domenica 14 febbraio 2010

Com'e' vivere in Via Padova? Gli scontri a Milano, all'inferno e ritorno

La notte del 13 febbraio in Via Padova, una zona semiperiferica di Milano, si è scatenata la guerriglia urbana.

Avremmo voluto parlarvi di economia, di Goldman Sachs, dei salvataggi greci e di come un popolo stia per trovarsi un padrone in più, questa volta nemmeno eletto, ma...

...oggi no.

Ci abbiamo vissuto, lì.

E vogliamo raccontarvi dall'interno com'e' vivere esattamente in quel quartiere di Milano.

Già, perchè all'inizio di questo millennio abbiamo vissuto per due anni circa proprio in quella via che vedete in queste foto. In quel ristorante dietro la folla con scritto nella prima vetrina a sinistra "pollos alla" (finisce con "brasa", ma non si legge) ci abbiamo scoperto le papas alla huancaina.

Buone.





Di fianco ci sono dei cinesi, poi un phone center di egiziani e un negozio di specialità sudamericane.

Parcheggiavamo la nostra auto proprio lì, metà sul marciapiede e metà no, sperando di ritrovarla la mattina dopo, preferibilmente intera.

Già, perchè prima bisognava trovare parcheggio la sera.


Primo: parcheggiare l'auto (e ritrovarla intera)

Infatti, periodicamente l'amministrazione locale metteva righe ed eliminava parcheggi, per poi mandare gli ausiliari della sosta. Questi finivano con il fare le multe a quei disperati che, dopo aver perso più tempo a girare per trovare parcheggio che a tornare dall'ufficio, si rassegnavano a mettere la macchina su un fazzoletto di marciapiede.

Che poi, quando lo trovavi, dovevi tirare fuori il calendario ebraico e calcolare le effemeridi secondo il metodo assiro-babilonese per scoprire se per caso quel giorno non era uno dei due giorni alla settimana che passavano a fare il lavaggio strade, e che ti beccavi come niente settantaeuro di multa.

Infine, la lasciavi, guardandola così, sperando di ritrovarla la mattina dopo.

Già ritrovarla era un passo avanti.

Ritrovarla la mattina senza multa era una gioia per il portafogli, ma c'era sempre la possibilità di trovala con un vetro sfondato, oppure ricoperta di bottiglie di birra e con una o più pisciate sulla portiera, o nella più pulp delle ipotesi, con un sudamericano sotto che dormiva beato.

Ritrovarla sana e salva era un piccolo natale.


Il senso di insicurezza

I primi tempi portavamo fuori il cane la sera con in tasca una elegante lama sottile a serramanico da 30 cm circa.

Che non è un AK-47, ma ti lenisce quel senso di insicurezza che ti viene specialmente quando i pochi sguardi che incroci ti ricordano che, fosse per loro, ti avrebbero accoltellato il maschio, stuprato la femmina e cucinato il cane con il cumino e il sommacco. Specialità da nordafricani, sarà la familiarità con le spezie. Invece i sudamericani si limitavano ad ubriacarsi e prendere a calci il tuo cane.


Quando ti gira, ti gira

Che poi quando vivi in quelle situazioni lì ti gira il boccino facilmente.

Al piano di sotto abitavano un certo Francesco e sua moglie, una coppia di milanesi perbene, lui insegnante e mediocre pianista dilettante con la fissa per Mahler (forse, cioè non ne ho idea, pero' uno che si chiama Mahler mi suona di atmosfere psicotiche), lei psicologa in un consultorio.

I due avevano speso tutti i loro risparmi e si erano indebitati pesantemente per acquistare entrambi gli appartamenti al primo piano di questa casa e fare un unico grande appartamento.

Bello.


Il giardino e la latrina

Poi dietro nel giardino c'era anche un bellissimo ciliegio che fioriva e profumava e sembrava di essere al mare.

Per una settimana l'anno. Per il resto, il giardino interno era ormai adibito a deposito di rose per venditori bengalesi ma soprattutto a toilette per chiunque. E per chiunque intendo chiunque, anche non del palazzo.

Tanto, il portone era sempre aperto.

Una volta, mentre guardavo ormai con distacco una rissa tra un italiano e alcuni nordafricani sulla ringhiera della casa di fronte (e la persona che c'era con me telefonava al 113 sentendosi dire "non si preoccupi, se continuano ci richiami"), ne ho visto uno che faceva i suoi bisogni nel giardino.

Da quale parte del mondo arrivasse, apparteneva all'etnia dei gran maleducati.

Gli ho tirato contro la prima cosa che mi è venuta in mano.

Era una molletta per i panni - il vaso era troppo lontano.

Mancato.

Gli ho urlato una raffica di insulti abilmente vaghi:

"Che c****o fai??

Vai a fare i tuoi bisogni a casa tua!

P****o!

P****o te e il tuo dio!", giusto per essere sicuro di non sbagliare religione.

(e mi scuso con coloro che si sentissero offesi, ma queste sono le esatte parole che ho usato quel giorno. D'altra parte quando vedi uno che ti fa la cacca in giardino un po' ti sale la carogna)

Colpito, almeno nello spirito.

Ha urlato qualcosa ed è' scappato.

Comunque torniamo alla coppia.

Francesco e sua moglie avevano investito tutti i loro risparmi in quella casa e si erano pure parecchio indebitati, raggirati da un venditore che - mi auguro - sia rimasto coinvolto negli incidenti.

Si sono trovati così con un mutuo da pagare e:

  • fuori, il leoncavallo a due passi (allora era lì)
  • al piano di sotto, 10 cubani in un bilocale e 8 indiani nell'altro, naturalmente con le spese condominiali dell'acqua divise alla romana
  • al piano di sopra, 2 travestiti brasiliani con problemi di alcol e droga in un appartamento (immaginatevi che silenzio, di notte) e
  • una prostituta che esercitava in casa di giorno nell'altro appartamento (immaginatevi che silenzio, di giorno)
  • due piani più sopra, dei cingalesi venditori di rose e un molto probabile spacciatore di eroina
  • anche dopo il trasferimento del leoncavallo, una situazione da banlieue appena fuori dalla porta blindata


Risultato, Francesco e sua moglie si sono barricati in casa.

E a Francesco ha dato di volta il cervello.

Completamente, anche se sembrava normale, affabile all'apparenza.

L'unica volta che abbiamo cenato insieme, mi raccontava che la zona stava cambiando, stavano aprendo negozi, stavano per fare un grande viale pedonale con grande illuminazione, praticamente un'isola pedonale dello shopping.

Ne era convinto, Francesco.

Già.


Quando ti gira, ti gira // 2

Anche a noi era girato più volte il boccino. Ebbene si, anche a me.

Ma allora era veramente un'altra vita.
E poi in quella condizione non è facile mantenere la calma.

Forse perchè quelli di sopra davano da mangiare ai piccioni, e quelli stazionavano proprio sopra ai nostri panni stesi. Un ottimo posto per fare montagne di cacca.

