mercoledì 11 maggio 2011

il Panico del 1907 e la nascita della Federal Reserve

Dal blog di Ritholtz, una interessante analisi che sovrappone i grafici del Panico del 1907 con il grafico degli ultimi 3 anni del Dow Jones.




Già, ma cosa è successo nel 1907?

Una interessante storia che pochi ricordano, che scolpì nella pietra la figura di J.P. Morgan, di cui tuttora la banca d'investimento porta il nome, e vide successivamente la nascita della Fed. Perchè fino ad allora, gli Stati Uniti non avevano una banca centrale.

Questa è la storia, raccontata in un articolo dal giornalista Federico Rampini, sulla base del libro "The Panic of 1907". Link originale qui.

Perchè non sempre ci ricordiamo che la storia ci ripresenta sempre le stesse cose. Come diceva il mio professore di Storia Economica all'Università, la Storia non dovrebbe essere più insegnata. Si insegna la Storia per evitare di fare gli stessi errori del passato, ma visto che continuiamo a ripetere gli stessi errori da secoli e forse millenni, vuol dire che studiare la Storia non serve a niente... e faremmo prima a dedicarci ad altro, tipo andare al mare.

Dedicato al mio professore di Storia Economica che amava la Storia e non voleva insegnare la Storia.


Il Panico del 1907

Nell’ottobre del 1907 una speculazione fallita gettò il panico fra i piccoli risparmiatori che si affrettarono a ritirare i loro risparmi dalle banche americane: in poche settimane il sistema finanziario e di conseguenza anche quello della produzione industriale vennero paralizzati, portando l’economia statunitense sull’orlo del collasso.

La crisi venne bloccata grazie al tempestivo intervento del banchiere J.P. Morgan, che raccolse i capitali necessari al funzionamento del sistema degli scambi nazionali e internazionali.

Tuttavia, fu solo con la creazione della Federal Reserve Bank e leggi varate nel 1933 che si riuscì a porre delle salde basi al sistema finanziario globale (salde...ehm, NDFC).


L'epicentro 

La Knickerbocker Trust Company era un’istituzione celebre nell’America della Gilded Age, l’età dell’oro del primo Novecento. In quegli anni ruggenti, dallo sviluppo economico accelerato, molte famiglie del ceto medio newyorchese avevano affidato i propri risparmi alla prestigiosa società finanziaria con sede all’angolo fra la Quinta Avenue e la 34esima strada, dirimpetto all’hotel Waldorf Astoria.

E come non fidarsi?

Al vertice della Knickerbocker c’era Charles Tracy Barney, sposato con una Whitney (quelli del museo), membro di trentatré consigli d’amministrazione di colossi industriali, finanziatore in proprio della costruzione del metrò di Manhattan: un Grande Gatsby dell’establishment capitalistico americano. Con un’economia che cresceva a ritmi del sette per cento annuo, tra il 1896 e il 1906 il Pil degli Stati Uniti si era raddoppiato, i rendimenti offerti ai risparmiatori erano generosi.

Si apriva sotto i migliori auspici il “secolo americano”.

Ma l’irresistibile ascesa della nuova potenza mondiale non sarebbe avvenuta senza scossoni.

Nel solo mese di ottobre l’indice azionario di Wall Street perse il trentasette per cento del suo valore, in tutta l’America folle di risparmiatori diedero l’assalto agli sportelli delle banche (cos'e' la corsa agli sportelli? clicca qui per approfondire, NDFC) fra scene di violenza e di disperazione, il sistema del credito rimase paralizzato per settimane.


La fine della Knickerbocker

Il 14 novembre 1907, quando la moglie Lily trovò il cadavere di Charles Barney ai piedi del letto, con la mano che ancora stringeva il revolver fumante puntato alla tempia, sul loro appartamento di Park Avenue calava il sipario dopo l’ultimo atto della tragedia.

Ormai la Knickerbocker non esisteva già più.

La crisi aveva travolto un sistema di potere, e avrebbe imposto riforme profonde nei mercati finanziari.

La “tempesta perfetta” di quell’anno ebbe per protagonisti dei giganti della storia, dal presidente Theodore Roosevelt al banchiere J. Pierpont Morgan.

L’eco di quegli avvenimenti non si è mai spenta. [...]

Due economisti americani, Robert Bruner e Sean Carr, hanno pubblicato un saggio sul crac di cent’anni fa (The Panic of 1907: lessons learned from the market’s Perfect Storm) per studiare le analogie con la situazione odierna.


Le tre cause del disastro

Già nel 1908 il finanziere Henry Clews nelle sue memorie indicava tre cause principali del disastro dell’anno precedente che suonano familiari:


  • L’eccesso di investimenti nel mercato immobiliare
  • il credito facile
  • le manipolazioni dell’alta finanza

(...)

(...)

(ehi, guarda, una capretta)


Le voci che nel sistema bancario americano si nasconde qualcosa di marcio iniziano a diffondersi ai primi di ottobre del 1907.

