lunedì 22 febbraio 2010

GEAB 42 - tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nel 2010 - parte II

E' disponibile la parte II del GEAB 42, gli affezionati lettori si uniranno a me nel sentito ringraziamento caprino alla traduttrice Eleonora.

La parola al GEAB 42, parte II.

La parte precedente si trova qui: GEAB 42 - intensificazione della crisi nella seconda metà del 2010 - parte I


Tre tendenze fondamentali che aggraveranno la crisi nella seconda metà del 2010

Per LEAP/E2020, dietro le “sofisticate” dissertazioni sull’uscita dalla crisi al termine delle politiche di sostegno all’economia e al settore finanziare si nasconde una verità molto semplice, ma una di quelle che governi e banche centrali sono incapaci di esprimere: non sanno cosa fare, quando farlo e come; ne' se dovrebberlo farlo da soli o insieme ad altri attori globali.

In verità, se la mancanza di preparazione al manifestarsi della crisi derivava dall’incapacità, da parte dei leader mondiali, d’immaginare il possibile palesarsi di una crisi, da molti mesi a questa parte è la loro incapacità di giudicare correttamente la reale situazione dell’economia mondiale e l’interazione di gran parte delle misure straordinarie prese in tutto il pianeta che li condanna, adesso, a rimanere passivi.

Da ora alla fine di questo semestre, tale assenza di azione cederà il posto a mere reazioni agli eventi sociali, economici e politici.

Tutto ciò avrà luogo in un contesto di completo disordine, rafforzando la tendenza all’ “ognun per sé” che è divenuta via via più chiara dalla fine del 2009.

Tale situazione di paralisi intellettuale spiega perché, da mesi, nei meeting dei banchieri come nelle conferenze del G20 sia possibile ascoltare solo dichiarazioni positive sull’inevitabile conclusione delle misure d’emergenza avviate nel 2008/2009, mentre si osserva come le stesse permangano invariate.

Come sempre avviene in questi casi, l’impeto decisivo prenderà avvio dalla reazione a un evento improvviso e non da una riflessione strategica, propositiva e attentamente calcolata.

Il rifiuto di affrontare la questione cruciale di una riformulazione del sistema monetario internazionale, a cui si è assistito nel 2009, crea una situazione in costante slittamento e all’inevitabile, sistematico scontro di interessi tra i grandi attori globali: priorità divergenti tra le zone dell’Euro e del Dollaro, tensioni crescenti tra Pechino e Washington sul cambio Yuan-Dollaro, ecc… una situazione che d’ora innanzi vedrà sempre più intrecciarsi le sfere del commercio e della diplomazia.



Le tre tendenze fondamentali

Alla luce di tale preoccupante scenario internazionale, in questo numero di GEAB il nostro gruppo ha scelto di anticipare lo sviluppo di tre tendenze che, a nostro parere, contribuiranno a un improvviso aggravarsi della crisi nella seconda metà del 2010, ovvero:

1 - L’esplosione della bolla dei debiti pubblici e il corrispondente aumento dell’impossibilità per gli stati di effettuare pagamenti.

2 - L’impatto fatale del sistema bancario occidentale tra il numero crescente di mancati pagamenti e il muro del debito in maturazione.

3 - L’inevitabile aumento dei tassi d’interesse


Queste tre tendenze sono strettamente correlate poiché, in fondo, si basano tutte sulla stessa semplice verità: il bisogno di finanziamenti a breve termine del sistema bancario mondiale e degli stati occidentali, al momento, supera di gran lunga la disponibilità di risparmi.




1. L’esplosione della bolla dei debiti pubblici e il corrispondente aumento dell’impossibilità per gli stati di effettuare pagamenti

Al momento ci troviamo all’inizio di una gigandesca ondata di rimborsi e/o rifinanziamenti di prestiti contratti al termine del periodo pre-crisi (2005/2007) - ossia contratti durante un periodo di totale irresponsabilità finanziaria - in special modo per quelle aree in cui il profitto è collassato in seguito alla crisi, o il valore attribuito dalle controparti risulta vieppiù immaginario.

Detto in parole semplici, è tempo di “pagare il conto” per tutti coloro (LBO’s 31, investitori nell’immobiliare commerciale, stati, città insolventi, ecc.) i quali avevano creduto di poter consumare un “pasto gratis” negli anni 2005/2007.

Il perdurare della crisi economica crea il peggior scenario possibile per qualsiasi rimborso o rifinanziamento:

  • Da un lato, la crisi ha provocato un crollo dei margini di profitto medio per quasi tutte le attività economiche (quelle che hanno evitato la bancarotta), con un margine fluttuante tra il 2 e il 5%, contro il 10% e più prospettato per la maggior parte delle transazioni finanziarie avviate nel periodo 2005-2007
  • Dall’altro, come sempre avviene in tempi di crisi, la competizione per l’accesso ai finanziamenti si è trasformata in una lotta serrata per l’ultimo boccone che vede coinvolti proprietari immobiliari e finanzieri (classici), così come i governi, sia centrali che locali, e le stesse banche.
Come anticipato da LEAP/E2020 più di due anni or sono, con la scomparsa di circa 30 trilioni di “beni fantasma” nel 2010 si assisterà all’inizio di un “ballo dei dannati” in cui, nel tentativo di risanare i propri debiti, ogni proprietario di immobili, attività economica, autorità, istituzione finanziaria e paese sarà alla disperata ricerca di risorse o profitti di cui non dispone più (per la perdita di impiego, crollo dei profitti, caduta delle entrate fiscali o costi maggiorati a causa della crisi stessa) o tenterà di rinegoziare le proprie scadenze e ottenere nuovi crediti in un periodo di limitata offerta a fronte di una grande domanda.

