRESTITO-A-UN-ANNO-PER-97-MLD-EURO-A-224-BANCHE/news-dettaglio/3741315) se non vogliono far saltare tutto.

inoltre aggiungono: se la crisi dovesse anche lievmente ritornare tutto cascherà e più velocemente di prima (http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/12/Bce-finanza-rafforzata-disoccupazione.shtml?uuid=a0245416-ebf5-11de-9e05-dffaf7324c17&DocRulesView=Libero). E' pure questo un messaggio delle banche: o gli stati continuano ad indebitarsi per mantenere una parvenza di recupero (e poi fallire.. ma intanto c'è tempo) o crolla subito tutto. decidano loro. un ricatto. Di fatto devono solo decidere se saltare nel primo o nel terzo trimestre 2010.

In America la situazione è anche peggiore: il dollaro si sta rinforzando solo per effetto del carry trade (http://www.professionefinanza.com/Articoli/ViewArticolo.php?idArticolo=1010&idcategoria=37).. ovvero chi ha preso in prestito dollari tempo fa per convertirli e fare investimenti in buoni del tesoro espressi in altre valute con tassi maggiori a fine anno deve chiudere le posizioni: quindi ricomprare i dollari. Per questo sale il prezzo.

A gennaio ricrollerà, non fatevi ingannare da questo movimento tecnico.

Nel PIL americano la spesa pubblica si è quasi completamente sostituita a quella privata: cioè: è il governo solo che spende.. i privati no. Non hanno accesso a prestiti e non fanno investimenti, al massimo sopravvivono. Domani avremo un GDP USA fantastico ma di sicuro non è stato fatto dalla popolazione che è disoccupata in misura che va dal 17-20 % su base nazionale al 50% di Detroit.

Recenti stime sulla disoccupazione parlano di 22-25% di disoccupazione reale. (http://www.layofflist.org/?p=5903)

Ogni settimana saltano banche: la FDIC (chi garantisce i depositi bancari) è ormai a OLTRE -20 miliardi di dollari.

Pluto ha detto...

(...continua)
Il presidente della FDIC ha dichiarato che nel 2010 saranno molte di più le banche che falliranno rispetto al 2009: quest'anno siamo a 140 banche circa. Il personale per il 2010 è stato aumentato di circa 1200 unità per farvi fronte.

Venerdì sono state chiuse 7 banche (http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2009/12/come-le-moschee-siamo-140_21.html). 4 di queste da sole avevano capitali depositati pari al PIL dell'Ungheria.

3 non hanno trovato compratore e oltre i 250.000 dollari i depositi sono andati "persi". E' la prima volta che accade in America.

Insomma... sta per crollare il palco ed è evidente.

Suggerisco di pensare perlomeno alle scorte alimentari per i 6 mesi successivi al crollo se non riuscite a fare altro.

Fondamentali :

farina, 200 gr al giorno a persona

sale ,1 Kg al mese a persona

olio, 1 dl al giorno a persona

zucchero 50 gr al giorno a persona

Amuchina per depurare l'acqua e taniche piene con piccole dosi di amuchina per conservarla.

2 scatolette di conserve (tonno , manzotin o simili (anche legumi in scatola)) a testa a settimana per le proteine

medicinali minimi: aspirina, bende, antibiotici ad ambio spettro. Integratori vitaminici.

Questa è a base minima, ovviamente in base alle disponibilità finanziarie può essere aumentata a piacere. Va calcolata per 6 mesi a livello prudenziale.

Occorre fare scorte in segreto, onde essere poi saccheggiati in seguito da amici e vicini.

Chi può si munisca di armi e faccia scorta di munizioni: le usi con coscienza.

Una ragazza bosniaca che ho ospitato durante la guerra dei Balcani mi ha raccontato che per oltre 8 mesi lei e la sorella (bella figa) si sono nutrite esclusivamente di farina mischiata ad olio e sale e mangiata cruda.

luigiza ha detto...

@Pluto

Voglio ringraziarla pubblicamnte per ciò che ha scritto e per il CORAGGIO mostrato nel farlo.
Per quel che mi riguarda sfonda una porta aperta; mi sto preparando da tempo. Ciò che ignoro è la data del grande botto e che sinceramente spero, vorrei, fosse le Calende greche.

luigiza

Pluto ha detto...