Certo, anche quella volta della pioggia di polvere, pulci e scarafaggi sulla nostra testa caprina non era malaccio.

Milton, quello di sopra, aveva fatto la pulizia semestrale ed era riuscito a mettere all'angolo gli insetti di casa.

Poi li aveva storditi con la sparachiodi (come minimo) e, messi tutti in una secchio, aveva pensato bene di svuotare il secchio di sotto.

Solo che di sotto c'era la nostra testa caprina che in quel momento si affacciava per controllare se i panni erano asciutti, con un tempismo degno dei fratelli Vanzina.

Ecco, si, quella volta ci era girato il boccino non poco.


Hotel Euro1, zero stelle con sopresa

Una volta stavamo tornando dal giro con il cane, e, nell'ambitissimo parcheggio da 10 posti (di cui uno occupato da un'auto bruciata 6 mesi prima) c'era la solita auto fracassata con un pezzo di paraurti giù.

Il boccino era già girato da un pezzo e, tanto per sfogare un po' la tensione, abbiamo tirato un calcio enorme al paraurti con l'anfibio punta-di-metallo (eh si, ai tempi eravamo un po' cattivelli, ma si parla - letteralmente - di una vita fa).

Botto della madonna.

Finestre sulla piazza chiuse all'istante, riflesso condizionato tipo sparatoria nella profonda sicilia.

Nel buio, dentro l'auto, due occhi bianchi sbarrati.

Nell'auto c'era un poveraccio che dormiva.

Credo che gli batta il cuore ancora adesso se ci pensa.

Da queste colonne gli mando un abbraccio, se mai gli potrà arrivare, per quello che vale.


Prostituzione e racket

Ecco. Ah, nell'appartamento della prostituta sopra Francesco e la moglie ci siamo andati a vivere noi.

Abbiamo scoperto solo dopo che ci aveva esercitato una professionista fino a poche settimane prima.

Doveva avere un bel giro di clienti, dal momento che per altri 8 mesi c'era sempre qualcuno che suonava il citofono e chiedeva se poteva salire.

Immaginatevi le dolci risposte caprine dal terzo mese di scampanellate in poi.

E' una zona di prostitute che esercitano in casa, se ci passate fate caso alle porte e finestra con vetrina con tapparellina interna abbassata che sembrano studi dentistici e si affacciano sulla via: sono luoghi di esercizio della professione.

Passano quasi inosservate.

C'e' anche il racket delle prostitute.

Una vecchia maitresse si era messa in proprio e gestiva il suo giro.

Il robivecchi al piano terra non le aveva voluto cedere il suo negozio. All'inizio lo minacciavano, dicendo che gli avrebbero rubato tutto quello che aveva.

Così lui ha preso un grosso cane e lo teneva nel negozio. Una patatona di quattrozampe da 50 kg che si faceva coccolare da tutti.

Gli hanno dato fuoco al negozio di notte. C'era dentro il cane.

Me lo ha detto la sera dopo, ancora in lacrime.

Dopo, ha venduto.

Adesso c'e' una porta e finestra con vetrina con la tapparellina interna abbassata.


I vantaggi

Certo, c'erano anche i vantaggi.

Mohamed aveva un ottimo kebab a soli 2 euro e 50. Per non parlare di un polo-spiedo-con-safrani veramente eccellente.

Una volta mi ha fatto assaggiare un dattero fresco, era Ramadan, si usa darli agli amici. Dalle macchie di unto e dalle scritte in arabo sullo scatolone, si capiva che era appena arrivato dall'Egitto.

Mohamed, con la sua manona, me ne ha offerto uno.

Ho fatto un rapido calcolo e ho pensato cosa rischiavo, tra la salmonella, la legionella e la febbre del Nilo, o forse tutte insieme. Sono sopravvissuto ed ho scoperto un gusto inimmaginabile.

Soprattutto credo che in quell'esatto momento io e Mohamed siamo diventati veri amici.

Tuttora vado a fare rifornimento di spezie da Adamu, le ha dietro la cassa, seminascoste, vengono dalla Siria. Prima di convincerlo a mostrartele devi farti rifilare almeno 15 euro di merce varia.


Parte del clan: la sicurezza

Noi occidentali della tradizione atlantica abbiamo le istituzioni. Se vuoi comprare la macchina prendi e vai dal concessionario. E la compri.

Gli arabi, nel loro stile di vita, hanno i clan: se vuoi comprare la macchina, chiedi a tuo cugino, che chiede a suo cugino, che sa che la moglie del decimo fratello conosce uno che vende le auto. E la compri.

Entrambi i modelli organizzativi funzionano, con vantaggi e svantaggi.
Nessuno dei due è buono o cattivo.

Dopo un 8-10 mesi che andavo da Mohamed regolarmente, un po' per il kebab, un po' per chiacchierare del Medio Oriente, o forse dopo il dattero dell'amicizia durante Ramadan, gli arabi della zona hanno capito che eravamo anche noi un po' del clan.

Da quel momento potevamo andare in giro di notte nudi con la carta di credito appesa al braccio serenamente.

100% sicurezza. Dall'oggi al domani. Davvero.





Lo spaccio

Poi, beh, per alcuni puo' essere un vantaggio o uno svantaggio avere a due passi l'ipermercato della droga aperto 24 ore su 24.

Bastava andare al parchetto e guardarsi un po' intorno. Una volta ho sentito uno strano odore dolciastro misto a tabacco, veniva da due sudamericani che stavano fumando.

Pensavo che fosse una qualche stranissima varietà di marijuana. Anni dopo mi hanno spiegato che quello è l'odore che fa la cocaina che brucia sulla sigaretta.

Erano le 16:30 circa.

Per non parlare dei nordafricani, per lo più, intenti a stendere lunghe strisce bianche ed abbassare la testa su quelle strisce. Sempre al parco, sulle panchine, in pieno giorno. Un muro separa quel parchetto dal parco trotter, all'interno del quale ci sono le scuole elementari e un asilo.


Le placche etnico-continentali

Sapete cosa provoca i terremoti?

Due o più placche continentali, diverse e separate, che so, quella sudamericana e quella africana, lentamente si spingono l'una con l'altra.

La pressione aumenta. E cresce.

Ma finchè cresce, tutto va bene apparentemente. Poi, come un ramo di legno secco sottoposto a pressione alla due estremità, quando un pezzettino si rompe - track - si rompe tutto.

Terremoto.

in via padova ci sono tre placche continentali principali.

Ci sono i sudamericani. Sono tanti e bevono molto, ma non sono particolarmente aggressivi, almeno non con gli italiani. Ci sono le bande e ci sono i coltelli.

Ci sono i nordafricani. Sono tanti, sono sempre incazzati e gestiscono lo spaccio di droga.

Ci sono i cinesi. Sono tanti, si smazzano le loro cose tra di loro, forniscono cibo a basso costo a tutte le placche etnico-contientali. Gestiscono il commercio al dettaglio.

Ci sono poi le altre etnie, tra cui quella italiana, che conta poco o niente.