Uno degli esempi più eclatanti di tale situazione è, senza alcun dubbio, l’effetto esclusione causato dalle enormi necessità di finanziamento pubblico degli USA: in ambito interno, attività economiche e proprietari immobiliari sono marginalizzati a fronte di un crescente bisogno di credito da parte dello stato; in ambito internazionale, gli stati in condizioni finanziarie più fragili saranno esclusi dall’accesso al credito, oppure obbligati a pagare pesanti costi aggiuntivi, mentre sono incapaci anche solo di pensare di chiedere aiuto.

A tale riguardo, nel 2010 si assisterà a un sorprendente rafforzamento del concetto di debito sovrano a rischio: dopo aver fatto la sua comparsa in Islanda nel 2008, si è esteso a Lettonia, Irlanda, California e Dubai nel 2009, e ora la Grecia. Portogallo e Spagna ne usciranno con facilità in quanto l’Eurozona sta attualmente testando con la Grecia un proprio metodo di sostegno ai paesi con difficoltà creditizie e questi due paesi rappresentano un rischio previsto e gestibile per Eurolandia.

Successivamente l’onda colpirà il Giappone, il Regno Unito e gli USA: i tre rischi che il sistema rifiuta di riconoscere e per i quali non esiste davvero soluzione possibile, in quanto coinvolge il pilastro portante del sistema e i suoi due sostegni.


Gran Bretagna

A causa delle prossime elezioni di Maggio, il Regno Unito attualmente viene ignorato dalla stampa internazionale che utilizza la Grecia come diversivo.

Tuttavia, come dichiarato in precedenza, la situazione finanziaria del Regno Unito continua a deteriorarsi.

Per ragioni principalmente elettorali, la bozza di bilancio così come le decisioni della Banca d’Inghilterra mirano a dissimulare temporaneamente i problemi crescenti: da parte del governo, si ha una bozza di bilancio in totale contrasto con la necessità di ridurre in modo sostanzioso le spese per un periodo di durata non inferiore ai 5 anni, ma con ogni probabilità per un’intera decade; da parte della banca centrale, vi è l’annuncio di una sospensione del “quantitative easing”, in altre parole di “monetizzazione”, ben sapendo che nessuno, a parte la Banca d’Inghilterra è disposto ad acquistare Gilts (buoni del tesoro britannici).

Situazione, tuttavia, sostenuta da una campagna mediatica che dipinge un’Eurozona in affanno e permette all’elettore medio di illudersi che la lungimiranza dei leader del Regno abbia consentito al popolo di evitare gli scogli sui quali s’infrangono i paesi continentali (nascondendo, per esempio, il fatto che il sistema bancario britannico non rientra più tra i più sicuri del mondo per Standard & Poor).

Per la politica britannica, è un trucco per vincere le elezioni; nel mondo reale è la garanzia di una crisi di grande portata, immediatamente successiva alle elezioni, durante la fase di “ritorno alla realtà”. Dal canto nostro, ci chiediamo se il governo britannico sarà in grado di sostenere questa farsa fino alle elezioni.

Rammentiamo l’incapacità dimostrata dal partito repubblicano nell’impedire alla crisi di Wall Street di esplodere prima delle ultime elezioni presidenziali.


Stati Uniti

Negli Stati Uniti, dove nell’anno elettorale si può assistere a tutto e al suo contrario, si nota una crescente scollatura tra le dichiarazioni (e le statistiche) e la realtà.

Prendendo come unico indicatore l’acquisto di buoni del tesoro, abbiamo da un lato il governo federale e la Fed pronti a dichiarare che “vanno via come il pane”, mentre il bisogno di ulteriori vendite cresce di pari passo con l’esplosione del debito pubblico.

Dall’altro, il principale acquirente di buoni del tesoro USA di questi ultimi anni (la Cina) ha bloccato gli acquisti e si è posta l’obiettivo dichiarato di ridurre le quantità già in suo possesso.

Ben sapendo che i proprietari immobiliari americani non dispongono di risparmi e che deficit di ogni sorta gravano sui principali paesi del pianeta - che sono pertanto impossibilitati a rimpiazzare gli acquisti cinesi - rimangono solo due possibili soluzioni:

  • Tim Geithner moltiplica le vendite di buoni del tesoro come Gesù moltiplicava i pani e i pesci.

  • Ben Bernanke, e la Fed, dice la prima cosa che gli frulla in testa, quindi acquista la montagna di buoni del tesoro attraverso i canali principali e altri partner finanziari utilizzando una varietà di vie nascoste (e offshore) come le Isole Cayman, le Isole della Manica, Hong Kong, ecc.

Il LEAP/E2020 punta sulla seconda opzione.

Per tale ragione ci aspettiamo un aumento delle tensioni tra Washington e Pechino nei prossimi mesi: di fatto, era ciò che gli USA si erano impegnati a non fare con i cinesi, molto preoccupati per il crescente rischio di perdita di valore dei loro investimenti in dollari.

Sommandovi la vendita di armi a Taiwan, l’incontro con il Dalai Lama, le scaramucce commerciali e l’Iran, riteniamo che la seconda metà del 2010 sarà favorevole per l’avvio di una resa dei conti tra Washington e Pechino, con un conseguente aggravamento della crisi.


Giappone

Per quanto concerne il Giappone, la loro situazione geopolitica verrà confermata dal corso degli eventi: il crescente avvicinamento di Tokyo a Pechino condurrà a un rapido indebolimento del dollaro e dei titoli in dollari, per il ruolo chiave delle riserve in dollari del Giappone.

Le aree di disaccordo con Washington sono in aumento: oltre al problema delle basi militari americane in Giappone, la discussione sui trattati segreti che hanno legato il Giappone agli Stati Uniti durante la guerra fredda sta attualmente uscendo alla luce.