@ Luigiza:
nei blog ci si dà del tu..
comunque niente da ringraziare. Anzi, spero che presto possiate darmi del pirla per aver sbagliato la lettura della situazione. (ovviamente non prima di avere segni concreti, grazie, non prendete la palla al balzo!)
Se ti interessa leggi anche il blog http://corvide.blogspot.com/ dove un gruppo proveniente da Informazione Scorretta sta pensando come e se possibile organizzarsi.

luigiza ha detto...

@Pluto

Apprezzo il Corvo ed ho frequentato il suo blog.
Ma mi é parso di capire che lui viva in Canada, un po' lontano da Milano.

Pluto ha detto...

Corvo vive in Germania e ha predisposto per il Canada la sua sopravvivenza.
Ma nel gruppo di persone che frequentano il suo blog parecchie sono della tua zona e cercano una soluzione comune per quel luogo.

Kingsgambit ha detto...

Il GEAB (e Pluto) trascurano una cosa fondamentale: gli USA sono la primapotenza militare mondiale e l'unico Stato che può portare la guerra a migliaia di chilometri da casa sua.

Quindi non crolleranno pacificamente.

E per favore nessuno citi il crollo dell'URTSS. Gli americani non sono i russi e non si comporteranno fatalisticamente.

Per quanto riguarda l'Europa, io penso che noi siamo economicamente più deboli degli USA proprio perché non siamo uno Stato federale. L'eventuale default di uno o più stati europei dell'area € secondo me potrebbe causare la fine dell'€ stesso.

Ah, riguardo all'oro europeo, mi risulta che quello tedesco sia custodito a New York.....

Pluto ha detto...

@ Kingsgambit:
anche l'oro italiano è in America se è per questo.

La tua lettura riguardo alla forza militare USA è piuttosto inadeguata alla situazione.. non penso che essendoci problemi economici mandino una portaerei a casa della zia Rosina per obbligarla a comprare di nuovo come faceva prima... ;)

Inoltre non confondere il popolo americano, che sta soffrendo e che soffrirà come e più di noi,dalle elites americane: gli obbiettivi potrebbero essere diversi o anche opposti.
Alcune elites potrebbero trovare nel crollo sistemico uno strumento per diventare più forti di ora.

Anonimo ha detto...

un saluto a tutti.
@pluto
ho letto quanto ha scritto.
capisco il senso di cosa scrivi.
ma come pensi di vivere se hai la paura che ti circonda?
è vita, vale la pena vivere un pò di tempo in più?
in ogni caso, quanto pensi di vivere , anche se tutte le cose vanno vene.
10 ani, 50 anni?
non voglio sembrare ciò che non sono.
ma vorrei ancora dire, quale è lo scopo del vivere?
vedi, in tutti questi anni non abbiamo imparato niente.
qualcuno di noi ha cercato di essere un politico, chi imprenditore, chi religioso, chi agricoltore, e tutti abbiamo cercato di trovare la sicurezza nel denaro, o nel senso di possedere un qualcosa.
in ogni caso tutti siamo morti.
e , sopratutto nessuno ha ceracto di essere ogni cosa.
un po, la storia di aladino.
al mago si chiede soldi, salute, ecc, ma nessuno chiede di essere come lui, infatti, dopo, potresti essere ogni cosa.
tu sei stato chiaro ad esprimere il tuo pensiero.
io non sempre riesco, non perchè non voglio,ma perchè il terreno non è ancora pronto ad accogliere un pensiero diverso da ciò che conosciamo.
infatti, è in netto contrasto con le tue paure, o con gli scritti di corvo.
vedi , tu , io, tutti noi, definiamo cosa è la vita.
quando qualcuno scopre una nuova realtà, una nuova tecnologia, nuovi materiali, lo fà poichè prima di lui, c'è stato qualcuno che lo ha fatto.
tutti noi siamo esploratori della vita; ogni ns pensiero, ogni ns esperienza alimenta il pensiero colletivo, a cui tutti siamo collegati.
con affetto
franco

Anonimo ha detto...

innaniztutto ringrazio Felice per
le sempre attuali ed aggiornate info che ci regala.
avrei un quesito per Felice e per gli espertissimi lettori.
Qualche mese fa ho (purtroppo) ereditato una casa. la mia modesta situazione di operaio mi obbliga a vendere il suddetto immobile,non riescirei proprio a far fronte alle spese che questo nuovo immobile porterà.
so che questo non è yahoo answers :-)
ma gradirei comunque un parere ed un consiglio da voi...che fare?
vendere adesso? o credete sia meglio aspettare qualche mese?
sono un compelto ignorante in materia economica e ancor piu per quanto riguarda il mercato immobiliare...quindi non trattatemi troppo male, please

saluti

AM

Felice Capretta ha detto...

