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giovedì 3 novembre 2011

La lettera di Venizelos

Ecco la lettera di Venizelos, ministro delle finanze Greco, in cui spiega che il popolo Greco non dovrebbe votare sul tema delle misure di austerity.
Il risultato è un singolare esercizio di doublethink che fa venire un po’ la pelle d’oca e ci ricorda come facilmente le democrazie possono cadere in dittatura.

La parola a Venizelos.

“La posizione della Grecia nell’Eurozona è una conquista storica della nazione che non puo’ essere messa in dubbio. Questo diritto acquisito dalla popolazione greca non puo’ dipendere da un referendum.

La nazione deve sentirsi sicura e stabile e questo è il primo requisito per essere veramente sicura e stabile.

Le banche greche sono totalmente sicure, come parte integrante del sistema bancario europeo. Questo è stato evidente la notte scorsa durante le discussioni a Cannes.

La cosa importante è che la sesta tranche sia sbloccata, senza alter distrazioni o ritardi, secondo le decisioni dell’Eurogruppo del 16 Ottobre, cosa che è emersa come risultato di 10 ore di difficili negoziazioni.

Il passo successivo è di attivare entro la fine dell’anno il nuovo piano di sostegno che offre alla Grecia 130 miliardi di euro in più e porterà alla riduzione del debito sovrano greco di circa 100 miliardi di euro. Il completamento di questi processi è un progetto nazionale.

Ho raggiunto Cannes subito dopo le dimissioni dall’ospedale perchè credo che questo fosse il mio compito per la nazione. Dal momento che ho la fotografia precisa della situazione in Europa e nel mondo, è mio dovere dire al popolo greco la verità pura e semplice:

Se vogliamo proteggere la nazione dobbiamo, sotto condizioni di unità nazionale e serietà politica e consenso, implementare senza alcun ritardo le decisioni del 26 Ottobre. Ora, prima possibile.

Comunque, quello che il governo e la maggioranza in Parlamento possono fare da soli non è sufficiente per il raggiungimento di questo obiettivo. Quello che stiamo facendo e dicendo a livello Europeo ed internazionale coinvolge parimenti l’opposizione, specialmente Nuova Democrazia, il principale partito di opposizione, a cui è stato comunicato il medesimo forte messaggio da Cannes e la posizione del quale, se fosse positiva, fungerebbe da garanzia per la credibilità della nazione, mentre qualora fosse negativa, danneggerebbe gravemente la sua credibilità per un grave costo per i cittadini greci.

L’equilibrio politico interno ed il future dei singoli e dei partiti politici di questa nazione non è rilevante. Cio’ che è rilevante è la salvezza della nazione e la sua ripresa attraverso l’unico processo fattibile che è compreso nelle decisioni del 26 Ottobre. “

Già.

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 20 ottobre 2011

Cos'e' l'eurogendfor in azione ad Atene? E la fine di gheddafi (o chi per esso)



Ah, quante cose di cui parlare oggi. Rivoluzioni, dittatori, bond.

Cos'e' l' Eurogendfor in azione ad Atene?

EGF, l'Eurogendfor è il corpo di polizia europeo di stanza in Italia. Secondo il Trattato di fondazione, ratificato dal parlamento italiano, l'EGF o EuroGendFor è una sorta di super-polizia sovranazionale a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche.

Una forza composta esclusivamente da elementi delle forze di polizia con status militare, con capabilities di proiezione rapida, con compiti di polizia nella gestione delle crisi.

Risponde al CIMIN, ovvero al consiglio dei ministri degli esteri e della difesa dei paesi che lo sostengono, ed al suo quartier generale permanente.

Orwell, nel suo romanzo 1984, immaginava che la neolingua sarebbe stata zeppa di acronimi come minipeace (per ministero della pace) e simili e la nuova lingua stessa si sarebbe chiamata newspeak.

Wow, doubleplusgood.

Per la cronaca, era con la neolingua che parlava la dittatura.

Comunque è successo che ad Atene abbiamo avuto la seconda e più pesante giornata di scontri. Per avere un'idea basta guardare le foto della prima giornata. Comunque oggi le forze di (in)sicurezza al soldo dei politici greci hanno disperso la folla intorno al parlamento come si fa con i salmoni: affumicati.

Sempre obbediente, il caro buon gas CS.