Nell’arena commerciale, Tokyo accusa Washington di usare i problemi della Toyota per gettare dubbi sulla qualità di tutti i prodotti giapponesi. Ma al di là delle relazioni nippo-americane, il Giappone sta per affrontare un periodo molto difficile dal punto di vista economico-finanziario, in quanto è simultaneamente preda di problemi e grossi dubbi sul proprio modello economico degli ultimi vent’anni e al tempo stesso deve affrontare le gravi questioni riguardanti il finanziamento del proprio enorme debito pubblico: persino Tokyo dovrà combattere per finanziare il proprio deficit - un problema totalmente inedito per il Giappone.

Riassumendo: USA, Eurozona, Regno Unito e Cina vedranno ridursi a zero i loro sogni di crescita a partire dalla seconda metà del 2010.




2. L’impatto fatale del sistema bancario occidentale tra il numero crescente di mancati pagamenti e il muro del debito in maturazione

Abbiamo appena esaminato il problema riguardante gli stati, ma quanto detto è altrettanto vero per le banche, le quali quest’anno dovranno affrontare un vero “muro di debiti” verso il quale stanno viaggiando a tutta velocità.

O, per utilizzare un’analogia più precisa, è il muro di debiti che si muove verso di loro a mo’ di tsunami.

Così come la crescente forza esplosiva dei mutui subprime all’interno del sistema finanziario statunitense era prevedibile dall’inizio del 2006 (cfr. GEAB n. 2), la forza dello tsunami di debiti che sta per abbattersi sulle banche può essere totalmente anticipata: se si è a conoscenza dell’ammontare dovuto, e del fatto che i debitori non sono - o non sono più - solventi, non c’è davvero bisogno d’essere degli indovini per conoscere il futuro.

Negli Stati Uniti, così come in Europa, il settore immobiliare commerciale giocherà ovviamente un importante ruolo nelle ulteriori perdite delle banche.

Negli USA, in media, ha perso il 43% del suo valore comparato alle vette raggiunte nel 2007/2008.

Basti valutare che l’importo totale dei mutui per gli immobili commerciali dichiarato nell’ottobre 2008, nel momento in cui esplose la crisi di Wall Street, ammontava a 3,5 trilioni di dollari, mentre i mutui subprime (il cui collasso era iniziato 18 mesi prima) ammontavano appena 1,5 trilioni di dollari.

Al momento, stiamo entrando in un periodo analogo, preceduto da 18 mesi di continuo calo dei prezzi degli immobili commerciali statunitensi, anche se la concentrazione “principale” di rifinanziamenti è prevista per il 2011/2013.

Le condizioni economiche estremamente difficili che il mercato statunitense attraversa attualmente amplificheranno gli effetti di questa “bomba a orologeria”: la crisi fa ticchettare più velocemente il timer, e numerose banche di medie dimensioni avranno modo di rendersene conto entro la fine di quest’anno.

In Europa, i principali mercati immobiliari commerciali assistono a uno sviluppo simile, consapevoli del fatto che il numero di proprietà invendute è costantemente aumentato a causa dei progetti immobiliari avviati prima dello scoppio della crisi.

Come analizzato nei numeri GEAB recenti, i portfolio delle banche europee in questo settore saranno fondamentalmente invendibili per molti anni a venire, a meno che i prezzi non vengano ridotti di più della metà.

Nel 2010, probabilmente, vi sarà la possibilità di realizzare i primi ottimi affari, in quanto le banche dovranno abbassare le pretese.

Negli USA, in particolare, le proprietà immobiliari continueranno a deprimere i risultati bancari, come già hanno fatto negli ultimi tre anni, ma con un’accelerazione dovuta, da un lato, al fatto che l’immenso portfolio fantasma di proprietà immobiliari delle banche statunitensi non potrà rimanere ancora occulto poiché queste proprietà, sovente mal costruite, si stanno deteriorando rapidamente.

Dall’altro lato, poiché con l’aumentare della disoccupazione - in special modo quella a lungo termine - milioni di mutuatari precedentemente considerati “affidabili” stanno precipitando verso l’insolvenza o persino verso una dismissione delle proprie case (poiché quasi un terzo degli immobili acquistati grazie a un mutuo ha un valore inferiore al prezzo d’acquisto, un numero crescente di proprietari restituisce le chiavi alla propria banca e si trasferisce in immobili in affitto).

Allo stesso tempo, il default dei pagamenti per il credito al consumo è in costante crescita, in un momento in cui le regole bancarie volute dai leader politici e dall’opinione pubblica mirano a ridurre i profitti degli istituti di credito.

Quest’ultimo fenomeno coinvolge Europa, Giappone e la maggioranza delle grandi banche internazionali.

Se da un lato ci si deve attendere il fallimento di 500 ulteriori banche statunitensi nei prossimi diciotto mesi (di dimensioni maggiori rispetto alle 140 banche scomparse nel 2009), è plausibile che le politiche di “ritiro” delle misure d’emergenza della Fed e del Tesoro US non solleveranno un’ulteriore ondata di fallimenti tra i grandi nomi di Wall Street.

E’ nostra opinione che l’impossibilità per la Fed e per il Tesoro di prefigurare le conseguenze di questo processo di ritiro delle misure d’emergenza, unito alla sottostima della natura sistemica della crisi (vale a dire, dell’attuale debolezza strutturale del sistema finanziario ed economico mondiale) e la totale impopolarità di qualsiasi ulteriore aiuto per Wall Street (specialmente in un anno di elezioni), sta creando, una volta ancora, una situazione in cui è probabile la bancarotta di grandi banche.



3. L'inevitabile salita dei tassi di interesse

Quanto costerà prendere in prestito questo denaro per il quale la competizione si è intensificata?

Negli ultimi 18 mesi, i banchieri centrali hanno risposto"la crisi è un problema di liquidità, quindi questo denaro non deve costare, e comunque non costa, nulla". ...e tutto continuerà come prima.

