mercoledì 1 settembre 2010

Belrusconi-Gheddafi spa

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Visto su Repubblica qualche giorno fa. Per una volta, un media classico pubblica qualcosa di interessante. Quindi con piacere spazio a Repubblica.

Un business da 40 miliardi per la Berlusconi-Gheddafi Spa

Grazie agli investimenti di Tripoli, il Cavaliere si è consolidato nei salotti buoni della finanza italiana. Il Colonnello è uscito dal suo storico isolamento ed ora società del suo Paese accedono alla City di Londra

di ETTORE LIVINI

NON SOLO tende beduine, caroselli di cavalli berberi e sfilate di soldatesse-amazzoni. La Berlusconi-Gheddafi Spa, a due anni dalla fondazione, è uscita da tempo dal folklore. L'oggetto sociale d'esordio - la chiusura delle ferite del colonialismo - è stato rapidamente archiviato all'atto della firma del Trattato d'amicizia bilaterale nel 2008.

L'Italia ha garantito 5 miliardi in 20 anni alla Libia e Tripoli ha bloccato (a modo suo) il flusso di immigrati verso la Sicilia.

Poi - snobbando i dubbi degli 007 Usa e dei "parrucconi" come Freedom House che considerano il Paese africano una delle dieci peggiori dittature al mondo - sono cominciati i veri affari.

Un pirotecnico giro d'operazioni gestite in prima persona dai due leader e da un piccolo esercito di fedelissimi ("gli imprenditori sono i soldati della nostra epoca", dice il Colonnello) che ha già mosso in 24 mesi quasi 40 miliardi di euro e che rischia di cambiare - non è difficile immaginare in che direzione - gli equilibri della finanza e dell'industria di casa nostra.

La premiata ditta Gheddasconi ha una caratteristica tutta sua. Gli affari diretti tra i due sono pochissimi.

Anzi, solo uno: Fininvest e Lafitrade, uno dei bracci finanziari di Gheddafi, hanno entrambe una quota in Quinta Communications, la società di produzione cinematografica di Tarak Ben Ammar, l'imprenditore franco-tunisino tra i principali fautori dell'asse Arcore-Tripoli.

Il grosso del business si fa per altre strade.

Il Colonnello ha messo sul piatto un po' del suo tesoretto personale (i 65 miliardi di liquidità di petrodollari accumulati negli ultimi anni). Il Cavaliere gli ha spalancato le porte dell'Italia Spa, sdoganando la Libia sui mercati internazionali ma pilotandone gli investimenti ad uso e consumo dei propri interessi, politici e imprenditoriali, nel Belpaese.

In due anni Gheddafi è diventato il primo azionista della prima banca italiana (Unicredit) con una quota vicina al 7% (valore quasi 2,5 miliardi) e grazie allo storico 7,5% che controlla nella Juventus è il quinto singolo investitore per dimensioni a Piazza Affari.

Le finanziarie di Tripoli hanno studiato il dossier Telecom, puntano a Terna, Finmeccanica, Impregilo e Generali.

Palazzo Grazioli, nell'ambito del do ut des di questa realpolitik mediterranea, ha dato l'ok all'ingresso di Tripoli con l'1% nell'Eni ("puntiamo al 5-10%", ha precisato l'ambasciatore Hafed Gaddur). E la Libia ha allungato di 25 anni le concessioni del cane a sei zampe in cambio di 28 miliardi di investimenti.

Il Cavaliere tira le fila, consiglia e gongola.

L'ingresso del Colonnello in Unicredit - oltre che a innescare i mal di pancia leghisti - è il cavallo di Troia per conquistare i vecchi "salotti buoni" tricolori, la stanza dei bottoni che controlla Telecom, Rcs - vale a dire il Corriere della Sera - e le Generali.

Il momento per l'affondo è propizio. Il Biscione ha già piazzato le sue pedine negli snodi chiave: Fininvest e Mediolanum hanno il 5,5% di Mediobanca, crocevia di tutta la galassia.

Tra i soci di Piazzetta Cuccia - con un pool di azionisti francesi accreditati del 10-15% - c'è il fido Ben Ammar.

E gli ultimi due tasselli sono andati a posto in questi mesi.

Lo sbarco di Tripoli a Piazza Cordusio, primo azionista di Mediobanca, stringe la tenaglia dall'alto.

E a chiuderla dal basso ci pensa Cesare Geronzi, presidente delle Generali i cui ottimi rapporti con il Colonnello (e con il premier) - se mai ce ne fosse stato bisogno - sono stati confermati dalla difesa d'ufficio di entrambi al Meeting di Rimini.

Niente di nuovo sotto il sole: l'assicuratore di Marino ha sdoganato Tripoli anni fa accogliendola nel patto di Banca di Roma (poi Capitalia) assieme a Fininvest.

E ancor prima ha imbarcato la Libia in banca Ubae, guidata allora da Mario Barone, uomo vicino a quel Giulio Andreotti che solo un mese con il suo mensile 30 giorni ha pubblicato un volume sui discorsi pronunciati da Gheddafi nella sua ultima visita italiana.

Il puzzle adesso è quasi completo.

Il Cavaliere ha in mano il controllo di industria e finanza pubbliche. E ora, grazie all'asse con Ben Ammar e Geronzi e ai soldi di Gheddafi (sommati alla debolezza delle vecchie dinastie imprenditoriali tricolori), può blindare quella privata estendendo la sua influenza su tlc, editoria e - Bossi permettendo - sulle ricchissime casseforti delle banche e delle Generali.

L'asse con il Colonnello gli regala però un'altra opportunità d'oro: quella di distribuire le carte delle commesse a Tripoli garantite dall'attivismo dell'efficientissimo tandem, immortalato ora a imperitura memoria sul frontespizio dei passaporti libici. Ansaldo Sts (per il segnalamento ferroviario) e Finmeccanica (elicotteri) hanno incassato due maxi-ordini.