Due speculatori senza scrupoli, Augustus Heinze e Charles Morse, hanno tentato una scalata a una società di estrazione del rame e sono finiti in bancarotta. Presto si scopre che dietro di loro si nasconde la Knickerbocker di Barney.

Per non smentire la superstizione, è il venerdì 17 ottobre 1907 che le indiscrezioni diventano un boato, i sospetti si trasformano in terrore.

Diciottomila clienti della società finanziaria assaltano la sua sede principale sulla Fifth Avenue e le tre filiali sulla Broadway, ad Harlem e nel Bronx. In poche ore svuotano le casseforti della Knickerbocker di otto milioni di dollari in contanti, una somma considerevole per quell’epoca. Il 21 ottobre Barney è costretto a dimettersi ma è già troppo tardi per arrestare «la spirale isterica», come la definiscono Bruner e Carr.

La gente sa che il credito è un sistema di vasi comunicanti, nell’intreccio di rapporti fra le banche il crac di un finanziere può trascinare altri nel precipizio. Si formano code di risparmiatori su tutti i marciapiedi di Wall Street, ogni istituto di credito è assediato dai depositanti che vogliono ritirare i loro soldi.

Anche la Borsa è al collasso. [...]

Da New York il panico dilaga in tutta l’America.


Corsa agli sportelli

In pochi giorni i ritiri di contante dalle banche raggiungono i trecentocinquanta milioni di dollari di allora.

I costi delle cassette di sicurezza schizzano alle stelle perché la gente le usa per mettere al sicuro le banconote.

In alcuni Stati il denaro liquido sparisce completamente: i governatori della California, del Nevada e dell’Oregon impongono d’autorità una settimana di vacanza perché le banche possano stare chiuse… in attesa di un miracolo.

South Dakota, Indiana, Iowa e Oklahoma varano leggi locali che consentono di ritirare dalle banche solo dieci dollari al giorno per ogni cliente. «A metà novembre - raccontano Bruner e Carr - lo stesso ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha virtualmente esaurito le sue riserve di dollari, nel vano tentativo di combattere la crisi».

L’America si ammala di quella che gli economisti definiscono con un termine evocativo «l’anoressia del credito».

Per la diffidenza generalizzata nessuno fa più prestiti né li chiede, il mercato interbancario si prosciuga.

Decenni dopo il premio Nobel dell’economia Milton Friedman analizzerà il 1907 come una prova generale del 1929, il crac che innescò la Grande depressione mondiale.

In mezzo al caos e allo smarrimento di cent’anni fa una persona mantiene i nervi saldi.

È l’uomo a cui tutti si rivolgono in cerca di una risposta. J.P. Morgan, fondatore e capo assoluto dell’omonima banca, è un gigante della finanza internazionale capace di combinare “sulla parola” alleanze industriali e contratti intercontinentali.

[...]

Gli Stati Uniti d’America, superpotenza giovane, nel 1907 ancora non hanno istituito una banca centrale. Gli strumenti di regolazione dei mercati finanziari sono rudimentali. Il governo federale ha scarse competenze sull’economia, è impotente per arginare il panico.


Il Grande Vecchio

Il 24 ottobre, mentre Wall Street è ferma per mancanza di contrattazioni e l’onda di paura traversa gli oceani coinvolgendo Europa ed Asia, tutti i broker della Borsa newyorchese affluiscono in pellegrinaggio al quartier generale della J.P. Morgan per chiedere consiglio al grande banchiere.

«Mr. Morgan - gli sussurra il decano dei broker - dovremo chiudere lo Stock Exchange». Intende dire: a tempo indeterminato. Morgan risponde secco: «Lo chiuderete come tutti i giorni all’orario canonico. Le tre del pomeriggio, non un secondo prima».

E si mette a riempire assegni, lui di persona, per ciascuno dei broker. Perché abbiano liquidità sufficiente e il denaro torni a scorrere nello Stock Exchange.

A quel punto si fa vivo il magnate John Rockefeller con un messaggio lapidario. Se è Morgan a guidare le operazioni di salvataggio del sistema, Rockefeller gli farà avere cinquanta milioni di dollari dal suo patrimonio personale in poche ore.


Il più grande carico d'oro della storia

Morgan telegrafa istruzioni anche ai partner nella City di Londra, spiega che è la finanza mondiale in pericolo (ci ricorda...qualcosa... qui e anche qui).

Ai suoi ordini salpa dall’Inghilterra il bastimento Lusitania con un carico unico nella storia: il più grande quantitativo di lingotti d’oro mai trasportato attraverso l’Atlantico. La psicosi di massa si dilegua. L’America è salva.

Ma l’uragano perfetto del 1907 lascia dietro di sé un panorama di macerie.

La credibilità di Wall Street, la stabilità del giovane capitalismo americano sono a pezzi.