Comunque, negli ultimi mesi, la ripresa non è avvenuta, le banche continuano a trattenersi dal prestare, la disoccupaizone contrinua a salire, .... nonostante un flusso in entrata di liquidità a costo zero che il mondo non ha mai visto nella storia.

Gli stati hanno iniziato a mancare i pagamenti dovuti, il gettito fiscale crolla, le politiche di austerità iniziano ad apparire dovunque, e un insieme di banche centrali iniziano a preoccuparsi dell'inflezione... e iniziano a rialzare i loro tassi di interesse, come in Australia o Norvegia, o, nel caso svedese, annunciando un aumento nell'estate 2010,,, o usano una varietà di strumenti diversi, come Pechino.

Comunque, la Fed, come le banche centrali inglese, giapponese ed europea, continua a far credere alle persone che c'e' ancora molta strada prima di volere o essere in grado di rialzare i tassi.

Ma ha veramente scelta?

LEAP/E2020 ha scritto due anni fa che la Fed ha perso il controllo dei tassi di interesse. Siamo ancora della stessa opinione e vorremmo aggiungere che la Fed dovrà soffrire l'impatto di due sviluppi tra ora e la metà del 2010:

  • cosa decidono di fare le banche cinesi ed europee
  • confrontarsi con il problema della solvibilità domestica USA ed internazionale

Se Pechino, per evitare una esplosione inflattiva della bolla speculativa creata dalla sua politica di denaro a basso costo in questi ultimi 18 mesi è obbligata a continuare la stretta monetaria (che il nostro team pensa che accadrà), tutte le economie asiatiche, giappone incluso, saranno obbligate a seguire rapidamente, e diventeranno le destinazioni preferite della liquidità mondiale.

L'eurozona, che non accetterà questa riduzione "forzata" del costo del denaro, seguirà i passi asiatici.

La sola soluzione per gli USA per evitare di trovarsi in bancarotta internazionale nel momento in cui deve continuare ad attrarre capitali per finanziare tutti i suoi defici, sarù continuare il gioco anche se contro la sua volontà (accelerando la monetizzazione - benchè negandolo). Dunque scoprirà brutalmente di non avere più l'abilità di controllare lo sviluppo mondiale.

In un ambiente economico caratterizzato da un ampio numero di aziende mantenute in gita dal credito facile, questo aumento dei tassi di interesse porterà al crollo della zombie economy, una caduta fatale di circa il 30% dell'economia mondiale.


SI conclude qui la seconda parte del GEAB 42. La parte precedente si trova qui: GEAB 42 - intensificazione della crisi nella seconda metà del 2010 - parte I .


Saluti felici

Felice Capretta

50 commenti:

Mario B. ha detto...

da una discussione su Facebook 1di3
Nel 18esimo secolo AC, a Babilonia c'e' stata la prima crisi creditizia di cui si abbia traccia. Allora i contadini depositavano grano in silos governativi e ottenevano certificati di deposito in compenso. Questi certificati poi sono diventati moneta di scambio per tutto il resto. Coloro che gestivano i certificati si sono poi tramutati in banchieri e hanno cominciato a prestare con interessi, usando un sistema di riserva frazionaria.
Il problema e' che si e'arrivati dopo un po' di tempo a una situazione in cui l'ammontare di debito superava il grano disponibile. Allora re Rim-Sin decise di decretare il perdono dei debiti. Il suo motivo era militare: nell'esercito lui arruolava solo contadini possidenti terrieri, non schiavi. Non voleva quindi rovinarli tutti e costringerli a vendersi. I banchieri cosi' fallirono. Le crisi creditizie in Iraq poi continuarono a ripetersi, seguiti da perdoni periodici, eccetto che i tassi di interesse si innalzarono.
I banchieri irakeni non la mandarono giù facilmente e se ne andarono a cercar fortuna in Egitto. Lì ripeterono lo stesso trucco e dominarono per 1500 anni con molte dinastie di faraoni, fino alla venuta di Alessandro il Macedone. La storia si trova addirittura raccontata nella Bibbia. Un certo Giuseppe che lavorava per il faraone gestiva i silos e creò una crisi creditizia simile a quella Irakena.
Eccetto che la conclusione questa volta fu diversa: alla fine, i contadini dovettero vendersi come schiavi per poter mangiare.

Mario B. ha detto...

da una discussione su Facebook 2di3
Quando io ho studiato Cicerone e le filippiche contro Catilina, mi ero convinta che Catilina fosse questo sciagurato traditore. Una cosa che pero' mi era sfuggita completamente, forse perche' non me lo avevano detto, e' che a quei
tempi, attorno al 60 AC , a Roma c'era una crisi creditizia. Le famiglie patrizie avevano preso molti soldi in prestito offrendo le proprie case e possedimenti agricoli come collaterale.
L'ammontare del debito accumulato poi e' arrivato a superare di gran lunga l'ammontare di denaro circolante, a causa ovviamente della crescita esponenziale dovuta agli interessi. Cosi' Catilina si presentò alle elezioni sostenendo un programma di perdono del debito.
I banchieri romani erano ovviamente di origine babilonese-egiziana-greca e lui diceva, beh facciamo un bel perdono come a Bagdad e salviamo la repubblica. Ovviamente questo ai banchieri non piaceva affatto. Cosi' e' venuto l'impero, i patrizi dovettero vendersi come schiavi, e riscrissero la storia.

