martedì 31 marzo 2009

Altri sequestri in Francia

"Caccia ai manager in Francia" strombazza l'informatissimo Tgcom, ricordandoci un po' il famoso comico che anni fa mimava Emilio Fede: "Attentato...!"

Citiamo dall'acuto giornale online:
Francia, assedio a manager Pinault

Continuano le proteste dei lavoratori francesi contro i manager delle grandi aziende che hanno annunciato piani di ristrutturazione e licenziamenti. Anche Francois-Henri Pinault, patron del gruppo Ppr, leader del lusso, è rimasto bloccato per un'ora in auto da alcuni dipendenti del gruppo [...] secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato bloccato a Parigi da un centinaio di dipendenti dei magazzini Fnac e Conforama, che fanno parte del gruppo, mentre usciva in auto da una riunione a livello europeo.
Poi, dopo momenti di alta tensione, ed in seguito all'intervento della polizia, è stato lasciato andare via a bordo del taxi su cui si trovava.

Ora rileggiamo.

Assedio al manager Pinault. Già vediamo una folla di sanculottes con il forcone e le torce bloccare il palazzo della Fnac in centro Parigi. Risulta invece che il soggetto era già fuori dall'edificio, sul suo taxi mercedes lungo un chilometro, probabilmente ben fornito di sicurezza e champagne.

Dunque non è stato sequestrato. E neanche assediato.
Semplicemente volevano prenderlo a calci nel didietro.

Occasione persa, grazie all'intervento risolutore dell'Ordine Costituito.

Bloccati realmente in ufficio, invece, i manager della Caterpillar. 733 licenziamenti su un'azienda da 2500 persone probabilmente non lasciano i dipendenti di buonumore.

Va di moda, in Francia...

Consigliamo ai manager questa innovativa soluzione , esclusivamente antisequestro, per la loro sicurezza, naturalmente...no?


Nel frattempo, il presidente dell'Eurogruppo Juncker, da swissinfo:

un ulteriore degrado della situazione occupazionale in Europa potrebbe addirittura comportare rischi di rottura della coesione sociale

Vale a dire: scontri e disordini.

Così è deciso, andate in pace.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 30 marzo 2009

Una crisi globale richiede soluzioni globali

"Una crisi globale richiede soluzioni globali", questa è una delle frasi che leggeremo il 3 aprile all'indomani del fatidico G-20 di Londra.

Sembrerà strano ed impossibile, ma già da ieri circolano sui media ufficiali e su internet ampi stralci della dichiarazione finale del G-20. Ma come, si chiederanno alcuni dei lettori occasionali, come puo' circolare già la dichiarazione ufficiale di un incontro che deve ancora avvenire?

Gli affezionati lettori invece ben sanno come funziona la macchina diplomatica. Grandi sorrisi e strette di mano sul palcoscenico offerto ai media nascondono in realtà, dietro le quinte, coltellate alle spalle, sgambetti, ricatti, spie, scontri spietati e diatribe infinite perfino sulle singole virgole. Niente viene lasciato al caso e sono estremamente rare le occasioni in cui un leader parla fuori dagli schemi.

Le diplomazie dei 20 "grandi" sono probabilmente già al lavoro da mesi sulla dichiarazione finale.

Non stupisce quindi leggere sulla quarta pagina dell'edizione di oggi di Repubblica alcuni dei punti che "probabilmente" la dichiarazione finale del G-20 conterrà. Frulliamo il tutto con le altre frattaglie che abbiamo trovato online e vi proponiamo in anteprima il pastone finale.


Anteprima: alcuni punti della dichiarazione finale del G-20 del prossimo 2 Aprile a Londra

  • Crisi del credito: "Ripristinare il mercato del credito affrontando con forza, dove necessario, i problemi nel sistema finanziario attraverso il continuo sostegno alla liquidità, la ricapitalizzazione delle banche, e gestendo il problema degli asset tossici attraverso una regolamentazione comune"
  • Crisi economica: "Siamo determinati ad assicurarci che questa crisi non si ripeta"
  • Globalizzazione: "un'economia mondiale aperta, su principi di mercato, controlli efficaci e su istituzioni globali forti" [...] "una globalizzazione sostenibile con crescente prosperità per tutti"
  • Regali e prebende ai servi utili: più poteri, e più potere, a mario draghi, ex goldman sachs come romano prodi. Evidentemente ha servito bene i suoi ex(?) padroni e gli viene elargita l'ennesima promozione. Il financial stability forum, da lui presieduto, allungherà le sue mani su tutti i paesi del G-20 e si chiamerà Financial Stability Board.

Cos'altro...?

Ricapitoliamo e traduciamo: in pratica bisogna spingere più a fondo l'acceleratore della locomotiva che è già sul binario morto.

Fine della corsa...

Boom!

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 27 marzo 2009

Millennium Bank truffa stile Madoff

Ehi, il piccolo Alfie non è il padre tredicenne della piccola Masie. Il test del DNA lo ha confermato. Notizia molto interessante, che fa il paio con il dibattito sulla richiesta della pillola del giorno dopo via sms in uk anche per le minori e in forma anonima.

Sempre per la serie "non si sa se ridere o piangere" anche il Corriere intitola in prima pagina "USA, rischio collasso scongiurato".

Ad ogni modo Tgcom, sempre puntuale nel raccontarci episodi di cronaca da pelle d'oca, non ci informa ancora, mentre scriviamo, della nuova truffa piramidale in stile Madoff scoperta negli USA.

Sono infatti 375 i clienti finiti nella trappola piramidale architettata da William Wise e Kristi Hoegel della Millennium Bank , basata ai Caraibi, parte di United Trust of Switzerland , basata a Ginevra.

Ci informa la SEC attraverso swissinfo:
Agli investitori americani veniva fatto credere che i loro risparmi venissero investititi in certificati di deposito che offrivano ritorni fino al +321%


Complimenti a chi c'e' cascato ed al fantastico duo della truffa della Millennium Bank che si è fatto fuori 68 milioni di dollari in divertimenti, prima di finire in manette. Dilettanti, rispetto al ben noto professionista in aria di servizi segreti israeliani. Ehm, giusto a proposito di Bernie Madoff, vi suggeriamo questo interessante aggiornamento / approfondimento, eccovi un assaggio


I rapporti dei Servizi Segreti russi riferiscono oggi che il subentrante Primo Ministro dell'ala destra Benjamin Netanyahu ha 'ordinato' al Presidente Obama di liberare Bernard Madoff - il discreditato investitore di Wall Street - pena il 'rischio di una guerra piena e totale.'

Quello che non viene detto negli USA, circa il peggior caso [segue]........


Sul tema della via francese alle proteste in materia di crisi economica vi suggeriamo questo interessante link su comedonchisciotte che raccoglie qualche articolo.


Infine, in materia di dissesto geopolitico globale e dell'approccio strategico dei prossimi anni in ambito economico/militare (sintetizzabile nella frase "ognun per sè" o "vinca il più forte"), vi proponiamo questo interessante lancio d'agenzia

(ANSA) - TOKYO,27 MAR -Se la Corea del Nord procedera' al lancio del missile-satellite il Giappone lo abbattera' se costituira' un rischio per il Paese. La decisione, senza precedenti, e' maturata ad una settimana dal periodo previsto dal lancio del 'satellite sperimentale per le tlc'

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 26 marzo 2009

Una irreale aria di ripresa

Da qualche giorno si respira una irreale aria di ripresa nelle borse, sui giornali e sui media allineati. Come se il piano PPIP di Geithner & Obama fosse in grado di dare davvero una scossa all'economia.

Bloomberg ci informa infatti che a febbraio negli USA le vendite delle nuove abitazioni sono cresciute del 5,1%, in controtendenza rispetto alle previsioni di un calo del 2,9%.

In Giappone, il numero uno di Toyota ha dichiarato, nonostante le fabbriche al minimo dell'operatività:

Con l'inizio di maggio, mi auguro che non ci siano più giorni di riposo forzato e che si ritorni alla normalità

Non è tutto oro quello che luccica, dicevano le nostre nonne.

A grattare un pochino più sotto, nello stesso discorso dell'AD di Toyota leggiamo

Non so quando si potrà dire che i mercati hanno toccato il loro punto minimo


A proposito del piano PPIP di Geithner & Obama, il premier ceco Mirek Topolanek lo ha definito "una via per l'inferno". Topolanek è anche presidente di turno dell'Unione Europea ed ha pronunciato queste parole davanti al Parlamento Europeo in sessione plenaria.

Un portavoce della presidenza dell'Unione ha tenuto a stemperare i toni e correggere il tiro: Topolanek in realtà avrebbe solo detto "porta alla rovina".