I big delle costruzioni si sono messi in fila per gli appalti sulla nuova autostrada libica da 1.700 chilometri (valore 2,3 miliardi) affidata in base agli accordi bilaterali ad aziende tricolori.

In questi mesi hanno attraversato il Mediterraneo pure l'Istituto europeo di oncologia e Italcementi mentre Impregilo ha consolidato con una commessa da 260 milioni la sua già solida posizione nel Paese nordafricano dove con 150 miliardi di investimenti infrastrutturali nei prossimi sei anni la torta - previo via libera della Gheddasconi Spa - è abbastanza grande per tutti.

Anche Gheddafi, come ovvio, ha il suo dividendo. L'Italia è il cavallo di Troia per portare la Libia fuori dall'isolamento nell'era in cui la liquidità, come dimostra il salvataggio delle banche Usa da parte dei fondi sovrani arabi, non ha più bandiere.

Missione compiuta se è vero che persino a Londra - grazie a un'operazione di diplomazia sotterranea guardata con sospetto a Washington - l'abbinata politica-affari ha dato risultati insperati: la Gran Bretagna ha liberato un anno fa Abdelbaset Al Megrahi, l'ex 007 libico condannato per l'attentato di Lockerbie e il Colonnello ha dato subito l'ok alle trivellazioni Bp nel golfo della Sirte.

Nessuno poi ha battuto ciglio nella City quando Tripoli ha rilevato il 3% della Pearson (editore del Financial Times) e fondato lungo il Tamigi un hedge fund. O quando il numero uno della London School of Economics è entrato tra gli advisor della Libian Investment Authority a fianco del banchiere Nat Rothschild e a Marco Tronchetti Provera.

Pecunia non olet. E anche l'(ex) dittatore Gheddafi non è più un appestato per le cancellerie internazionali. Il premier greco Georgios Papandreou è sbarcato qui per cercare aiuti. La Russia di Putin - altro alleato di ferro dell'asse Gheddafi-Berlusconi - si è aggiudicata fior di commesse a Tripoli come le aziende turche di Erdogan, altra new entry in questo magmatico melting pot geopolitico tenuto insieme, più che dagli ideali e dalla storia, dal collante solidissimo del denaro.


Per finire, da swissinfo


USA: FED, no deflazione, ma più rischi per ripresa


WASHINGTON - Il comitato di politica monetaria della Fed, quando ha deciso di annunciare possibili nuovi acquisti di titoli per aiutare l'economia Usa, ha ravvisato "rischi di deflazione piuttosto contenuti". Lo si apprende dai verbali della Fed relativi alla riunione del 10 agosto del comitato di politica monetaria, che ha giudicato i rischi per la ripresa come "in aumento".


Già.

Saluti felici

Felice Capretta

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64 commenti:

Tommy ha detto...

Bravissimo Felice! Un articolo davvero interessante.

Dopo un bel po' di tempo che ti seguo posso dire che meriti davvero palcoscenici piu' visibili!

Clarius ha detto...

Scusate, non riesco a leggere la riga dove si parla di cose illegali

Scusate ancora

marco spacchi ha detto...

e infatti nemmeno io Clarius...brutta cosa l'invidia....

Anonimo ha detto...

a quando il sevizio della repubblica sulle cooperative rosse?
Fra

Erich ha detto...

@Clarius
ad es il fatto che tutto questo e' stato possibile perche' Berlusconi e' presidente del consiglio e ha fatto approvare leggi ad hoc che sanciscono l'alleanza con la Libia in modo da favorire i propri affari privati?

Anonimo ha detto...

@Clarius

Tutte le righe che contengono la parola "Berlusconi" trattano di cose illegali.

Anonimo ha detto...

@Clarius

Non riesci a vedere la riga perchè se l'è pippata.

dirindello

astabada ha detto...

@ Clarius, @ gli altri.

E' ovvio che Berlusconi gioca sporco, utilizzando una carica amministrativa pubblica (nonche' svariate cariche istituzionali cooptate) per trarne vantaggi economici personali.

Repubblica fa bene a evidenziarlo. Non mi pare che si tratti di normale competizione economica.

Detto questo, dubito che le attuali alternative di governo (cosi' come ogni realistica alternativa di governo) siano diverse nella sostanza.
Cio' in cui esse differirebbero da quello in carica sarebbe l'interposizione di mediatori (Fini, Bersani, ...) tra i capitalisti e le cariche istituzionali/amministrative.

Berlusconi ha l'indiscutibile pregio di palesare il reale funzionamento delle democrature occidentali.

astabada

Anonimo ha detto...

Vi segnalo questa notiziola di burger king in vendita negli states. Calo di mercato e di fatturato anche tra chi ingozza i meno abbienti. BRUTTO SEGNO!!!!

http://www.repubblica.it/economia/2010/09/01/news/burger_king_in_vendita-6679808/

marco spacchi ha detto...

io leggo solo che Burger King è in vendita...la spiegazione sotto è ridicola....se la gente non può permettersi un hamburger in usa...ahhaahah

Felice Capretta ha detto...

....e chi è stato negli usa sa che il prezzo dell'hambuger più basso che in europa, senza contare che la coca-cola é gratis (é ancora così?).

in sostanza con 6 dollari ti fai un pasto, un prezzo più che accessibile, mentre in europa 10 euro probabilmente non bastano per lo stesso pasto.

saluti felici

felice

ps: ma nessuno si é accorto del refuso nel titolo? lo lascio! :-)

yuma ha detto...

Devo dire che il Berlusca tutto sommato quando si tratta di organizzare businnes è geniale. L'unico suo difetto è che avrebbe dovuto imparare da Cuccia, ma il profilo basso non è proprio nel suo DNA.