(dovesse capitarvi tra i piedi, fate tre cose. 1) state calmi e decidete cosa fare, l'obiettivo di chi ve lo tira è farvi correre in tutte le direzioni 2) copritevi gli occhi con occhialini da nuoto e le vie respiratorie con un fazzoletto impregnato di succo di limone o aceto 3) se avete guanti, raccogliete la capsula e rilanciatela al mittente, loro comunque sono equipaggiati con antigas)

Bene, comunque quest'oggi ad Atene c'era una forza di polizia che manganellava, sparava un gas CS di altissima qualità, e non parlava greco ma inglese.

Sta a vedere che l'EurGendFor, che parla inglese ed è meglio equipaggiato delle polizie locali, è già in azione.

Forse l'unione europea voleva essere sicura che i suoi volenterosi ed obbedienti uomini al parlamento greco arrivassero sani e salvi all'approvazione dell'ennesima ferita mortale alla nazione. Dopo, chissene.

Che fortunelli, i greci. Sempre avanti, loro.


La fine di Gheddafi

Trovato in una buca. Dove si nascondeva come un topo.

Ha sparato, anzi no, si è consegnato implorando di non sparare.

La sua pistola è stata presa come un trofeo.

Aveva tanti sosia che non si sa se quello che hanno preso fosse davvero lui.

Era un dittatore della peggior specie e non tollerava la libertà di parola.

Era sospettato di sostenere gruppi estremisti.

Ha fatto proprio una brutta fine, Saddam Hussein.

Si, proprio Saddam Hussein.

Curiosa coincidenza. Gli amanti della comunicazione dovrebbero riconoscere lo schema della propaganda, sempre lo stesso e sempre uguale.

Comunque questa sera i tg hanno dato molto spazio alla cattura / assassinio / morte naturale e altro di una persona che dovrebbe o potrebbe essere gheddafi. Il suo epitaffio visto sulle tv nazionali non ha menzionato mai il trattato di amicizia stipulato con l'Italia che comprendeva la non aggressione, stracciato nel giro di qualche mese al primo stormir di missili franco-britannici dai volenterosi obbedienti al seguito del chihuahua mannaro frattini.

A noi piace ricordarlo così: con la foto sul petto dell'eroe della resistenza anti-italiana mentre camminava fianco a fianco con il suo gemello berlusconi, che gli faceva il baciamano e lo chiamava "il mio amico". Con il look alla michael jackson (chissà cosa gli è preso, poi?).

Era proprio il sosia migliore, come ce ne sono pochi.

Ci mancherà.



Telegraph: bond italiani al punto di non ritorno

Chi ci segue su twitter (ehi, sei iscritto? seguimi!) la sapeva già: il telegraph scrive apertamente , pur mancando di rilevanti argomentazioni, che i bond italiani sono arrivati al punto di non ritorno. Preso il rendimento da pagare in forma di interessi passivi arriverà al 6%, ed a quel prezzo non saremo più in grado di sostenere quel debito.

La cosa interessante è notare come cambiano le parole sui media. 

Finchè sei solvibile, li chiamano "titoli di stato" o "buoni del tesoro". Gli affezionatissimi ricorderanno i famosi "titoli di stato argentini" o "buoni del tesoro argentini", come li chiamavano prima del deafult. Poi l'argentina è finita in default e sono  diventati "i bond argentini".

Perchè le parole hanno il loro potere, e quando incominciano a chiamarli "bond" forse è meglio che li vendi a qualcun altro. 

Forse non avevamo bisogno di sapere che siamo al punto di non ritorno.

Forse ci manca solo l'eurogendfor sotto casa per capirlo.

Tanto il nostro gheddafi locale ce l'abbiamo già.

Oh, beh, è vero...noi ce lo teniamo.

Italiani, eterni secondi.

Saluti felici

Felice Capretta

ps: devo le mie scuse ai numerosi lettori che mi interpellano direttamente nei commenti: negli utlmi due/tre post non sono riuscito a rispondervi. Sono effettivamente un tantino preso, ma posso assicurarvi che li ho letti tutti. Tornerò presto a rispondere con regolarità.

Cartoline dalla Grecia: dalla culla alla tomba della democrazia.

Le immagini di ieri. 

Oggi, secondo giorno di sciopero generale. 

Il parlamento sta votando in favore delle ulteriori misure di strangolamento dell'economia greca per sbloccare l'annesima tranche di strozzinag... ehm, di prestiti per pagare il debito che comunque la grecia non potrà pagare (e pagheranno i greci). 