A volte, le placche si spingono così tanto che basta un niente per arrivare alla rottura, e lì esplode il terremoto in tutta la sua forza.

Ma vediamo cosa ci racconta il tgcom, che naturalmente cerca il ben noto "pazzo isolato":


Morto per un piede pestato o apprezzamenti alla fidanzata

Da una prima ricostruzione effettuata dagli investigatori della Squadra Mobile, sembra che a scatenare la lite poi sfociata nell'accoltellamento del nordafricano da parte di cinque presunti giovani sudamericani, sarebbe stato "un piede pestato"

Già.

Anche se, poche righe più sotto, si legge

ala (sic, NDFC) base della lite vi sarebbero stati alcuni sgradevoli apprezzamenti fatti alla fidanzata della vittima, una sua coetanea italiana.

Premesso che non sappiamo e non eravamo presenti al momento del fatto, ma che abbiamo assistito più volte a queste simpatiche scenette di integrazione multiculturale, probabilmente c'e' stato qualche apprezzamento di troppo da un nordafricano alla fidanzata di un sudamericano, e da lì, probabilmente gli insulti, gli spintoni, le manate e poi le lame.

Cose che succedono.

Ma quando metti la placca sudamericana vicina alla placca nordafricana e le metti così vicine che si spingono forte, basta un piccolo cedimento per far scoppiare un grosso, grosso casino.

Avete letto come si vive, lì.

Pensate a chi vive quotidianamente in quella condizione, magari senza un lavoro, magari con altri 10 compagni di stanza e un solo bagno, magari senza permesso di soggiorno e più volte pestato dalla polizia perchè beccato a vendere droga.

Altro che piede pestato.

Basta poco per far esplodere la rabbia... prima verso l'etnia nemica, poi più generica: se sei nel dubbio, spakka tutto.

E così parecchi nordafricani si sono riversati nelle strade, che hanno manifestato la loro rabbia ed il loro malcontento, e lo hanno fatto rovesciando le auto e spaccando tutto, in particolare sfasciando le vetrine dei sudamericani.







Il ghetto dei poveracci

Una volta si creavano i ghetti su base etnica, cercando di regolare in qualche modo le presenze degli immigrati su base geoterritoriale.

Adesso, nell'era dell'imbecillità ed il menefreghismo eretti a pianificazione umana e territoriale, non ci sono più nemmeno quelli.

Sono rimasti i ghetti multietnici dei poveracci, ed il regolamento dei propri spazi è lasciato al fai da te delle lame.

Con il casus belli, esplode la violenza.

Questo è, a nostro avviso, quello che è successo l'altroieri in via Padova.


Come a Parigi nelle banlieue nel 2005,





così Milano, in via padova nel 2010





Nonostante tutto


Non per chiudere con uno slancio poetico, ma ci sentiamo comuque di chiudere con una buona dose di speranza pensando per il meglio.

Con tutti i disastri, la droga, la prostituzione, le lame e gli scontri, via Padova, come ogni banlieue, resta pur sempre un posto dove si sente la Vita che scorre calda e pulsante.

Un luogo di mille colori, mille lingue e mille profumi che si intrecciano ed evocano luoghi lontani, improvvisamente tutti vicini, gomito a gomito.

Così vicino....a due passi da Piazzale Loreto, in piena Val Padana.

Impareggiabile.

saluti felici

Felice Capretta




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70 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel posto.

Forte Felice!

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Post fenomenale
come le papas a la huancaina...
cele

Anonimo ha detto...

post bellissimo!
grazie felice per aver condiviso con noi la tua esperienza.

LupoLuponis ha detto...

da un milanese doc complimenti per il perfetto spaccato della città

Fabio Vicenza ha detto...

Si si proprio un bel posto...per suicidarsi forse...ma voi siete quelli che credono al meltin pot? Si vede ceh bel paese è diventato l'america dove i bianchi hanno lasciato gli spazi alle altre etnie...Gli Usa stanno collassando anche per questo...Ma dico io è normale uscire con il coltello la sera? è normale avere dorga, prostitute come vicini di casa? Ci crescereste i vs figli? Qui a Vicenza ci sono zone dove è arrivata questa zizzanie e le case non valgono più nulla e non le vendi manco a morire....bel mondo proprio stanno portando...ma per carità svegliatevi...questi qui qunado faranno un partito politico ci faranno scappare dall'Italia....

Felice Capretta ha detto...

Per non parlare di quella volta che mi è entrato nel soggiorno uno che diceva solo

BANGLADESH BANGLADESH

e aveva con sè una valigia più pesante di lui, probabilmente con dentro tutta la sua casa.

si guardava intorno e diceva solo

BANGLADESH BANGLADESH

l'ho cacciato via a male parole, ma forse aveva solo sbagliato pianerottolo.

ed è stata una fortuna, perchè mi ha insegnato a sorridere anche quando un bianco isterico ti prende a male parole.

è solo una piccola parte, di storie stravaganti ne ho in quantità...

saluti felici

felice

Anonimo ha detto...

la conclusione te la potevi risparmiare, perchè non ci sei rimasto nel cuore della vita pulsante?

fabio vicenza ha detto...

http://www.eugeniobenetazzo.com/gheto_capio.htm

leggetevi qui un pò di realtà e per favore non venite fuori coi pistolotti sul razzismo...

Anonimo ha detto...

dalla parte finale di questo articolo non fai più parte dei miei "preferiti"

Guglielmo ha detto...

Ciao Felice.
Capitò anche a me, in zona viale Zara/piazzale Lagosta di vivere esattamente esperienze simili alla tua. Per entrare in casa (un monovolume con angolo cottura e angolo bagno) dovevo passare su un ballatoio e la porta di casa dove vivevo io era l'ultima. Alla penultima abita la vecchia chiromante che ospita un gatto orbo e con la coda mozza. Anche lei dà da mangiare ai piccioni. E passare là davanti si poteva solo tappandosi il naso... Non ho mai avuto il coraggio di guardare in casa sua. Per il resto tutto molto simile, compresi i trans e i clienti che la notte suonavano anche da me... E tutto il resto come da te descritto ottimamente...
Grazie
Guglielmo

Felice Capretta ha detto...

Rimosso commento con nome e cognome, lo incollo qui, di L.M.:

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Ti sei dimenticato una cosa... che chi si ribella non ottiene nulla. Infatti quella cloaca di cui parli riguardante il condominio dove abitavamo è colpa anche dell'amministratore che si è sempre beccato 100€ al mese per non fare nulla. Ho perso la causa e sono stata costretta a pagarne 6000.

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Anonimo ha detto...

E' un discorso da psicolabile, francamente - e questo non ha niente a che vedere col razzismo: quelli che hanno scritto tanti bei commenti indignati non ho dubbi che sottoposti alle giuste condizioni ambientali sarebbero o diverrebbero tali e quali agli stranieri che disprezzano...

Poteva essere carina una nota a margine sottolineando che se non facesse comodo sfruttare l'immigrazione clandestina e senza il proibizionismo su prostituzione e droga non ci sarebbero i presupposti per tante delle belle cose descritte...