A trarre la lezione del disastro è Ted Roosevelt: uomo di stirpe aristocratica, è stato eletto però sull’onda di un forte movimento progressista. Prima ancora del crac del 1907, la società civile ribolliva di insofferenze verso un capitalismo senza regole, i Baroni Ladri, i trust delle ferrovie e del petrolio. Roosevelt afferra l’opportunità offerta dallo shock economico. Ne fa le spese lo stesso Morgan: dopotutto, il salvatore della patria è anche il regista supremo delle intese oligopolistiche, il campione dei conflitti d’interessi. 

Il banchiere viene convocato dalle commissioni d’indagine del Congresso, sottoposto a interrogatori lunghi e aggressivi. Morirà a Roma il 31 marzo 1913, all’età di settantacinque anni, avvilito e fiaccato dalla battaglia politica.


Nasce la Federal Reserve

Il 22 dicembre 1913, nell’anno della morte di Morgan, il Congresso istituisce la Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti.

Un quarto di secolo dopo, quando allo shock del 1907 si sarà aggiunto quello del 1929, il Congresso approva la legge Glass-Steagall nel 1933.

Quella legge crea una Grande Muraglia fra il mestiere della banca commerciale (che raccoglie depositi e fa prestiti) e quello della banca d’affari che acquista partecipazioni azionarie nell’industria, opera in Borsa assumendo rischi in proprio.

Quella divisione fu voluta per tutelare il risparmiatore, per impedire i conflitti d’interessi in cui la banca non è solo un intermediario del credito, ma è impegnata attivamente nella speculazione, e coinvolge ignari depositanti in investimenti ad alto rischio.

E fu nel 1999, sotto l’influsso del neoliberismo, che la legge Glass-Steagall fu abrogata. La Grande Muraglia è caduta, le banche commerciali e le banche d'affari sono tornate a pasticciare tra loro, ed in meno di 10 anni si è scatenata la crisi dei subprime, la caduta di Lehman Brothers e l'inizio della Grande Crisi.


Cose da pazzi e cose da sani

E' tutto. Non senza riflettere sul fatto che quella volta si organizzo' uno spostamento di lingotti d'oro, il più grande della storia, mentre oggi sono ricorsi al debito. E tra oro e debito c'e' una gran bella differenza. Cose da pazzi, cose da pazzi.

Chiosa finale: il professore di Storia Economica che amava la Storia e non voleva insegnare la Storia era anche un profondo conoscitore della storia dei Rotschild.

Lui li chiamava Rotschìld, alla francese, con l'accento sulla i.

Saluti felici e stay human

Felice Capretta

ps: vi ricordo Santaruina live questa domenica pomeriggio a Milano!

51 commenti:

marcoravelli ha detto...

vale la pena di ricordare anche la depressione del 1920, causata dai primi esperimenti creditizi della FED.

In quel Caso il Presidente Wilson ed il suo successore Warren non intrapresero nessuna misura di stimolo lasciando che la crisi si sfogasse e in soli due anni tutto tornò più prospero di prima....


Delano Roosvelt nel '32 ci mise lo zampino socialista e riusci a far perdurare una la crisi del '29 ben oltre il '40...

Anonimo ha detto...

Il problema è sempre lo stesso: se tu banca con i miei depositi giochi alla "roulette russa" tenendo puntata la pistola su di me è chiaro che prima o poi mi fai saltare le cervella. scusami banca ma il brivido lo vorrei provare da solo impugnando la pistola (tipo nel film "Il cacciatore" - solo che lì De Niro al momento giusto invece di tirarselo in testa il colpo di pistola lo scairca all'aguzzino li vicino. Avremo anche noi questo "tempismo"???)

FEDRO 55

Anonimo ha detto...

Bravo Felice, bello
però forse manca la conclusione:
l'origine della crisi è sempre l'espansione del credito che genera bolle speculative. la soluzione è sempre la stessa:
"Non c'è modo di evitare il collasso finale di un boom indotto da un'espansione creditizia. La scelta è solo se la crisi debba avvenire prima come risultato dell'abbandono volontario di un'ulteriore espansione del debito o più tardi con la totale catastrofe del sistema monetario coinvolto" –
Ludwig Von Mises

tutte le crisi si assomigliano, soprattutto cambiando scala e grafico:
http://dshort.com/charts/bear-recoveries.html?four-bears
Fra

Anonimo ha detto...

... e in questo si inseriscono le banche centrali, che provando a manipolare l'economia fanno pagare la crisi a chi non c'entra e non a chi ha comprato i "prodotti" sbagliati.
Fra

Anonimo ha detto...