Il paese è fermo ed isolato. 

Gli unici greci a favore del piano del governo sono quel centinaio di deputati che siedono in parlamento e formano la maggioranza. 

Alla faccia della democrazia nel paese che l'ha vista nascere. 

Grecia, la culla e la tomba della democrazia.


A passenger takes a photograph of a departure board during a 12-hour work stoppage by air traffic controllers at the Athens International Airport, Eleftherios Venizelos, Wednesday, Oct. 19, 2011. Private and public sectors shut down across Greece Wednesday at the start of a 48-hour general strike that unions vowed would be the largest in years, to protest a new round of austerity measures designed to avoid a potentially catastrophic default. Photo: Thanassis Stavrakis / AP


A man throws his fishing line in front of a  docked ship during a strike in the port of Piraeus, near Athens, on Wednesday, Oct. 19, 2011. A two-day general strike that unions vow will be the largest in years grounded flights, disrupted public transport and shut down everything from customs offices to shops and schools in debt-ridden Greece on Wednesday. Photo: Petros Giannakouris / AP

A man passes a pile of garbage in the centre of Athens, Greece on 08 December 2009. Garbage collectors of Municipality of Athens are on strike since 30 November.  EPA/ORESTIS PANAGIOTOU


Riot policemen march next to a pile of garbage during a trash collectors strike in Athens.


Strikes



Yiorgos Karahalis/REUTERS



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A riot police officer is covered by black paint during clashes outside the Greek Parliament, Wednesday Oct. 19, 2011. A two-day general strike that unions vow will be the largest in years grounded flights, disrupted public transport and shut down everything from shops to schools in Greece on Wednesday, as at least 50,000 protesters converged in central Athens. All sectors, from dentists, state hospital doctors and lawyers to shop owners, tax office workers, pharmacists, teachers and dock workers walked off the job ahead of a Parliamentary vote Thursday on new austerity measures. Photo: Lefteris Pitarakis / AP


Greek riot police officers, covered in red paint thrown by protesters, react during clashes in central Athens Wednesday, Oct. 19, 2011 . Greek anger over new austerity measures and layoffs erupted into violence Wednesday, as demonstrators hurled chunks of marble and gasoline bombs and riot police responded with tear gas and stun grenades that echoed across Athens' main square. . Photo: Petros Giannakouris / AP


Athens braces for anti-austerity protests

domenica 19 giugno 2011

Grecia, debito, cronaca del default. Arrivano i pesi massimi: Goldman, Pimco, EU



La cronaca della disgregazione del vecchio mondo e dei primi cenni di nuovo mondo passa dalla cronaca quotidiana dell'insolvenza di Atene, alias il temuto default della Grecia sul suo debito.

E' facile dare uno sguardo ai titoli. Da wallstreetitalia e swissinfo


Venerdì mattina



Venerdì pomeriggio





(forse a qualcuno viene il vago sospetto che ci possa essere un collegamento tra le due cose?)

Sabato mattina




Sabato pomeriggio




Domenica sera




Vedremo la giornata di Lunedì e vedremo come andrà il viaggio di Papandreu a Bruxelles. Vedremo soprattutto come lo accoglieranno al suo rientro le persone a cui deve rispondere, ovvero i greci.


Aggiornamento: Lunedì mattina





In sostanza, l'Eurogruppo dopo 7 ore di riunione non ha cavato un ragno dal buco e continua a porre come condizione necessaria, ma non sufficiente, le rigide norme di austerity e di svendita delle risorse greche che rendono così festanti i greci.

Nel frettampo, Papandreu ha pensato bene di affidare il ministero delle finanze a quest'uomo: Evangelos Venizelos, il suo principale rivale al Pasok, un soggetto che già dalla foto emana tranquillità, intelligenza, onestà, rigore e soprattutto fiducia. Eccolo qui.






Manifestazioni nel mondo

Nel frattempo, 150.000 persone sono scese in piazza a Madrid e qualcuna anche nelle principali piazze italiane: Milano, Roma, Bologna, Firenze, Napoli. Mentre scriviamo non abbiamo ancora la percezione di come sia andata.

Oggi abbiamo parlato con una famiglia egiziana. Tra le altre cose, abbiamo manifestato la nostra opinione sul fatto che tutti questi movimenti in realtà non siano cose diverse ma siano in realta' un tutt'uno a livello mondiale.

