mercoledì 10 dicembre 2008

30 miliardi di dollari di titoli di stato USA venduti a tasso zero!

30 miliardi di dollari di titoli di stato USA venduti a tasso zero!

Nessun giornale ha ancora rilanciato la notizia ansa a parte la solita swissinfo. Nei disastrati USA accade anche questo: la cifra record al tasso record è stata raggiunta grazie ad un eccesso di domanda, che avrebbe coperto un'offerta quadrupla.

In pratica, il mercato avrebbe acquistato fino a 120 miliardi di dollari di titoli di stato USA a tre mesi, accettando teoricamente di perdere soldi.

Perdere soldi? Forse. Teoricamente.

Vediamo il meccanismo.

Gli stati solitamente chiudono l'anno in deficit e hanno bisogno di soldi per sostenere il loro costoso business, tra cui pagare gli stipendi dei politici e degli impiegati statali.

Per questo motivo emettono titoli di stato. Ne abbiamo già parlato nella trilogia dei post inflazione o deflazione: parte I - inflazione, parte II - deflazione , parte III come fronteggiare inflazione o deflazione.

Gli stati emettono così titoli di stato, e chi ha qualche soldo da parte: privati cittadini, aziende, banche, fondi speculativi... chiunque puo' acquistare quei titoli di stato.

Semplificando al massimo, il signor Ghe Ne Ming, cinese, puo' acquistare 100 dollari di titoli di stato americani. Dopo un certo periodo, solitamente un anno, 3 mesi in questo caso, il signor Ghe Ne Ming si vedrà restituire dallo stato americano i suoi 100 dollari più qualche spicciolo a titolo di interesse.

Facciamo un passo oltre.

Solitamente, il prezzo dei i titoli di stato non è 100, non è fisso. I titoli vengono emessi "all'asta". Più c'e' domanda, più il prezzo sale.

Quando c'e' molta domanda, il prezzo puo' salire di molto. In teoria, il prezzo però non sale mai così tanto da rendere l'operazione antieconomica.

Per capirci: il signor Ming non sa bene a che prezzo acquistera', ma sa che i titoli di stato che acquista oggi renderanno 100 tra tre mesi. Naturalmente, se il signor Ming non è del tutto rincretinito, è disposto a spendere al massimo 100 dollari oggi per avere 100 dollari tra tre mesi.

Certo non spenderà mai 101 dollari per averne 100 tra tre mesi!

Al massimo ci sarà qualche folle (tipo suo cugino Ghe Ne Peu) che è disposto a spendere 100 dollari oggi per averne sempre 100 tra tre mesi.

Folle? Si, folle come uno che perde soldi sapendo di perderli, per almeno due motivi:
  • perchè per tre mesi i suoi 100 dollari sono nelle tasche di qualcun altro e corrono più rischio che essere nelle sue tasche o sotto la piastrella
  • perchè da qui a tre mesi ci sarà comunque un minimo di inflazione che si mangerà un po' del potere di acquisto di quei 100 dollari

Ebbene, questa follia si è appena manifestata negli USA. E a quanto parte è una follia collettiva.
La fila di investitori all'asta era tale per cui il prezzo è arrivato alla soglia massima, ovvero oggi si pagano 100 dollari oggi per avere 100 dollari tra 3 mesi.

Perchè succede tutto questo? Cosa significa questa follia generalizzata?

La spiegazione è duplice.

1 - La speculazione

Esiste ancora in circolazione una massa di denaro creato dal nulla, non ancora bruciato dalla crisi di liquidita', che gira per il mondo e passa di mano in mano, mosso dagli hedge fund e più in generale dagli speculatori senza scrupoli.

Questa mole di denaro oscillava traballante sugli strumenti finanziari, facendone crescere il prezzo, per poi abbandonarli all'inizio della crisi finanziaria, facendola così precipitare dopo averla innescata. Una parte di questo denaro è sparito nei vari crack lehman brothers e simili.

In fuga dalla finanza speculativa, la mole di denaro rimasta si è rovesciata sui future sulle materie prime, facendone innalzare il prezzo e succesivamente mandando in crisi il mercato.

Poi sul petrolio, facendone innalzare il prezzo e successivamente mandando in crisi il mercato.

Poi sul cibo, facendone innalzare il prezzo e provocando la crisi alimentare.

Se ancora non fosse chiaro, siamo alle prese con dei Re Mida a rovescio: tutto cio' che toccano si trasforma in letame.

Questi Re Mida a rovescio, senza più speranze su dove andare, stanno infine riversando quella mole di denaro sull'ultima risorsa, sull'investimento (apparentemente) più sicuro: i titoli di stato.

Facendone innalzare il prezzo e provocando...vedremo cosa.


2 - Deflazione

E se non ci fosse inflazione? Non sarebbe poi così folle spendere 100 oggi per avere 100 tra tre mesi. E se al posto dell'inflazione ci fosse deflazione? In quel caso, 100 dollari tra tre mesi varrebbero più di 100 dollari oggi ed un investimento allo 0% sarebbe comunque un ottimo investimento.

E' come se quegli investitori sapessero che negli USA ci sarà deflazione.

Alla luce di questi due elementi, la stranezza americana sembra poi piuttosto plausibile. Una massa di speculatori con il tocco di Re Mida al contrario, ben consapevoli che l'inflazione cederà il passo alla deflazione nel giro di tre mesi, rovesciano il loro denaro sui titoli di stato. Considerandoli un investimento "sicuro".

Gli stati non possono fallire facilmente, specialmente gli Stati Uniti con tutti i loro titoli di debito.

Forse.

Perchè intanto, quella mole di denaro ha provocato l'innalzamento del prezzo dei titoli di stato, che provoca... staremo a vedere.

Saluti felici

Felice Capretta

2 commenti:

ghigo ha detto...

io non sono un blogger e non commento di solito ma i tuoi post sono acuti e ti faccio i complimenti.

mi permetto di fare 2 appendici:
- per la speculazione penso che tra poco si sgonfieranno i titoli di stato e il contenitore naturale per i liquidi sarà quasi sicuramente l'oro.
le bolle procedono sempre dagli assets più inconsistenti e rischiosi ai più storicamente solidi. (azioni - immobili - titoli di stato - oro... a grandi linee)

- per la deflazione sicuramente verrà ma la ragione principale del sold out sui titoli usa è che il "mondo" teme come la peste la caduta del dollaro, soprattutto chi ne ha grosse riserve come cina e giappone così continuano a comprare titoli per sostenerlo. è una specie di accanimento terapeutico su un malato terminale e non si sa fino a quando funzionerà (penso non per molto) certo è che quando ci sarà il patatrac saranno molti i problemi soprattutto di approvigionamento anche alimentare e di conseguenza di ordine pubblico.
intanto in questo periodo gli usa hanno richiamato in partia i reparti di polizia militare di stanza in afghanistan lasciando il compito ai carabinieri italiani.
sarà un caso....mah
ciao
a risentirci

Felice Capretta ha detto...

Ciao e grazie per i complimenti.

Quanto quella liquidità finirà nell'oro dipende secondo me da alcuni fattori, uno di questi è la dimensione della bolla.

In caso di bolla molto grande (come sembra essere questa) si avrà probabilmente un patatrac molto grande, e se ci saranno gravissimi problemi economici con altrettanto gravi problemi di ordine pubblico credo che l'oro non sarà un buon investimento.

Vedremo...!

Saluti felici

Felice