lunedì 20 dicembre 2010

Il coefficiente di eterogeneità del Gini, o della distribuzione della ricchezza e della sua equità

Il titolo è uno di quelli minacciosi: il coefficiente di eterogeneità del Gini è un numero compreso tra zero e uno che misura il grado di equità nella distribuzione di una variabile statistica.

Embè.

Si, in effetti.

Riproviamo.


Capretta, distribuzione disequità (seconda)

Durante gli studi di giurisprudenza seguiva anche lezioni di matematica. Diventò successivamente professore di biometria, demografia, diritto costituzionale, economia politica, sociologia e statistica, discipline che insegnò presso le Università di Cagliari, Padova e Roma.

Era Corrado Gini, insigne matematico e statistico italiano.

Dal 1941 al 1945 e dal 1949 al 1965 fu presidente della Società Italiana di Statistica. Fu opera di Corrado Gini la creazione nel 1927 dell'Istituto Centrale di Statistica, di cui fu il primo presidente. Fu pure Direttore dell'ISTAT, emanazione governativa precedente del 1926.

Fu lui a sviluppare l'indice statistico che porta il suo nome.

Doppio embè.

Riproviamo.


Capretta, distribuzione disequità (terza)

  • Immaginate un mondo fatto da un miliardo di persone, con il PIL mondiale pari a un miliardo di euro. Un mondo in cui la ricchezza è distribuita in modo uguale per tutti, ogni persona ha un euro in tutto di ricchezza.
In un mondo così, il coefficiente di eterogeneità del Gini è pari a zero.

  • Immaginate poi un altro mondo identico, fatto sempre da un miliardo di persone, sempre con il PIL mondiale pari a un miliardo di euro. La ricchezza in questo mondo è distribuita in modo totalmente disuguale: una persona ha un miliardo di euro e tutti gli altri hanno zero.

In un mondo così, il coefficiente di eterogeneità del Gini è pari a uno, o per semplicità di lettura, si esprime in percentuale ed è pari a 100.

Tutte le alternative possibili tra 0 e 100 (o uno, se misurate l'indice "puro") si possono misurare e si possono esprimere in un numero, il coefficiente del Gini, come percentuale. Più il numero è vicino a zero, più c'e' equità. Più il numero è vicino a 100 (o uno) , più c'e' disequità.


Buona la terza, introduzione fatta.


Rapporto Bankitalia sulla distribuzione della ricchezza

Notizia di oggi tendenzialmente dimenticata dai media: il rapporto Bankitalia e la distribuzione della ricchezza in Italia. Il 45% della ricchezza complessiva delle famiglie italiane alla fine del 2008 e' in mano al 10% delle famiglie.

Ci sarebbe dell'altro ma per ora basta così. Tanto più che il dato è fermo al 2008, prima di due anni di depressione (e usiamola, questa parola).

Per inciso, il coefficiente del Gini per l'Italia è stimato oggi intorno allo 0.36, in crescita rispetto al dato dell'ultimo CIA Factbook di 0.33 e allo 0.29 dei primi decenni del 900.

Sempre secondo il Factbook (non aggiornato dai due ultimi anni di impatto della crisi), l'Italia si collocherebbe al 37esimo posto nel mondo, dopo la Grecia ma prima della Moldavia.

E' lontana la Svezia, paese normale al primo posto per equità con 0.23 circa su tutti i cittadini (meno un kamikaze), ma è anche lontana la Namibia, all'ultimo posto con lo 0.71.


20 Statistiche sulla distribuzione della ricchezza

Per completare il quadretto vi segnalo un ottimo articolo apparso su Il Portico Dipinto, dove presto o tardi migreremo : ) , in particolare sul Blog di Dusty. Traduzione a cura di Eileen Morgan da The Economic Collapse Blog: 20 statistiche sulla distribuzione della ricchezza .

Eccone alcuni stralci.

Al giorno d’oggi la ricchezza mondiale è più concentrata nelle mani di una élite di quanto lo sia mai stata nella storia moderna.

Un tempo la maggior parte della popolazione sul pianeta sapeva come coltivare i propri alimenti, allevare i propri animali e prendersi cura di sè. Non c’erano molte persone favolosamente ricche, ma c’era una certa dignità nell’avere un pezzo di terra che potevi chiamare tuo, o nell’avere un’abilità che potevi far fruttare.

Tristemente, nelle ultime decine di anni, una percentuale sempre maggiore di terre coltivabili è stata inghiottita da grosse corporation e da governi corrotti. Centinaia di milioni di persone sono state cacciate dalle proprie terre verso aree urbane sempre più dense.

Nel frattempo, è diventato sempre più difficile avviare un’attività propria, dal momento che poche monolitiche corporation globali hanno iniziato a dominare quasi ogni settore dell’economia mondiale.