All'uomo un dito in un occhio, ma all'imprenditore tanto di cappello.

Sulla sporcizia della politica poi d'accordo con tutti i detrattori, ma quella è una "Mission", e personalmente la lascio volentieri ai politici.

Resta il fatto che in tutto questo mare di nefandezze noi con un salto carpiato avvolto alla fine la sfanghiamo sempre.

Tra l'altro gratta gratta hai visto che il Geronzi è venuto fuori? Lo dicevo io che a Rimini si vedeva che era una gran brava persona.

Un unico cruccio...ma questi ad Indo non pensano mai ?

yuma ha detto...

riprendo una frase di Indo al post precedente.

DOVREBBE ESSERE LA GENTE CHE CREA LE REGOLE DEL GIOCO IN MODO DA RENDERLO IL MIGLIORE POSSIBILE

Infatti è così.

Solo che c'è GENTE e Gente.

E la GENTE fa esattamente questo .

Crea le regole del gioco per renderlo il migliore possibile.

Per la GENTE

Anonimo ha detto...

bravo yuma,
stavo proprio per scriverlo io.

Bernascone sta proprio facendo questo, scrive le regole per lui e i suoi amici.
fa bene, fa male?

lui fa quello che si sente di fare, al contrario degli altri 60 milioni di persone che fanno invece quello che gli dicono di fare.

Bernascone non e' il problema, anzi, per me e' uno dei pochi in italia che funziona, che segue il proprio cuore e in questo modo credo sia felice.

e' il resto del gregge che non va, oppure, forse e' proprio cosi' che deve andare, in fondo chi sono io per decidere tutta la vita?
io non sono in grado di costruire una vita, sia ben chiaro, nessuno di noi e' capace di farlo. seguiamo la corrente senza sapere da dove nasce il fiume.

forse dovremmo essere felici per il semplice fatto che ci e' possibile seguire la corrente...

chissa'....................


vado a letto, qui si e' fatto tardi.

indopama

Anonimo ha detto...

@ FELICE
Per il refuso puoi lasciarlo anche così: è come in algebra "cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia"...
Per quanto riguarda Gheddafi era già stato sdoganato ai tempi di FIAT, è soltanto tornato alla carica con il borsellino pieno di petrodollari .. Per la cronaca segnalo la storia sul libro "Il padrone dei padroni - Enrico Cuccia il potere di Mediobanca e il capitalismo italiano - Garzanti" alle pagine 111 + 136-7 + 139 + 180 potete leggervi come fù sdoganato ed il costo del biglietto che pagò per sedersi nel "teatrino" italiano della finanza.

Ciao FEDRO 55

P.s. aspetto il prossimo GEAB da tradurre perchè comincia a mancarmi .. sarà l'inizio di una dipendenza "caprina"???

Felice Capretta ha detto...

@ Fedro55

Il GEAB fa festa a luglio e agosto e salta. Torna dal 15 settembre :-)

yuma ha detto...

@ Clarius

Concordo con te, anche se come sai non sono un'estimatore di
B.

Credo che sia fondamentalmente sbagliato pensare che il B pensi ai suoi
interessi in termini di Aziende e di soldi.

Qui è scesa in campo la sua
sopravvivenza politica e forse anche fisica, e sta giocando un'ottima
partita.

In queste fasi mi ricorda Mattei.( E spero che non dia un giro nella tomba !)

E' raccapricciante vederlo fare il baciamano a Gheddo, ma mi piace pensare che mentre lo fa pensi alla inchiappettata che gli darà con Unicredit

Ricordate? Prendìnculi e Mettìnculi... bella battaglia e magari a noi ci tolgono persino le castagne dal fuoco !

Anonimo ha detto...

Scusate, ma per me quella del Berlusca e Gheddafi è una fiction televisiva realizzata a uso e consumo delle rispettive opinioni pubbliche interne.

Poi i milioni... arriveranno, staremo a vedere.

In quanto al giudizio sul nostro beneamato, mi sembra che alcuni miei vecchi amici non abbiano ben presente la storia "imprenditoriale" e "politica" di siffatto personaggio.

Non che lo reputi peggiore di altri, ma, cerchiamo di rimanere svegli.

guru

Anonimo ha detto...

Rilegendo i commenti.

@ Clarius

"Scusate, non riesco a leggere la riga dove si parla di cose illegali"

Come suggerisce tal "dirindello" la riga non la vedi, appunto, perché è bianca.


@ astabada

Sagge parole.


@ burger king

Questa è fantastica, ma il link porta a repubblica.it, non c'è da farsi molte illusioni.

Sì, perché voi che chiacchierate tanto, avete idea di quanta carne si mangiano quelli ogni santo giorno?

Troppa.

guru

luigiza ha detto...

Quindi tutto bene tra Italia-Europa e Libia. Anzi a detta di alcuni é un trionfo.
Però io trovo stano che il colonnello Alarico-Gheddafi e capo di uno stato chieda soldi in cambio di protezione. Nel ns meridione i soldi in cambio di protezioen si chiamano pizzo. Ma tra stati civili ciò non avviene, vi sono delle regole condivise ed a quelle ci si attiene.
Ma l'ineffabile Sgarbi dice: beh? Gheddafi chiede ma nessuno gli darà niente. Davvero?
Certo che é strano che il colonnello Alarico-Gheddafi chieda la costruzione di una autostrada per chiudere coi danni della occupazione fascista, quando un tale accordo era già stato firmato ai tempi di uno dei governi Andreotti quando allora ci si impegnò, sempre a spese nostre, di costruire un ospedale.
Ricordo che circa 70 anni fa un tale agì esattamente così, prima disse voglio l'Austria e la prese, poi disse: voglio i Sudeti e glieli diedero, poi prese senza chiedere Polonia ecc., ecc.
Ma é chiaramente diverso. Quest'ultimo era solo un caporale.
Certo che é strano che nessuno abbia ricordato la bravata (chiamiamola così) di qualche anno fa di uno figli del colonnello Alarico-Gheddafi che dopo un soggiorno a Rapallo se ne andè lasciando un debito non pagato di Euro 400.000,00 (quattrocento mila).
Si vede che anche quelli fanno parte dei risarcimenti dell'occazione.
Sì per me é tutto molto strano, ma forse sono solo strano io o più semplicemnete scemo.
Del resto anche l'Uriel mi ha rifiutato un commento analogo nel suo post sul colonnello Alarico-Gheddafi (http://www.wolfstep.cc/2010/08/gheddafi-di-qui-e-di-la.html). Anzi lui dice addirittura che tali accordi varrano l'1% del ns. PIL.
luigiza