La risposta è stata "It's true. And we will succeed, Inshallah."

Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 15 giugno 2011

Manifestazione in Grecia 15 giugno, segui la diretta

E' in corso la grande manifestazione indetta per il 15 giugno in Grecia da tutte le organizzazioni greche. Informazione Scorretta e Rischio Calcolato sono gli unici due media italiani che stanno seguendo in diretta gli eventi di oggi in Grecia.

*** aggiornamento 23:08 e la giornata si chiude con il rendimento dei titoli di stato che hanno polverizzato il record di oggi. Nell'Eurozona, il Bund è al 3%, il "sirtaki" ha raggiunto il - udite udite - 28% di rendimento. Praticamente crack scontato. A Barcellona, 2000 manifestanti hanno bloccato il parlamento. In Irlanda, lancio di uova al presidente della banca d'Irlanda.

*** aggiornamento 18:00 gli scontri sono continuati per il pmeriggio. lacrimogeni, lanci di pietre e molotov. difficile farsi un'idea. Papandreu avrebbe offerto le sue dimissioni per un governo di unità nazionale. Non è la giornata migliore per la Grecia.




*** aggiornamento 13:10 segnalati disordini in città, presenza di provocatori stile black block. fermato e perquisito dai manifestanti, uno avrebbe addosso il badge della polizia. non è possibile confermare la cosa per il momento (via twitter). isolati con successo per il momento.


*** aggiornamento 13:00 i manifestanti bussano




*** aggiornamento 12:30 altra fonte di streaming video www.skai.gr . Parlamento circondato dai manifestanti, confermato uso lacrimogeni.


*** aggiornamento 12:00 Tessalonica, il ministero per la Macedonia e la Tracia è circondato da migliaia di manifestanti . La situazione ad Atene è questa nella foto, immagine molto significativa dal paese che la storia ci insegna essere la culla della democrazia. Confermati tentativi di scavalcamento del muro, uso di lacrimogeni ora






*** aggiornamento 11:24 pare che il muro eretto questa mattina nel nome della democrazia per tenere le persone fuori dal parlamento stia iniziando a cedere, non ancora confermato. le forze armate nel nome della democrazia starebbero preparando i lacrimogeni (via twitter)


*** aggiornamento 11:13 altra fonte di stream video live disponibile






*** aggiornamento h 10:02 - la grande manifestazione è iniziata. Alzate reti metalliche in difesa del parlamento, la folla fuori è già numerosa e canta "Ladri, ladri".






Manifestazione in Grecia 15 Giugno

La protesta è a piazza Syntagma, Atene, dove già il 5 Giugno scorso si erano raccolte centinaia di migliaia di greci.

Oggi, Governo e Parlamento devono fare una scelta: devono decidere tra Unione Europea e FMI da una parte o la popolazione greca dall'altra.

Il parlamento deve infatti votare il provvedimento che prevede l'applicazione delle ulteriori norme di austerity, che prevedono ulteriori tagli allo stato sociale, privatizzazioni ed altre dolorose misure, condizione necessaria (ma non sufficiente) alla concessione di un'altra tranche di aiuti, che peraltro, come abbiamo visto ieri con l'articolo sui risultati della riunione dei ministri europei per l'aiuto alla grecia, non è affatto scontata.

L'ulteriore downgrade di qualche giorno fa degli sciacalli di S&P del debito greco a CCC (al livello dell'Ecuador) ha peggiorato ulteriormente le prospettive.

Potete seguire il diretta lo streaming da Piazza Syntagma qui sotto



Η Αγανάκτηση των Ελλήνων di Dailymotion_gr_live


e questo è un altro feed video live direttamente in piazza (finchè funziona)




Free TV Show from Ustream


nei limiti del possibile seguiremo l'evento in diretta.

Seguiteci anche su twitter.com/felicecapretta anche se i microblogger greci in inglese non sono moltissimi e non garantiscono la massa critica per un flusso sufficientemente attendibile.

Per la cronaca, anche a Barcellona ci sono migliaia di persone nella piazza del parlamento locale oggi.



Saluti felici e stay human (a proposito, si contano i giorni per la partenza della freedom flotilla 2)

Felice Capretta

mercoledì 29 settembre 2010

Spagna e Grecia, proteste e scioperi


All’indomani del dato sul PIL inglese dopato dalla spesa pubblica per stessa ammissione del governo inglese, affluiscono le solite notizie economiche non-più-così-rosee.

