martedì 19 aprile 2011

Geab 54 disponibile!





Stimatissimi, di seguito la traduzione italiana del Geab 54, comunicato pubblico di Europe 2020.


GEAB N. 54


Crisi sistemica globale: Autunno 2011 - Bilancio, Buoni del Tesoro, Dollaro, le tre crisi degli USA che causeranno il gravissimo collasso del sistema economico, finanziario e monetario globale


Il 15 Settembre del 2010, il GEAB N. 47 fu intitolato: «Primavera del 2011: Benvenuti negli Stati Uniti dell’Austerità/Verso il gravissimo collasso del sistema economico e finanziario mondiale».  

Eppure, alla fine dell'Estate del 2010, la maggior parte degli esperti ritennero, in primo luogo, che il dibattito sul deficit di bilancio degli Stati Uniti sarebbe rimasto   oggetto di mera discussione teorica all'interno della Beltway, (1) ed in secondo luogo che era impensabile immaginare che gli Stati Uniti dovessero impegnarsi in un politica d’austerità, poiché sarebbe stato sufficiente, per la Fed, continuare a stampare Dollari.  

Ma come tutti possono vedere da parecchie settimane, la Primavera del 2011 porterà davvero l’austerità negli Stati Uniti (2), la prima, dopo la Seconda Guerra Mondiale e la creazione d’un sistema globale basato sulla capacità del motore degli Stati Uniti di generare sempre più ricchezza (reale dal 1950 al 1970, sempre più virtuale in seguito).

In questa fase, LEAP/E2020 può confermare che la prossima tappa della crisi sarà davvero il "gravissimo collasso del sistema economico, finanziario e monetario mondiale", e che questo storico fallimento avverrà nell’Autunno del 2011. (3) Le conseguenze monetarie, finanziarie, economiche e geopolitiche di questo "gravissimo collasso" saranno di proporzioni storiche, e faranno vedere la crisi dell'Autunno del 2008 per quello che essa era nella realtà: un semplice detonatore.

La crisi del Giappone (4), le decisioni cinesi e la crisi del debito in Europa, giocheranno senz’altro un ruolo in questo storico collasso. D'altro canto, riteniamo che la questione del debito pubblico dei paesi periferici di Eurolandia non sia più il principale fattore di rischio  per l’Europa, ma che questo fattore sarà il Regno Unito, che si troverà nella posizione di "malato d'Europa" (5 ). L’Eurozona ha infatti istituito, e continua a migliorare, tutti i sistemi di monitoraggio necessari per affrontare questi problemi (6).  

La gestione dei problemi greci, portoghesi ed irlandesi, dunque, avverrà in modo organizzato. Il fatto che gli investitori privati ​​debbano ricevere un “taglio di capelli” (come anticipato da LEAP/E2020 prima dell'Estate 2010) (7), non costituisce un rischio sistemico, ci dispiace per il Financial Times, il Wall Street Journal e gli esperti di Wall Street e della City, che cercano ogni tre mesi di ripetere il "golpe" della crisi dell’Eurozona d’inizio 2010 (8).

Al contrario, il Regno Unito ha completamente mancato il suo tentativo di “preventiva amputazione chirurgica del bilancio" (9). In realtà, sotto la pressione della “strada”, ed in particolare degli oltre 400.000 britannici per le strade di Londra il 26 Marzo 2011 (10 ), David Cameron è costretto ad abbassare il suo obiettivo di riduzione dei costi sanitari (un punto chiave delle sue riforme) (11). Allo stesso tempo, l'avventura militare libica lo ha costretto a ripensare anche i suoi obiettivi per i tagli di bilancio del Ministero della Difesa. Abbiamo già accennato, nello scorso numero del GEAB, che i bisogni  finanziari del governo britannico continueranno a crescere, riflettendo l'inefficacia delle misure annunciate, la cui realizzazione si sta rivelando, nella realtà, molto deludente (12). 

L'unico risultato politico del duo Cameron/Clegg (13) è ora la ri-caduta in recessione dell'economia britannica, (14) con un evidente rischio d’implosione, per la coalizione di governo, dopo il prossimo referendum sulla riforma elettorale.

In questo numero, il nostro team descrive i tre fattori-chiave che contraddistingueranno questo gravissimo collasso dell'Autunno del 2011, e le sue conseguenze.  