Così, un numero sempre maggiore di persone nel mondo è stata obbligata a lavorare per “il sistema” per riuscire appena a sopravvivere.

Allo stesso tempo, coloro che sono al vertice della catena alimentare (l’élite) hanno impiegato decenni per implementare il sistema in modo da assicurarsi nelle proprie tasche porzioni sempre più vaste di ricchezza.

E così oggi, nel 2010, abbiamo un sistema globale in cui pochissime persone al vertice sono assurdamente ricche, mentre circa metà della popolazione di questo pianeta è irrimediabilmente povera.

Ci sono davvero poche nazioni nel mondo che.... (segue)




Conclusioni

In media, in tutto il mondo, con il passare degli anni il coefficiente del Gini cresce.

Ma non doveva essere il contrario?

Saluti felici

Felice Capretta

14 commenti:

Anonimo ha detto...

pare che storicamente non sia cambiato molto


http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Distribuzione_della_ricchezza_in_Italia_e_cattivo_giornalismo?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+noisefromamerika+%28noiseFromAmeriKa+%3A+Articoli%29

Anonimo ha detto...

@ Felice Capretta
il post citato e` pieno di informazioni scorrette (ehm..) e di grossi errori di logica.
Nel dettaglio:
1) Al giorno d’oggi la ricchezza mondiale è più concentrata nelle mani di una élite di quanto lo sia mai stata nella storia moderna.

-> Dove e` l` evidenza in supporto di questa frase (falsa)?

2) Un tempo la maggior parte della popolazione sul pianeta sapeva come coltivare i propri alimenti, allevare i propri animali e prendersi cura di sè.

-> Questo perche` non esistevano medici, ingegneri, agenzie di viaggio e programmatori software. Se l` autore vuole tornare a coltivare la terra come 500 anni fa (e a morire a 40 anni di polmonite perche` non abbiamo nessuno che produce maglioni in maniera industriale) si compri una zappa e un orticello di terra e si accomodi

3) Non c’erano molte persone favolosamente ricche, ma c’era una certa dignità nell’avere un pezzo di terra che potevi chiamare tuo,

-> Falso. Di fatto tutta la proprieta` del reame era di fatto del re, almeno fino alla rivoluzione francese. Nessuna costituzione a proteggerti e il re poteva mettere dazi su tutto

4) Tristemente, nelle ultime decine di anni, una percentuale sempre maggiore di terre coltivabili è stata inghiottita da grosse corporation e da governi corrotti.

-> Chi ha detto che le grosse corporations siano per forza “cattive”? Le grosse aziende sono capaci di lavorare grandi appezzamenti di campi in maniera piu` efficiente. Se vuole, l` autore del blog puo` comprarsi il suo campicello e coltivarlo con la zappa. Torno a ripetere ancora.

5) Centinaia di milioni di persone sono state cacciate dalle proprie terre verso aree urbane sempre più dense.

-> Premesso che centinaia di milioni di persone che vivono nelle citta` non sono agricoltori (come il sottoscritto), mangiano tutti i giorni tre o quattro volte e non gliene potrebbbe fregare di meno di avere un campetto da coltivare, il fatto che l` urbanizzazione sia in aumento e` un` ottima cosa per molti versi, primo fra tutti il fatto che l` ambiente al di fuori delle citta` e` piu` protetto se viene meno impattato dalla presenza di insediamenti urbani.

6) Nel frattempo, è diventato sempre più difficile avviare un’attività propria, dal momento che poche monolitiche corporation globali hanno iniziato a dominare quasi ogni settore dell’economia mondiale.

-> Che l` autore parli con Zuckenberg che a vent` anni ha creato una societa` valutata in miliardi di dollari, con il creatori di Yahoo!, Google e Microsoft che sono nati da normali famiglie e adesso sono stra-ricchi

.. e potrei continuare..

Premesso che e` giusto segnalare quanto non va nel mondo, non vedo il senso di fare questo tipo di “terrorismo psicologico” basato su fatti che non sono fatti.

Gigi

Anonimo ha detto...

@Gigi
(S)punti interessanti, ma mi cadi come un sacco di patate nella chiusura finale

visto il periodo se mi dici che credi a Babbo Natale sta bene

ma che dei ragazzetti siano diventati immensamente ricchi dal nulla senza il benestare di certi "mamma" e "papà", quasi quasi non ci crede più nemmeno il casalingo di Voghera

oops

Anonimo ha detto...

@oops
Puo` darsi che qualcuno abbia avuto anche qualche benestare, ma Zuckenberg e` un ragazzino di vent` anni figlio di nessuno..
I creatori di Yahoo! chi erano venti anni fa? Nessuno

Hai evidenza del contrario?

Se si` scrivi pure

Gigi

Anonimo ha detto...