La fiducia dei consumatori in USA è tornata a segnare livelli minimi da un anno a questa parte, anche se ci siamo abituati a vedere questo indice salire e scendere più volte nel corso di questi ultimi 2 anni.

I prezzi delle case a Las Vegas hanno perso il 57% dal picco massimo raggiunto nel 2006.

E l’oro supera quota 1300 e segna un nuovo record a 1311.


Spagna, sciopero generale

10% del consumo di corrente elettrica in meno, spazzatura nelle strade, pochissimi autobus a Madrid: questo il risultato dello sciopero generale indetto a Madrid per oggi.


Grecia, ancora proteste

Oggi stanno incrociando le braccia i lavoratori dei trasporti ferroviari e stradali urbani ed extraurbani, i portuali ed i medici.
Inoltre tutti i sindacati hanno convocato manifestazioni anche in ottica di mobilitazione a livello europeo.


“Useremo la forza”, governo greco

La testa di ariete delle manifestazioni restano i camionisti, la cui protesta è arrivata al 16° giorno e sta lasciando 10.000 container fermi nel porto del Pireo. Secondo quanto riporta swissinfo, ci sarebbero già i primi segni di scarsità negli scaffali dei supermarket a Salonicco (chiediamo conferma ad eventuali affezionati lettori greci). Nella serata di ieri è giunta la notizia della decisione di continuare la protesta con 74 voti a favore e 6 contro, nonostante gli appelli del principale partito di opposizione.

Il governo ha fatto sapere che ricorrerà alla forza se sarà violata la legge e se saranno interrotte le principali vie di comunicazione come avvenuto la scorsa settimana.

I camion degli autotrasportatori sono incolonnati alle porte di atene e salonicco, pronti a bloccare di nuovo le strade.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 20 settembre 2010

Grecia, nuovi disordini e oro alle stelle

Grecia, nuova manifestazione dei camionisti

ATENE - Centinaia di camion, che assediano Atene per la rivolta dei trasportatori contro la liberalizzazione del settore, di nuovo bloccano da ieri una delle principali direttrici stradali che porta alla capitale, dopo che la polizia ha impedito loro di marciare sulla città.

La liberalizzazione prevede un abbassamento dei costi delle licenze e i camionisti si lamentano del fatto che la liberalizzazione danneggera' gli attuali operatori, che hanno pagato fino 300 mila euro per ottenere una licenza.

La protesta sta causando forti perdite all'industria, secondo una fonte industriale: "Lo sciopero sta causando inestimabili danni in tutti i settori".

Negli ultimi giorni il blocco delle autostrade si e' intensificato e il sindacato dei camionisti ha minacciato una dimostrazione ad Atene per domani.

Gli autotrasportatori chiedono soprattutto l'estensione del periodo di transizione da tre a cinque anni.

Al rifiuto del governo, il presidente degli autotrasportatori Giorgio Tzortzatos ha dichiarato:
"Non abbiamo più nulla da perdere"

Tutti i nostri post sui disordini in grecia qui.

Oro, nuovo record

E nel frattempo, gli annunci di nuovi quantitative easing contribuiscono a far schizzare l'oro verso l'alto. La quotazione del metallo prezioso ha fissato un nuovo record a 1283 dollari l'oncia.

(ehi, guarda, una capretta)


Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 8 settembre 2010

Proteste in tutta europa

Mentre eravamo all'estero abbiamo avuto modo di sfogliare un giornale locale in distribuzione gratuita presso le stazioni della metropolitana.

In seconda pagina al centro campeggiava l'interessante trafiletto sul campionato di sedie da ufficio (quelle con le rotelle) che ha avuto luogo di recente in germania, con tanto di foto di un partecipante.

Già.

Vediamo invece a cosa si poteva dare un po' più di spazio..


Francia, un milione in piazza

Un milione di persone, o 2.7 milioni per gli organizzatori, raccolte in circa 200 cortei in tutta la Francia, hanno partecipato alla marcia di protesta contro la riforma delle pensioni voluta da Sarkozy.

Già a maggio una prima manifestazione di cui avevamo dato notizia qui aveva avuto successo.

Sarkozy ha dichiarato che indietro non si torna e che un ritocco della riforma è "fuori questione".