Nel frattempo, i nostri ricercatori hanno cominciato a studiare gli sviluppi dell'operazione militare franco-anglo-americana in Libia, che a nostro parere è un potente acceleratore della dissezione geopolitica mondiale, e che illumina utilmente alcuni dei cambiamenti strutturali in corso nei rapporti tra le potenze mondiali. 

In sostanza, il processo che si sta dispiegando davanti ai nostri occhi, secondo il quale l'entrata degli Stati Uniti in un'epoca d’austerità (15) non è che una semplice espressione di bilancio, è la prosecuzione del tentativo di far quadrare i 30.000 miliardi di attivi fantasma, che avevano invaso l'economica globale ed il sistema finanziario a fine 2007 (16).  

Mentre circa la metà era scomparsa nel 2009, la parte restante è stata da allora parzialmente resuscitata, per la ferma volontà delle grandi Banche Centrali, ed in particolare della Fed Usa attraverso i suoi "QE1 e QE2". 

Il nostro team ritiene, pertanto, che circa 20.000 miliardi di questi attivi fantasma andranno in fumo, molto brutalmente, all’inizio dell’Autunno 2011, sotto l'impatto combinato delle tre mega-crisi degli Stati Uniti, in gestazione accelerata:


1. la crisi di bilancio, ovvero di come gli Stati Uniti si tufferanno, volenti o nolenti, in quest’austerità senza precedenti, che trascinerà con sé interi settori dell'economia e delle finanze globali; 


2. la crisi dei T-Bonds americani, ovvero di come la Fed statunitense arriverà alla "fine del percorso" iniziato nel 1913, e di come affronterà il fallimento dei giochi di prestigio contabili che essa ha scelto;


3. la crisi del Dollaro USA, ovvero di come le scosse sulla valuta degli Stati Uniti, che caratterizzeranno la fine del QE2 nel secondo trimestre del 2011, saranno l'inizio d’una massiccia svalutazione (circa il 30% in poche settimane).

Le Banche Centrali, il sistema bancario globale, i fondi pensione, le multinazionali, le materie prime, la popolazione degli Stati Uniti, le economie dell’area del Dollaro e/o dipendenti dal commercio con gli Stati Uniti (17) ... tutto quanto strutturalmente dipendente dall'economia americana (della quale il governo, la Fed ed il bilancio federale sono diventate componenti centrali), le attività o le transazioni commerciali denominate in Dollari, ... tutti soffriranno di un terribile mal di testa per lo shock dei 20 miliardi di Dollari di attivi fantasma, puramente e semplicemente scomparsi dai loro bilanci e dai loro investimenti,  e che causeranno un grave declino del loro reddito reale.



La rimessa di fondi, da parte dei lavoratori immigrati negli USA, verso i loro paesi  d’origine (il primo numero in valuta locale, al tasso di cambio con il Dollaro di fine 2008 - il secondo: come il primo, ma al tasso di cambio di fine 2010) - Fonte: Wall Street Journal, 04/2011


Riguardo lo storico shock dell'Autunno del 2011, che segnerà la conferma definitiva delle tendenze anticipate dal nostro team nei precedenti numeri del GEAB, i principali settori d’attività sperimenteranno importanti sconvolgimenti, che richiederanno la più grande vigilanza da parte di tutti i soggetti preoccupati per i loro investimenti. 

 In realtà, questa triplice crisi degli Stati Uniti segnerà la vera e propria uscita dal "mondo del dopo 1945", che ha visto gli Stati Uniti svolgere il ruolo di Atlante e sarà caratterizzato, pertanto, da molti shocks e scosse d’assestamento nei trimestri che seguiranno.

Ad esempio, il Dollaro potrà rafforzarsi, sul breve termine, contro le principali valute mondiali (in particolare se i tassi d’interesse negli Stati Uniti dovessero salire molto rapidamente, dopo la fine del QE2), anche se, nei sei mesi successivi, la perdita del 30% di valore (rispetto a quello corrente) è inevitabile. 

Possiamo solo ripetere, quindi, il consiglio che è sempre apparso nelle nostre raccomandazioni, fin dall'inizio del nostro lavoro sulla crisi: nel contesto di una crisi globale di proporzioni storiche, come quella che stiamo vivendo, l'unico obiettivo razionale, per gli investitori, non è quello di fare più soldi, ma di cercare di perderne il meno possibile.

Questo sarà particolarmente vero nei prossimi trimestri, periodo nel quale l'ambiente della speculazione diventerà fortemente imprevedibile, sul breve termine.  