Uh, meno male!

Vediamo ora qualche notizia dall'economia reale:


In Francia va di moda chiudere i manager in ufficio per tutta la notte. Dopo il caso dei manager e dell'AD di Sony Francia, anche in una fabbrica di 3M (quelli del post-it) specializzata nel settore farmaceutico gli operai hanno tenuto un manager chiuso in nel suo ufficio tutta la notte.

I sindacalisti della fabbrica hanno tenuto a precisare:

Questa azione è l'unica nostra possibilità, ma non c' è alcuna aggressività


In Grecia, la tendenza per la primavera-estate è ormai consolidata verso le tonalità più calde e colorate: ieri (25 marzo) altri attentati dinamitardi contro banche e uffici commerciali.

Una sede della Piraeus Bank, nel centro di Atene, e della Proton Bank, alla periferia, sono state attaccate nelle prime ore di ieri mattina, causando danni non gravi.

Attentati dello stesso tipo sono avvenuti contro un'impresa di servizi telefonici, la Phone Market, e un'agenzia di consulting, la Exclusive, provocando pesanti danni materiali.


Saluti felici

Felice Capretta

martedì 24 marzo 2009

Lettera Europe2020 al G20 2 Aprile 2009 Londra

Pubblicata questa mattina sul Financial Times la lettera di LEAP/Europe2020 ai leader del G20 come anticipato nei post precedenti.

Il messaggio del gruppo è chiaro: questa è l'ultima possibilità che la Storia sta concedendo all'attuale sistema internazionale. O si prendono decisioni concrete subito, e si avviano entro l'estate, o sarà dissesto geopolitico globale.

Questa è la nostra traduzione dall'originale inglese che trovate sul financial times di oggi, edizione globale, oppure sul sito di LEAP/Europe2020.

Ci limitiamo a tradurre la lettera per i nostri lettori, senza condividerla nè disconoscerla (noterete infatti alcuni richiami ad un nuovo ordine monetario globale), senza giudicarla ma prendendola per quello che è: un ultimo campanello di allarme per i leader del vecchio mondo.

Vi invitiamo a leggerla allo stesso modo, senza giudicare, senza necessariamente condividerla in pieno o rifiutarla in pieno.

Ognuno poi tragga le sue conclusioni.

(Alcuni affezionati lettori troveranno spunti già dibattuti tra i commenti dei post precedenti, complimenti a tutti per il notevole livello del dibattito)

Dunque, la parola a Franck Biancheri, Director of studies, LEAP/E2020:


Lettera di LEAP/Europe2020 al G20 del 2 Aprile 2009 di Londra

(grassetti e link nostri)


Signore e signori,
Il vostro prossimo summit avrà luogo tra pochi giorni a Londra; ma siete consapevoli che avete meno di un semestre per evitare che il mondo cada in una crisi che richiederà almeno un decennio per risolversi, accompagnata da una intera serie di tragedie e fermenti? Di conseguenza, questa lettera aperta di LEAP/Europe2020, che vide l’arrivo di una “Crisi sistemica globale” ben tre anni fa, ha lo scopo di spiegare brevemente cosa e’ accaduto e come limitare ulteriori danni.

Se avete iniziato a sospettare l’alba di una crisi consistente meno di un anno fa, LEAP/Europe2020, nel secondo numero del « Global Europe Anticipation Bulletin » (GEAB N°2), aveva anticipato che il mondo stava per entrare nella “fase di attivazione” di una crisi di proporzioni storiche. Da allora, mese dopo mese, LEAP/Europe2020 ha continuato a produrre previsioni altamente accurate sullo sviluppo di questa crisi con la quale il mondo sta combattendo oggi. Per questa ragione, ci sentiamo obbligati a scrivervi questa lettera aperta che speriamo vi aiuterà nelle scelte che dovrete prendere tra pochi giorni.

La crisi sta diventando sempre più pericolosa. Recentemente, nella 32esima edizione del Report, LEAP/Europe2020 ha sollevato un allarme di diretta rilevanza per voi, i leader del G20. Se, incontrandovi a Londra il prossimo 2 Aprile, non sarete in grado di adottare un insieme di decisioni concrete e innovative, focalizzate sui punti e sui problemi essenziali, ed avviale entro l’estate del 2009, la crisi entrerà nella fase del dissesto geopolitico globale entro la fine dell’anno, con conseguenze sul sistema internazionale e sulla stessa struttura delle organizzazioni politiche più grandi come USA, Russia, Cina ed UE. Dopo, ogni vostra possibilità di controllare il destino di 6 miliardi di cittadini del mondo sarà finita.

La vostra scelta: una crisi lunga 3-5 anni o una crisi lunga almeno-un-decennio? (approfondimento)


Fino ad oggi vi siete semplicemente occupati dei sintomi e degli effetti secondari di questa crisi perchè, sfortunatamente, niente vi ha preparati a fronteggiare una crisi di questa portata storica. Avete pensato che aggiungere altro (petr)olio* al motore globale sarebbe stato sufficiente, inconsapevoli del fatto che il motore era rotto, mentre il sistema internazionale si deteriora ulteriormente ogni mese.

Nel caso di una grave crisi, bisogna andare al cuore della questione. L’unica scelta è tra intraprendere un insieme di cambiamenti radicali, che accorcino notevolmente la durata della crisi e diminuscano le sue tragiche conseguenze, oppure, al contrario, rifiutare di fare alcun cambiamento in un tentativo di salvare cio’ che resta dell’attuale sistema, prolungando la durata della crisi ed incrementando tutte le conseguenze negative. A Londra, il prossimo 2 Aprile, potete aprire la strada alla risoluzione della crisi in modo organico in 3-5 anni, oppure trascinare il mondo in un terribile decennio.

Ci limitiamo a darvi tre raccomandazioni che consideriamo strategiche nel senso che, secondo LEAP/E2020, se non saranno avviate entro l’estate del 2009, il dissesto deopolitico globale diventerà inevitabile dalla fine di quest’anno in poi.


Tre raccomandazioni strategiche di LEAP:


1. La chiave nella risoluzione del problema sta nella creazione di una nuova moneta di riserva internazionale!

La prima raccomandazione è un’idea molto semplice: riformare il sistema monetario internazionale post seconda guerra mondiale e creare una nuova moneta di riserva internazionale. Il dollaro americano e l’economia non sono più in grado di sostenere l’attuale ordine economico, finanziario e monetario globale. Finchè questo problema strategico non viene affrontato e risolto direttamente, la crisi crescerà . E’ infatti il cuore della crisi dei prodotti finanziari derivati, banche, prezzi dell’energia... e (il cuore) delle conseguenze in termini di disoccupazione di massa e della caduta degli standard di vita. E’ dunque di vitale importanza che questo punto sia l’argomento principale del summit del G20, e che i primi passi verso una soluzione vengano avviati. In effetti, la soluzione a questo problema è ben nota, e consiste nel creare una moneta di riserva internazionale (che potrebbe essere chiamata il “Global”) basata su un paniere di monete corrispondenti alle più grandi economie, ovvero dollaro, Euro, Yen, Yuan, Khaleeji (moneta comune degli stati del Golfo produttori di petrolio, che partirà a Gennaio 2010), Rublo, Real..., gestito da un “Istituto Monetario Mondiale” il cui consiglio di amministrazione rifletterà il peso relativo delle economie le cui valute compongono il Global.

Dovete chiedere al fmi** e alle banche centrali coinvolte di preparare questo piano per Giugno 2009, con la data di implementazione al 1 Gennaio 2010. Questo è il solo modo che avete di ripristinare il controllo sugli eventi attuali in corso, e questo è il solo modo per voi di sviluppare una gestione globale, basata su una valluta condiviso al centro dell’attività economica e finanziaria. Secondo LEAP/Europe2020, se questa alternativa all’attuale sistema monetario in crollo non sarà avviata entro l’estate del 2009, dimostrando che esiste una soluzione alternativa all’approccio “ognun per sè”, il sistema internazionale di oggi non sopravviverà all’estate.



Se alcuni degli stati del G20 pensano che è meglio mantenere i privilegi collegati allo “status quo” più possible, dovrebbero meditare il fatto che, se oggi possono ancora influenzare in modo significativo la forma future del nuovo sistema monetario globale, una volta che la fase del dissesto geopolitico globale sarà avviata, perderanno ogni capacità di farlo.