Mario B. ha detto...

da una discussione su Facebook 3di3
Poi vennero i rinascimentali, con la ricerca della pietra filosofale che trasforma piombo in oro... La pietra filosofale era nient'altro che la stampa di moneta. I Medici lo capirono e si arricchirono. Eccetto che poi regnanti stranieri li misero sul lastrico, rubandogli effettivamente la pietra filosofale e rilegando l'Italia alla provincia culturale per 4-5 secoli.
Oggi il problema che si e' creato e' molto simile alle crisi creditizie antiche, anche se ovviamente su scala molto piu' grande.
Negli USA ci sono 65T di debito a fronte di moneta circolante (M3) di circa 12T. C'e' una discrepanza di un fattore 5. Semplicemente, non c'e' abbastanza moneta in giro per ripagare tutti i debiti. Il sistema e' insolvente.
Questo non e' un incidente storico isolato, e' una trappola costruita e voluta dai nostri banchieri. Questi sanno benissimo da dove vengono e cosa succede storicamente in situazioni simili, si rifanno persino ancora largamente alla tradizione talmudistica babilonese e massonica-egiziana.
E' difficile dire come si evolveranno le cose a questo punto. Internet pero' e' senz'altro un elemento molto nuovo che scopre veli millenari.

Anonimo ha detto...

Un ringraziamento alla gentile traduttrice ....
Grazie

Anonimo ha detto...

c'è una cosa che ricorre spesso in questa crisi... il rapporto 1/5, come faceva notare Mario... Studiare questo rapporto può aiutare a capire come ne usciremo

Anonimo ha detto...

molte grazie alla traduttrice e a felice

Simbetto ha detto...

Scusate vado fuori o.t.



http://www.corriere.it/salute/10_febbraio_23/virus-creato-laboratorio_089f0e44-1fab-11df-b445-00144f02aabe.shtml

Paolo ha detto...

Certo che spiegare questa crisi con cause esclusivamente finanziarie ed economiche, tipico degli economisti che in materia geopolitica e di limitatezza delle risorse francamente non ne capiscono una mazza, non fa intravedere che é di tipo strutturale, appunto perché alla sua base sussiste un fattore decisivo, ovvero il rapido declino della produzione globale di petrolio convenzionale e del prossimo picco globale di produzione del gas metano.
E' per questo motivo che da questa crisi non se ne uscirà più fino a quando non sarà cambiato l'attuale insostenibile paradigma economico.
Il che succederà volenti o nolenti, anzi é tutto il sistema economico che é già in agonia e le varie bolle che si stanno susseguendo ed intravedendo lo dimostrano ampiamente.
L'era dell'abbondanza grazie al petrolio é alla fine; prepariamoci a vivere anni molto interessanti(si fa per dire)...

Anonimo ha detto...

@ Mario B.

"La cacciata dei mercanti"

http://santaruina.splinder.com/post/18663440/La+cacciata+dei+mercanti

Anonimo ha detto...

meno male che ogni tanto stacchiamo con lo stress da lavoro e ci strappi un sorriso con i terroristi che vogliono buttare giu' le torri dell'enel del centro direzionale di napoli e con geap 42,meno male che c'è felice.
grazie di esistere

Goodlights ha detto...

ciao a tutti!

OT o forse no perchè sempre di crisi si parla...

suona il telefono dell'ufficio.
dall'altra parte una donna in lacrime:

"sono la sig.ra XXX, ci sono qui i carabinieri che ci stanno buttando fuori di casa.
mi aiuti per favore. come faccio con i bambini? dove li metto?".

sfratto per morosità.


entra una signora sui 55 anni, si siede ed inizia a piangere.
il mese prossimo dovrà lasciare la casa in cui vive con il marito invalido.

sfratto per morosità.



arriva un ucraino che è qui da 20 anni e fa il muratore da sempre.

indovinate?

sfratto per morosità.


andiamo verso il peggio...

sara

Anonimo ha detto...

Grazie, Felice, per la pubblicazione. Leggo sempre con molto interesse anche se, come sempre, lo reputo un ammasso di boiate, estrapolate da un possibile evolversi della situazione attuale. Come da esempio: [b]http://www.escatologia.it/APPELLIURGENTI_2010.htm[/b]

Forse è il caso di pubblicare anche questo? Saluti caprini.

Anonimo ha detto...

Grazie, Felice, per la pubblicazione. Leggo sempre con molto interesse anche se, come sempre, lo reputo un ammasso di boiate, estrapolate da un possibile evolversi della situazione attuale. Come da esempio: http://www.escatologia.it/APPELLIURGENTI_2010.htm

Forse è il caso di pubblicare anche questo? Saluti caprini.

Botolino ha detto...

Molto interessante il link ....

Bimbo Alieno ha detto...

@Paolo:
la questione petrolio è sempre all'ordine del giorno, e si interseca a doppio filo con la tematica del debito pubblico: servono compratori per i treasury, un prezzo alto del petrolio garantisce elevati cash-flow ai Paesi Opec così che possano provvedere a comprare ciò che i cinesi non vogliono più... a spese nostre
http://bimboalieno.altervista.org/?p=427

manuel ha detto...

L'unica cosa a cui credo e' quella dell'innalzamento dei tassi di interesse;il leap 2020 a mio avviso non merita una grande attendibilita'visto e considerato da chi e' composto e capitanato;sono le solite esagerazioni e estremismi,non a caso vi e' lo zampino russo,quello che prevedono a parte il fatto che e' patetico e non serve assolutamente a nulla,se succedera' succedera' in forma molto ridotta di come ci viene detto.

Anonimo ha detto...

un saluto a tutti.
@mario
beh, ci troviamo ancora.
la storia reale di babilonia e dell' egitto non è anadata propio cosi.
ti posso solo dire che gli antichi ittiti, che erano i predoni del deserto, non sono altro che i sionisti odierni.
il loro scopo, o almeno chi guidava loro, ( e il nome non lo trovi sui libri di storia), era distruggere i valori sui quali viveva il faraone e tutto l' antico egitto.ossia, vivevano da essere consapevoli, in armonia.
inoltre, la pietra filosofale, credimi, non è la stampa di moneta.
cosi , come i cavalieri antichi, non cercavano il santo graal, quale calice del sangue di gesu.
la storia , come viene descrita è solo falsità.

il fatto reale è che " i banchieri" hanno sempre vinto.
hanno distrutto i templari, hanno distrutto ogni civiltà libera.
stanno distruggendo la ns civiltà.
perchè?
perchè ce sempre stato qualcuno che si è fatto comprare.
per sete di vanità, per sete di apparire, ha venduto se stesso, e spesso anche gli amici.
franco

Anonimo ha detto...