Uno degli obiettivi della tanto contestata riforma è l'innalzamento dell'età pensionabile da 60 a 62 anni, il che evidentemente aiuta i conti pubblici, dal momento che ogni anno di pensione rimandato è un anno di stipendio pagato dall'azienda e un anno in meno pagato dallo stato.

Moltiplicate tutto per il numero di cittadini coinvolti ed avrete un'idea delle dimensioni della fregatura.
I francesi non demordono e i sindacati hanno indetto una nuova manifestazione per il 23 settembre ed altre iniziative per il 15 settembre.


Anche a Londra non scherzano

Metropolitana ferma a Londra

A Londra ha preso il via lunedì alle 17 uno sciopero di 24 ore dei dipendenti della metropolitana che ha creato ieri grossi disagi. A spingere i sindacati a indire lo sciopero - al quale potrebbero seguirne altri - è stato il piano di licenziamenti di 800 addetti alle biglietterie deciso da London Underground.


E anche in Spagna si organizzano

Mobilitazione in Spagna

I principali sindacati spagnoli, Ccoo e Ugt, hanno indetto uno sciopero generale il 29 settembre per protestare contro la riforma del mercato del lavoro voluta dal governo socialista (avevamo dato notizia qui).

La riforma punta a rendere meno rigido il mercato del lavoro nel tentativo di far fronte alla disoccupazione record (più del 20%), riducendo le indennità di licenziamento e i sussidi di disoccupazione.

Già.

E nel frattempo, in Grecia preferiscono le vie più pratiche


Grecia, camion assediano parlamento per protesta

da swissinfo

ATENE - Decine di autocarri sono stati parcheggiati stamani davanti al parlamento, nel centro di Atene, per protestare contro la politica di liberalizzazione del settore annunciata dal governo. I camionisti avevano chiesto un periodo di transizione più lungo, ma si sono visti rispondere no.

La manifestazione coincide con uno sciopero di quattro ore dei trasporti urbani, suburbani e ferroviari contro le riforme annunciate.

Anche in questo caso ne avevamo parlato qui.

Forse i camionisti greci leggono le news economico/finanziarie?


Grecia: peggiora recessione, Pil a -3,7% secondo trimestre

ATENE - Nel secondo trimestre del 2010 il Pil greco si è ridotto del 3,7% su base annuale, più del previsto secondo l'ufficio centrale di statistica nazionale.

Rispetto ai tre mesi precedenti la flessione è stata dell'1,8%.

Le stime iniziali parlavano di una riduzione del Pil nel secondo trimestre, su base annua, del 3,5% e rispetto al periodo precedente dell'1,5%.

Il peggioramento della situazione è dovuto ad un crollo dei consumi ridottisi del 5,1% e degli investimenti in fixed assets ridottisi del 18,6%.

Recentemente il ministro delle finanze Giorgio Papaconstantinou aveva detto di ritenere che nel 2010 la recessione sarebbe stata inferiore al previsto, ovvero sotto il 4%.


In effetti, aggiungiamo noi, era piuttosto prevedibile che si manifestasse un crollo dei consumi.

Non c'e' bisogno di essere economisti per comprendere che:

* con le tasse che aumentano (la cura del FMI e dell'UE)
* con i servizi pubblici che diminuscono
* con il rallentamento dell'economia

le persone di qualunque stato hanno meno soldi in tasca.

E, se hanno meno soldi in tasca, comprano meno cose. Il che riduce il gettito fiscale, per esempio da IVA, ma soprattutto con meno acquisti le aziende venderanno ancora meno, e dovranno abbassare i prezzi o ridurre il personale, e.... etc etc etc.

La classica traiettoria della depressione.


E così, in Italia


FMI: domanda privata in diminuzione

Anticipazioni dal World Economic Outlook di autunno del Fondo Monetario Internazionale via finanzaonline: "...il programmato consolidamento fiscale indebolisce la domanda privata. Le nuove stime del Fmi sono di una crescita dell'1% nel 2011, lo 0,1 per cento meno rispetto a quanto precedentemente stimato. Per il 2010 le stime rimangono invece di una crescita dello 0,9%"

In parole normali, il "consolidamento fiscale" sta per

* tasse che aumentano
* servizi pubblici che diminuscono

e una minore competitività significa

* rallentamento dell'economia


e per tutta risposta...