Questa imprevedibilità sarà particolarmente dovuta al fatto che le tre crisi degli Stati Uniti, che innescheranno in Autunno il gravissimo collasso mondiale, non sono concomitanti. 

Esse sono strettamente correlate, ma non lineari.  

Mentre una di loro, la crisi di bilancio, è direttamente dipendente da quei fattori umani che hanno una grande influenza sul calendario degli eventi, le altre due (qualsiasi cosa possano pensare coloro che vedono i funzionari della Fed come dèi, oppure come demoni) (18) sono ora incluse, per la maggior parte, in trends nell’ambito dei quali le azioni dei leaders USA sono diventate marginali (19).



La crisi di bilancio, ovvero di come gli Stati Uniti si tufferanno, volenti o nolenti, in quest’austerità senza precedenti che trascinerà con sé interi settori dell'economia e delle finanze globali


I numeri possono far girare la testa: "6.000 miliardi di tagli di bilancio in dieci anni" (20), ha detto il Repubblicano Paul Ryan -- "4.000 miliardi in dodici anni", ha ribattuto il candidato [alle presidenziali] per il 2012 Barack Obama (21) -- "tutto questo è lontano dall'essere sufficiente", ha rilanciato uno dei referenti del Tea Party, Ron Paul (22). 

E poi, rimarca il FMI, "gli Stati Uniti non sono credibili quando parlano di tagliare il loro deficit "(23). 

Queste osservazioni insolitamente dure del FMI, tradizionalmente molto cauto nelle sue critiche verso gli Stati Uniti, sono in ogni caso particolarmente giustificate poiché, come in uno psicodramma, per qualche decina di miliardi di Dollari lo stato federale ha rischiato di fermarsi, in assenza di un accordo tra i due maggiori partiti: uno scenario che, del resto, potrebbe ripetersi presto, riguardo il tetto del debito federale.

Il FMI sta solo esprimendo un'opinione, largamente condivisa dai creditori degli Stati Uniti: se per ridurre il disavanzo di alcune decine di miliardi di Dollari, il sistema politico degli Stati Uniti ha raggiunto quel tale livello di paralisi, che cosa accadrà quando, nei prossimi mesi, saranno necessari tagli per diverse centinaia di miliardi l'anno? La guerra civile? 

Questo è il parere, in ogni caso, del nuovo Governatore della California, Jerry Brown, (24) il quale crede che gli Stati Uniti stiano affrontando una crisi di regime identica a quella che portò alla guerra civile (25).



Indebitamento pubblico e del settore privato (1979 - 2010) (in rosso: pubblico - in blu: privato) - Fonte: Agorafinancial, 04/2011

Il contesto, dunque, non è più quello di una semplice paralisi, ma in realtà è quello di un confronto a tutto campo tra due visioni diverse del futuro del paese. 

 Più si avvicinerà la data delle prossime elezioni presidenziali (Novembre 2012), più il confronto tra le due parti s’intensificherà, indipendentemente da qualsiasi regola di buon comportamento, compresa quella della salvaguardia del bene comune del paese: "che gli dèi possano distruggerli, prima che essi diventino pazzi", dice un antico proverbio greco. 

L’ambiente politico di Washington assomiglierà sempre più ad un ospedale psichiatrico (26), nei prossimi mesi, rendendo sempre più probabile che possano essere prese "decisioni bizzarre”.  

Se, per rassicurare sé stessi riguardo il Dollaro ed i T-Bonds, gli Esperti Occidentali ripetono che, a loro volta, i cinesi sarebbero dei pazzi a sbarazzarsi di questi attivi, perché così ne accelererebbero la caduta di valore, è perché [gli Esperti Occidentali] non hanno ancora capito che è da Washington e dai suoi errori politici che può venire la decisione che accelera questa caduta. 

Ed Ottobre del 2012, con il suo tradizionale voto per il bilancio annuale, sarà il momento ideale per questa tragedia greca che, secondo il nostro team, non avrà un lieto fine poiché non siamo a Hollywood, mentre sarà il resto del mondo, in realtà, che vorrà scrivere il sequel della sceneggiatura.

In ogni caso, sia per scelta politica, sia per “cessata attività” del governo federale, sia per irresistibili pressioni esterne (27) (tassi d’interesse, FMI + Eurolandia + BRIC) (28), sarà davvero nell’Autunno del 2011 che il bilancio federale degli Stati Uniti sarà per la prima volta massicciamente tagliato.  