Precisazione per coloro che sono di SINISTRA e amano la polemica:

GRECIA
" Durante il governo Simitis l'inflazione rallentò dal 15% al 3%. Anche il debito pubblico decrebbe considerevolmente mentre il PIL aumentò ad un tasso del 4% cento annuo. È vero che questi dati strabilianti furono messi in discussione dal successivo governo di Costas Karamanlis che dimostrò ampiamente come essi fossero stati falsificati a bella posta per permettere al paese di poter entrare nella zona dell'Euro. Nel 2006 Eurostat precisò che il deficit pubblico greco dell'anno 2003 era stato del 6,1%, più del doppio della percentuale dichiarata a suo tempo dal governo Simitis.

SIMITIS, socialista, allora a capo del PASOK (oggi tornato di nuovo al governo) è colui che ha imbrogliato con l'aiuto di GS e JPM.
Imparata, a SINISTRA, a prendervi le colpe.....

Anonimo ha detto...

secondo voi, chi continua a focalizzare le discussioni sulla dicotomia destra e sinistra, è manipolato o manipolatore? E' fesso o è un debunker?

Mario B. ha detto...

@franco
Non si riesce ad avere un'idea chiara di cosa ci succede ogni giorno, figuriamoci episodi del passato.
Non è che puoi suggerire qualche libro?

Anonimo ha detto...

Come sempre il GAEB si dimentica di nominare la Germania e la Francia, le quali non sono messe per niente bene, specie le Banche tedesche...per non parlare del debito pubblico francese ch si avvicina al 100% del PIL, PIL non crollato grazie al fatto che la francia si e' stra indebitata per sostenere l'economia...
Nessun accenno alla possibile BOLLA in atto in Cina e nei paesi del BRIC e a quale effetto andrebbero incontro i paesi BRIC in caso di una seconada ondata di crisi sistemica..E qui c'e' tutta la pochezza del GAEB, ignorare che il sitema economico/finaziario e geopolitico (che piace tanto al GAEB) e' un complesso sistema che si tiene insieme in modo simbiontico. Se il crollo della Lehmann ha fatto calare a picco i commerci mondiali per qualche mese, che cosa provocherebbe il crollo di paesi come gli USA o la GB? Questo il GAEB non lo dice...strano, altrimenti dovrebbe ammentere il crollo della germania e della francia come conseguenza longica. Stavolta si e' degnato di esprimere qualche preoccupazione per il giappone..Che con il suo debito fantagalattico, un sitema industriale in chiara fase discendente, una popolazione di vecchi e' una bomba ad orologeria.

Ma il grande assente rimane l'italia, per il suo debito (pubblico ma anche privato) e la sua classe dirigente (la peggiore che c'e' in occidente, persino peggio di quella americana).

L'Italia sara' l'inizio della fine:
debito, classe politica decimata inetta e corrotta, parti importanti della popolazione impoverita, criminalita' diffusa, sistema economico e finaziario stra marcio (ma qui siamo in buona compagnia)... ROMA CAPUT MUNDI! Sti francesi del GAEB sono cosi' spocchiosi nei confronti degli italiani che non ci concedono neache la grazia di essere l'inizio della fine del sistema capitalistico occidentale!

Anonimo ha detto...

Un post di Michael Pettis, professore della Peking University’s Guanghua School of Management, dove parla di debito US, rivalutazione RMB ed effetti.

What the PBoC cannot do with its reserves


DAZ

Anonimo ha detto...

COUNTDOWN!

http://www.bloomenergy.com/

Anonimo ha detto...

n saluto a tutti.
@ mario
"Non è che puoi suggerire qualche libro?"
in realtà c'è un libro dove tutto questo è registrato; ma non è in vendita, e non si trova nelle librerie.
in ogni caso, non ha importanza sapere e conoscere il passato.
è importante conoscere il presente , e sopratutto conoscere se stessi.

la vita insegna continuamente; ci parla in ogni momento, non attraverso parole, ma con lo scorrere di se stessa.
ci parla i silenzio.
franco.
buona giornata

Anonimo ha detto...

perdonatemi, non ho letto tutto l'articolo, ma mi sembra non si parli di disoccupazione. Solo di fenomeni finanziari.
Per me l'Europa, gli USA ed altri Paesi ricchi rimangono importanti, ma molte industrie - già da anni - stanno trasferendo gli stabilimenti nei Paesi in via di sviluppo. Sia perché la manodopera costa meno sia perché molte famiglie dei Paesi ricchi hanno già tutto (credo si dica che il mercato è saturo). Tale spostamento provoca uno strano - per me - fenomeno per il quale i Paesi ricchi rimangono tali ma i Paesi in via di sviluppo, lentamente, molto lentamente, arriveranno ad un equilibrio con i Paesi ricchi. Gli unici a rimetterci, quindi, saranno molti operai ed impiegati in genere. Con riflessi anche sul commercio e liberi professionisti. E scusatemi se penso che la disoccupazione potrebbe divenire più seria di una crisi della finanza.

Anonimo ha detto...

da valutare:
Fine della partita per i paesi dell'Unione europea
http://conflittiestrategie.splinder.com/post/22297873#more-22297873

Il vertice UE promuove la dittatura europea
http://www.movisol.org/10news037.htm

Il carry trade brasiliano, i Rothschild e il BRIC
http://www.movisol.org/10news040.htm

M

Mario B. ha detto...

però franco tu la storia degli ittiti non l'hai trovata dentro di te ...
e poi io quello che dite tu e indopama l'ho fatto e ne è venuto fuori quello che sono oggi, uno che non ha più paura di fare delle scelte perchè sa chi è e cosa vuole ...