2. Preparare schemi di controllo delle banche prima possible!

La seconda raccomandazione è già stata menzionata molte volte nei dibattiti preliminari del vostro prossimo summit. Dovrebbe quindi essere facile da adottare. Riguarda la creazione, entro la fine dell’anno, di uno schema di controllo bancario su scala globale, che sopprima gli attuali “buchi neri”. Un insieme di opzioni sono già state suggerite da vostri esperti. Decidetevi ora: nazionalizzate le istituzioni finanziarie non appena necessario! E’ la sola via per prevenire nuovi episodi di massiccio indebitamento da parte loro (il tipo di episodi che hanno contribuito significativamente alla crisi attuale) e mostrare all’opinione pubblica che avete qualche credibilità nel contrattare con i banchieri.

3. Fate in modo che il FMI valluti i sistemi finanziari USA, UK e svizzero!

La terza raccomandazione si riferisce ad un argomento politicamente sensibile, che non puo’ essere ignorato. E’ essenziale che, non oltre Luglio 2009, il fmi presenti al G20 una valutazione indipendente dei tre sistemi finanziari nazionali al cuore della attuale crisi finanziaria: USA, UK e Svizzera. Nessuna raccomandazione puo’ essere efficacemente implementata finchè nessuno ha una comprensione chiara dei danni causati dalla crisi nelle tre colonne del sistema finanziario globale. Non è più il tempo di essere educati con le nazioni che si trovano al centro dell’attuale caos finanziario.


Scrivete una dichiarazione finale semplice e breve!

Infine, cortesemente consentiteci di ricordarvi che il vostro scopo è di riportare la fiducia a 6 miliardi di persone, e, tra loro, milioni di organizzazioni pubbliche e private. Di conseguenza, non dimenticate di scrivere una breve dichiarazione – non più di 2 pagine, che presenti un massimo di 3-4 idee che i non esperti possano leggere e comprendere. Se mancherete di farlo, nessuno leggerà quello che avete da dire tranne un ristretto grupo di specialisti, e di conseguenza non ravviverete la fiducia nell’opinione pubblica e la crisi sarà destinata a peggiorare.

Se questa lettera aperta vi aiuta a comprendere che la Storia vi giudicherà in funzione del successo o del fallimento di questo Summit, allora sarà stata utile. Secondo LEAP/Europe2020, i vostri cittadini non aspetteranno più di un anno prima di giudicarvi.

Questa volta, almeno, non potrete dire che nessuno vi ha avvertiti!

Franck Biancheri

Director of studies of LEAP/E2020, www.leap2020.eu
President of Newropeans, www.newropeans.eu


Aggiornamento: ecco una foto dell'originale sul Financial Times di oggi, edizione europea, acquistato poco fa in edicola.





Per i lettori di Informazione Scorretta è aperta la discussione, non moderata, tra i commenti a questo indirizzo.

Visto l'elevato numero di siti, blog e forum che ripubblicano il nostro materiale senza citare la fonte, vi ricordiamo che, se avete apprezzato il nostro contributo, potete ripubblicarlo citando il link diretto alla fonte originale, in questo caso http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/03/lettera-europe2020-al-g20-2-aprile-2009.html .

Saluti felici

Felice Capretta


Note:
* oil indica sia olio sia petrolio, con un gioco di parole impossibile da rendere
** notate l’attento uso dei maiuscoli e dei minuscoli.

sabato 21 marzo 2009

Teambank, Herring, FirstCity saltate

Bloomberg ci informa che sono saltate altre tre banche locali negli Usa, portando a 20 il numero totale degli istituti di credito saltati dall'inizio dell'anno.

Le tre banche commerciali: Teambank, Herring Bank FirstCity Bank contavano su un totale di 1,1 miliardi di dollari di attivi complessivi e 853 milioni di dollari di depositi.

I correntisti sono parzialmente salvi: le prime due sono già state assorbite da altre due banche e i depositi non cambieranno, mentre per la terza saranno rimborsati i correntisti assicurati dalla FDIC.

In totale, le banche assicurate dalla FDIC hanno perso 32,1 miliardi di dollari soltanto fra ottobre e dicembre, quando il valore del fondo si è quasi dimezzato a 18,9 miliardi di dollari a fronte della chiusura di 25 banche in tutto il 2008.


Nel frattempo le prosteste si fanno sentire anche in Argentina: i produttori agricoli hanno bloccato le vendite di granaglie e bestiame fino a venerdì prossimo

Già all'inizio del 2008 si erano fatti sentire con 4 mesi di analogo blocco. Secondo la stampa argentina, ci saranno picchettaggi e blocchi stradali su una cinquantina di strade del Paese, e si registrano già file di camion fermi.

"Il governo strangola i produttori fino all'asfissia" ha dichiarato il presidente della Federazione agraria argentina (Faa), Eduardo Buzzi.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 20 marzo 2009

Crisi carte di credito USA e altre news sfuggite ai più

Ben ritrovati agli affezionati lettori.

Prima di pubblicare la traduzione della terza parte del report di questo mese, vi proponiamo un intermezzo con alcune notizie degne di nota semiscomparse dai media, specialmente alla luce dei vari GEAB Report di Europe2020.

Carte di credito

I giornali italiani ne parlano ancora poco o per niente, ma sta scoppiando negli USA la crisi delle carte di credito.

Ricorderete qualche mese fa un semicoraggioso Tremonti che diceva più o meno che la crisi è come un videogame: anche se sconfiggi il mostro e superi il livello, ti trovi davanti un mostro più pericoloso ed un livello più difficile. Subprime, CDO, crisi finanziaria, carte di credito, CDS. Il problema è che non si puo’ spegnere il videogame.

(stendiamo del pietoso vello caprino sulla copertina di 24 minuti, che quel giorno titolava “Tremonti: la crisi è come un videogame” con un fotomontaggio ispirato a SuperMario)

Su internet se ne parla da mesi, se non anni.

Diamo atto a Tremonti di essere uno che ha detto un po’ di vero qualche tempo fa.

Risulta infatti che i default sulle carte di credito negli USA sono infatti saliti ai livelli più alti negli ultimi 20 anni, con perdite particolarmente pesanti per American Express e Citigroup (che emette la maggior parte delle MasterCard).

Secondo Walter Todd, portfolio manager di Greenwood Capital Associates

La tendenza sulle carte di credito peggiorerà prima di migliorare


Il che è un modo molto elegante per dire che siamo già caduti nel baratro, anche perchè la disoccupazione negli USA non fa che aumentare e la crisi dei mutui e del credito è benzina sul fuoco. E cosa mai farà un disoccupato che non riesce a ripagare la carta di credito? Facile, fa default su una – o tutte – delle sue carte di credito.

Secondo gli analisti, le insolvenze potrebbero arrivare al 10% quest’anno contro il 6%-7% del 2008, per un totale di 70 miliardi di dollari bruciati. Secondo Meredith Whitney, uno degli analisti bancari più ribassisti di Wall Street, le linee di credito sulle carte americane saranno tagliate di 2700 miliardi di dollari entro la fine del 2010.

Dunque un probabile taglio del 50% sulle carte di credito negli USA, un paese dove la maggior parte degli acquisti si basa su carta di credito!


G20 e tensioni transatlantiche

Come anticipato da Europe2020, si va verso un G20 di rottura e di fallimento, il che aprirà la strada al secondo scenario analizzato nel post precedente, già definito in altri post, il famoso dissesto geopolitico globale.

Sui giornali di oggi leggiamo infatti che Europa (continentale, soprattutto) e USA divergono sul tema degli aiuti all'economia americana. Gli USA chiedono disperatamente denaro, gli europei hanno le loro grane casalinghe e si guardano bene dal concedere altri aiuti a cuor leggero.

Preme sottolineare che, a nostro avviso, la maggior parte dei leader europei non concorda sul tema degli aiuti agli USA solo perchè rischiano di essere presi a calci dalla popolazione inferocita e dunque perdere la loro posizione di privilegio, non per una qualche forma di interesse al buon governo o al buon andamento delle rispettive nazioni o dell’europa nel suo complesso.


Soldi dei salvataggi distribuiti in bonus

Sicuramente gli affezionati lettori staranno seguendo il tema degli aiuti ad AIG, che in parte sono stati usati per pagare bonus favolosi ai manager che hanno portato AIG al tracollo.

Anche qui, è solo sull’ondata del malcontento generale che Geithner ha tentato di metterci una pezza: è notizia di oggi che i bonus pagati con i soldi dei salvataggi saranno tassati al 90%.

Il CEO di AIG, invece, ha chiesto che i manager restituiscano il 50% dei bonus sopra i 100.000 dollari. Dice Edward Liddy, testuali parole, che sta facendo il massimo "per evitare un crollo incontrollato" della sezione dei prodotti finanziari.

L’affezionato lettore ricorderà uno dei punti chiave del piano Geithner

  • Trasparenza su come saranno utilizzati i fondi pubblici e restrizioni sui dividendi, per evitare che i fondi pubblici vengano distribuiti agli azionisti invece di finanziarie il credito.