Mi permetti di suggerire una modifica di:
LE TRE CAUSE
1. il credito facile

- che comporta sempre una bolla speculativa (qua l'immobile)

- che porta sempre con se la corruzione (frodi e truffe vedi Ponzi; allora investment trust, oggi etf strutturati e fondi d'investimento).

da uno studio che sto leggendo il peso delle spese del governo usa /gdp cono passate dal 4% del 1930 (anni in cui iniziano Roosvelt Keynes e la FED) al 24% di ora. Il 25% dell'economia è in mano dello stato -> questa è la più grossa bolla di ogni impero, la spesa pubblica, che, quando scoppia, porta l'impero al fallimento.
ultima chicca, poichè la spesa pubblica non è riducibile, solo un disordine sociale permette di ristabilire l'equilibrio...
Grecia docet.

ribadisco, la causa è sempre una.
Fra

Infettato ha detto...

l'origine della crisi è sempre l'espansione del credito che genera bolle speculative

---
Alla fine tutto è riconducibile ad un solo motivo principale e nmila secondari. la pianificazione centrale.

@marcoravelli su ML è inutile discutere con redesio, questo è il nick che utilizzava, mi è capitato anche a me....è tempo perso:-)
Roberto F

Mario Barbiero ha detto...

Interessante, allora i cittadini corrono a prelevare i propri risparmi per salvarli e così facendo portano il sistema ad un passo dal collasso ... cosa che di fatto avrebbe incenerito proprio quei risparmi ... ma grazie all'intervento dei SUPERCATTIVI ... i risparmi vengono salvati ...
CHE POPOLO DI SALAMOTTI!!!

Mario Barbiero ha detto...

oggi al parco ho conosciuto una super nonna Moldava, ha l'età di mia mamma quindi circa 65 anni.
Parla 4 lingue (italiano, russo, romeno e tedesco), non so le altre tre, ma l'italiano lo conosce eccome, anche più degli italiani dato che ogni 4 parole doveva spiegare agli italiani presenti il significato della parola che aveva usato.
Fantastico!

Mario Barbiero ha detto...

Piccole curiosità dalla super nonna
In Romania tolgono il pannolino e il ciuccio a 7 mesi, dieci giorni di passione e pazienza finché il bambino si abitua, ma poi è tutta un'altra vita.
In Romania e Moldavia quando vogliono far smettere di litigare dei bambini gli dicono:" smettetela, sembrate degli zingari!".
Uhm da noi si potrebbe dire:"smettetela, sembrate dei parlamentari!".

Mario Barbiero ha detto...

Sempre la supernonna ci ha raccontato che il primo maggio diverse zone della Polonia ha nevicato e si sono registrate temperature sottozero, anche meno otto.
In Moldavia sempre il primo maggio hanno avuto in media meno quattro.
Aggiunge che anche se da loro non fa così caldo come da noi, quelle temperature non sono mica normali.
Per non parlare delle piogge torrenziali e della siccità che sta colpendo diverse zone del pianeta; che in televisione qualche cosa dicono, ma è niente rispetto a quello che sta realmente succendendo.
Ci dice che di queste cose parla la sera via Skype con parenti e amici in giro per il mondo.
Credo che tra tutti gli italiani presenti fossi l'unico a sapere cosa è Skype ...

Anonimo ha detto...

un saluto a tutti.
@mario
la conoscenza è anche scambio di informazione tra le persone.
ma, se le persone sono impegnate a pagare le tasse, a lavorare con ritmi stressanti, non hanno tempo per fare altro; per fare cose che le renderebbero felici.
niente è causale...

@fra
il credito facile..
in ogni situazione ci sono sempre due opposti.
c'è chi chiede e chi offre.
di chi è la colpa?
entrambi , dal loro punto di vista hanno ragione.
per cui, nulla è giusto, nulla è sbagliato.
ogni situazione è una questione di scelta, le ns scelte determinano il ns futuro, la ns vita.
il famoso "libero arbitrio".

per cui, ogni discussione è superflua.
continuo a ribadire la stessa cosa.
osserviamo la ns società, la qualità di vita.
ecco cosa abbiamo scelto, cosa abbiamo permesso.
in ogni caso, staimo ancora vivendo.

franco

Anonimo ha detto...

@ franco
sta tranquillo che una banca in un sistema economico libero non presta soldi a soggetti insolventi...
mi pare l'ennesimo tentativo di portare acqua al mulino dei meta- economici fanta- soggettivisti.

Fra

Anonimo ha detto...

corsa al rimborso?
http://www.zerohedge.com/article/game-over-rab-capital-londons-once-star-fund-delists-following-terminal-deluge-redemption-re

Fra

Mario Barbiero ha detto...

Un sistema economico libero in questo momento non esiste, ma non per colpa di qualcuno, bensì per demerito della massa che ignora troppe cose e passa il tempo a lamentarsi di quello che crede non funzioni correttamente anziché imparare il funzionamento della vita e godere di questa scoperta!

marcoravelli ha detto...

@Franco,

gerenalmente non la commento perchè sarebbe un po' come sparare sulla croce rossa ma la precisazione è d'obbligo:

Ciò che Fra intende per Credito Facile è un tasso mantenuto artificialmente basso per volontà politica.
ciò comporta DISINFORMAZIONE per gli operatori che quindi sbaglieranno i calcoli nei loro investimenti...