Mario B. ha detto...

Io mi sono fermato (ho anche approfittato del periodo non proprio d'oro per il mio settore); e ho scelto come punto di ripartenza me stesso.
Ma io chi sono?

Mario B. ha detto...

Ogni nostra azione è finalizzata alla soddisfazione di un bisogno, materiale e/o spirituale.
I bisogni sono genetici (fame, sete, riposo … persino alcune “linee guida” del nostro comportamento) e indotti (moda, cultura, opinioni … ).
Il comportamento serve a ottenere qualche cosa per sé stessi.
Io sono il centro del mondo?
No, ma di un mondo sì.
Quale mondo?

Anonimo ha detto...

Smettetela di guardarvi i piedi e andate qui che forse non avete capito bene..
http://www.bloomenergy.com/

Mario B. ha detto...

Noi siamo il centro di un cerchio; quando nasciamo centro, raggio e cerchio coincidono.
Abbiamo subito bisogno di tante cose e troviamo una persona che è in grado di darcele.
Mamma, benvenuta nel nostro cerchio.
Nel corso della vita altre persone entreranno a far parte del nostro cerchio.
La partecipazione potrà essere:
passiva o attiva
diretta o mediata
breve o molto lunga
eccetera eccetera
Inoltre ciascuna di queste persone avrà il proprio cerchio con tutto quanto ne consegue.
Qualsiasi cosa nel tempo il cerchio diventi, la sua funzione originaria resta invariata ovvero soddisfare i nostri bisogni.
Piccoli egoisti crescono?

Anonimo ha detto...

il tuo, l'unico di cui puoi essere certo perche' quello che pensi esista la' fuori devi per forza pensarlo tu perche' esista.
per cui non sai se esiste in quanto la' fuori e tu osservatore o in quanto tu lo crei istante per istante.

per cio' che ho esperienza posso dirti che e' probabile che sia un mix di entrambi con la seconda piu' rilevante rispetto alla prima. prova a chiedere come lo vorresti, magari ti riesce di crearlo.

indopama

Mario B. ha detto...

Bloom energy box: energia alternativa?
E' tempo di energia alternativa? Si parla di fotovoltaico? Non solo! Si parla di una scatola piena di energia che può davvero rivoluzionare il modo di creare ed utilizzare energia. La notizia è del sito techcrunch .

Alcune importanti realtà come Google ed Ebay hanno testato questa magica scatola. Sembra che siano sufficienti due di questa scatole per dare elettricità ad un'intera casa.


Davvero una idea rivoluzionaria in grado di cambiar il mercato dell'energia? Al momento però c'è un problema di natura economica: il prezzo!

Una di queste scatole costa infatti $700,000-$800,000. In ogni caso il fondatore K.R. Sridhar è convinto nel giro di 5-10 anni di arrivare ad un prezzo abbordabile di 3000 $ a scatola! Ora scatterà la caccia degli scettici per capire cosa si cela davvero nella magica scatola.

Mario B. ha detto...

"prova a chiedere come lo vorresti, magari ti riesce di crearlo"

Ci arrivo ci arrivo, però posterò dopo che adesso devo andare a tagliare la legna per il camino.

ps indo, sbaglio o mi sembra che ultimamente ti girino un poco le "balls"?

Mario B. ha detto...

Tra l'altro una vecchia conoscenza di questo Blog mi ha detto che io in realtà non scrivo per condividere idee e informazioni o comunque non è il mio obbiettivo primario, ma solo perchè così facendo mi è più facile riordinarle ...

Mario B. ha detto...

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/02/23/news/bloom_box_una_centrale_elettrica_in_cantina-2402967/

sempre per chi vuole smettere di guardare i piedi ... (che male ci sarà ...)

Anonimo ha detto...

GRAZIE FELICE e un ringraziamento alla TRADUTTRICE
un saluto a tutti
acetosella

Anonimo ha detto...

no mario, siete voi che, stanchi delle solite chiacchere, chiedete qualcosa di piu' incisivo per cui, quando leggi cio' che scrivo, lo interpreti in una differente maniera.

io da sempre dico che le chiacchere su internet sono una cosa e la vita reale un'altra, ormai lo avrai sentito da me almeno decine di volte.

come mi avrai anche sentito varie volte dire che la vita e' meravigliosa nel momento in cui ti lasci andare a fare sempre e solo cio' che desideri fare. e' questo che riesce difficile, a causa della paura del nuovo e del giudizio degli altri.

indopama

Anonimo ha detto...

@mario
o forse scrivi semplicemente perche' ti va di scrivere, ogni giorno per un motivo diverso che se stai ad analizzare diventi matto. la vita va da sola, non siamo noi a farla andare, va perche' c'e'.

indopama

msdfli ha detto...

Sempre molto molto interessanti gli articoli del Geab. Non prendiamo per oro colato nulla, limitiamoci a leggerli e a riflettere.