Forse era meglio inserire clausole specifiche per evitare che i manager si spartissero la torta prima ancora di spartirla con gli azionisti.

Sull’esempio e sull’esperienza di AIG, anche Citigroup se la sta spassando non poco: sarà l’euforia di oscillare da 2 e 3 euro per azione?

Questo articolo è comparso su 24minuti (il quotidiano di free press del sole 24 ore) di ieri sera:

Citigroup, spesa record per uffici
Citigroup - la banca americana che ha ricevuto aiuti pubblici per 45 miliardi di dollari - ha in programma di spendere 10 milioni di dollari per rinnovare gli uffici di Park Avenue dell’amministratore delegato Vikram Pandit e dei suoi manager più stretti.

Secondo la documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione, Citigroup ha indicato che 3,2 milioni di dollari saranno spesi per l’abbattimento di muri e ammodernamento del sistema idraulico e di quello antincendio, mentre altri sei milioni di dollari verranno pagati per la consulenza degli architetti e l’acquisto di nuovi mobili.


Giusto.

No, dico.. ottimo investimento. Quando Citigroup fallirà, dopo essersi divorata altri miliardi di denaro pubblico, almeno i creditori potranno rifarsi sull’arredamento dell’ufficio del megapresidente.


Disordini in Europa

Ieri dimostrazione in Francia con scontri in serata. Non si capisce bene quanti fossero, perchè secondo swissinfo erano 350.000 secondo i sindacati e 85.000 per la polizia, mentre secondo il corriere erano 3 milioni per i sindacati e un milione e 200.000 per la polizia. Forse parlano di due manifestazioni diverse?

Fatto sta che i francesi, rivoluzionari nel DNA, sono alquanto inferociti.
Senza contare nuovi episodi di scontri nelle banlieu nei giorni scorsi.

In Grecia si preferisce invece la via bombarola: un nuovo ordigno artigianale ad alto potenziale è esploso ieri nel centro di Atene (Stiamo preparano un approfondimento sulla crisi in Grecia, stay tuned).

L’organizzazione che ha rivendicato gli attentati specifica agli esponenti del potere politico ed economico che "quando il popolo prenderà finalmente in mano il proprio destino" finiranno giustiziati e "appesi a testa in giù in piazza Syntagma", al centro di Atene (un apparente riferimento alla fine di Benito Mussolini a Piazzale Loreto).

Anche questa non è una novità per i lettori di Informazione Scorretta.

Per concludere l’allegro quadretto, lo scienziato britannico John Beddington prevede sommosse, disordini, migrazioni di massa, guerre, disastri ambientali, carenza di cibo, acqua ed energia entro il 2030:

Ci avviciniamo ad una perfetta tempesta nel 2030, perché tutti questi fattori stanno operando insieme. Se non affrontiamo il problema, dobbiamo aspettarci una grande instabilità a livello globale, un aumento delle rivolte e dei disordini e problemi con le migrazioni di massa, quando la gente lascerà i luoghi dove il cibo e l'acqua vengono a mancare

Per non lasciarvi in preda ad inutili attacchi di panico, concludiamo citando il commento che un affezionato lettore ha lasciato ieri in calce al post del GEAB Report parte II:

ho letto " europe 2020" , parte seconda.
pur rispettando le idee espresse, leggo , con un pò di tristezza, alcuni commenti.
rispecchiano la parte umana, basata sulla paura di morire o perdere qualcosa.
vorrei esporre il mio pensiero.
premesso che l' attuale situazione è stata preparata e voluta, da quel gruppo di persone che attulamente gestiscono la politica e l' economia.
vede, la vita è perfetta, non conosce errori.
ogni cosa che avviene è dovuta a scelte precedenti.
l' umanità è da circa 2000 anni che è schiava.
un gruppo di persone, da dietro le quinte , domina quasi 7 miliardi di persone.
i ns politici e banchieri sono solo burattini.
i giornalisti sono scribacchini al servizio di questo potere.
adesso espongo il mio pensiero sulla situazione attuale.
allo stato attuale di cose, ciò che troveremo i prossimi mesi, corisponde, in un certo senso, alla possibilità "2" da lei riportata.
però , europe 2020, considera solo l' aspetto materiale del problema.
ci sono altri fattori che si andranno a sommare in questa crisi.
la crisi, non è altro che una situazione emozionale creata da tutti, in conseguenza da un vivere non conforme alla evoluzione stessa della vita.
ci saranno cambiamenti climatici, con sbalzi frequenti di temperatura.
la riunione di aprile del g 20, al di fuori delle parole, non sarà di nessun aiuto, e oltre tutto, porterà ad una spaccatura interna dello stesso gruppo.
i mesi che avremo davanti saranno duri, saranno mesi di cambiamento.
ci saranno rivolte.
ci sarà caos e disperazione.
ma tutto , purtroppo, deve passare cosi.
siamo solo noi, che possiamo far cambiare la realtà.
è semplice, non facile , per tutti.
sarà necessario amare la vita.
considerare l' altro come noi stessi.
sarà necessario abbandonare il superfluo, la vanità.
amare la terra e ogni forma di vita.
ogni ns scelta deve essere pensata e realizzata in maniera impersonale, dove l' obiettivo è il tutto, ossia l' umanità e la terra, senza separazioni.
questo è l' unica possibilità che abbiamo, per poter continuare a restare dove siamo.
vorrei esortare chi legge, a portare questo nuovo pensiero, nelle vs vite, nei vs gruppi, nel vs mondo.
siate voi stessi, non date potere ai governanti , ne tanto meno alle chiese.
non abbiate paura di morire.
non esiste la morte, ma solo cambiamento di stato.
solo una ultima cosa, troveremo solo ciò che pensiamo.
se pensate che quando sopra riportato possa essere realizzato, allora insieme costruiremo un mondo migliore.
vorrei che prestate attenzione a tanti bimbi che stanno nascendo, i famosi bimbi indaco, loro saranno la nuova umanità.
loro e chi avrà il coraggio di cambiare.

Saluti felici e a presto con la terza parte del GEAB Report.

Felice Capretta

martedì 17 marzo 2009

Disordini in Grecia

Disordini in Grecia

Grazie alla segnalazione di un lettore tanto affezionato quanto anonimo tra i commenti a questo post, rilanciamo questa notizia apparsa su La Stampa.

Una cinquantina di individui con il volto coperto e armati di spranghe ha colpito un paio di giorni fa nel quartiere centrale Kolonaki ad Atene e contemporaneamente a Salonicco. Il copione è già visto: colpite le vetrine dei negozi di lusso, i bancomat, le banche e le auto in sosta. Rapido lo spostamento del commando nel quartiere di Exarchia, verso l’universita’ e la facoltà di legge.

Secondo La Stampa, l’azione è stata rivendicata da un volantino in cui il gruppo anarchico chiede la liberazione di un giovane arrestato nel 2007 per rapina ad una banca.

Dall’inizio dell’anno sono stati registrati anche 18 eventi definiti “terroristici”.
Sempre secondo La Stampa, sussiste il timore che le “due ali della protesta si saldino”.

Forse anche ai media mainstream greci manca la capacità di vedere che gli attacchi “terroristici”e questo tipo di protesta sono probabilmente due facce della stessa medaglia, una medaglia fatta di una lega di metallo particolare: un po' di..

  • crisi economica
  • mancanza di risposte politiche
  • incapacità dei governi nel dare una risposta
ed un’altra manciata di ingredienti che l’affezionato lettore non mancherà di aggiungere da sè.

Cio’ detto, stay tuned – il nuovo GEAB Report di Europe2020 contiene materiale interessante.

Da domani la traduzione dei primi stralci del report completo.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 16 marzo 2009

Crisi oligarchi russi

La crisi porta i primi timidi disordini in Russia, gli oligarchi se la vedono brutta.

Ma prima, la rassegna stampa di oggi: "Bambino sbranato dai cani randagi", intitolano la maggior parte dei giornali nella loro edizione di questa mattina.

Wow, interessante.

In particolare è Leggo, come al solito campione di porcherie, a darci la versione più romanzata: "il branco di cani randagi ha circondato il bambino e lo ha fatto cadere dalla bicicletta".

Ah, cani cattivi. Neanche fossero picchiatori della mafia.

Numerosi i capi d’accusa, secondo Leggo, per la persona che li aveva in custodia.

Ma allora, erano randagi o no?
Perchè se erano randagi, non li aveva nessuno in custodia.
E se qualcuno li aveva in custodia, non erano randagi..!