@Gigi
Fa caso a questa cosa: a te chi l'ha detto che non erano nessuno?
Li conosci di persona forse? Conosci le loro famiglie?
No, la loro storia l'hai letta da qualche parte o vista in qualche programma televisivo, indovina chi ha scritto quella storia?
"mamma" e "papà"

La realtà in cui crediamo di vivere non è Matrix, ma non è nemmeno tanto diversa.

ps complimenti, non hai accettato la provocazione ...

oops

Anonimo ha detto...

@Oops
Io non ho prove che le persone di cui stiamo parlando fossero parte della elite che governa il pianeta, o anche solo persone importanti, prima di creare Google, Yahoo, FB, etc.
Se hai dell` evidenza che prova il contrario, postala pure..

Gigi

Anonimo ha detto...

@Gigi

FB serve per accalappiare da poveri fessi tutti i dati possibili e immaginabili, gratis e con la loro piena, spontanea e volenterosa collaborazione.

Mai sentito delle denunce che si è preso per il trattamento dei dati?

Mai saputo che qualsiasi cosa metti su FB diventa proprietà del medesimo FB?

Se per te il signorino l'ha fatto tutto da solo, senza nesun secondo fine, come benefattore dell'umanità, tanti auguri!

Parliamo del resto?

ilLupo

Anonimo ha detto...

@Gigi
Windows 95, il sistema operativo è talmente pieno di cose che non servono a nulla se non ad appesantire il suo funzionamento.
Ma non è quello che mi preoccupa, quello ha una sua logica di mercato, un po' come vendere un'auto a basso prezzo e poi guadagnare sulla mantenzione; una stampante e poi rifarti con la vendita dell'inchiostro.
Windows sarà la porta sempre aperta nelle case e nella testa delle persone.

Sono passati molti anni, le testuali parole non le ricordo ma il discorso era più o meno così ... il discorso di chi? di uno che lavorava alla Microsoft

Anonimo ha detto...

scusate la firma al commento sopra
oops

Anonimo ha detto...

@Il Lupo
nessuno ha mai detto che Zuckenberg sia (o non sia) un benefattore dell` umanita`, ne` che FB sia buono o cattivo.
Non hai probabilmente di cosa si stava parlando ne` il punto del discorso da cui si e` partiti.

@Oops
Vedi sopra (cambia “Zuckenberg” con “Gates” e “FB” con “Windows”)

Gigi

Felice Capretta ha detto...

ho condensato le risposte nel nuovo post : )

saluti felici

felice

Alessandro "Ax" Psar ha detto...

@Gigi

Apprezzo il Suo contributo polemico e spero che continui a commentare con maggiore documentazione.

Non é facile capire a che epoca Lei si riferisca, o a quale reame, ma se si riferisce alla Francia prerivoluzionaria allora sará bene ricordarLe che i medici e gli ingegneri esistevano giá ai tempi degli egizi e dei greci duemila anni prima di Cristo.
Le agenzie di viaggio non si chiamavano in questo modo ma nel Medioevo le Congragazioni di pellegrini assolvevano allo stesso compito, naturalmente mutatis mutandis.

I maglioni di lana esistevano anche prima delle Multinazionali: li producevano in genere le stesse famiglie degli zappatori di terra, perché in ogni famiglia c'era chi sapeva cucire, accendere un fuoco, cacciare.
Se la gente moriva piú frequentemente di polmonite dipendeva in maggior parte dalle scarse qualitá nutrizionali della "diete alimentari" dell'epoca, e dallo scarso progresso della medicina. Noti peró che ancora mentre lei scrive la polmonite é la sesta patologia causa di mortalitá negli Stati Uniti.

In quanto all'efficienza della coltivazione delle corporations, se per efficienza si intende la quantitá di prodotto per misura lineare.
Salvo il fatto che questo concetto industriale di "efficienza" non tiene conto dell'inquinamento e dell'impoverimento della terra, dell'impoverimento di proprietá organolettiche degli stessi prodotti agricoli intensivi, delle "esternalitá" che l'uso di fertilizzanti, ormoni, mutazioni genetiche provocano nei consumatori per generazioni e generazioni e rappresentano -in realtá- costi aggiuntivi per la societá, perdita di patrimoni floreali e faunistici autoctoni, biodiversitá.

Sull'espansione urbanistica Le consiglio la puntata di Report del 12/12 scorso che cada proprio a fagiuolo per insinuare qualche dubbio sulla sua personale posizione.

Mi personi questo lungo commento, spero di leggere ancora i suoi contributi in ogni caso.

Aleksandr

Anonimo ha detto...

Il testo su GINI come tutti gli altri sono assolutamente esatti. Complimenti. ROE. www.unigov.org -www.dhana.org

Anonimo ha detto...

@Alexander
La discussione si e` spostata su un altro post.
Le ho risposto la`

Gigi (TM )