@Infettato

Grazie, non lo avevo mai incontrato prima questo Lombardi ma devo dire che i suo sproloqui da bordello dei bassifondi mi divertivano...

Mario Barbiero ha detto...

@Ravelli
verrebbe da chiedere perchè questi supercattivi regalano soldi così, dando prestiti a tassi da fame a cani e porci (sia come privati che come paesi) e sono cattivi perchè poi giustamente li rivogliono indietro.
Soldi DOLLARI o EURO che funzionano per comprare cose concrete, a differenza del dollaro dello Zimbabwe o del dinaro yugoslavo con cui ci si può pulire a mala pena laddove non batte il sole.
Te lo chiederei ma sarebbe come sparare sul ferito trasportato dalla Croce Rossa ...

marcoravelli ha detto...

Dai Mario non fare il permaloso,

sai benissimo che ti risponderei che il problema non è prestare soldi e nemmeno intascarsi l'interesse, il problema consiste nel far credere a tutti che ci sia in circolazione più denaro di quel che in realtà è...

è un po' come l'overbooking nel trasporto aereo... se ne fai troppo e tutti chiedono il rimborso il volo si trasforma in una perdita netta!!


P.s.

pensa come sarebbe felice Guru sapendo che non ho utilizzato un esempio agricolo...

Anonimo ha detto...

prestiti facili:
- rating artificialmente alti
- istruttorie facili (es. sui mutui case... e da noi se ne preparano delle belle per via di perdite bancarie...!)
- finanziamenti a pioggia (QE1 e QE2, da noi una miriade di esempi, leasing auto e capannoni, fotovoltaico? ecc.)
- tassi bassi
- rendimenti attivi nulli (che disincentivano il risparmio -> spendo (oppure, chiedo a prestito))

... non soffermarti sulle spiegazioni (imbecillità? disonestà? ingnoranza o faciloneria di chi li chiede? ecc..) è così e basta, solo per il fatto che si allentano i cordoni della borsa!
guardiamo alle conseguenze:
- malinvestimenti, sprechi, truffe
- bolle speculative
ecc...

il sistema è tenuto così, il problema è che poi questi squilibri si devono riequilibrare.
è sempre stato e sarà sempre così.
Fra

Anonimo ha detto...

un saluto a tutti.
@fra
@ravelli

spesso non è facile spiegarsi , dialogando con internet.
anche, perchè, a me , piace poco.
ma, anche questo è un mezzo.

le banche hanno prestato soldi facili, a tanti.
vedi parmlat, cirio ,ecc.
quando non operano direttamente, lo fanno tramite società di prestito al consumo.
per cui, è meglio vedere le cose per come sono.
ripeto, , un solco è sempre fatto da due sponde.

franco

Anonimo ha detto...

bella la storiella del giornalista di ....repubblichella

... molto " edificante " ..:-)

io pero' ci vedo qualche altro nesso

crisi finanziaria e americana del 1907 -> guerra MONDIALE I nel 1914

crisi finanziaria e americana del 1929 -> guerra MONDIALE II nel 1939

crisi finanziaria e americana del2008 -> guerra MONDIALE III nel ???
ws

marcoravelli ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
marcoravelli ha detto...

@anonimo qui sopra,

ne so una più bella

Espansione monetaria nel regno delle due sicilie 1840--> conquista del meridione 1861...

Anonimo ha detto...

Franco, ha, optato, per, la, punteggiatura, ma, esagera, un, po'.

Anonimo ha detto...

Vittorio Messori
Capitalismo & Comunismo
http://www.storialibera.it/epoca_contemporanea/comunismo/articolo.php?id=3652&titolo=Capitalismo & Comunismo

Anonimo ha detto...

voi parlate parlate ma intanto quelli la' continuano a fare quello che gli pare...

Anonimo ha detto...

Due note tanto per buttarle lì:

1) appartamento in un condominio vicino finito all'asta del tribunale (con tre 3!!) ipoteche, una pure sull'autorimessa!!
prima asta € 240,000 = deserta;
seconda asta € 210.000 = deserta;
terza asta € 190.000 = deserta.
Venduto alla quarta asta. indoviante a quanto??? € 140.000. I soldi non ci sono solo per alcuni... e chi lo ha preso tralle sono sempre i creditori... compresi i condomini del palazzo a cui il tizio ha lasciato un buco di € 5.000!!!
FEDRO 55

Anonimo ha detto...

Seconda nota:

da giorni assisto nell'azienda in cui lavoro (tessile) ad un aprocessione di ditte conto terzi che chiedono lavoro. Mai successo prima in 10 anni che sono lì.
Vi giuro che stamani avevo i brividi a veder tutta quella gente in fila.......

FEDRO 55
P.s a qualcuno ricorda qualcosa della "Storia" (la scrivo con la maiuscola perchè è quella vera, che come dice HAPPY GOAT si riepte sempre ..)

vigna ha detto...