Anonimo ha detto...

La fine di una cultura, di una storia e di una nazione. Una identità cancellata. Fanculo agli odori esotici.

luigiza ha detto...

@ Anonimo del 15 febbraio 2010 07.38 che scrive:
"La fine di una cultura, di una storia e di una nazione. Una identità cancellata. Fanculo agli odori esotici."

Magari fosse la fine di una nazione. Sono ormai fermamente convinto invece che sia la fine di una civiltà causata ancora una volta da quella folle, demente, criminale utopia venuta dall'oriente che ancora oggi riveriamo e manteniamo.
luigiza

Alessandro ha detto...

Anonimo ma tu non hai un nome?
Mi devi spiegare perchè devi sempre mettere una toppa a tutto.
Oltretutto non dici niente di interessante, solo aggiungi rumore
a varianza molto stretta.

Alessandro

andrea ha detto...

questa fotografia di vita, oltre che come al solito spiritosa e gradevole, ha un che di poetico, di sentimentale.
forse perchè proprio è un pezzo di vita, o forse perchè li hai trovato alla fine degli amici sinceri, quanto esprimi non è solo un racconto, ma una poesia .
complimenti felice.

Anonimo ha detto...

Grazie Felice x la descrizione di un posto dove fa pensare sul 'senso della Vita' ...

...e sulla sua precarieta', in tutti i sensi!

Sembra che tu sia un personaggio di Pennac ;-)

Hai persino saputo attirar l'attenzione di 'amici' x bene che non escono dall'anonimato ... Almeno un nick se si avesse coraggio delle proprie opinioni ;-)

@Fabio Vicenza
forse i casini che ha l'economia americana e' legato piu' alle minchiate delle banche e dell'alta finanza; e non mi pare che tra i finanzieri stelle&strisce vi siano troppi 'colored'
In ogni caso i bianchi nelle praterie son un male di importazione x il continente nord americano, prima ci vivano i Pellerossa, ... prova un po' a meditare su questo, visto che mi pari sensibile ad argomenti di interesse locale

Axel C.Bianco

Anonimo ha detto...

ma facci capire felice .. stavi in quel luogo cosi' " vivo " e sei venuto via?...:-)

Anonimo ha detto...

certo che a far battute cretine son capaci proprio tutti i....cretini!
:-)

Anonimo ha detto...

Mi sono venuti i brividi a leggere questo topic ... mamma mia. Grazie Felice.

alina ha detto...

Per 28 anni, Felice, ho vissuto a Milano in una delle traverse di via Porpora , quella del bel Renè e sono 20 anni che non abito più nella città.

E' VIA Padova, non VIALE, veh !

Ero amica delle prostitute di via Vallazze che mi raccontavano dei loro figli, il mio palazzo confinava con una villetta che era una casa d'appuntamento per omosessuali. I cileni della notte che spacciavano erano piuttosto silenziosi.
Il negozio di mio padre aveva clienti di ogni tipo : cinesi che parlavano in milanese,calabresi che non parlavano italiano, artisti
pachistani che abitavano in 20 in un appartamento, Amanda Lear, magrebini che combattevano tra loro con mocci di bottiglie di birra.
Ciao, milanes !

Mario B. ha detto...

Impressionante, senza voler nulla togliere ai tuoi altri post, questo è uno dei più belli!
Ieri Rosarno, ma siccome per buona parte del paese quella non è Italia (almeno la parte di paese in cui vivo io, quella che qualcuno chiama Padania) si è fatto finta che fosse un problema tra africani nostrani e africani veri (qua nel padovano ho sentito da più parti questo ragionamento).
Oggi Milano, la capitale economica dell'Italia ... già (scusa Felice se tu rubo l'intercalare), ora capisco un po' di più la delusione di quel mio collaboratore studente iraniano di ingeneria (che bello adesso sono schedato dall'NSA) che appena è arrivato a Padova all'interno del programma di interscambio italo-iraniano è voluto andare non a Venezia, ma a Milano rimanendone fortemente deluso ...

Anonimo ha detto...

ORRIBILE
meno male che cè il grande fratello che ci rincoglionisce l'italia se no sai casino..
ma per quanto tempo??
ma?? speriamo che il prossimo uomo-forte salvatore degli italici valori questa volta ci faccia vincere la guerra!!!
MA??!!

joe ha detto...

http://www.corriere.it/editoriali/10_febbraio_15/editoriale-padoa-schioppa-sovranita-movimento_1f0425e0-19fa-11df-8cad-00144f02aabe.shtml

off topic ma non troppo

Felice dovresti farne un libro.
Comunque per quello che vale, dopo la mia esperienza di vita a Perugia posso dire che i più affettuosi tra gli immigrati sono i tunisini. Se diventi loro amico sei uno di loro. E ti trattano davvero con i guanti bianchi!

ciao

Anonimo ha detto...

Nonostante tutto sti cazzi! Questa feccia di immigrati sarebbe da deportare in toto. Quanti quartieri dovrai veder decadere e trasformarsi in fogne a cielo aperto prima di ritirare una affermazione del genere? Ma stai scherzando o cosa? Magrebini A CASA, rumeni A CASA, albanesi A CASA A CALCI IN CULO DENTRO UN CARRO BESTIAME.

Anonimo ha detto...

"i più affettuosi tra gli immigrati sono i tunisini"
Si si portateli a letto i tuoi tunisini affettuosi. Che bello il meltin pot: piscio droga prostituzione degrado baruffe coltelli magrebi criminalità quartieri allo sbando case a valore zero ecc ecc

ercole28 ha detto...

ciao Felice,
è molto tempo che non postavo + un commento sul tuo blog, ma non ho smesso di seguirti.....

ed ho fatto bene, cavolo!!!!
Il tuo ultimo post, che ho letto tutto d'un fiato, è un affresco pasoliniano di grande livello....
COMPLIMENTI

da solo ti vale il perdono per il fatto che hai rallentato parecchio nella frequenza dei post!!


Veramente, dovresti scrivere...
di mestiere

Un abbraccio
ercole28

Anonimo ha detto...

A causa della mentalità cogliona evidenziata nelle ultime dieci righe dell'articolo l'Italia verrà colonizzata da baristi tessitori parrucchieri e massaggiatori cinesi, spacciatori magrebini, badanti rumene, criminali albanesi e quant'altro. Ma che belli i profumi esotici e l'artigianato etnico...

Anonimo ha detto...

Beh, certo, dimostri una grande dose di umanità.

Ma, forse disumanamente, non posso far altro che rallegrarmi di non vivere in Via Padova.

Se poi aggiungiamo che l'arrivo di questa povera gente ha effetti fortemente deleteri sulle nostre condizioni e sulle loro... perché nessuno vorrà venirmi a dire che loro sono contenti della situazione. Solo che... la loro scelta non è stata azzeccata.
Ma, sono sicuro, se potessero tornare indietro, nessuno penserebbe di partire dal loro paese per venire in questo inferno-parallelo.