La persistenza della recessione, accoppiata con la fine del QE2, causerà un aumento dei tassi d’interesse, e quindi un significativo aumento dei costi del debito federale, nel contesto della riduzione delle entrate fiscali, (29) causata dalla ricaduta in una profonda recessione. 

L’insolvenza federale è ormai dietro l'angolo, secondo Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas (30).

In caso di ripubblicazione si prega di citare la fonte: informazionescorretta.blogspot.com ed il link originale: geab 54 comunicato pubblico.

E' tutto per la parte gratuita. A breve un riassunto della parte a pagamento. 
Saluti felici

Felice Capretta



Note: 

(1) Un termine americano per indicare il cuore politico-amministrativo di Washington, situato nel mezzo della locale tangenziale, la Beltway. 
(2) Dal taglio degli stanziamenti per gli aiuti all’estero, alla riduzione dei programmi sociali; le organizzazioni pubbliche ed interi settori della popolazione degli Stati Uniti (i latini, i poveri, gli studenti, i pensionati, ...) saranno ora seriamente colpiti in ciò che tutto sommato è ancora soltanto una goccia, nel mare degli adeguamenti necessari. Stanno cominciando le manifestazioni popolari, con gli studenti in prima linea. Fonti: Camera dei Rappresentanti, 2011/04/13, Devex, 2011/04/11, Huffington Post, 2011/04/13, Foxnews, 2011/04/14, FOX Business, 2011/04/12 
(3) Il sistema bancario mondiale (Europa compresa), ancora sotto-capitalizzato e soprattutto insolvente, è anch’esso uno dei componenti di questo gravissimo collasso dell'Autunno del 2011. 
(4) Nel GEAB N. 55, il nostro team farà le sue previsioni sulla questione nucleare nel mondo, utilizzando il metodo dell’anticipazione politica come strumento decisionale sulla questione. 
(5) L'entità della crisi di bilancio del Regno Unito è molto più grave di quanto gli attuali dirigenti inglesi stiano raccontando, i quali, però, sostengono di aver detto la verità. Ci sono in effetti due modi per mentire ad un popolo: negare l'esistenza di un problema (la posizione del Labour Party di Gordon Brown) o raccontare solo una parte della verità (chiaramente la scelta della coppia Cameron/Clegg). In entrambi i casi il problema non viene risolto. Fonte: Telegraph, 2011/03/26 
(6) Ed ora che Eurolandia è diventata il principale motore europeo, ovvero dal vertice europeo dell’11 Marzo scorso, ai quattro paesi che non partecipano ad "Eurolandia + patto di stabilizzazione finanziaria”, cioè il Regno Unito, la Svezia, l’Ungheria e la Repubblica Ceca, sarà chiesto di andar via durante le discussioni sulle questioni finanziarie e di bilancio, relative al patto. EU Observer del 2011/03/29 descrive il panico che si è impadronito delle delegazioni di questi quattro paesi, i cui leaders giocano a fare i duri di fronte ai media e nei discorsi destinati alle loro rispettive pubbliche opinioni, ma che sanno bene di essere ormai confinati in un ruolo di secondo piano in Europa. 
(7) Fonte: Irish Times, 2011/03/22 
(8) Un pertinente, divertente e molto letto articolo di Silvia Wadhwa, corrispondente europeo della CNBC, prende in giro la caricatura anti-Eurolandia e gli articoli anti-tedeschi dei colleghi degli altri media anglo-sassoni, e giustamente fa notare che le divergenze economiche sono maggiori negli Stati Uniti che in Eurolandia, e che i problemi del debito greco o portoghese sono niente se confrontati con quelli di uno stato come la California. Fonte: CNBC, 2011/04/12 
(9) Torneremo sul caso britannico con maggior dettaglio nel GEAB N. 55, appena un anno dopo la vittoria dei conservatori e dei liberaldemocratici. 