luigiza ha detto...

oops!. Chiedo scusa ai lettori di Felice ed all'Uriel. Ho appena scoperto che ll mio commento me l'ha poi pubblicato e dice che il ns. PIL ne risentirà di un + 3%.
Ho stima dell'Uriel e mi fido della percentuale, ma per il resto si illude.
Da parte mia invece mi preparo a scivere sull'argomento una lettera aperta allo zar che non é zar di nome Vladimir Putin.
Se Felice me lo permetterà la pubblico sul suo blog.
luigiza

Felice Capretta ha detto...

@ luigiza

ma certo, tra i commenti puoi postare tranquillamente.

e con il tuo permesso e ad insindacabile giudizio caprino mi riservo di pubblicarla come post.

saluti felici e buona giornata

felice

Anonimo ha detto...

intanto, tra un gossip e una pippata, succede anche questo:

"
Auto, crollano le immatricolazioni
ai livelli più bassi da 17 anni
Vendite in stallo al Sud e nelle Isole

I dati dei Trasporti confermano i timori legati alla crisi del settore: ad agosto gli acquisti sono scesi del 19,7% (68.718 unità), ma nel Mezzogiorno il calo è stato del 33%. L'allarme dei concessionari: "A rischio 15mila posti di lavoro". Cresce l'usato."

e poi questo:

"Grandi imprese, occupazione in calo
nell'industria -2,4% rispetto al 2009

Grandi imprese, occupazione in calo nell'industria -2,4% rispetto al 2009 Secondo l'Istat, la perdita complessiva nei primi sei mesi del 2010 è dell'1,7%. Tra I settori più colpiti quello delle costruzioni e, nel manifatturiero, i computer, elettronica e ottica, carta, tessile e pelletteria."

Anonimo ha detto...

Fiat: -26,39% immatricolazioni gruppo

Quota gruppo ad agosto scende al 30,65%

.
.

Grandi imprese giugno persi 36mila posti

Diminuzione dell'1,7% sullo stesso mese del 2009

.
.

Moto: immatricolazioni -21,5% ad agosto

A rilevarlo e' l'Ancma

Anonimo ha detto...

Nel Nordest 756 aziende aprono le procedure di crisi

Allarme lavoro a Nord-Est. Lo stop di Pepsico nel trevigiano è solo la punta dell'iceberg di un sistema in difficoltà è solo la punta dell'iceberg di un sistema in difficoltà.
Vardanega (Unindustria): «La crisi continua, tutelare gli addetti»

Anonimo ha detto...

Record di occupati a chiamata

Emanuele Scarci | 27 agosto 2010 | 08:04

MILANO Operaio, prevalentemente attivo nell'alberghiero e nelle ristorazione, di frequente in piccole imprese del Nord Est, mediamente per una trentina di ore al mese e un salario lordo di dieci euro l'ora: è questo l'identikit del lavoratore a chiamata tracciato dall'Istat che, per la prima volta, ha diffuso i dati analitici sulla domanda di lavoro a chiamata delle imprese italiane dal 2006 al 2009. E da questi dati emerge che il ricorso ...

Anonimo ha detto...

@ indo
e' il resto del gregge che non va, oppure, forse e' proprio cosi' che deve andare, in fondo chi sono io per decidere tutta la vita?

Purtroppo per te, qua hai ragione e credo che rassegnandosi su questo ci si guadagni in felicità.

Meglio non avere false aspettative che poi, regolarmente, si dimostrano infondate.
Non c'è momento nella storia in cui il "popolo" non si sia dimostrato bue.
Diverso discorso per il singolo individuo.
Fra

Anonimo ha detto...

In discesa la fiducia dei consumatori

27 agosto 2010 | 08:04

MILANO Scende ad agosto la fiducia dei consumatori: l'indice cala a 104,1 da 105,5 di luglio, attestandosi ai minimi da marzo 2009: lo sottolinea l'Isae, l'Istituto di studi e analisi economica, ente pubblico di ricerca a supporto delle decisioni di politica economica e sociale di Governo e Parlamento. «La flessione è particolarmente marcata - spiega l'Isae - per le valutazioni sulla situazione personale, migliora invece la fiducia del quadro ...

Anonimo ha detto...

Il conto della crisi. Le Pmi hanno rinegoziato 42 miliardi di debiti con le banche
Il conto della crisi. Le Pmi hanno rinegoziato 42 miliardi di debiti con le banche (Infophoto)

ll costo della recessione sull'«Azienda Italia»? Quarantadue miliardi di debiti finiti in ristrutturazione per le medie e piccole aziende, quelle Pmi che sono l'ossatura del tessuto industriale del Paese. Ma il prezzo della crisi è stato salato anche per le banche, costrette a stralciare oltre il 35%. Un terzo dei crediti erogati è andato in fumo. ...

Anonimo ha detto...

