venerdì 13 marzo 2009

Licenziamenti Continental e Sony in Francia, proteste

Licenziamenti Continental e Sony, si accendono le proteste in Francia.

Nel post “quanto durerà la crisi economica?” e successivi, traducendo il GEAB Report, avevamo sottolineato la possibilità che si aprissero disordini anche nei paesi europei.

Così è stato: Islanda, Grecia, repubbliche baltiche. Proteste più o meno vibranti con manifestazioni di piazza anche in Irlanda, UK e Francia.


Licenziamenti Continental, 1120 in strada

A Clairoix, Francia del nord, ieri i manager della Continental si sono meritati un lancio di uova durante la protesta per la chiusura di un impianto di pneumatici del famoso marchio con conseguenti 1120 posti di lavoro spariti.

La ministra dell’economia Christine Lagarde si è detta scioccata dalla decisione.

Chissà come la cuoce la frittata, lei.

Ce ne dà notizia Europe1.


Licenziamenti Sony, A.D. bloccato

Stranamente in Italia si da' piu' spazio al “sequestro” dell’amministratore delegato di Sony Francia e di alcuni manager da parte di un gruppo di dipendenti dell’azienda giapponese nei pressi di Bordeaux.

Serge Foucher ed alcuni manager con lui sono rimasti per tutta la notte nell’impianto. I lavoratori hanno chiuso la strada con qualche tronco d’albero.

Sembra che i dipendenti non abbiano gradito la visita: Sony aveva proposto la riconversione dell’azienda alla produzione di pannelli solari, ma poi ha preferito informare i dipendenti che puntava ad una soluzione più definitiva: chiusura e licenziamenti.

Questa mattina Foucher ed i suoi uomini sono stati lasciati liberi.

(reuters)

Saluti felici

Felice Capretta

8 commenti:

Daniele ha detto...

E questo è solo l'inizio...
Questa sarà un'estate calda mi sa...

Speriamo bene...

Anonimo ha detto...

pero' , il sig. capretta dice che ci sara'una ripresa in italia nel 2010 ma non sembra che tutti la pensino cosi, ieri ad anno zero il presidente della provincia di firenze ipotizzava che non ci sarebbe stata una ripresa in italia prima di 4 anni ..
non pensa di essere un po troppo ottimiosta sig. capretta?

Bubo ha detto...

Dipende molto da cosa si intenda per 'ripresa'.
Ora, il fondo del barile è chiaro a tutti si toccherà nei prossimi mesi (a parte U.S. dove i risvolti sono tutti da chiarire, vedi fallimento del dollaro).
Ci sarà chiaro un lento periodo di stazionamento, dove la crisi si farà sentire più vicino dei mesi attuali, quando le famiglie avranno perso lavoro da molti mesi, e il sentore della povertà sarà più forte (per ora, che siamo messi male, non si sente molto perchè in qualche modo la maggior parte tira avanti, che sia cassa integrazione o part-time).
Penso che la ripresa a cui si riferisse il pres. sia un vero e proprio ritorno alle assunzioni, commesse in rialzo etc...

Ma una cosa mi sento di dire, che Felice non ha mai sottolineato, non so perchè.
Non vi è chiaro che tutti questi posti di lavoro bruciati non possano essere replicati in un futuro?
Chi lavorava in Sony, anzichè Ariston o che, produceva fino a ieri ROBACCIA (telefonini, lavatrici inquinanti, schifezze simili) che primo era intesa con una pretesa di consumismo estrema, secondo ai ritmi di lavoro diurno+notturno hanno reso il mercato pieno di siffatta spazzatura.
Ora chi si lamentava dell'apporto negativo al clima di questo passato mercato globale, si lamenta dei posti di lavoro spariti o in bilico, senza dare soluzioni (tecnicamente parlano solo di fiduciare le aziende in modo tale da non licenziare il personale).
Abitando nel Nord-Est, e avendo collaborato con varie aziende mobiliere, ci si rende conto che la popolazione non può cambiare cucina ogni 3-4 anni, così come lavatrice o monitor 555" pollici.
Andrebbe tutto ricollocato, ma da un certo punto di vista ciò che accade è un fatto 'naturale'.

Felice Capretta ha detto...

velocissimo, sono i passaggio

anonimo, mai parlato io di ripresa nel 2010... anzi : )

Anonimo ha detto...

Ciao Felice, è da un paio di mesi che leggo questo blog, che è fra le poche fonti di informazione che non ci racconta favole.

Forse i report di europe2020 li stanno leggendo anche in America. Segnalo questo articoletto:
http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=prp&id=212272

A pagina due si legge:"Il centro del dibattito è negli Stati Uniti, dove si sta formando un ampio consenso su due questioni cruciali. La prima è che la politica dei salvataggi degli istituti bancari attuata finora non produce alcun risultato, poiché non serve a frenare la vera e propria caduta dell’economia e non migliora lo stato di salute delle banche.
La seconda questione è la consapevolezza ormai diffusa che nelle pieghe dei bilanci delle banche vi è un vero e proprio buco nero che rischia di risucchiare tutte le risorse disponibili anche di un Paese grande e potente come gli Stati Uniti. Questo fondato timore ha già indotto sia l’amministrazione Obama sia alcuni importanti esponenti repubblicani ad escludere l’ipotesi di nazionalizzare le banche in crisi. E ciò sta frenando anche il decollo del piano salvabanche presentato dal ministro del Tesoro Tim Geithner."

Insomma... forse qualcuno si è svegliato dal letargo?

Anonimo Alex

Daniele ha detto...

E' drammatica ragazzi, drammatica..
Non oso pensare alle orde di giovani abituati a tutto e a fare tutto quando non avranno più niente...

Anonimo ha detto...

Se non altro, da parte di tutti, ci sarà un salutare ritorno a piu' sobri comportamenti. E per i giovani , beh , dovranno uscire dal torpore di una società fasulla, con lavori fasulli (call-center) con orari fasulli (2 posti di lavoro da 4 ore in luogo di 1 a 8).
E' UN BENE CHE SI SVEGLINO ! Qualcuno sta incominciando a spiegargli, in modo blando per la verità (Sacconi) che non tutti i laureati che hanno l'aspettativa di diventare dei manager potranno diventarlo ...
Insomma il mondo del lavoro cambierà significatiamente e sono d'accordo con chi ha scritto piu' sopra che certi posti di lavoro persi non torneranno piu', almeno sotto quella forma.
Saluti
Stefano

Daniele ha detto...

Un'altra cosa che mi preoccupa è che si volgia risolvere la crisi costruendo ancora...
Ci vuole agricoltura, l'italia non è autosufficente in quanto a cibo, sembra incredibile ma ormai è così...