Fedro55
non siamo in pochi qui del 55 eh?
E, anche Tu nel tessile eh? Oggi ero da un fornitore e, non ho mai visto tanta roba, non sapeva più dove metterla. Ormai le prenotazioni sono fatte e se i clienti non consumano, la merce si accumula nei magazzini.
Diciamola sinceramente, adesso la crisi si comincia a farsi sentire e, non solo nei piani bassi.
Pensate quanta stima hanno di noi itagliani all'estero, perfino la Merkel ha accettato la candidatura di Draghi alla BCE, chissà cosa avrà dovuto dare in cambio il Berlusca a Sarko e alla Merkel?
E quanti capannoni, con le scritte "vendesi", "affittasi" giù nella Marca Trevigiana, fanno veramente preoccupare.

Anonimo ha detto...

Questa volta ne ho letto troppe.

Andiamo con ordine: non si può conoscere la storia senza conoscere l'economia.

Consiglio a tutti la lettura di "Teoria e storia" di L.V.MIses Ed. Boringhieri.

@Felice

Nel 1907 l'industria finanziaria er pesantemente regolata e questo permise la collusione tra le grosse banche per causare il panico che fu utilizzato per creare la Federal Reserve.
Non è vero che prima non c'era stata una banca centrale in USA: anzi c'è ne sono state altre (First Bank of the United States 1791-1811, Second Bank of the United States 1816-1833, con in mezzo la parentesi dei Greenback durante la guerra civile e del Continental, la storia la trovate qui http://mises.org/books/historyofmoney.pdf in particolare per la crisi del 1907 partite da pag 234 a pag 259


Il Folletto

-continua-

Anonimo ha detto...

-continua-

@marcoravelli

Non ci siamo proprio questa volta:

Il Regno Borbonico era il regno più florido d'Europa, non solo dell'Italia.
Con le rimesse della bilancia commerciale sempre in attivo e con una moneta metallica era il regno del benessere, per quell'epoca.
L'abnorme debito pubblico dello stato piemontese procurato dalla politica bellicosa ed espansionista del Cavour (tre guerre in dieci anni!) doveva essere risanato e la bramosia della classe borghese piemontese per la quale le guerre si erano fatte (e alla quale il Cavour stesso apparteneva a pieno titolo) doveva essere, in qualche modo, soddisfatta.

Lo stato sabaudo si era dotato di un sistema monetario che prevedeva l'emissione di carta moneta mentre il sistema borbonico emetteva solo monete d'oro e d'argento insieme alle cosiddette "fedi di credito" e alle "polizze notate" alle quali però corrispondeva l'esatto controvalore in oro versato nelle casse del Banco delle Due Sicilie.

Il problema piemontese consisteva nel mancato rispetto della "convertibilità" della propria moneta, vale a dire che per ogni lira di carta piemontese non corrispondeva un equivalente valore in oro versato presso l'istituto bancario emittente, ciò dovuto alla folle politica di spesa per gli armamenti dello stato.In parole povere la valuta piemontese era carta straccia, mentre quella napolitana era solidissima e convertibile per sua propria natura (una moneta borbonica doveva il suo valore a se stessa in quanto la quantità d'oro o d'argento in essa contenuta aveva valore pressoché uguale a quello nominale).
Senza il saccheggio del risparmio storico del paese borbonico, l'Italia sabauda non avrebbe avuto un avvenire. Sulla stessa risorsa faceva assegnamento la Banca Nazionale degli Stati Sardi. La montagna di denaro circolante al Sud avrebbe fornito cinquecento milioni di monete d'oro e d'argento, una massa imponente da destinare a riserva, su cui la banca d'emissione sarda - che in quel momento ne aveva soltanto per cento milioni - avrebbe potuto costruire un castello di cartamoneta bancaria alto tre miliardi

Purtroppo ci hanno messo in testa un sacco di cose errate.....

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Speigami adesso con un sistema metallico come potevano fare un'espansione monetaria enl regno delle Due Sicilie.

Esattamente l'opposto: i Savoia avevano contratto un debito di oltre 200.000.000 di Lire dal 1812 al 1848 con le prime "schermaglie", ma con le prime due guerre d'indipendenza dal 1848 al 1860 il debito era oltre 1.200.000.000 (in 12 anni 6 volte quanto fatto in 36 anni precedenti!)

Una volta risanate le casse del Regno con l'oro napoletano, arriva la terza guerra d'indipendenza, spese pazze dello stato varie e si arriva al 1866 di nuovo la moneta italiana fi costretta al "corso forzoso", cioè inconvertibile in oro.....

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Segno inequivocabile di uno stato delle finanze disastroso e di un'inflazione stellare. I titoli di stato italiani arrivarono a valere due terzi del valore nominale.

Ci vorranno molti decenni perché l'Italia postunitaria, dal punto di vista economico, possa riconquistare una qualche credibilità.