A luglio in Italia la disoccupazione è stabile all'8,4 per cento

31 agosto 2010 | 13:16

Il tasso di disoccupazione si attesta all'8,4% a luglio. Lo stima l'Istat secondo cui a luglio la disoccupazione si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente (8,5%) in quanto il calo all'8,4% é imputabile ad arrotondamenti statistici (il tasso era al 7,9% a luglio 2009). Sempre a luglio il numero degli occupati (dati destagionalizzati) risulta in calo dello 0,1% rispetto a giugno (-18mila unità) e dello 0,7% rispetto a luglio ...

Clarius ha detto...

E' vero! Non leggo
perchè è cancellato col bianchetto.

Ma vacci a pensare!

Neanche io avevo notato il refuso
del titolo, in effetti dati i precedenti di mister B. poteva essere anche BelRusponi

Che poi diventa BeiRasponi, ma adesso stiamo sforando la foratella

marco spacchi ha detto...

eh si è propi al fallimento...

Burger King acquisita da 3G a 24 dollari per azione o 4 mld di dollari (Cnbc)

Anonimo ha detto...

@ Marco Spacchi

Ok, ho controllato, per ora sono solo rumors, di assodato c'è solo che BK è in trend commerciale negativo.

Comunque Marco, oggi hai bucato la "notizia" del boom del manifatturiero in USA.

Gli americani so' forti.

marco spacchi ha detto...

Gli americani sono i padroni del mondo

Hambardo ha detto...

A proprosito di disoccupazione e occupazione:

http://phastidio.net/2010/08/31/ma-che-ve-lo-dico-a-fare/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+phastidio%2Flhrg+%28Phastidio.net%29

luigiza ha detto...

Avviso per Capretta: se dovessi ritenere quanto segue non in sintonia con lo spirito del tuo blog sei perfettamente libero di cancellarlo. Sono solo considerazioni di un catastrofista

prima solo economico ed ora pure politico come spiegato nella Premessa .

PREMESSA: ciò che leggerete si riallaccia al mio commento del 01 settembre 2010 22:09 del post di Capretta Berlusconi-Gheddafi spa ed è motivato dal fatto che mentre il

sottoscritto pur col suo cervellino limitato e privo di anche i rudimenti di economia intravide col solo buon senso il disastro economico che poi squassò le economie dell'intero pianeta
ed in tal modo riuscì con le sue sole forze ehm .. come dire, pararsi il culo, ora dopo la recente visita di Gheddafi a Roma vede profilarsi all'orrizzonte europeo uno tsunami sociale di
dimensioni tali che ritiene opportuno chiedere aiuto a forze esterne decisamente più potenti.
Pertanto in modo scherzoso, ma poi mica tanto, ha deciso di scrivere questa lettera aperta allo zar che non è zar il cui nome é Vladimir Putin.

AVVERTENZA: i frequentatori delle waves del volatile con le ali pigmentate di nero ritroveranno affermazioni a loro famigliari anche se qui interpretate in modo totalemnte

differente.
Allora cominciamo.

Sig. Primo Ministro Putin,
questa é una esplicita richiesta di prepararsi unitamente al suo popolo ad intervenire in un futuro non molto lontano in soccorso della parte occidentale d'Europa dove chi le scrive

vive.
Infatti si stanno ponendo le premesse perchè le profezie del vs. monaco Basilio possano realizzarsi.
Una classe politica imbelle, incapace di qualunque progetto di vasto respiro corrotta e totalmente imbevuta di un pietismo idiota e criminale ha permesso con una immigrazione

incontrollata di etnie con credi lontanissimi da quelli autoctoni, lo stravolgimento dei connotati sociali di ciò che una volta si chiamava Europa oltre che a fiaccarne qualunque

resistenza, non al nuovo od al diverso, ma all'avverso.
Dove si trova l'origine di quel pietismo idiota? Lei sig. Primo Ministro e la sua gente dovreste conoscerla bene perchè lo avete abbracciato nella sua interezza fino alle sue naturali e

logiche conclusioni diventandone in tal modo vittime.
Ed é stata la più folle, demente, criminale utopia che mai fu concepita da mente di pescatore invasato ed ignorante come una capra (no pon intended Felice!). E pensare che il suo

maestro disse chiaramente di lasciate a Cesare ciò che compete a Cesare.
Poichè qui in occidente tutti i Cesari sono ormai scomparsi non mi é rimasta altra alternativa che rivolgermi all'unico Cesare d'Oriente, cioè Lei che a detta del monaco Basilio é lo

Zar che non é Zar
.

(fine 1.a parte)

luigiza ha detto...

Avviso per Capretta: se dovessi ritenere quanto segue non in sintonia con lo spirito del tuo blog sei perfettamente libero di cancellarlo. Sono solo considerazioni di un catastrofista

prima solo economico ed ora pure politico come spiegato nella Premessa .

PREMESSA: ciò che leggerete si riallaccia al mio commento del 01 settembre 2010 22:09 del post di Capretta Berlusconi-Gheddafi spa ed è motivato dal fatto che mentre il

sottoscritto pur col suo cervellino limitato e privo di anche i rudimenti di economia intravide col solo buon senso il disastro economico che poi squassò le economie dell'intero pianeta
ed in tal modo riuscì con le sue sole forze ehm .. come dire, pararsi il culo, ora dopo la recente visita di Gheddafi a Roma vede profilarsi all'orrizzonte europeo uno tsunami sociale di
dimensioni tali che ritiene opportuno chiedere aiuto a forze esterne decisamente più potenti.
Pertanto in modo scherzoso, ma poi mica tanto, ha deciso di scrivere questa lettera aperta allo zar che non è zar il cui nome é Vladimir Putin.