Con questo interrogativo nella mente caprina (se qualche lettore vorrà illuminarci, gliene saremo grati), procediamo a ruminare le notizie rilevanti della giornata.

I giornalisti che dedicano tanto spazio al bimbo sbranato avrebbero potuto dedicare una briciola di spazio all’intervista di Medvedev alla TV russa sul tema della crisi economica:

Forse in nessuna parte del mondo gli affari si sono sviluppati in modo così rapido come qui da noi

[...]

Alcuni sono diventati molto ricchi in poco tempo e adesso è il momento di ripagare il loro debito, un debito morale, perché la crisi è un test di maturità


Cosa vorrà dire Medvedev?

A volte la lingua della diplomazia russa è molto chiara, altre volte lo è meno.

Probabilmente Medvedev sta presentando il conto agli oligarchi che si sono arricchiti smisuratamente negli ultimi 10 anni, dopo aver acquistato i gioielli di Stato a prezzi stracciati all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica.

Secondo la Banca centrale russa, infatti, il settore privato è esposto per circa 500 miliardi di dollari, dei quali 130 miliardi entro l'anno. Medvedev e Putin hanno già anticipato che non ci sarà un intervento pubblico di salvataggio, senza il quale, secondo molti analisti, un debito del genere potrebbe portare alla bancarotta alcuni oligarchi.

Probabilmente l'impagabile duo è preoccupato dai disordini che stanno movimentando la capitale e le zone periferiche dell'impero.

Staremo a vedere come gestiranno i disordini quando assumeranno dimensioni interessanti.

Breaking news! E' disponibile il nuovo GEAB Report di Europe2020. Mentre scriviamo, è online la versione breve gratuita solo in francese, potete leggerla qui. Oppure potete aspettare qualche giorno e tornare qui su Informazione Scorretta a leggere ampi stralci del report completo tradotto da noi.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 13 marzo 2009

Licenziamenti Continental e Sony in Francia, proteste

Licenziamenti Continental e Sony, si accendono le proteste in Francia.

Nel post “quanto durerà la crisi economica?” e successivi, traducendo il GEAB Report, avevamo sottolineato la possibilità che si aprissero disordini anche nei paesi europei.

Così è stato: Islanda, Grecia, repubbliche baltiche. Proteste più o meno vibranti con manifestazioni di piazza anche in Irlanda, UK e Francia.


Licenziamenti Continental, 1120 in strada

A Clairoix, Francia del nord, ieri i manager della Continental si sono meritati un lancio di uova durante la protesta per la chiusura di un impianto di pneumatici del famoso marchio con conseguenti 1120 posti di lavoro spariti.

La ministra dell’economia Christine Lagarde si è detta scioccata dalla decisione.

Chissà come la cuoce la frittata, lei.

Ce ne dà notizia Europe1.


Licenziamenti Sony, A.D. bloccato

Stranamente in Italia si da' piu' spazio al “sequestro” dell’amministratore delegato di Sony Francia e di alcuni manager da parte di un gruppo di dipendenti dell’azienda giapponese nei pressi di Bordeaux.

Serge Foucher ed alcuni manager con lui sono rimasti per tutta la notte nell’impianto. I lavoratori hanno chiuso la strada con qualche tronco d’albero.

Sembra che i dipendenti non abbiano gradito la visita: Sony aveva proposto la riconversione dell’azienda alla produzione di pannelli solari, ma poi ha preferito informare i dipendenti che puntava ad una soluzione più definitiva: chiusura e licenziamenti.

Questa mattina Foucher ed i suoi uomini sono stati lasciati liberi.

(reuters)

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 12 marzo 2009

Milano, ore 8:55. Anno 2009

Milano, 12 Marzo, ore 8:55.

Bisogna essere fortunati a trovare un tram vuoto a quell’ora.
Succede, a volte, ma non tutti i giorni.
Il più delle volte il tram è mezzo pieno.

Certe mattine il tram è così pieno che bisogna lasciarlo passare ed aspettare quello dopo.

Solitamente, a quell’ora ci sono in giro solo i mendicanti fissi – quelli che si siedono in terra nelle stazioni dei treni o della metropolitana o agli angoli delle strade e aspettano lì con la mano tesa. I mendicanti dinamici, quelli che si muovono di vagone in vagone o di tram in tram, compaiono solo dopo le 10 (più che altro per una ragione logistica: a Milano, camminare con il piattino in mano dentro ad una metropolitana piena significa linciaggio sicuro).

Dopo quell’ora compaiono facce di tutte le etnie, munite dei più disparati strumenti atti a spremere monete dalle borse dei passeggeri:

  • violini
  • fisarmoniche
  • bambini a spalla
  • bambini liberi
  • cuccioli
  • parole di autocommiserazione

Stamattina non erano ancora le 10. Il tram era veramente pieno. Eppure Raffaele è salito lo stesso.

Raffaele è un omone grosso, sulla sessantina con i capelli bianchi e la barba grigia di 2-3 giorni. Chiuso dentro ad un giaccone blu un po’ liso, ha le mani callose e segnate. Si capisce che si è sempre guadagnato da vivere con lavori manuali. Spinge per salire, poi si guarda intorno con un po’ di imbarazzo.

Si fa spazio proprio addosso a noi, sentiamo il contatto.

In un secondo e mezzo facciamo un rapido check delle nostre tasche e dello zaino per controllare se ci sono rischi di borseggio. Istinto di sopravvivenza urbano. Tutto a posto.

Percepiamo, senza comprendere il perchè, l’energia di Raffaele. Sembra instabile, come pronto ad esplodere. Istintivamente pieghiamo un po’ le gambe e portiamo le mani al colletto, in quella posizione che l’istruttore di combattimento ravvicinato ci ha insegnato ad usare nelle situazioni di potenziale minaccia. E’ una insospettabile posizione di guardia - non si nota, eppure sei pronto a parare la maggior parte dei colpi, e sei anche pronto a colpire a ripetizione, in caso di necessità.

Ed infatti Raffaele esplode, anche se solo verbalmente.

Fa un grande respiro e tira fuori una voce poderosa, robusta e determinata. Assorda all’istante l’impiegato con il blackberry che in un momento di disattenzione o di disgusto preventivo gli ha mostrato il fianco (e l’orecchio) anzichè la schiena.

E dice:

FACCIO QUALUNQUE LAVORO PER MANGIARE!

Raccolgo anche la merda dei cani, faccio qualunque lavoro che mi vorrete dare. Io lavoravo, non ho mai chiesto soldi a nessuno. Avevo un lavoro ma l’ho perso per la crisi. Ho sessant’anni. Qualcuno mi dia un lavoro, sono onesto e voglio guadagnarmi da vivere!

Faccio qualunque lavoro, anche raccogliere la merda dei cani.

Ho perso il lavoro. I sindacati se ne fregano della gente che perde il lavoro, tanto loro guadagnano i milioni. I politici se ne fregano della gente che perde il lavoro perchè hanno un sacco di soldi. E lasciano che vengono qui gli extracomunitari che stuprano e ammazzano e rubano.

Io non voglio rubare, datemi un lavoro o qualche soldo per vivere. Datemi qualche soldo con le buone oppure devo rubare. In qualche modo devo mangiare.

O mi date i soldi con le buone o devo rubare.

(mescolare a piacere le singole frasi e ripeterle a piacimento per altri 5 minuti)

Raffaele, dalla corporatura ingombrante, si sposta a fatica nel tram affollato. Mentre ci facciamo largo a nostra volta per scendere, sentiamo rumore di portamonete che si aprono e di monete che tintinnano nelle mani. Raffaele ha guadagnato qualche soldo anche stavolta.

Sicuramente si comprerà un’altra bottiglia di vino.

Probabilmente userà quei soldi per campare.

Fine della storia (vera) dell'incontro tra Felice e Raffaele.

Penseranno alcuni degli affezionati lettori: “Perchè, Felice caro, ci racconti questa stupida e melensa storia di quelle che leggiamo quotidianamente sui giornali?”

....perchè di solito i mendicanti sono malaticci, zoppi, vecchi, zingari o stranieri. Quasi sempre si umiliano volutamente per catalizzare i sensi di colpa altrui (“poverino”, vero?).

...perchè stamattina il mendicante era invece una persona nel pieno della forza fisica, di portamento solido e con una certa determinazione nella voce e nel carattere. Una persona disposta a fare qualsiasi lavoro per mangiare. Quella persona ci ricorda le foto di San Francisco nel 1931, con persone dal portamento dignitoso ridotte a chiedere lavoro per cibo, o fare la fila in modo composto per un piatto di zuppa.