Ho provato a stilare 10 punti/situazioni/eventi 10 piu' geopolitici e globali che economici su cui riflettere, e che dobbiamo tenere a mente per i prossimi 6-12 mesi. Ve li cito, vomitandoli in maniera violenta :-)

1) DEBITO PUBBLICO AMERICANO FUORI CONTROLLO - REALI POSSIBILITA' DI UN LORO CROLLO IMPLOSIVO

2) 3 (o quarta) GUERRA MONDIALE GIOCATA FRA CINA E USA DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO E MILITARE

3) PROIEZIONI SUI TASSI DI DISOCCUPAZIONE ITALIANI/EUROPEI/MONDIALI E LORO CONFRONTO

4) REALE SOLIDITA' FINANZIARIA DEL CONTINTENTE EUROPA E POSIZIONE DELL'EUROPA IN CASO DI DEFAULT AMEREGANO

5) RAPPORTI FRA EUROPA E FEDERAZIONE RUSSA

6) PROBABILITA' DI CONFLITTO ISRAELE-IRAN

7) PROBABILITA' DI ESTENSIONE DEL CONFLITTO A TUTTO IL MEDIORIENTE E ANCHE OLTRE (SITUAZIONI CRITICHE IN TURCHIA, SIRIA, LIBANO)

8)RAPPORTI GIAPPONE - USA (VEDI UMILIAZIONE TOYOTA PROPRIO DI IERI)

9) LA PARCELLIZZAZIONE DELL'ECONOMIA ITALIANA IN TANTE PMI POTRA' ATTUTIRE IL CROLLO DELL'OCCUPAZIONE ?

10) STRATEGIE PER UN CITTADINO ITALIANO SU COME AFFRONTARE I PROX 10-20 ANNI

ho finito :-)

saluti
rick

Anonimo ha detto...

Ciao Mario B
ho letto l'articolo di repubblica..mi ricorda un certo Bill Gates...potrebbe essere.speriamo presto ma molto presto
---------------
la vita e' meravigliosa nel momento in cui ti lasci andare a fare sempre e solo cio' che desideri fare. e' questo che riesce difficile, a causa della paura del nuovo e del giudizio degli altri.
hai ragione Indopama
acetosella

Mario B. ha detto...

avevo frainteso (il giramento di balle);
ti dirò che non mi sento di chiedere di più ...
però ammetto che la soddisfazione dei bisogni materiali occupa al momento il vertice dei miei pensieri;
Confesso di avere trovato una mia personale strada che mi permette da un lato di coprire diverse esigenze e dall'altro di godermi il tempo libero che il poco lavoro di questo periodo mi concede ...
mi godo mia figlia, mia moglie, i miei amici, un bel libro (mi avete messo curiosità per cui ne ho comprato uno sui Catari "Il Mistero dei Catari" Roger Caratini Newton Compton Editori)
Ah e tra l'altro sto conoscendo tutta la gente che mi abita intorno.
Devo confessare che all'inizio più di qualcuno mi ha guardato come fossi matto, mentre oggi ci fermiamo per strada, condividiamo qualche racconto, un po' di gossip "locale".
Ieri un contadino mi ha regalato delle uova, ne ha tante mi ha detto.
Sabato andrò ad aiutarlo con l'orto, così imparo qualche cosa di nuovo.
Su quello ti do ragione, c'è un mondo intorno a noi che nemmeno pensiamo.

e adesso legna, perchè a parte il camino, devo tenere puliti i fossi e il cavalcavia che se aspetto il comune ...

Anonimo ha detto...

Si va bene abbiamo capito siamo sull'orlo del baratro, ma mica può andare avanti così. Ormai da più di due anni si vive come se camminassi sul filo di un rasoio, chi può secondo le proprie possibilità credo che , in qualche modo, si stia preparando ma vale la pena di vivere così in ansia? Io vedo SUV sempre più grandi girare e TV da svariate decine di pollici dappertutto, non è che mentre noi ci preoccupiamo gli altri se la godono?

Mario B. ha detto...

@anonimo 24 febbraio 2010 08.24
Io la vedo così:
succede qualche cosa? spero di essere pronto!
non succede niente? comunque i cambiamenti che sto ponendo in essere hanno dei benefici anche così!
A parte riempire la casa di farina e armi - senza nessun riferimento a cose, fatti o Pluto (ehi "cagnaccio" che fine hai fatto?) - ognuno di noi può fare tante cose per migliorare il proprio quotidiano, quali cose dipende dalla vita che fate.
Poi se il miglioramento parte dall'aspetto spirituale per poi passare a quello materiale o viceversa onestamente non so quale dei due sia meglio.
Se siete bravi riuscite a fare entrambe le cose contemporaneamente.
Io purtroppo prima di passare ai piani alti devo avere un sottostante materiale ...

Mario B. ha detto...

e della legna che devo finire di accatastare see you ...

Daniele ha detto...

più vado avanti, più vedo le reazione delle masse e più vedo un futuro alla Mad Max...
Ma a questo punto meglio un cambiamento anche doloroso che questo stillicidio cntinuo, dove siamo stati capaci di far atrofizzare la Vita e si sopravvive per la banalità...
Saluti

Anonimo ha detto...

Bello il video scovato dal Cardinale Gardel nell'ultimo suo articolo

http://www.youtube.com/watch?v=ZBSErn2Uab0

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Stati rovinati
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=6795

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,
grazie mille alla traduttrice e a felice.
Fabio

p.s.
Mario fai benissimo ad imparare qualcosa dai contadini perche' l'agricoltura industriale e' decisamente sotto pressione

Anonimo ha detto...

un saluto a tutti.
@anonimo 24 febbraio 2010 08.24
@mario

se osserviamo la vita, nel suo dispiegarsi, vediamo tante sfaccettature, tante possibilità.
vedremo la vita, per ciò che siamo dentro.
anche , perchè, è impossibile vedere diversamente.

premesso che questa situazione di "crisi", è vissuta e vista in maniera diversa da tutti, ma ciò non toglie il fatto che ci ha permesso di tornare ad essere più umani.
sta portando a galla tante verità; vediamo la situazione politica italiana.
ci ha permesso di conoscere la vera faccia delle banche.
ci ha permesso di capire la bontà delle gueere , tipo iraq ed afganistan.
ha permesso di farci capire che si può lavorare con ritmi meno stressanti ed avere più tempo per noi stessi.
in pratica, anche questo insegna; insegna a capire che la vita non è solo lavoro, non è solo potere.
nella vita non esiste niente di predefinito, esistono solo infinite possibilità, e troveremo sempre e solo ciò che pensiamo.
franco