AVVERTENZA: i frequentatori delle waves del volatile con le ali pigmentate di nero ritroveranno affermazioni a loro famigliari anche se qui interpretate in modo totalemnte

differente.
Allora cominciamo.

Sig. Primo Ministro Putin,
questa é una esplicita richiesta di prepararsi unitamente al suo popolo ad intervenire in un futuro non molto lontano in soccorso della parte occidentale d'Europa dove chi le scrive

vive.
Infatti si stanno ponendo le premesse perchè le profezie del vs. monaco Basilio possano realizzarsi.
Una classe politica imbelle, incapace di qualunque progetto di vasto respiro corrotta e totalmente imbevuta di un pietismo idiota e criminale ha permesso con una immigrazione

incontrollata di etnie con credi lontanissimi da quelli autoctoni, lo stravolgimento dei connotati sociali di ciò che una volta si chiamava Europa oltre che a fiaccarne qualunque

resistenza, non al nuovo od al diverso, ma all'avverso.
Dove si trova l'origine di quel pietismo idiota? Lei sig. Primo Ministro e la sua gente dovreste conoscerla bene perchè lo avete abbracciato nella sua interezza fino alle sue naturali e

logiche conclusioni diventandone in tal modo vittime.
Ed é stata la più folle, demente, criminale utopia che mai fu concepita da mente di pescatore invasato ed ignorante come una capra (no pon intended Felice!). E pensare che il suo

maestro disse chiaramente di lasciate a Cesare ciò che compete a Cesare.
Poichè qui in occidente tutti i Cesari sono ormai scomparsi non mi é rimasta altra alternativa che rivolgermi all'unico Cesare d'Oriente, cioè Lei che a detta del monaco Basilio é lo

Zar che non é Zar
.
(fine 1.a parte)

luigiza ha detto...

(2.a parte)

E' palese, o dovrebbe esserlo, che una sorta di nuovo Alarico ha già fatto la sua comparsa, al momento é fermo sui confini sud del continente ma ha già avanzato pretese di regolari

retribuzioni in denaro da parte della UE per starsene buono e calmo. E può starne certo che la UE cederà a quello che é un palese ricatto. Poi ne verranno altri di ricatti e minacce,

poi altri ancora fino a che quando loro, ormai pronti, pretenderanno di dettare legge qui da noi. Del resto l'hanno già detto chiaramente da molto tempo: vi conquisteremo con le

vostre leggi e poi vi comanderemo con le nostre.

Gli sciocchi dicono di voler evitare in tal modo un conflitto di civiltà, non capendo essi che non può esservi scontro tra un cadavere ed un organismo vitale e deciso a proiettarsi

all'esterno, ma solo dominazione da parte di quest'ultimo. E neppure incontro può esservi se una parte cala continuamente le braghe.
Avendo Lei dimostrato di essere un politico accorto, prudente ma sopratutto estremamente determinato quando occorre esserlo, le suggerisco di riprendere in mano le simulazioni

certamente fatte nelle scuole di guerra dell'ex URSS per poterle adattare alle nuove situazioni che si verranno a creare nell'Europa occidentale. Solo le finalità debbono essere

cambiate: da offensive ad umanitarie.
Certo mi piacerebbe che al suo fianco vi fosse anche l'America, in fondo già state collaborando a 300 Km di altitudine, non vedo perchè non possiate farlo anche a livello del suolo.
Ma io credo che la palese impreparazione della sua attuale amministrazione stia portando gli U.S.A.alla sua disintegrazione. A meno di una ribellione nei confronti del potere politico
da parte di quello militare capeggiato dall'ammiraglio Michael Mullen ed un ritorno ai principi che furono a fondamento di quella grande nazione,quel paese é spacciato. Quando e se

vedremo l'aquila non volare tranquilla sui cieli di Washington allora potremo rivedere le ns. fosche previsioni.
Al momento confido solo in Lei.
Chiudo augurando a Lei ed al suo amico Presidente della Federazione Russa una lunga carriera politica.
Con sentita stima
luigiza

Anonimo ha detto...

#luigiza,

qui sono d'accordo con te.

Anonimo ha detto...

@ luigiza

Ti consiglio di cambiare pusher.

:D guru

Anonimo ha detto...

http://www.isdacdsmarketplace.com/exposures_and_activity/top_10_cds_positions

Il Folletto

reboot ha detto...

Luigiza, tranquillo, questa storia dello "scontro di civilta'" e' un po' come quella della "micidiale pandemia suina". In ogni caso, bisognerebbe che esistessero delle "civilta'" prima di farle scontrare.

Anonimo ha detto...

folletto,
puoi tradurre?

Anonimo ha detto...

Lavoro: Inps, in 8 mesi 826 milioni di ore di Cig, +60% su 2009
-- Economia --

Le domande di disoccupazione a luglio arrivate all'Inps sono state 152.000, in calo rispetto a un anno prima (-9,9%) ma con un vero e proprio balzo rispetto a giugno 2010 quando furono 83.000 (+83%)

Anonimo ha detto...

Crisi: Draghi, ripresa si diffonde

Governatore a Financial Stability Board,ripresa ma occhi aperti.



Findomestic,fiducia in calo ad agosto
L'osservatorio della finanziaria, ma intenzioni acquisto ci sono
03 settembre, 13:49

Anonimo ha detto...

Auto: Germania, mercato -27% ad agosto
Nuove immatricolazioni -9,6% sugli otto mesi

Anonimo ha detto...

Commercio estero: frena export extra Ue
Istat, a luglio +16,7% (+26,4% a giugno)

(ANSA) - ROMA, 2 SET - Le esportazioni italiane verso i paesi extra Ue a luglio sono aumentate su base annua del 16,7%, rallentando rispetto al +26,4% di giugno. Le importazioni sono cresciute del 32,1%, sempre rispetto al luglio del 2009. Lo comunica l'Istat in base alla stima preliminare. Il saldo commerciale con i Paesi extra Ue a luglio risulta in deficit per 125 milioni di euro, 'in netto peggioramento', spiega sempre l'Istituto, rispetto all'avanzo (+1.384 milioni di euro) dello stesso mese del 2009.

astabada ha detto...