....perchè in realtà la crisi, come la guerra, è sempre una entità lontana. L’avverti, come Matrix, ma non la senti mai veramente finchè non la tocchi con mano. Ci sbracciamo tutti per i cittadini di Gaza sotto le bombe, eppure la guerra a Gaza è un evento che non siamo in grado di percepire fino in fondo. Così la crisi: la si legge su internet e su Informazione Scorretta, si vedono le foto, si leggono numeri da paura in borsa... si avverte. Ma la si tocca con mano solo quando ci viene detto dal capo, per esempio, che questo venerdì l’azienda resta chiusa, o quando il direttore della filiale ci rifiuta il credito.

...perchè stamattina la crisi era dentro un tram affollato. L’abbiamo sentita, toccata con mano e guardata negli occhi.

La scena si poteva fotografare e guardare in bianco e nero.

Poteva essere San Francisco nel 1931.

Invece era Milano nel 2009.

Saluti felici

Felice Capretta

Ps: a proposito, dopo rimbalzo tecnico torna l’Orso in borsa. Mentre scriviamo, le principali borse europee hanno segno negativo.

martedì 10 marzo 2009

40% ulteriori perdite nel 2009 negli USA, Roubini


Per rubare l’auto massacra padre e figlia. Molto interessante l’articolo che campeggia dalla prima pagina dell’edizione milanese di City, il quotidiano gratuito di RCS (l’editore del Corriere, per capirci).

All’interno del giornale i dettagli più pornografici, il classico “c’era sangue dappertutto” e “vestiti impregnati di sangue”.

Il tutto condito dalla foto del coltello da cucina sull’asfalto.


Ci sarebbe voluto invece molto poco per informare veramente i lettori e scovare le dichiarazioni fatte al CBOE a Laguna Beach da Nouriel Roubini, l’economista che ha anticipato – e di molto – la crisi economica.

Un po’ come quelli come noi qualche anno fa.

Ed anche Roubini ha improvvisamente iniziato a godere di un certo credito dopo che le sue previsioni si sono sistematicamente avverate.

Questi gli spunti più interessanti.

Nel 2009, molto probabilmente nel secondo o terzo trimestre, non possiamo escludere rimbalzi favorevoli sui corsi azionari all’interno di un trend negativo.

  • I driver di questi rimbalzi saranno i segnali di miglioramento della crescita economica negli USA e in Cina: un effetto temporaneo dello stimolo all’economia.
  • Data la gravità della situazione dei fondamentali macroeconomici, delle famiglie, delle aziende e della finanza negli USA e in tutto il mondo, i rimbalzi del secondo o terzo trimestre svaniranno nel corso dell’anno come i 5 precedenti negli ultimi 12 mesi.
  • Esiste la possibilità di una quasi depressione a L, anzichè una semplice pesante recessione a U. Se prenderà piede una quasi depressione, non è da escludere una ulteriore caduta del 40% - 50% negli USA.
  • In questo caso, l’ultima cosa di cui proccuparsi saranno i mercati azionari, dal momento che ci saranno molti problemi più gravi da affrontare.

Crisi a L, U, V, W? Se queste sigle vi sono sconosciute potete comprare una vocale qui.

Il segnale comunque è molto preciso. Come ben sanno i nostri affezionati lettori, non c’e’ da aspettarsi altro che una vera e propra depressione. Ciononostante, aspettiamoci qualche rimbalzo all’interno di un trend in ulteriore diminuzione per tutto il 2009 con perdite del 40%- 50% almeno negli USA.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 9 marzo 2009

PIL Mondiale in discesa

Il Prodotto interno lordo mondiale è in discesa per la prima volta dal 1945.

Ce ne da' notizia l'AGI citando un documento preparato dalla Banca Mondiale in vista della riunione dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali del G20.

Il commercio mondiale dovrebbe quest'anno registrare la maggiore flessione degli ultimi 80 anni, mentre la produzione industriale entro la metà del 2009 presenterà un calo del 15% rispetto ai livelli del 2008.

Gli affezionati lettori ricorderanno che Andrew Burns, analista della Banca Mondiale, aveva previsto una "ripresa a breve" solo pochi giorni fa.

Parole sue: "il peggio è passato".

Bella boiata.

A proposito di stupidaggini, forse i giornali avrebbero fatto bene a raccontare l'ultima malefatta degli sciacalli di JP Morgan.

Non contenti del danno mortale inflitto all'economia con i loro prodotti strutturati di distruzione economica di massa, gli uomini di JP Morgan avrebbero lanciato un nuovo prodotto nei giorni passati che riguarda molto da vicino il nostro paese.

Ce ne dà notizia Trend Online.

Il prodotto avrebbe l'eloquente nomen omen “First to default basket”. E' un prodotto strutturato con scadenza a tre anni. Funziona come i credit default swap - assomiglia un’obbligazione con cedola trimestrale e dura finchè non fallisce uno degli otto Paesi presenti nel paniere.

In pratica di finanziario non ha niente - è una scommessa legalizzata sui mercati finanziari.

Secondo le voci filtrate da JP Morgan, e incredibilmente pubblicate venerdì da Repubblica, i Paesi più a rischio di fallimento sarebbero, nell'ordine:

  • Grecia
  • Irlanda
  • Italia

Nel pomeriggio di venerdì è arrivata una smentita dalla stessa JP Morgan che ha chiesto alla Consob di indagare sui rumors circolati quest’oggi circa la stabilità del sistema finanziario italiano.

La banca d’affari ha riferito di non aver pubblicato alcun report sul debito nel quale si facesse riferimento ad un potenziale rischio di insolvenza per l’Italia. Inoltre Jp Morgan non starebbe vendendo un prodotto strutturato che implichi o indichi una visione negativa sul credito della Repubblica Italiana.

Non sarebbe poi troppo difficile andare sul mercato e vedere se Jp Morgan vende un prodotto chiamato “First to default basket”.

Presto parleremo dei famigerati Credit Default Swap o CDS.

Saluti felici

Felice Capretta

ps: borse giù anche oggi, mentre scriviamo Milano perde quasi il 3%. E' quasi una bella notizia che perda così poco.

venerdì 6 marzo 2009

Ancora il corriere..

Anche oggi il Corrierone ci propone spunti interessanti di propaganda politicamente corretta.

Poichè propaganda e informazione sono tra loro solitamente opposte, ci permettiamo di prendere anche oggi l’editoriale di spalla e farlo a pezzettini, intercalando qua e là le notizie reali che avrebbero potuto sostituire certe sconcezze.

Oggi l’editoriale è firmato Pierluigi Battista.

Titoli:
Fronte comune con l’America

Frasi antisemite, l’Italia dice no all’ONU

L’italia non parteciperà alla Conferenza Onu sul razzismo: la bozza del documento finale contiene “affermazioni aggressive e antisemite”.


Gli affezionati lettori avranno già sentito uno strano odore.

E no, non è odore di formaggio di capra..

Intanto notate il titolino sopra: ci suggerisce che l’Italia è dalla parte dei Buoni e Grandi Amici perchè fa fronte comune con l’America, la Grande Terra degli Uomini Liberi.

E poi – ehi – l’Italia fa la voce grossa, dice no all’ONU!

Il tutto per un motivo più che giusto, di cui tra l’altro l’ONU neanche se n’e’ accorto, apparentemente.

Intanto sarebbe stato più corretto dire che l’Italia fa fronte comune con Israele (visti i recenti crimini di guerra a Gaza, non sarebbe stato motivo di orgoglio).

Risulta infatti che Frattini abbia preso la decisione di non partecipare alla conferenza dell’ONU dopo aver incontrato Tzipi Livni e non Barack Obama. (per inciso, anche il fatto che l'amministrazione Obama si sia subito sdraiata ai piedi di Tzipi Livni non è una sorpresa per gli affezionati lettori, che sanno bene chi c’e’ subito dietro Barack Obama - e chi si è perso la puntata puo’ approfondire qui: Rahm Emanuel, chi era costui?

Torniamo all’editoriale: Pierluigi Battista segue lo schema ormai noto della propaganda del Corrierone: omette certi fatti e dà per scontate alcune grossolane distorsioni.

Vediamo quelle che sarebbero le frasi “aggressive ed antisemite”

Conferenza dell’Onu sul razzismo e la xenofobia prevista a ginevra dal 20 al 24 aprile.