E, servono ai soliti per delegittimarci dei nostri diritti.

Il farci parte delle loro tribolazioni ci farà più umani, forse, ma sicuramente più poveri.

GiBi

argentino ha detto...

Anonimo ore 13.30:
sicuramente sei l'unico italiano che non ha familiari immigrati.
Mah...se c'e gli hai anche tu, chiedi cosa facevano quando sono arrivati al nuovo mondo...Scommetto che non erano Gesuiti :)

Ercole ha detto...

Felice sei forte,troppo divertente il tuo modo di scrivere, ho vissuto situazioni del genere a Zurigo,a due passi dalla sede centrale dell' UBS, vecchiette che morivano di fame, malati terminali con ossa rotte che si consumavano senza che nessuno se ne accorgesse, vecchi sepolti nel loro letto pieno di escrementi, fuori non si notava niente, molti sapevano e lasciavano correre.

athoz ha detto...

grazie felice, bell'articolo, bella lezione. da qui in avanti.

“Nationalism is an infantile disease, the measles of mankind. Albert Einstein

Anonimo ha detto...

"Tira le pietre anche tu, dai"
"YOU F*****N' WOGS GET LOST"
"Ma che stanno dicendo?"
"Tira le pietre... SHUT UP YOUR MOUTH YOU BLOODY BASTARDS"
"Che dicono?"
"Tira a quello... YOU F***HEADS... dai scappa, run run..."
... 3 minuti dopo
"ma perchè ci stavamo tirando le pietre con quelli?"
"Perchè noi siamo italiani e quelli australiani"
1981 Hectorville Australia

Lorenzo ha detto...

E' bello e antropologicamente interessante vedere che c'e' gente che ancora si ostina a pensare che la multiculturalita' e l'integrazione sono fenomeni che si devono combattere, o studiare, o guidare
Sveglia gente. E' il 2010
La multiculturalita' e' inevitabile. Non puoi impedire al sole di sorgere o alla pioggia di cadere.
Rimandiamo tutti i cinesi in Cina? Poi imponiamo dazi al 400% sui loro prodotti? Poi iniziamo a fare le fortificazioni ai confini e schierare i carrarmati? E poi un bel giorno ci sveglieremo e scopriremo che la pasta costa 10 euro al pacco e non possiamo scattare foto perche' in Italia non c'e' piu' nemmeno una ditta che sa produrre macchine fotografiche?
Usate la testa per ragionare

La multiculturalita' e' inevitabile.
Pagate le tasse per avere sicurezza. Pretendete sicurezza, non dibattiti.
Pretendete soluzioni, non problemi.
Pretendete trasparenza, non appelli e fiaccolate.


Datemi lo stipendio della Moratti e un centesimo del budget che il Comune di Milano spende in sicurezza e vi trasformo tutta la zona nel raggio di 10 km da Piazzale Loreto in un giardino incantato, in 12 mesi

Scommettiamo?

Il 90% di noi sarebbe in grado di farlo

Lorenzo ha detto...

E comunque, la mia personale opinione e' che la colpa di tutto sia del Governo e del Ministro degli Interni, un incapace, parolaio, ipocrita colossale
Hanno varato una legge megagalattica chiamata Pacchetto Sicurezza che doveva risolvere il problema. Risultato?
Passa un anno, ed e' tutto peggio di prima
Perche'?
Perche' la legge e' inapplicabile
Applicarla alla lettera significherebbe fare i rastrellamenti casa per casa, sequestrare le case affittate ai clandestini, far chiudere fabbriche, negozi e sbattere al gabbio chi da' lavoro ai clandestini.
Ve la sentitte davvero di provare a farlo?
Accomodatevi
Io preferisco rimanere altrove

luigiza ha detto...

http://www.rense.com/general89/immig.htm

Già quanti milioni (how many millions) di immigranti possiamo ancora assorbire senza morire ?
luigiza

alina ha detto...

A dire la verità mi sono sempre sentita io la non integrata in una città come Milano.
Ma il mio spirito è bucolico, non avrei potuto resistere in ogni caso.

Forse gli autoctoni dovrebbero chiedere di poter ritirarsi in riserve come i nativi d'America :)

Comunque resto dell'idea che sia stata una ferma ed anche poco onesta volontà politica a spingere per arrivare a questa situazione.
Ciao ciao.

Anonimo ha detto...

Consumi petroliferi, crollo da 5 milioni di tonnellate nel 2009.
In dicembre le vendite sono diminuite del 6,1%.
in gennaio dell'8,4%.

Commercio Estero: Export 2009, -20,7%.

Terna: consumi elettrici – 6,7% nel 2009.

questa la situazione reale del paese, e' chiaro che sta aggravandosi, al di la' dei proclami. quindi il governo e i media stanno barando, il perche' e' da capire...

indopama

Anonimo ha detto...

Gent.le Lorenzo

anzitutto ricambio di cuore il monito che così gentilemente ci ha inviato ( sveglia ) .

Vero , la multiculturalità non possiamo impedirla , come non possiamo impedire il sorgere del sole . Possiamo ormai solo subirla ( nel bene e nel male) , sperando che in futuro queste persone siano "clementi" con noi ( ad esempio accettandoci nel loro gruppo ) . Credo che per lo più non lo saranno ed avranno anche ragione perchè , da buoni parolai politicamante corretti oppure da biechi sfruttatori del prossimo , a questa gente abbiamo fatto ( salvo le rare ma meritevoli eccezioni ) solo dei danni . Per quanto riguarda i dazi avanti così , non possiamo fermare la santa globalizzazione . Adesso lo vado a dire agli oeprai che stanno manifestando perchè il loro stabilimento chiude e "delocalizza" in Cina . Ne saranno oltremodo felici . Lo vada a chiedere a Lula cosa ne pensa dei dazi . Per carità ,saranno pure una porcheria colossale , però il Brasile si sta tirando su le brache , mentre noi le caliamo , dicutendo allegramante ....... è la legge dell'equilibrio cosmico.



alex

Ps: noto con dispiacere che , secondo lei , tutti i ali stanno da una parte politica . Ne prendo atto ma non sono assolutamante d'accordo .questo modo di ragionare è a mio avviso , la causa maggiore dei nostri problemi . Ma anche qui , avanti con il vento in poppa ......