@ AM

non do' consigli, preferisco sbagliare da solo :-) , ma se qualcun altro se la sente è libero di farlo.


@ survivalist in genere

preciso che il blog corvide.blogspot.com non è collegato in alcun modo ad informazionescorretta (giusto perchè non andiate appositamente sull'isola canadese a cercarmi... non mi troverete :-)

saluti felici

Felice

Pluto ha detto...

@ Franco:
vedi, avere questa visione di ciò che sta per accadere (sempre nella speranza di sbagliarmi) non porta ad aver paura ma ad organizzarsi.
Sinceramente a me non spaventa l'idea di vivere diversamente in un futuro più o meno lontano. Anzi, ne sarei forse lieto. Mi preoccupa il fatto che nel periodo di transizione vi siano dei pericoli relativi specialmente alla sicurezza e all'alimentazione di cui è bene occuparsi ora, quando comprare i 110 Kg di farina che serve per una famiglia di 3 persone costa 50 euro e la fatica di portarla a casa. Averla mi fa sperare di avere meno problemi di sostentamento in quel periodo e di aumentare le possibilità di organizzarmi per la mia nuova vita, che ancora non possiamo capire che forme avrà.
Quanto poi tu dici è giustissimo.. ma la vita ci serve appunto per fare quelle esperienze che poi ci elevano. Per questo, se è possibile, cerchiamo di farla essere oltre che più proficua anche la più lunga possibile.

Anonimo ha detto...

@ AM
secondo me, prima la vendi e meglio è...(e già adesso non è facile...). Il mercato immobiliare è quasi fermo ed i prezzi scenderanno...
Aspetta chi deve comprare, non chi deve vendere...

Pluto ha detto...

@ AM: se davvero sai che vuoi/devi vendere prima cominci meglio è.
Individua un prezzo che ti pare equo per la vendita e tienilo nelle contrattazioni.
Questo ti metterà al sicuro da cambiamenti del mercato.
Dove si trova l'immobile? che tipologia è?

Anonimo ha detto...

se andiamo dietro al geab a blondet-fascita ed al complottismo catastrofisra(le torri gemelle sabotate i rettiliani e x ultimo i vaccini che avrebbero dovuto dimezzare la popolazione mandiale.oltre la demonizzazioine di ogniinfluenza con questo modo irrazionale di affrontare le sagome del capitalismo
-maturo c'è chi l'ha chiamato turbo non si va aq nesuna parte...!!!! capitalismo a fase finanziaria irrazionale-terminale.i problemi sono sovrapproduzione.distruzzione delle risorse.raggiunti tutti i picchi. petrolio.oro.water,aree agricole... e via dicendo il declino è in atto.ma il geab forse, dico forse, inizierà ad azzeccarci quando tornerà a fare analisi di politica economica analisi della sosteibilità del sistema economico così com'è senza paraocchi.

vigna ha detto...

Grazie a Voi tutti per i Vs. preziosi commenti e sinceri auguri per le Feste, ma sopratutto, per il prossimo futuro.
La situazione è moderatamente "grave". Le vendite natalizie stanno subendo dei veri tracolli, non ci sono i soldi per pagare gli anticipi Iva e nemmeno i fornitori in scadenza. Le banche, puoi immaginarTi se ti danno soldi in queste situazione e poi anche loro non ne hanno. Quest'anno hanno chiuso 35.000 negozi in Italia e tanta gente rimarrà senza lavoro. Io, dai miei 54anni non la vedo promettente la situzione e, devo ammettere che non ho mai passato un periodo così incerto nella mia vita.
Nonostante tutto spero ancora , ma senza crederci troppo.
Auguri a Voi tutti
Vigna

Anonimo ha detto...