La politica di isreale nei territori palestinesi rappresenta una violazione dei diritti umani [...] un crimine contro l’umanità e una forma contemporanea di apartheied

Probabilmente Frattini era troppo impegnato nel mantenere il contegno nel servire il caffè a Tzipi Livni per ricordarsi i fatti delll’embargo 2007-2008 a Gaza:


A Weissglas, consigliere del primo ministro israeliano di allora Ehud Olmert, è attribuita la seguente frase a proposito dell’embargo:

è come andare dal dietista: i palestinesi dimagriranno un bel po', ma non moriranno


E che dire della guerra contro Gaza, con l’uso di bombe al fosforo bianco e altro, vietato dalla convezione di Ginevra. Senza contare le nuove armi sperimentali:


(per il nostro post sulla guerra a gaza potete andare qui)

Esprimiamo preoccupazione per le discriminazioni razziali compiute da Israele contro i palestinesi e i cittadini siriani nel Golan occupato

Non è forse discriminazione una serie di leggi per soli ebrei, strade di fatto per soli ebrei, citta’ per soli ebrei?

Frattini, se passa di qui, lasci un commento per cortesia.
Vince una capretta di peluche.

Ah già, ancora:

Israele minaccia la pace internazionale e la sicurezza.


Anche il 59% degli europei, secondo un abbastanza recente sondaggio, la pensa così.
Eppure non siamo poi così antisemiti, in Europa.


Infine il simpatico coniglietto Frattini fa la vocina grossa: la delegazione (italiana) non parteciperà alla conferenza in presenza di un testo che contiene almeno due parti inaccettabili. La partecipazione sarà possibile se “le tesi aggressive ed antisemite saranno rimosse” .

Veramente a noi, alla luce di quanto sopra, non sembrano poi molto aggressive nè antisemite. Piuttosto, sembrano affermazioni reali, molto più consistenti delle boiate che leggiamo sul corriere, e che meritino approfondimento in sede internazionale.

E in ogni caso, non è poi molto educato sputare su una commissione delle Nazioni Unite.

Evidentemente Frattini attribuisce più rilievo all'amicizia con Israele che alle relazioni con l'ONU.

Cio’ anticipato, sediamoci in poltrona e leggiamoci l’editoriale.

Enfasi con grassetti nostra.

Dunque l’italia non parteciperà alla Durban Due, la conferenza “sul razzismo” patrocinata dall’ONU destinata, stando alle bozze preparatorie del meeting, a replicare la lugubre kermesse antisemita inscenata a Durban Sudafrica, alla vigilia dell’11 settembre 2001.

[...]

Il governo italiano [...] non assisterà al paradossale spettacolo del linciaggio che, purtroppo sotto l’egida delle Nazioni Unite, un pugno di Paesi all’avanguardia nella cancellazione dei diritti umani fondamentali allestirà contro Israele.

Dal palco degli oratori, nel silenzio sbigottito e impotente di Amnesty International e Human Rights Watch, si irrideva agli ebrei che “usavano” l’olocausto per giustificare il “razzismo contro i palestinesi”


Quest'ultima è talmente confusa che non si capisce neanche cosa volesse dire:


Che l’allora segretario generale dell’ONU Kofi Annan avesse solo eccepito molto blandamente sull’ondata di antisemitismo che stava sommergendo una conferenza una conferenza che avrebbe dovuto impostare la battaglia internazionale contro il razzismo, fu solo il coronamento di una colossale mistificazione.




Ci si avvicina al punto...

la lotta all’antisemitismo comunque cammuffato

Stoccata finale

Massimo d’Alema [...] ha tenuto ad erigere una frontiera civile e valoriale contro il dilagare della furia antisemita (antisionista) che nega il diritto all’esistenza stessa dello stato di Israele.

Ecco l’abbinamento antisionismo = antisemitismo.

Per chi conosce la differenza, questa è propaganda della peggior specie.

Per chi non conosce la differenza, l’argomento è lungo ma suggeriamo di iniziare ad approfondirlo a questa pagina .


Sempre in materia di propaganda filoisraeliana, è partita la campagna-simpatia di ricostruzione dell'immagine di Israele sepolta sotto tonnellate di esplosivo, macerie e crimini di guerra. In questi giorni nelle principali città italiane sono affissi cartelloni che invitano a fare le vacanze in israele.

Vieni in Israele. Vieni, vieni...

I segreti di una vacanza ideale.

Eh già.

(a breve disponibile filmato)

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 5 marzo 2009

Taglio dei tassi e nuovo record al ribasso per Citigroup

Uhm, tgcom ci delizia nuovamente con abbondanti dosi di pornocronaca.

Colpo di scema, ehm, di scena: il DNA trovato sulla vittima non apparterrebbe ai due romeni stupratori.

Ehi, non appartiene neanche al fidanzato.

Ma allora...

Passiamo a cose serie.

A volte ci chiediamo se i redattori provano veramente piacere fisico nello scrivere certe sconcezze. Perchè a volte viene da pensare di si.

Che poi, a guardare bene, basta guardarsi intorno per farsi venire uno straccio di idea per riempire un paio di colonne con due notizie sensate.

Per dirne una, non per essere monotoni, c'e' stato un altro taglio dei tassi. Sapete come la pensiamo a riguardo fin dai tagli precedenti.
La Banca Centrale Europea ha tagliato a 1,50%.
La Banca d'Inghilterra ha tagliato i tassi allo 0,50%, battendo il suo stesso record per il più basso della storia d'Inghilterra dopo quello stabilito a Gennaio, e continua la sua corsa senza freni al tasso zero, percorrendo dunque lo stesso binario (morto) già percorso dalla Fed con i risultati che vediamo tutti.

Le borse naturalmente sono crollate ancora, con Milano tra i peggiori.

Negli USA, mentre scriviamo, i titoli peggiori scendono tutti di più del 20%.

Teniamo sempre d'occhio Citigroup, che oggi ha infranto la soglia di un dollaro per azione. Gli affezionati lettori ricorderanno l'allarmante discesa sotto la soglia critica dei 4 dollari per azione, e successivamente sotto i 2 dollari per azione.

Oggi Citigroup è stata scambiata nell'ordine di grandezza dei centesimi.

Non le vuole più nessuno, le azioni citigroup.

Guardate il grafico tra le 11 e le 12 ora locale. Poi, lo vedete, l'azione si trattiene in modo quasi artificiale appena sopra la drammatica soglia del dollaro per azione.



Questo sotto è il grafico a un anno.

Cosa staranno pensando le persone che hanno acquistato azioni Citigroup un anno fa a quasi 30 dollari per azione? A buttarsi giù dal ponte con una pietra al collo? Avranno sostituito la carta igienica Scottex con il modello raffigurato in alto per soddisfare gli impulsi autopunitivi?




Orsù, ci sono altre cose nella vita oltre al denaro.

Per esempio, sè stessi.

Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 4 marzo 2009

Andrew Burns - il peggio è passato


Ecco la dichiarazione che molti di voi aspettavano dal post precedente.


Da swissinfo:



Banca mondiale, il peggio è alle spalle

Secondo la Banca Mondiale, il peggio della crisi finanziaria nel mondo è alle spalle ed entro la fine dell'anno dovrebbe iniziare la ripresa.

Andrew Burns, uno dei principali economisti della Banca mondiale, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Il periodo più acuto della crisi finanziaria è ormai passato.
Ora guardiamo al futuro, la ripresa economica è attesa per la fine di quest'anno

Heheheeee....ahem.

Si, scusate.

Ecco la foto e la biografia.





Visto il cognome, la somiglianza, e soprattutto la vis tragicomica, sarà mica parente dell'altro famoso Burns?






Cercando di recuperare un minimo di serietà, il signor (andrew) Burns ci ricorda qualcuno..

  • "Il peggio è passato, senza alcun dubbio" - James J. Davis, Segretario al Lavoro, Giugno 1930
  • "La Depressione è finita" - Julius Klein, Assistente al Segretario del Commercio, 9 Giugno 1931

Per la cronaca, i mercati scesero fino a Gennaio del 1932.

saluti felici

Felice Capretta

General Motors in crisi

Auto, General Motors in crisi - il mercato americano affonda ai minimi da 27 anni

Anche se l'osceno Leggo pubblica in prima pagina che gli italiani "sono più grassi e più fumatori" (vedere per credere), e su più giornali entra nel vivo la discussione se le donne debbano andare in pensione a 65 anni o meno, noi facciamo uno sforzo per scrivere di altro.

Forse Leggo avrebbe fatto bene a dedicare un po' di spazio al crollo del mercato automobilistico americano.

Sono stati infatti resi noti i dati di febbraio rispetto all’anno precedente.

Come vedete, non c’e’ molto da dire.

  • General Motors meno 53%
  • Ford meno 48%
  • Toyota meno 40%
  • Nissan meno 37%

I nostri post precedenti sull’export giapponese e sul prezzo delle case a Detroit avevano già anticipato la tendenza, che ora è confermata anche dai dati statunitensi.