Goodlights ha detto...

ciao a tutti!

come molti di voi sanno, per lavoro ho a che fare sia con stranieri, sia con italiani delle categorie sociali più disastrate.

l'idea che mi sono fatta è che ce ne siano di "buoni" e di "cattivi" da entrambe le parti.

scrivo "buoni" e "cattivi" per semplificare, anche se non li definirei esattamente così.

vedo persone di tutti i colori e sento storie di difficile integrazione e di razzismo, così come ne sento altre di convivenza pacifica e di solidarietà.

la soluzione non sta nella discriminazione.
sta nell'accettazione dell'altro in quanto parte di noi.

mi piacerebbe sapere quanti fra gli anonimi "razzisti" qui sopra, hanno mai avuto un vero contatto con persone di "colori" diversi dal proprio.

non è vero che le eccezioni sono poche e che tutta la massa è feccia da rispedire indietro su un treno blindato.

vi assicuro che da me arrivano moltissime brave persone che lavorano sodo e si fanno un culo tanto per mantenere la famiglia qui e i parenti di là.
(sostituite pure "di là" con marocco, ecuador, ucraina, albania, argentina, ecc...)

credete che sia facile avere con se un solo figlio mentre la moglie e magari altri due figli sono "di là" a patir la fame?

e gli italiani allora?
son tutti stinchi di santo?

che facciamo?

deportiamo anche gli italiani "cattivi" sul treno blindato?
oppure li giustifichiamo solo perchè loro fanno del male a casa propria?

mha...

sara

lamb-O ha detto...

Bellissimo post; soprattutto per la chiusura che, come prevedibile, ha catalizzato trollate a non finire - come se indicasse un tuo giudizio positivo sulla situazione attuale, poi! Un messaggio di speranza lo si lancia dinanzi a qualcosa che di per sé non va, non è forse chiaro?

Ma l'esperienza di vita vera vissuta da altri vale sempre meno del proprio sbrocching, si sa.

lamb-O ha detto...

P.S. Non so se essere d'accordo coi dazi, ma perché dovrebbero essere incompatibili col multiculturalismo?

Mario B. ha detto...

Un classico del pensiero buonista e benpensante ci ricorda itempi in cui anche i nostri nonni e bisnonni partivano con la valigia di cartone ed emigravano in cerca di una vita migliore.

Chi porta avanti questo genere di argomentazioni dimentica che loro sono andati in paesi come l'America, l'Australia, eccetera, ricchi di risorse e opportunità con intere praterie vergini da riempire ed un'economia in boom.
Vi sembrano l'Italia e l'Europa di oggi?

Lo sapevate che l'Europa ha il 17% della popolazione al di sotto della soglia minima di sussistenza? significa 80.000.000 di persone.

L'Italia invece va verso il 20%.
Nel nostro ricco paese tanto per snocciolare altre cifre:
il 40% della popolazione non puo' pagarsi una vacanza una volta l'anno;
l'11% non e' in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione;
l'8% non puo' permettersi almeno una volta ogni due giorni un pasto che comprenda carne o pesce;
e un bambino su quattro è a rischi di povertà.
Cosa dite, ci ritroviamo qua fra un anno e vediamo come sono cambiate le cifre?
Dispiace dirlo, ma non c'è abbastanza trippa per tutti i gatti, nemmeno nostrani ...

blackskull ha detto...

Caro Felice,
è la prima volta che ti leggo e ti scrivo da Torino.
Nel secolo scorso e precisamente intorno al 1990 frequentavo una moschea privata, ovvero un sudicio appartamento sopra i portici limitrofi alla stazione di Porta Susa.
Ero in ginocchio dietro a Mohammed, l' Imam e al Muezzin che declamava le stanze del Corano e mi chiedevo: Ma che c...o stanno dicendo? Me lo avrebbe insegnato buonanima dell' Oriana.
Mi piaceva l' arabo, mi piaceva il "cioccolato" da rollare ai giardinetti di p.zza Benefica dove lo storico spaccio "Vini e Marocchi" riforniva italiani e extracom, delle giuste dosi alcoliche fino a mezzanotte, poi oltre ti forniva lo stesso a serranda mezza chiusa e si guidava come oggi in stato di ebbrezza, si facevano cagate a raffica, si pisciava in ogni dove e si erano giovani e anche un po' stronzi, dal figlio di papà a quello di tuta blu o colletto bianco.
Erano bei tempi, credimi, i Libici si accoltellavano con gli Algerini, i Nordafricani gestivano la prostituzione della Pellerina, dove con poche lire di broda si faceva un infinito puttantour usciti dai locali cult di quello scorcio di fine secolo decisi a farsi rifornire dai Marocchini del fumo spacciavano ai Muri, prima che arrivassero quelli dell' Est a rompergli le palle ( era anora roba buona ).
La farmacia Buoniscontro sotto i portici di c.so Vittorio Emanuele, spacciava l'1+1 per i tossici e la morfina per i pezzi grossi.
Per noi italiani postdiploma, o più rari postlaurea,cresciuti con l'idea di fare i furbetti rappresentanti di qualche cosa, come i film di Vanzina già insegnavano nelle sale, era una pacchia.
Un c...o di lavoro prima o poi lo trovavi, raccomandato o no.
I soldi in qualche maniera li tiravi su, i contratti cfl e il Tempo INdeterminato, soteneva la domanda interna di beni e servizi e stupefacenti.
I nostri quartieri Bronx, S.Salvario, Porta Palazzo, via Artom, Vallette, Barriera di Milano, non avevano ancora ricevuto l' impatto dell' ondanomala, dopo il crollo del Muro, che per noi valeva un numero non precisato di belle fighe Ungheresi nel mercato delle pornocassette targate Schicchi o qualche parodia divertente su Eva Henger nei panni della signora Fottemberg.
Che c.,,o ne capivamo di multiculturalismo, integrazione e ministero delle pari opportunità.
Bastava farsi di qualcosa per tirare avanti, e passare economiche vacanze in riviera sperando di trombare come dei ricci.
Quindi dove sta la differenza ?
La differenza è che all' epoca avevamo vent'anni e ci integravamo meglio e perchè lavoro , casa, amici, vacanze, scopate, risate,trip e trap c'erano e non ci sentivamo minacciati da nessuno. Adesso ne abbiamo quasi 40 e non c'è più un c...o di certezza.
Solo che le nostre istituzioni ci hanno educato a comportarci benino, ma questo, credimi, non durerà e presto a sfaciare le vetrine e a bruciare le carcasse dormitorio a quattro ruote saremo noi.
Non a caso gli Italiani nel sondaggio del format Rai "Il più Grande" avrebbero gradito al settanta 70% che ci rappresentasse Mussolini.
Ergo, gli zoccoli si stanno scaldando e i numeri alla fine sono quelli che contano, 5.000.000 di stranieri non possono niente contro il resto dell' Italia.
E' solo una questione di denaro e di tempo e di giusta dose d' incazzatera Grecia docet.

grazie e continua così

Miguel Martinez ha detto...

Nel mio blog, ho scritto un post sul tuo post, spero di aver detto qualcosa di utile, anche se di meno poetico.

Fabio Milano ha detto...