@ luigiza

Le cifre riportate sono l'ammontare in denari richiesto dai detentori dei Credit Default Swap in caso di "eventi relativi al credito" del paese interessato.

Sono in pratica il premio assicurativo. Piu` e` alto piu` la gente sta scommettendo su di noi.

O dovrei dire contro...

astabada

astabada ha detto...

Segnalo l'uscita di un rapporto tedesco sul picco del petrolio.

Link

Raccomando di leggere la parte sulla diplomazia internazionale.

Anonimo ha detto...

quindi danno l'italia fallita....

Mario B. ha detto...

L'assessore al lavoro del Veneto onorevole Donazzan ha recentemente dichiarato che "sebbene non ci siano problemi di risorse per l'erogazione della cassa integrazione si rende necessario fare delle scelte perchè non a tutti la si potrà ancora concedere".

Al 31 luglio in Veneto erano oltre 800 le aziende in cassa integrazione (600 in tutto il 2009).
Dall'inizio della crisi sono andati persi oltre 100.000 posti di lavoro e altrettanti sono in questo momento i lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali e e le cui aziende rischiano la chiusura a fine anno.
Sono dati ufficiali della Regione Veneto governata per chi non lo sapesse da PDL e Lega Nord e sono analoghi a quelli delle varie associazioni di categoria e dei principali centri studio della nostra regione.
Quindi possono essere presi per buoni.
Pesante anche il calo tra i possessori di partita iva.
Il Veneto è una delle quattro regioni che versa allo Stato più di quello che riceve (rapporto 20 a 1).
E le altre tre non sembrano essere messe meglio.
Ora non serve essere un Nobel dell'economia per arrivare a capire che tira una brutta aria.

marco spacchi ha detto...

che cavolo vuol dire rapporto 20 a 1....(le regioni sono 20...poi boh).
Creto il veneto e la lombardia senza la terronia sarebbe a livelli tedeschi...putroppo li abbiamo dobbiamo tenerceli...parlando con un rappresentante tedesco anche lui mi diceva che la ex germania dell'est è più o meno come il sud d'italia...son passati 20 anni ma le mentalità son difficili da cambiare mi ha detto...
Che vogliamo fare?
Io credo nella mia regione, negli imprenditori, che nonostante abbiamo tutto contro tirano avanti e sono i migliori del mondo per le difficoltà che incontrano.
Io sono contento che ci sia questa "crisi", resteranno i migliori...le crisi servono a ripartire ancora meglio e a "scoprire chi nuotava nudo" (leggasi strapieni di debiti)

Mario B. ha detto...

23 i miliardi versati, 870 i milioni ricevuti indietro questo significa il rapporto 20 a 1.
Caro Marco, se oggi bastasse essere solo dei bravi imprenditori come nei decenni passati allora il Veneto, ma non solo, potrebbe viaggiare alla grande.
Purtroppo oggi come imprenditore in un mondo globalizzato hai bisogno di un sistema paese alle tue spalle, quello che in Germania ad esempio c'è mentre in Italia non c'è mai stato e con la classe dirigente che si vede mai ci sarà.
E questo non lo dice il povero Mario B., ma imprenditori che incontro tutti i giorni.
Nel vicentino nella zona di Pozzoleone e dintorni fino a dieci anni fa avevi i più bravi maestri di ceramica artistica, gente capace non solo professionalmente, ma anche sul piano imprenditoriale.
Oggi è rimasto solo un lontano ricordo, professionalità e maestria perse per sempre, stampi del valore di decine di migliaia di euro cad/uno finiti in discarica.
E sai perchè?
segue

Mario B. ha detto...

Prima dell'arrivo dei cinesi se uno voleva un cherubino in ceramica lo ordinava e il maestro ceramista lo realizzava.
Poi sono arrivati i cinesi, roba più piccola e scadente e ovviamente più economica.
Ma non è stato quello che ha ucciso il mercato.
Uno entrava in negozio e poteva scegliere se portarsi via subito il cinese o aspettare l'italiano.
Bravi imprenditori a suo tempo avevano trovato subito una valida contromossa.
Utilizzare dei magazzini a ridosso dei principali punti vendita.
Essendo i ceramisti piccole realtà da soli non avevano i mezzi e i contatti per imbastire un simile discorso.
Hanno bussato a molte porte, associazioni di categoria, Camera di Commercio, eccetera.
Ti devo dire come è andata?
segue

Mario B. ha detto...

La realtà industriale Italiana è fatta di piccole e medie imprese e con quelle al di fuori del mercato interno non fai numeri che servono a mantenere un buon livello occupazionale.
Se poi tu mi dici che tanto qualche imprenditore ce la fa lo stesso cosa vuoi che ti dica?
"Non desidero essere un uomo ricco in un paese di poveri" Enrico Mattei

Anche perchè se sei ricco in mezzo a gente che è sempre stata povera hai delle chance di salvarti.
Ma se sei ricco in mezzo a gente che stava bene e poi è diventata povera ... io non sbandiererei troppo in giro la cosa!

Mario B. ha detto...

Una precisazione sulla ceramica artistica: i mercati erano tutti esteri, Usa, Russia e Australia i principali.
I magazzini andavano trovati e gestiti in quei paesi.