Secondo General Motors, che ha presentato il conto al governo americano dopo aver bruciato una prima quota di aiuti ed ora annuncia un taglio del 34% della produzione nel secondo trimestre del 2009,

I livelli delle vendite sono insostenibili
[...]
Il mese in corso sarà un mese chiave

Chiave per cosa? mmm....

Ford non se la passa meglio, pur non avendo chiesto aiuti al governo finora.

Nel secondo trimestre taglierà la produzione in nordamerica del 38% rispetto all’anno precedente.

Daimler ha accusato il 20% in meno, ma con un aumento notevole delle Smart (+28,5%).

E' facile intuire il perchè.

Secondo Jeff Schuster, direttore esecutivo delle previsioni globali di J.D. Power & Associates,

Andrà peggio prima di andare meglio.
Prevediamo che le vendite raggiungano i minimi in questo trimestre.

Vedremo nel secondo trimestre del 2009 se Schuster ha ragione..


Guardando altrove nella cornice della crisi, non stupisce che in Italia nessuno abbia dato la notizia che in Ucraina il parlamento ha deciso di dimezzare gli stipendi del presidente Yushenko e del primo ministro Yulia Timoshenko, dei ministri e dei deputati.

In verità, la soddisfazione popolare è tanta, ma la misura è ampiamente demagogica.

Pensateci un momento.
Quanto puo' risparmiare realmente una nazione con il taglio degli stipendi di 1000 persone, per quanto ricche siano le loro buste paga?

Chiudiamo con due dichiarazioni.

Il presidente della Commissione Ue, Barroso, ha detto che l'Europa si trova di fronte a una crisi grave che colpisce tutte le famiglie.

Buonasera.

La crisi ha conseguenze sul loro tenore di vita, sui mutui e su tanti altri aspetti. Per questo dobbiamo intensificare il nostro impegno, nel costruire una risposta europea alla situazione
[...]
Entro fine maggio la Commissione Ue presentera' la sua proposta sulla riforma del sistema di vigilanza dei mercati

Wow, trovato il modo per risolvere la crisi. Tutti a spendere, su.

In realtà, forse era meglio se si inventavano qualcosa entro la fine del maggio 2006, solo che ormai sono passati due anni di troppo e ormai il provvedimento suona già ridicolo prima ancora che venga pensato.

La seconda ....è talmente interessante che merita un post a sè.

Ci scusino i lettori più curiosi ma vale veramente la pena.
(aggiornamento - si trova qui)

Tornate a breve.

Saluti felici

Felice Capretta

martedì 3 marzo 2009

Nuovo tonfo delle borse

Con drammatica puntualità Marzo è arrivato e il nuovo punto critico della crisi sistemica, paragonabile a quello dello scorso autunno, si sta verificando.

Come avevamo anticipato a Dicembre in questi post dedicati a “quanto durerà la crisi” traducendo il GEAB report di Europe2020,

La crisi globale arriverà ad un nuovo punto critico nel Marzo del 2009, simile al Settembre 2008.

A quel punto sarà chiaro anche al grande pubblico il fatto che esistono tre principali processi destabilizzanti, che sono

1. Durata della crisi
2. Esplosione della disoccupazione a livello mondiale
3. Il rischio del crollo improvviso dei sistemi pensionistici basati sulla finanza


Prima di procedere è essenziale che andiate a rileggere quella trilogia di post.

Fatto?

Oggi siamo quasi imbarazzati, benchè non sorpresi, nel seguire per una volta buona parte della stampa e scrivere del nuovo tonfo delle borse mondiali di ieri. Anche se City, free press, quasi ignora la notizia, il corrierone intitola in prima pagina “Nuovo tonfo di Wall Street”.

Scorrendo poi la prima pagina ci rendiamo conto che, benchè la notiziona sia sparata in prima, il solito editoriale politicamente corretto annaspa cercando di dare spiegazioni allineate.

Bisognerebbe spiegare a certi giornalisti che ormai queste spiegazioni non funzionano più. Non se le bevono quasi più neanche i lettori del corriere.

Per il piacere di sorridere, vi proponiamo alcuni degli spunti dell’editoriale di Francesco Giavazzi. Contiene alcuni brillanti esempi di doublethink, il che ci fa riflettere sul preoccupante livello di schizofrenia raggiunto dalla propaganda.

Roba che in confronto Hitler, che spostava le divisioni corazzate già distrutte mentre l’armata rossa era alla porta del suo bunker, era un equilibrato bibliotecario di Chelsea esperto di opera e di the inglese.

Torniamo dunque al Giavazzi che ci spiega, correttamente, che negli USA la maggior parte della previdenza sociale si basa sugli investimenti azionari, direttamente o indirettamente attraverso i fondi.

In sostanza, quando le borse vanno giù bruciano capitale, e con esso bruciano anche le pensioni.

(nota: il dow jones ha perso il 34% nel 2008, e nel solo 2009 ha già perso il 22,9%. Questo equivale ad una consistente perdita di valore per le pensioni di milioni di cittadini americani)

(questa la nostra anticipazione)

Fin qui, il Giavazzi sembra averci preso.

Passabile.

Poi si fa interessante:

la colossale perdita di valore del sistema economico in generale si spiega solo con il panico e l’incertezza, giacchè aeroporti, autostrade, aziende e capitale umano ci sono ancora


Qualcuno gli spieghi che le aziende americane producono in Cina da un decennio ormai.

Ed ecco una vera finezza:

Questa incertezza riguarda il valore dei titoli: sui mercati finanziari è scomparsa la liquidità e quindi sono scomparsi i prezzi.

Ineffabile sillogismo.

Ehi, tu, stronzo risparmiatore, perchè ci pensi due volte prima i buttare i soldi in un investimento in perdita? Così rovini il mercato!

Ma si noti bene la sottile azione propoagandistica: tutto inizia dalla scomparsa della liquidità, che è scomparsa così, e questo è un dato di fatto.

Uno sta leggendo un articolo sul divano e poi - ZOT - sparisce la liquidità.

Chissà dov’e’ finita, quella cattiva.

E va beh, ormai è sparita e amen. Mica vale la pena chiedersi perchè è sparita.

Non sia mai che qualcuno dei lettori capisce com’e’ andata tutta la storia....

Forse la liquidità è sparita perchè era stata creata dal nulla? Forse la cartolarizzazione dei subprime ha qualcosa a che vedere? Forse perchè un sistema finanziario basato su dollaro e debito tiene finchè la valuta è credibile e finchè esiste qualcuno che rifinanzia quel debito?

Evidentemente Giavazzi non ci legge, ahilui.

Per chi avesse mancato le altre puntate, suggeriamo queste facili chart riassuntive sulla crisi dei subprime. E’ solo un pezzo del puzzle ma ne sarebbe bastato un piccolo accenno per spiegare almeno in parte come ha fatto a sparire la liquidità.




Arriviamo poi al capolavoro di doublethink.

Chi vuole vendere deve accettare prezzi che non hanno più alcuna relazione con il valore, per quanto basso, dei titoli che vengono scambiati. E poichè le banche devono valutare i titoli che possiedono ai prezzi di queste transazioni, sono contabilmente fallite.

Certo, ci sono casi di vera insolvenza, ma il problema maggiore è l’assenza di liquidità.


Contabilmente FAL-LI-TE , lo dice l’allegro chirurgo Giavazzi, chiuse, fottute. Anzi no: ne sono fallite solo alcune, pochi casi di vera insolvenza, in realtà non sono fallite, il problema è che manca la liquidità.

Sono fallite, ma non sono fallite.

Ergo: ci vuole altra liquidità.

Già.

(minuto di silenzio)

...cespugli secchi rotolano nella prateria...

(minuto di silenzio)

Ah, il doublethink, la nobile arte di sostenere una affermazione ed il suo contrario, se questo è funzionale al regime. O “due più due fa cinque”, come disse winston smith al termine del trattamento.

Per fare chiarezza e scoprire che si tratta di una crisi di solvibilità , e non di una crisi di liquidità, vi rimandiamo al nostro post su crisi di liquidità e crisi di insolvenza.

Per Giavazzi ci sono solo due possibilità:
  • o lo sa e ci prende in giro, e dovrebbe andare a coltivare le zucchine anzichè cercare di prendere per i fondelli centinaia di migliaia di persone
  • o non lo sa e dovrebbe andare a coltivare le zucchine anzichè diffondere la sua ignoranza a centinaia di migliaia di persone.

Il tragicomico pistolotto si conclude con l’inevitabile soluzione paulson-goldman-draghi-pensiero: l’unico piano che poteva fare qualcosa era il piano Paulson, che però è stato affossato dalla nuova amministrazione.

Risate in sala, si accendono le luci.

Tutti a casa a leggere i blog su internet.

Salutil felici

Felice Capretta