Bellissimo post Felice!
Mi hai fatto tornare in mente quand'ero ragazzino e abitavo in zona Ripamonti, periferia sud di Milano. Esattamente tra via Chopin e via dei Guarneri c'era adiacente la chiesa di fatima un campetto da calcio con storica cascina abbandonata risalente all'800. Noi siam cresciuti li ma dopo qualche anno la cascina è diventata proprietà di centinaia di nordafricani di tutti i generi. Non ti dico in pochi anni cos'è diventato il nostro quartiere. Non si poteva nemmeno più giocare a pallone al campetto perchè era diventato il loro bagno pubblico, non ti dico quante merde si pestavano ogni giorno! Poi sono arrivati i topi e due casi di colera....poi l'hanno abbattuta! Ma ricordo molto bene come in quei 5 anni di dominio nordafricano del quartiere il nervosismo regnava sovrano. Una notte al culmine dell'isteria un gruppo di miei amici si erano appostati sotto il porticato vicino al capolinea del 24 con le mazze in mano e le catene aspettando che qualche disgraziato marocchino (all'ora erano tutti chiamati marocchini) tornando dal lavoro passasse di li per andare in cascina. Li volevano bastonare un po! adesso ricordo quei tempi (erano gli anni 80) con nostalgia, perchè ero ragazzino,(non perchè volevano bastonarli...meglio precisare) e perchè ancora non capivo cosa poi sarebbe diventata Milano! tra poco all'età di 36 anni mi trasferirò in Sardegna a vivere....mi dispiace ma Milano mi può bastare! cambio vita!

luigiza ha detto...

L'avete letto, capita a fagiolo: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6770 ?

Caspita che sviolinata che contiene nei rigiuardi del Capretta ?
luigiza

Anonimo ha detto...

quoto, riquoto e straquoto goodlights

il razzismo, così diffuso, radicato e propagandato, porterà presto questo stupido paese alla guerra civile.

ne sono convinto ogni giorno di più

Stefano

Anonimo ha detto...

http://www.corriere.it/cronache/10_febbraio_16/meridionali-intelligenza-ricerca-lynn_42261d88-1b05-11df-af4a-00144f02aabe.shtml

http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&_udi=B6W4M-4X1R2WS-2&_user=10&_coverDate=02/28/2010&_rdoc=10&_fmt=high&_orig=browse&_srch=doc-info(%23toc%236546%232010%23999619998%231577821%23FLA%23display%23Volume)&_cdi=6546&_sort=d&_docanchor=&_ct=22&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=d3ac935d7ed314a1044f1c6695555e2e


un po di antropologia da strapazzo...

complimenti per l'articolo felice!

Marco

Mario B. ha detto...

E' facile dire pane per tutti, ma come facciamo a metterlo in pratica?

Risposta classica:"non spetta a me singolo cittadino che da solo non potrei fare nulla, ma alla classe dirigente (che si fa anche pagare bene per farlo)".
Pensavamo di "sfangarla" così vero?

Peccato che quelli fanno poco o nulla, quindi il cerino torna nelle nostre mani.

Perchè le conseguenze del deterioramento dell'attuale situazione non le pagheranno quei signori come sento dire da chi dice "se cade tutto, li andremo a cercare con i forconi"
Intanto quando inizierà a volare la merda ci saremo noi comuni mortali a prenderla in faccia, non loro.
Ipotizzando che si riesca a passare oltre possiamo andare a cercarli anche con qualche cosa di meglio dei forconi ma:
1° non è detto che si facciano trovare;
2° è molto probabile che con qualsiasi cosa andremo, loro ne avranno di più.

Mario B. ha detto...

INFORMAZIONE MAINSTREAM
"lei sta bene, gode di ottima salute, se si sente un po' giù è per via del cambio di stagione, ma guardi là fuori arriva la primavera!!!"

INFORMAZIONE ALTERNATIVA
"non ha mica una bella cera, il volto è pallido e le cola il naso, penso che lei abbia ..."

Quando parliamo di debiti sovrani, di cds, di mutui sub-prime, stiamo guardando i sintomi della malattia.

Quando parliamo delle risorse non rinnovabili che stanno per finire e di quelle rinnovabili che vengo consumate più rapidamente dei tempi di rigenerazione abbiamo individuato la malattia.

Capolinea signori, che si fa?
Vogliamo continuare a pubblicare link che ci dicono quanto siamo malati? quanto brutta è la nosta malattia? quanto fastidiosi sono i sintomi?

Mario B. ha detto...

Non è una critica nei confronti tuoi Felice.
Tu fai bene a non diventare la punta della piramide da cui dispensare soluzioni.
E'invece una critica innazitutto a me, a tutti gli attuali frequentatori e a quelli che se ne sono andati.
Abbiamo problemi comuni, preoccupazioni condivise, eppure alla fine della fiera ognuno per la propria strada.
Se mi passate l'immagine è come se fossimo delle piastrelle da pavimento, dotate di coscienza propria.
Felice si è posato per primo, diventando il punto di riferimento per quelle che sarebbero venute dopo.
Lo fa giustamente restando al suo posto.
Poi arriviamo un po' alla volta tutti noi e sempre un po' alla volta ce ne andiamo lasciando buchi, zone incomplete ...
Così il pavimento non si formerà mai ...

Mario B. ha detto...

nota di servizio:
faccio pubblica ammenda nei confronti di Mercato Libero e del dott. Barrai che in precedenti interventi qui su IS ho tacciato di fare televendita di immobili brasiliani e me ne scuso.
Questo non perchè ho letto la loro precisazione in risposta ai dubbi miei e a quelli di tanti altri.
Ma perchè ho letto tutti i post da loro fatti e l'idea che lo facciano solo per telepromozione è assolutamemte inconsistente.

Goodlights ha detto...

@mario
"Abbiamo problemi comuni, preoccupazioni condivise, eppure alla fine della fiera ognuno per la propria strada."

ciao!

hai ragione, ma come muoversi se anche si decidesse di "unirsi"?

io 'sto a milano e ho da poco acquistato un casale in montagna, tu stai in provincia di padova mi sembra di ricordare, un altro sta a roma, un altro ancora in sardegna, ecc...

come si fa concretamente a percorrere tutti la medesima strada?

la mia non vuol assolutamente essere una critica, ma è che proprio non riesco ad inventarmi un modo.

qualcuno ha una buona idea?

serata bella a tutti voi!
sara

luigiza ha detto...

E se avesse ragione Volker ?
Se in realtà il problema é la mancanza di capacità di governo dell'abbronzato ?

http://www.effedieffe.com/content/view/9565/183/

Se il problema é nel manico che scenari si aprirebbero con la rimozione del palese imbranato ed inadatto al governo degli U.S.A. ?
luigiza

Mario B. ha detto...

“lo stesso famoso inventore di derivati sofisticati come i Credit Default Swap, un Premio Nobel, mi ha confidato che non servono a niente”
Paul Volcker intervista sul WSJ del 14.12.2009

e ha anche detto che l'unica vera innovazione finanziaria degli ultimi 20 anni è stato il bancomat ...

e ha dichiarato apertamente che l'incremento di PIL derivante dalle istituzioni finanziarie è solo la misura della crescita dei loro stipendi ...

porta pazienza luigiza, mi sei capitato proprio tu (i tuoi interventi tra l'altro qui e da altre parti li apprezzo moltissimo), quindi chiedo:"cosa ti cambia nel quotidiano da stasera questa cosa?"

a me ad esempio niente, incidono molto di più i simpsons che sto guardando adesso in TV ...

luigiza ha detto...