Sindacalista fischiato

TORINO - Dopo le proteste contro il presidente del Senato, Renato Schifani, una nuova violenta contestazione alla Festa Nazionale del Pd colpisce Raffaele Bonanni. Accolto da fischi, lancio di banconote finte e dallo striscione 'Marchionne comanda e Bonanni obbedisce', il leader della Cisl, appena salito sul palco di piazza Castello, viene sfiorato da un fumogeno che non lo ferisce.


ma soprattutto


Letame alla festa della lega

Lancio di letame avvenuto alla festa di Cuveglio (paese della Valcuvia), durante la visita del ministro della Lega Umberto Bossi. I sacchetti di letame sono piovuti sulla pista da ballo poco prima della mezzanotte, a circa una trentina di metri dal tavolo dove il ministro era seduto con la famiglia e alcuni colonnelli del Carroccio, tra cui il deputato Marco Reguzzoni, la vicepresidente del senato Rosi Mauro, il consigliere regionale Giangiacomo Longoni e sei sindaci della zona, costringendo il gruppo musicale a interrompere la propria performance.

Già.

Italiani, eterni secondi.

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 18 marzo 2010

GEAB 43 disponibile - prima parte

E' disponibile il GEAB 43.


La crisi segna la fine della preminenza della sfera finanziaria ed il declino della City e di Wall Street.

E’ con un approccio geopolitico, tanto quanto economico, finanziario e monetario, che il LEAP nel Febbraio 2006 annunciava l’imminente arrivo di quella che abbiamo chiamato “la crisi sistemica globale”. Questo medesimo approccio ora tende a confermare che, nel “mondo post-crisi”, l’economia reale sarà ancora una volta protagonista, mentre queste ultime decadi sono state sengate da una economia virtuale nel settore finanziario che era al centro degli affati.

Nel considerare, nel 2006, che la crisi attuale stava per diventare una “crisi sistemica globale”, abbiamo voluto mostrare che l’evento ha rispecchiato il crollo del mondo così come lo conosciamo dal 1945, nella sua forma centrata sull’Ovet, ereditata dalla Seconda Guerra Mondiale e rinforzata dalla caduta della cortina di ferro nel 1989.

Le modalità finanziarie, economiche, monetarie, sociali, politiche e strategiche che prenderanno piede durante le varie fasi di questa crisi sistemica saranno solo espressioni di un cambiamento geopolitico di propozioni storiche.

Gli sviluppi che ci sono stati dal 2006 sembrano mostrare, infattti, che questa rottura richiede un’esame più approfondito da parte nostra rispetto a quanto inizialmente previsto. E’ ora probabile che stiamo soffrendo lo shock della fine di un periodo che è iniziato 200 o 300 anni fa, con l’avvio del dominio globale europeo e la nascita del dominio finanziario globale del blocco anglosassone.

Un anno fa abbiamo dettagliato nel GEAB un insieme di segnali che indicavano l’uscita da questo periodo di riferimento secolare. Per i lettori più recenti proponiamo un riassunto:


  • 2) Nel 2008, la Caisse des Depots, il braccio finanziario dello stato francese dal 1816 sotto qualsiasi forma di governo (monarchia, impero, repubblica) ha patito la sua prima perdita annuale in 193 anni.
  • 3) In Aprile del 2009, la Cina è diventata il principale partner commerciale del Brasile. Due secoli fa, la Gran Bretagna mise fine a tre secoli di egemonia portoghese, e gli USA hanno sostituito la Gran Bretagna all’inizio degli anni 30.
4) La percentuale di Cina e India tra le economie mondiali, dopo una caduta costante della fine del 18esimo secolo in poi, è tornata a crescere negli ultimi 20 anni, e molto rapidamente. Sono essenzialmente economie “reali”. Il loro ritorno in forza marca automaticamente una espansione dell’economia reale in confronto alla economia finanziaria virtuale (in particolare quella americana)


L’inversione di trend di lunghissimo periodo che si sta ora verificando si accompagna al crollo della più recente bolla che si è formata progressivamente dagli anni 70 e che si puo’ intitolare “Gli eccessi degli ultimi giorni dell’impero”. Sapendo che una crisi epocale è una formidabile contrazione temporale, i cambiamenti che normalmente avvengono in decadi, o secoli, possono avvenire in pochi anni.