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Avvenuta la conquista di tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati. Naturalmente la Banca Nazionale degli Stati Sardi divenne, dopo qualche tempo, la Banca d'Italia. Avvenuta l'occupazione piemontese fu immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie (diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia) di rastrellare dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poiché in tal modo i Banchi (del bistrattato Sud) avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e così facendo sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano.
Invece quell'oro piano piano passò nelle casse piemontesi. Tuttavia, nonostante tutto quell'oro rastrellato al Sud, la nuova Banca d'Italia risultò non avere parte di quell'oro nella sua riserva. Evidentemente aveva preso altre vie, che erano quelle del finanziamento per la costituzione di imprese al nord operato da banche, subito costituite per l'occasione, che erano socie (!) della Banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco Sconto e Sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino, che diventò Cassa di Sconto e Sete.

Il Folletto

P.S.:

Anonimo ha detto...

http://www.sovereignman.com/expat/how-the-us-government-will-seize-your-retirement-account

Il Folletto

Anonimo ha detto...

Per concludere sul Lusitania.


Nel 1915 l'ambasciata tedesca fece pubblicare, a proprie spese, un avviso sul New York Times per avvertire gli americani di non imbarcarsi su quella nave, poiché qualora questa avesse forzato il blocco navale sarebbe stata affondata. Nonostante l'avviso, numerosi cittadini statunitensi, più o meno mille, spinti dal governo USA si imbarcarono sul Lusitania.
Il 7 maggio del 1915 incrociò il sommergibile tedesco U-20 che lanciò un siluro.
Dopo l'impatto, a distanza di pochi minuti, a bordo ci fu una seconda esplosione non determinata direttamente dal siluro lanciato dall' U-20: si suppose che il Lusitania trasportasse materiale di contrabbando quali esplosivi o altro materiale potenzialmente esplosivo. La disinformazione di allora disse che il siluro colpì vicino ai depositi per il carbone, dentro i quali si era forse formata una miscela di aria e gas infiammabili che, in conseguenza dell'esplosione provocata dal siluro, esplose anch'essa.
Nel 2005 finalmente il governo americano ha confermato che il Lusitania, oltre ai passeggeri, trasportava materiale bellico per la Gran Bretagna.

FALSE FLAG


Lusitania----entrata in guerra WW1 degli USA,
Pearl Harbour --- entrata in guerra WW2 degli USA
Incidente del Tonkino---entrata in guerra del Vietnam
11/9 --- Guerre multiple
Adesso quale "incidente" ci aspetta.....

marcoravelli ha detto...

@Folletto ed a TUTTI,


Chiedo umilmente scusa ma nella fretta ho commesso un lapsus imperdonabile:

ha ragione Folletto, ho fatto confusione ed ho scritto due Sicilie in vece di Regno di Sardegna.....

chiedo acora scusa e ringrazio per la precisazione.

marcoravelli ha detto...

quindi ripropongo:

Espansione monetaria nel Regno di Sardegna 1840--> conquista del meridione 1861...


scusate di nuovo.

Anonimo ha detto...

mai potrebbe succedere da noi:
«La responsabilità di non aver evitato l’incidente è del gestore Tepco quanto del governo che ha puntato sull’energia nucleare come strategia nazionale, e per questo voglio porgere le mie scuse alla gente», ha dichiarato oggi Kan, chiamandosi per la prima volta tra i «responsabili» che hanno concorso a creare le condizioni per il disastro di Fukushima. «Continuerò a ricevere lo stipendio come parlamentare, ma rinuncerò alla paga e ai benefit che spettano al primo ministro», ha spiegato Kan, che da giugno farà a meno del salario mensile da 1,64 milioni di yen (14.000 euro) e del bonus estivo da 2,17 milioni di yen (18.700 euro), rimanendo con la `semplice´ paga da parlamentare di 800.000 yen (circa 7.000 euro).

Anonimo ha detto...

avevo letto qualche tempo l'articolo sui terremoti e il relativo studio secondo il metodo bendanti... adesso ieri era l'11 ed era previsto un allineamento di pianeti tali da causare terremoti.... la coincidenza ha voluto: terremoto in spagna... ed eruzione sull'etna....

L'influenza cè.


http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/05/12/news/boati_e_lava_dal_vulcano_chiuso_l_aeroporto_di_catania-16120234/

Anonimo ha detto...

Sarà una nuova Weimar a far fallire gli Usa?
Mauro Bottarelli
http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2011/5/12/FINANZA-Sara-una-nuova-Weimar-a-far-fallire-gli-Usa-/176195/

Anonimo ha detto...

l'influenza c'e' anche senza allineamenti, soprattutto d'inverno.

kanate

Anonimo ha detto...

Raid Nato su bunker Gheddafi, sei morti
Napolitano: "Italia non ha dichiarato guerra"

Bombe su Tripoli, il regime parla di numerose vittime. Il Capo dello Stato: "Stiamo rispettando la Costituzione, non potevamo sottrarci".

ecco scoperto dove sbagliavo!
per fare la guerra bisogna dichiararla!
e io che pensavo che ad avvisare ci pensassero le bombe...