Mario B. ha detto...

su Barnard e il pdf che ha linkato yuma ...
Barnard come tutta la gente di sinistra che io conosco bene dato che ne faccio parte fin da ragazzo crede che gli Stati abbiamo i pantaloncini magici di Eta Beta da cui si può tirare fuori ogni genere di cosa senza contro partita alcuna.
Nessuno di loro ha dimestichezza con parole quali materie prime, risorse agricole e risorse energetiche.
I paesi occidentali hanno poco o nulla di ciascuna di esse.
La truffa non è stata perpetrata dalle elites occidentali a danno dei propri cittadini, ma a danno dei cittadini del resto del mondo.
Ai paesi ricchi di materie prime, risorse energetiche e risorse agricole l'Occidente ha offerto carta colorata, semplice e banale carta colorata (dollari, euro, titoli di stato, obbligazioni societarie, eccetera ...).
Ad un certo punto a Cina, India e Corea lo hanno fatto in cambio di prodotti finiti.
E questo per consentire un tenore di vita agli occidentali da Mille e una Notte.
Il giochino sembra non essere più sostenibile, ecco perchè siamo nella merda.

Mario B. ha detto...

@luigiza
su cobraf.com Zibordi da tempo porta documenti e informazioni che dimostrano come l'immigrazione da paesi culturalmente diversi deteriora la società di accoglienza.
Quando si dice "ma anche noi italiani siamo andati in giro per il mondo e abbiamo generato ricchezza" si dice una mezza verità.
I soldi e la ricchezza li abbiamo creati in altri paesi occidentali o simili e dove peraltro l'immigrato veniva costretto a bastonate ad accettare usi e costumi nel paese di accoglienza.
La verità è che proprio chi esalta le differenze tra culture è il primo a non volerle vedere queste differenze.
Con tutte le conseguenze del caso pertanto io ci penserei su due volte a denigrare quello che ha scritto Luigiza.

Mario B. ha detto...

@Felice
porta pazienza stavolta con gli OT c'ho dato dentro!

Anonimo ha detto...

Mario,
quei ceramisti potevano mettersi d'accordo tra di loro e poi trovare un ulteriore accordo con qualcuno nei posti in cui esportavano.

pero' non l'hanno trovato, l'egoismo ha fatto il suo corso.

hanno cercato (dicono) un aiuto in posti in cui non andava cercato, l'aiuto se lo dovevano dare tra di loro. da competitori dovevano trasformarsi in alleati, non ce l'hanno fatta, sotto a chi tocca.

lo vedi invece berlusconi-gheddafi che ce l'hanno fatta? per questo loro sono ricchi... non come quei poveri pirla di ceramisti che non hanno mai messo il naso fuori dal cortile in tutta la loro vita.

li conosco bene gl iitaliani mario, soprattutto da quando non vivo piu in italia, per me e' facile confrontarli con tutti gli altri ma se stai sempre e solo dentro il cortile di casa il confronto non puoi farlo e non si riesce a capire il perche' delle cose.


indopama

Anonimo ha detto...

mario hai detto bene,
gli italiani non sono mai andati in posti con cultura differente dalla loro.

quindi? il famoso cortile di cui parlavo prima...

pero' se rifiuti chi non ha una cultura simile alla tua rifiuti l'80% del pianeta, e' come andare con 2 cilindri in un motore a 10 cilindri.

e' inutile lamentarsi, la situazione e' ancora troppo rosea per quello che gli italiani stanno dando.
un paese di 60 milioni di vecchi rincoglioniti in un mondo di 7.5 miliardi di giovani persone cosa vuoi che faccia?
vuoi metterli tutti ai tuoi piedi e piegarli a pensare come te?

oppure......


indopama

Mario B. ha detto...

@indopama
Riprendendo il discorso sui ceramisti il problema del sistema Italia è che è fatto di piccole e medie aziende.
E queste oggi analogamente a quei ceramisti di dieci anni fa nel mondo globalizzato di oggi da sole non vanno da nessuna parte.
Così il mercato estero (eccezion fatta per alcune specificità) viene precluso alla maggior parte degli operatori nostrani mentre il mercato interno per le dinamiche che conosciamo da un lato sta perdendo capacità di acquisto e dall'altro può scegliere tra i prodotti nostrani e quelli fatti in altri paesi.
Purtroppo in tempi di difficoltà il prezzo batte la qualità e quindi le nostre imprese soffrono la concorrenza anche nel mercato interno.

Mario B. ha detto...

@indoparma 2 (senza r :)
Bisogna che ci intendiamo sulle cose:
concordo che chiudersi alle idee e alla cultura altrui sia sbagliato sotto tanti punti di vista.
Analogamente però l'accettazione supina tipica di quello che alcuni chiamano buonismo è sbagliata.
E dietro a questa posizione troppo accondiscendente c'è in realtà l'incapacità a gestire l'interazione con altre culture e realtà.
Quindi nel dubbio i "buonisti" pensano sia meglio dire sì a tutto.
Questo il senso delle mie parole e presumo ma dovrà dirlo lui anche di luigiza.

Anonimo ha detto...

mario,
sui ceramisti.

se cominci a vendere nel mondo anziche' solo nel cortile allora, aumentando il volume, diminuiscono anche i costi.
cosi' fanno i cinesi, se i cortilai non riescono a farlo pure loro allora prendono su quello che viene, come effettivamente sta succedendo.

il mercato e' globale, la concorrenza e' globale, chi fa finta di non vederla sono fatti suoi.

insomma, il male degli italiani viene da dentro, non dai cinesi. finche' non si capisce questo non si puo' guarire.

i ceramisti devono allearsi tra di loro, formare una cooperativa e cominciare a camminare insieme e non ognuno per la propria strada. andava bene prima quando nel cortile non entrava anche il resto del mondo ma non va piu' bene oggi.

se cammbiano sopravvivono altrimenti si estinguono, la regola e' semplice e vale per tutti, nessuno e' piu' importante di un altro.

indopama