@Mario delle 11.09
Cosa mi cambia ?
Mi riaccende la speranza o forse semplicemente l'illusione che forse, cambiando il ronzino, l'esito di questa crisi potrebbe essere diverso da quello che temo e con me molti altri.
In fondo quel paese nonostante tutte le storture, nonostante tutte le ingiustizie che palesa é una riserva di grandi risorse materiali ma anche morali che, chissà forse potrebbero coalizzarsi per cambiare gli eventi. Come dicevano i latini 'ubi maior minus cessat'.
E bisogna sempre tener presente che le EME, per dirla col Corvo (ma io preferisco chiamarle come da ns. tradizione 'Sostanze separate') Corvo che Felice ha ingiustamente, a mio giudizio, cazziato in altro post (non é un tuo competitor, non hai nulla da temere dal pennuto Felice) agiscono sul nostro piano col consiglio.
Magari altri al posto giusto quel consiglio lo recepiscono e catalizzano le potenzialità di molti che sono solo in attesa di qualcuno che alzi le insegne.
Forse.
Tutto qui Mario.
luigiza

Mario B. ha detto...

@luigiza
"Tutto qui ..."

invece è molto di più ...
grazie
Mario B.

Ci sono tre possibilità:
arriviamo da soli a capire cosa fare (la migliore);
non ce la facciamo e seguiamo le insegne di chi offre una propria soluzione (male minore, sperando che sia un illuminato);
stiamo ad aspettare la merda e preghiamo che salti proprio noi (auguri!).

luigiza ha detto...

A complemento di quanto dal sottoscritto detto nei suoi due ultimi interventi segnalo l'articolo apparso su Come Don Chisciotte: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6772

Non lasciatevi ingannare dal titolo perchè in realtà é una analisi impietosa, ma a questo punto credo anche veritiera, di quel pupazzo ambizioso, vanitoso ed inconcludente di nome Barack Obama.
luigiza

mercatolibero ha detto...

Un applauso a Felice per questo superbo articolo. Anche io ho vissuto in Via Padova fino a 25 anni.....

Un grazie a Mario per le sue belle parole.

Insomma, Questo blog ha il giusto feeling!!! Vai avanti così Felice.

se-po ha detto...

Bel resoconto, veramente.
Ho abitato un periodo in quella zona, all'altezza di Pasteur. Tra l'altro è l'unica zona di Milano in cui abbia abitato in cui non mi abbiano aperto l'auto :-)

max ha detto...

meraviglioso hahahah
fai più spesso sti racconti capra!

Anonimo ha detto...

La morale del tuo racconto sarebbe:
sfruttati e contenti gli extra.
Sono niente gli indigeni.
Molti scrittori cavalcano la situazione pro loro (gli scrittori naturalmente, non gli extra).

Marco ha detto...

Bel post, razzista di merda,scommetto che tu sei il proprietario "italiano" di un monolocale di 20 metri quadri che lo affitta a 1000 euro al mese in nero a 20 extracomunitari!!Ma che cazzo di controllo ha mai fatto questa amministrazione di destra che sono 20 anni che governa!evasori e ladri di merda...pensate all'happy hour, al vostro vestito di marca, alla macchina di lusso, alle vacanze, rimetteli a lavorare e smettetela di prendervela con gli extracomunitari!

Felice Capretta ha detto...

@ i due qui sopra

rispetto la vostra interpretazione.

marco, deduco che è la prima volta che leggi questo blog. ti invito a leggermi più spesso e magari un giorno cambierai idea sul sottoscritto e su IS.

saluti felici

felice

Marzia ha detto...

Io ci vivo da due anni in affitto e adesso c'ho comprato casa. Ho detto tutto.

Carla ha detto...

Io voglio andarci a vivere a Pasteur, o meglio, ho visto una casa da affittare che mi piace molto. Il mio ragazzo ci abita già, ma non vive molto la zona. Io ci ho fatto un giro l'altro giorno, non mi ritengo una persona razzista, anzi, lavoro nel sociale e nella cooperazione... ma mi si è stretto lo stomaco mentre giravo tra le vie. Mi sono immaginata la sera da sola, a passare davanti ai gruppi di ragazzi che si fermano a parlare negli angoli, fuori dai negozi e i bar, i pochi spacciatori e qualche malintenzionato appostato dietro l'angolo. E non mi sono sentita tranquilla... ora sono in paranoia, non sò che fare? Andare ad abitare lì? Con le mie amiche che mi dicono "non farlo". Ho chiesto un pò in giro, alcuni dicono peste e corna ma tutti ammettono che non sia successo mai niente (a una ragazza italiana che rincasava sola). E poi penso che con tutte le zone di Milano potrei trovare qualcosa di "meglio" e mi vergogno per questa mio pensiero.

Oggi ci torno, a fare un giro, vediamo come va. Se riesco a vincere la mia paura mi ci trasferisco, sono d'accordo con Felice, ci respiri la vita... ma non voglio essere condizionata e non riuscire a tornare a casa da sola alle 23:00.

La palestra è a 5 minuti, dovrei attraversare Via Padova, è prudente andarci?

Dopo anni di belle parole mi scopro incapace di metterle in atto. Non andare a vivere lì mi sembra un modo per far crescere il ghetto... andarci non convinta, paurosa e tremante allo stesso modo non mi sembra la soluzione.

Che dire... che fare?

Carla

Felice Capretta ha detto...

@ carla

ciao, beh, che dire?

una cosa che rimpiango di non aver fatto prima di essere andato a viverci allora é provare.

cosa ti potrebbe succedere se tu provassi, prima di trasferirti, ad andare a piedi da casa alla palestra? con gli orari della palestra, all'andata e al ritorno, con la borsa della palestra, in più giorni diversi della settimana. cosa portesti scoprire?

come minimo, potrebbe rassicurarti o dare certezza e chiarezza alla tua scelta.

dopo aver provato, torna qui a dirci com'è andata :-)

saluti felici

felice

CarlaBelli ha detto...

... e alla fine l'abbiamo presa. Dopo un lavoro interiore e dialoghi molto più costruttivi delle argomentazioni delle mie amiche ho rifatto un giro, casa-palestra-casa. Le facce degli sconosciuti, gli uomini agli angoli, le famiglie in giro, i ragazzi che incrocio nel marciapiedi. Le loro storie non note, i loro passati non noti e il loro futuro incerto. Un mondo da scoprire, con cautela e rispetto, un futuro forse da condividere. E la mia casa,vuota e da risistemare, per la mia nuova vita sono lì che mi aspettano. Sarò lontana forse da "sicurezze di facciata" e dalla Milano da bere... ma vivrò in una Milano piena di senso di quartiere, appartenenza e condivisione.
Grazie anche a te, perché il tuo blog mi è servito molto, per una scelta importante.
Saluti Felice!!

Carla

Felice Capretta ha detto...

Un onore, Carla.
Buona permanenza allora! :-)

Saluti felici

Felice