Dall’inizio del 2008 di una serie di fallimenti dei giganti di Wall Street, e dai salvataggi da parte del governo americano dei rimanenti, stiamo ora testimoniando il crollo delle due ancore della bolla finanziaria mondiale: New York e Londra, al cuore della rete di azioni, bond, mercati, agenzie di rating, media internazionali di finanza. Gli altri centri finanziari sono di scarsa importanza se confrontati con questi due giganti.

Questi due centri dell’impero anglosassone, Londra “alto regno” e New York “basso regno”, si stanno dividendo davanti ai nostri occhi:

Londra esiste solo grazie all’enorme supporto diretto del governo inglese. Senza i soldi del contribuente inglese, i paramenti della City sarebbero scomparsi nel 2008. (KPMG ha confrontato la tassazione degli istituzioni finanziarie in 8 centri finanziari mondiali. Il risultato è chiaro: in un solo anno Londra è caduta dal 4° all’ultimo posto per un bancario con famiglia, ed al sesto posto per un bancario single)

New York è ugualmente sotto terapia governativa, e sopravvive solo alla politica di denaro a costo zero che la Fed ha continuato a perseguire negli ultimi 2 anni, insieme alle migliaia di miliardi di mutui cartolarizzati che (sempre la Fed) ha acquistato per evitare il crollo totale dell’intero mercato immobiliare commerciale degli USA. Come nel Regno Unito, il 2010/2011 segnerà la fine di queste politiche, portando Wall Street ad una nuova fase di debolezza.

Infine, la “ragion d’essere” geopolitica di questa bolla è entrata nella fase terminale. Infatti, questo settore finanziario mondiale ha iniziato la sua crescita negli anni 70 (si veda il grafico sotto)in parte a causa della decisione americana di lasciare il dollaro fluttuare e in parte a causa della necessità di riciclare gli enormi surplus finanziari delle nazioni produttrici di petrolio.





Questo è stato il primo segnale che gli USA non erano più in grado di reggere il ruolo di sostenitori dell’ordine mondiale che si sono guadagnati nel 1945, che ha marcato l’irresistibile crescita dell’economia virtuale. Per mantenere questa invenzione più lontana possibile dall’economia reale, gli USA hanno spontaneamente facilitato la comparsa di nuovi player, strumenti finanziari e prodotti, che hanno consentito che la nicchia si trasformasse in una bolla.

Da questo punto di vista, l’accelerazione degli sviluppi di cui la crisi è contemporaneamente il simbolo ed il catalizzatore, sta contribuendo a far scoppiare la bolla dell’economia virtuale , provocando debolezza in tutti gli elemente che hanno consentito che esistesse e si sviluppasse.

Seconda parte qui


Saluti felici

Felice Capretta

martedì 17 marzo 2009

Disordini in Grecia

Disordini in Grecia

Grazie alla segnalazione di un lettore tanto affezionato quanto anonimo tra i commenti a questo post, rilanciamo questa notizia apparsa su La Stampa.

Una cinquantina di individui con il volto coperto e armati di spranghe ha colpito un paio di giorni fa nel quartiere centrale Kolonaki ad Atene e contemporaneamente a Salonicco. Il copione è già visto: colpite le vetrine dei negozi di lusso, i bancomat, le banche e le auto in sosta. Rapido lo spostamento del commando nel quartiere di Exarchia, verso l’universita’ e la facoltà di legge.

Secondo La Stampa, l’azione è stata rivendicata da un volantino in cui il gruppo anarchico chiede la liberazione di un giovane arrestato nel 2007 per rapina ad una banca.

Dall’inizio dell’anno sono stati registrati anche 18 eventi definiti “terroristici”.
Sempre secondo La Stampa, sussiste il timore che le “due ali della protesta si saldino”.

Forse anche ai media mainstream greci manca la capacità di vedere che gli attacchi “terroristici”e questo tipo di protesta sono probabilmente due facce della stessa medaglia, una medaglia fatta di una lega di metallo particolare: un po' di..

  • crisi economica
  • mancanza di risposte politiche
  • incapacità dei governi nel dare una risposta
ed un’altra manciata di ingredienti che l’affezionato lettore non mancherà di aggiungere da sè.

Cio’ detto, stay tuned – il nuovo GEAB Report di Europe2020 contiene materiale interessante.

Da domani la traduzione dei primi stralci del report completo.

Saluti felici

Felice Capretta