Sono il Mondo

Non capisco perchè quando leggete in un libro che il modello di società e di civiltà Egizio si affermò più di mezzo millennio dopo quello sumerico, oppure che la costituzione dei Cavalieri dellOrdine di Malta spazia nel corso di circa 200 anni, lo facciate con nonchalance e lo accettiate senza il minimo pensiero di ordine temporale e poi vi preoccupate così per pochi mesi o anche anni che dovrebbero cambiare il corso della storia.

Ho paura che stiate confondendo la vostra Storia con la mia Storia.
Quella che per voi è la fine di un sistema per me è un semplice cambiamento e se dovesse anche succedere che voi tutti spariate dalla faccia della terra per me sarebbe solo una sorta di evoluzione.
Cosa è che vi fa ritenere così importante la valutazione di quanto sta accadendo?

Il fatto che vi veda coinvolti in prima persona?

E quanto pensate che questo possa essere importante nella visione di insieme che ho io da quando esisto?

Sciocchi egocentrici.

Io so' Io e voi nun zete un cazzo !

Anonimo ha detto...

Ahimè Pluto ha perfettamente ragione: quello che non sappiamo è il timing giusto. La stessa cosa stava per accadere due volte nell'ultimo anno.
Non siamo ahimè nel Deserto dei Tartari.
Da parte mia credo che l'ultimo stimolo da 2000,00 miliardi dato dal Congresso con l'ampliamento del deficit disponibile dia qualche mese di più. Ma non si sa mai....e per fortuna ora bastano 500-1000 Euro per fare le scorte.

Auguri

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Quante volte avete già buttato la farina in questi ultimi tempi?

Mario ha detto...

l'intervento di Pluto vi sembra fantascienza? abbiamo tutti la memoria corta allora ...
http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/cronaca/sciopero-autotrasporto/scaffali-vuoti/scaffali-vuoti.html

"Se scatta la psicosi da accaparramento già da domani cominceranno a sparire i prodotti dagli scaffali. I primi a mancare saranno inevitabilmente tutti quelli freschi: il latte, la frutta, la verdura, il pane. Poi finiranno i latticini, e i prodotti a lunga conservazione. E nel giro di due giorni potrebbe mancare di tutto, dall'acqua minerale ai detersivi. I supermercati hanno riserve in grado di resistere due o tre giorni al massimo in assenza di rifornimenti.
Giuseppe Cuffaro, responsabile della logistica di Coop Italia

Anonimo ha detto...

@ Io so' Io e voi nun zete un cazzo !

io penso sia come dici tu. sui tempi non lo sapremo e dovremo fidarci di compiere azioni in sintonia con cio' che sentiamo dentro. le informazioni da fuori non servono se non per trovare persone con le quali condividere questa esperienza.

@pluto
sono felice di sentire che ci sono persone che hanno deciso di trasformare il pensiero in azione perche' alla fine e' cosi' che si crea la vita nel nostro mondo, se uno poi riesce a collegarsi col tutto (attraverso il proprio cuore) va anche via la paura e questa esperienza da tragica come puo' sembrare diventa meravigliosa, anzi magica.
questo servira' poi nel momento in cui non sara' l'uomo ma la terra il principale cambiamento, la terra ci avvertira' in anticipo dei pericoli, pero' per essere avvertiti non ci vuole il collegamento ad internet ma quello col cuore.
per farvi un esempio, qui a bali ci sono state tante persone avvertite in anticipo della scossa di terremoto, chi un giorno o due prima, chi (ancora meglio) solo qualche ora prima.
il come sono stati avvertiti non ve lo dico perche' la curiosita' e' d'oro.

indopama

auguri per il gruppo di corvo e anche per tutti gli altri gruppi.

Anonimo ha detto...

Ciao Pluto,
Pluto ha scritto:
"vedi, avere questa visione di ciò che sta per accadere (sempre nella speranza di sbagliarmi) non porta ad aver paura ma ad organizzarsi."
Ah no?
allura perche' dici che:
"Chi può si munisca di armi e faccia scorta di munizioni: le usi con coscienza."?

'fanculo! (a me) che ho pensato la stessa cosa, 'fanculo! (sempre a me) che ho messo le cose nello stesso ordine: cibo->armi.
Ma non era il sesso la mia priorita' assoluta?
'fanculo un po tutti.....

Ciao,
Vernavideo

Pluto ha detto...

@ Vernavideo:
acc.. pure il mio obbiettivo primario era lo stesso. Staremo invecchiando o sono gli effetti dell'indigestione? ;)