lunedì 21 marzo 2011

Risultati referendum in egitto, guerra in libia e sviluppi nello Yemen

In Egitto sabato si è tenuto un referendum sulle modifiche alla costituzione. Ha vinto il SI, sostenuto dai Fratelli Musulmani e da altri gruppi, che apporta, tra le altre modifiche, il divieto di rieleggibilità per più di due mandati consecutivi e porta il mandato a massimo 4 anni.

I fautori del NO, tra cui buona parte di piazza Tahrir, ritenevano che le modifiche proposte fossero insufficienti e che fosse necessario prima un approfondimento ed un periodo di analisi accurata delle modifiche proposte. E soprattutto miravano alla completa riscrittura della costituzione egiziana.

Questa è la prima sconfitta di Piazza Tahrir, e potrebbe essere il primo passo nella direzione del dirottamento di quell'unità che ha portato alla caduta della dittatura ed alla riapproriazione di un'intera nazione da parte della sua gente.

I poteri che vogliono instabilità e che vogliono controllare l'Egitto probabilmente cercheranno, da qui alle elezioni previste nei prossimi mesi, di portare al potere uno schieramento o una persona ad essi gradita, e lo faranno con ogni mezzo. Se necessario, useranno le solite carte: provocatori, estremizzazione delle posizioni, se necessario perfino attentati.

Staremo a vedere se l'Egitto riuscirà nel difficile intento di mantenere la nazione unita e nelle mani dei cittadini.


In Libia, pare che uno dei figli di Gheddafi sia una delle vittime del combattimento in corso. La maggior parte dei media allineati tendono a sorvolare sul fatto che in realtà il figlio di Gheddafi sarebbe stato colpito alcuni giorni fa, quando un caccia mandato a bombardare gli insorti ha fatto dietrofront e si è schiantato sul compound di Gheddafi, come ben sanno gli affezionatissimi.

La sensazione sui fatti libici è comunque che la popolazione libica passerà dalla padella alla brace, augurando sempre e comunque che riesca nel suo intento di riappropriarsi la nazione.


In Yemen, numerosi ufficiali di diversi gradi hanno annunciato oggi che sono passati dalla parte dei manifestanti. Con le loro truppe. Possiamo iniziare a chiamare Saleh "futuro ex presidente".

In Siria, le manifestazioni stanno iniziando a prendere piede in più parti del paese. Da Danaa si sono estese al sud del paese ed ad alcuni sobborghi di Damasco.

saluti felici

Felice Capretta

6 commenti:

OT Mario Barbiero ha detto...

Italia e Francia ai ferri corti
Germania che si dissocia dall'intervento
Norvegia che si tira indietro
Inghilterra che non condivide la posizione statunitense, posizione che non è condivisa nemmeno dallo stesso segretario statunitense alla difesa
Russia che dichiara:"abbiamo fatto bene a riarmarci".
Non male davvero ...

Il Bagatto ha detto...

Giusto per curiosità: sapevate che in Italia abbiamo delle centrali nucleari attive? Sono centrali di ricerca e studio, di piccole dimensioni, però, in caso di avaria (già avvenuto qualche piccolo incidente) possono creare problemi consistenti. Questi i link di approfondimento:
http://www.enea.it/attivita_ricerca/energia/fissione_nucleare/allegati/TRIGABove.pdf
http://www.enea.it/attivita_ricerca/energia/fissione_nucleare/allegati/TAPIROBove.pdf
abbiamo parecchio plutonio e tonnellate di rifiuti radioattivi stoccati “temporaneamente” a pochi kilometri da Roma (ma non ditelo a Bossi)
Tornando agli avvenimenti mediterranei: se non ci si sbriga a chiudere la faccenda, saranno grossi guai. Interessante vedere come il fronte “democratico” stia perdendo pezzi e credibilità e come, invece di chiudere gli spazi aerei, stia tranquillamente bombardando obiettivi di terra (ma qualcuno ha fatto leggere loro le disposizioni dell’ONU?).
Felice, a quando il prossimo post sul terremoto? (così rispondo anche a Hiei che si è camuffato da Anonimo, tanto lo riconosco, farfalle o no … )

OT Mario Barbiero ha detto...

Barama lancia circa 80 milioni di dollari di missili al giorno.
Stasera ha dichiarato che la guida statunitense è garanzia di legittimità internazionale e che la Nato ... beh avrà da fare anche lei, ma dopo, molto dopo!
Facciamo ciao ciao con la manina al petrolio libico, poi toccherà al gas algerino.
Lo hanno capito anche a Roma, un po' tardi.
Adesso alzano la voce, ma il rombo dei missili è troppo forte perchè qualcuno li senta.
Povero Silvio B., adesso che gli tolgono anche le centrali rischia grosso, il sarcofago criogenico con cosa lo alimenterà.
Il PDL vanta circa 20 milioni di elettori, qualche migliaio di bici e dinamo e ... il problema è risolto.
Domani TORO sui produttori di biciclette!
A proprosito, chi sa l'indirizzo di quelli che scrivono il Geab?
Bisognerebbe mandargli una copia de Il Principe di Machiavelli, magari imparano qualche cosa.

OT Mario Barbiero ha detto...

@Il Bagatto
incosciente! non svegliare lo Hiei che riposa ... io l'ho fatto e hai visto come è andata a finire ...

Anonimo ha detto...

"così rispondo anche a Hiei che si è camuffato da Anonimo"

Cammuffato che? E' per passare i filtri!!

Anonimo ha detto...

Cosa ci tocca? intanto becchiamoci queste:
- default portogallo quasi sicuro questa settimana... a quanto un default generalizzato di portogallo + grecia + irlanda
+ ...?
Fra