Anonimo ha detto...

eheheh
infatti la mafia ha sbagliato a dichiarare guerra allo stato altrimenti le bombe che ha messo avrebbero rispettato la costituzione.
ignoranti questi mafiosi, bastava che lo chiedessero a napolitano come fare le cose per bene.

Giovanni ha detto...

Breve, sintetico, onesto. Un bel pezzo di storia. Ma ricordalo a quelli che stanno lassù... COmplimenti dalla Sardegna!

Mario Barbiero ha detto...

PAR CONDICIO PATAVINA
la fidanzata dell'assessore alla cultura del comune di Padova (partito democratico) vince il concorso per un posto a tempo indeterminato presso ... vediamo chi indovina?
Presso il settore cultura del medesimo ente!
*** ***
In provincia di Padova (centrodestra) viene assegnato un posto a .. a ... a ... una candidata trombata alle precedenti elezioni comunali a Padova nonché membro del coordinamento cittadino indovinate di quale partito? Toh che coincindenza, proprio il PDL il cui presidente ha firmato la nomina!
E la Lega? ah un figurone, ad esempio l'assessore leghista che doveva ratificare la nomina ha dichiarato che non essendo daccordo sulla nomina non ha partecipato alla seduta consiliare.
Brava! e invece andarci e opporsi pareva brutto? La Lega, tutto chiacchiere e fazzoletti verdi ...

Mario Barbiero ha detto...

Invece il nostro presidente serenissimo (inteso del Veneto) ha dichiarato che la protezione civile regionale non ha più un euro in cassa pertanto tutti sono invitati a fare l'assicurazione contro gli eventi atmosferici, perchè in caso di disastri non ci sono risorse per rimborsare alcunché.
Qui però bisogna dire a Zaia bravo e onesto considerato che siamo in campagna elettorale ... un certo nano da giardino avrebbe probabilmente promesso di stanziare soldi anche per risarcire i danni provocati dalle tre guerre di indipendenza!
Poi diciamocelo onestamente: il problema non è il nano da giardino, ma tutti gli altri nani (intellettualmente parlando) che gli credono ancora!

niki ha detto...

Stavo per leggere il post ma il nome Rampini mi ha gelata. Ma come, Rampini, il Salgari del giornalismo italiano? Quello che si spaccia per esperto di India (Cindia) senza saperne niente ed essendoci stato una volta in vacanza con la famiglia? Quello che sull'India ne dice di grosse come una casa e fa venire un fegato così a chi in India ci ha vissuto e lavorato veramente?

marcoravelli ha detto...

Caro Mario su questo non ti si può proprio dare torto...

per esempio dalle mie parti
esiste una struttura di proprietà interamente pubblica ( centro sportivo +piscina) che viene affittata ad un gestore privato a € 110.000 anno.

la società propietaria della struttura partecipata da 10 piccoli comuni 5 anni fa a deciso un amento di capitale del 100% interamente a carico dei soci pagabile in 20 anni equivalente a € 100.000 anno.

ad oggi la società proprietaria della struttura ,pur avendo intascato € 500.000 di soldi pubblici e 500.000 dal privato( che ovviamente ha un grosso guadagno nella gestione della struttura [la qual cosa però se evidenziata fa passare me per bolscevico]), non ha nemmeno un soldo in cassa e avendo urgenza di investire per mantenere in piedi la struttura batte cassa ai Comuni suoi azionisti.

L'idea generalizzata, sia nella maggioranza che nell'opposizione, in tutti e 10 i comuni è di pagare subito senza discutere perchè questa eroga un servizio importante e indispensabile (soprattutto in vista della prossima apertura estiva!)....anche a costo di dover aumentare le tasse locali.....

a me sembra vergognoso e mi sono vigorosamente opposto ma essendo rimasto solo nel dire queste la società ha avuto il suo gruzzolo aggiuntivo ( €250.000)... che ovviamente finiranno tutti diritti nelle mani del gestore ( ma solo verso fine estate ed in modo del tutto legittimo) .....

Giovanni ha detto...

Dimenticavo, anche il Titanic, la nave, gioca un suo ruolo quando affonda nel 1913. Infatti nel suo carico c'era un corrispettivo in oro destinato alla FED, che non è un'istituto federale statunitense, che era stata fondata l'anno prima. Domanda: a chi giova quell'affondamento?. Va notato in aggiunta che il crack del 1929 è preceduto da una serie di speculazioni edilizie sbagliate che esplodono nel 1926.

FVI ha detto...

secondo me oltre alla guerra ormai certa ci cascherà pure il pisello e ci rimbalzerà in culo....

Il passato non serve a niente.
Il futuro crea il presente, se quello che immagini per la tua vita sono solo sfighe, crisi, povertà, sofferenza...beh stai facendo di tutto per fartele accadere...

Fabio VI

Anonimo ha detto...

@FC
Grazie per l' ottimo lavoro di divulgazione!
Letto l' articolo

Gigi