(10) Questa protesta contro i tagli di Bilancio è stata la più grande manifestazione fatta a Londra da oltre vent'anni, ed è stata accompagnata da gravi atti di violenza contro i "simboli della ricchezza", con attacchi contro la HSBC, l'Hotel Ritz e la Fortnum & Mason, per esempio. Come abbiamo più volte sottolineato nei vari GEAB, è abbastanza significativo che questa storica manifestazione in Gran Bretagna fosse riuscita solo a stento a comparire nei titoli di testa dei giornali nel giorno in cui fu effettuata, e che quindi, dopo appena 48 ore, divenne invisibile. Quando poche migliaia di greci o portoghesi dimostrano ad Atene o a Lisbona, invece, siamo oggetto di una valanga di immagini scioccanti e di commenti che descrivono tali paesi sull'orlo del caos. Questa logica "dei due pesi e delle due misure" non deve trarre in inganno l'osservatore perspicace. Da un lato ci sono gravi difficoltà, che sono ora gestite all'interno di un potente gruppo, Eurolandia, dall'altro ci sono gravi problemi, che non possono più essere gestiti da un paese completamente isolato. Puoi credere ai media, oppure puoi pensare usando la tua testa, per indovinare il resto! Fonte: The Guardian, 2011/03/26 
(11) Fonte: Indipendent, 2011/04/03 
(12) Inoltre, i mercati finanziari si rendono conto di tutto questo, e non credono più sul serio ai marziali messaggi d’austerità del governo britannico, inducendo così una spirale al ribasso per la Sterlina britannica. Fonte: CNBC, 2011/04/12 
(13) Nick Clegg è diventato il politico più odiato del Regno Unito, per aver tradito una ad una quasi tutte le sue promesse elettorali. Fonte: Indipendent, 2011/04/10 
(14) E per spingere le famiglie inglesi verso una perdita di potere d'acquisto simile solo a quella della crisi del 1921, del post-Guerra Mondiale. Fonte: Telegraph, 2011/04/11 
(15) Come gli europei hanno fatto fin dal 2010. 
(16) Media stimata da LEAP/E2020 nel 2007/2008. 
(17) Oltre ai tradizionali scambi con l'estero, il grafico qui sotto mostra l'entità della riduzione dei trasferimenti verso i loro paesi di origine, da parte dei lavoratori immigrati negli Stati Uniti, a causa del calo del Dollaro USA. Questa riduzione avrà un ulteriore aumento a partire dall'Autunno del 2011. 
(18) Negli Stati Uniti di oggi, la visione diabolica è quella più comune nell'opinione pubblica, a differenza del 2008, quando i funzionari della Fed sembravano essere l'ultima risorsa. Questo cambiamento psicologico, come abbiamo sottolineato, non è privo di senso, e contribuisce in modo significativo a limitare i margini operativi dei funzionari della Fed. E non è la storica sconfitta legale della Banca Centrale degli Stati Uniti, che l’ha costretta a rivelare i destinatari di centinaia di miliardi di Dollari di aiuti, distribuiti dopo la crisi del 2008 di Wall Street, che permetterà di migliorare la situazione, anzi! Una piccola storia, rivelata dalla rivista Rolling Stone, illustra il peggioramento delle lamentele degli statunitensi contro i suoi banchieri centrali: le beneficiarie dell’aiuto della Fed sono le mogli di due leaders di Wall Street, le quali hanno creato un apposito strumento, che ha loro consentito di raccogliere 200 milioni di Dollari dalla Fed, per acquistare titoli falliti ...  il ricavato và a loro, e le perdite alla Fed!  Purtroppo questo è solo un esempio, tra i tanti che sono attualmente in circolazione nella Rete, di come sia ormai definitivamente in frantumi il rispetto degli statunitensi per la loro istituzione monetaria di riferimento; una situazione esplosiva nel contesto della crisi attuale. Fonte: Rolling Stone, 2011/04/12 
(19) Il destino del Dollaro, come quello dei T-Bonds Usa, è ora principalmente nelle mani degli operatori di tutto il mondo, che avranno uno sguardo molto "clinico" in occasione dell’uscita dal QE2, che è stata imposta alla Fed per il secondo trimestre del 2011. E' l’opinione collettiva sulla Fed (già pesantemente criticata) ad essere decisiva, non il modo in cui essa è "presentata". 
(20) Fonte: Politico, 2011/04/04 
 (21) Fonte: Boston Herald, 2011/04/13 
(22) Fonte: Huffington Post, 2011/04/11 
(23) E tanto più dal momento che il fabbisogno finanziario del loro deficit continua a battere tutti i records, e che la previsione di deficit per gli impegni di Obama del prossimo decennio ammonti a 9.500 miliardi di dollari. Da un lato egli escogita politiche che aumentano il deficit, dall'altro egli annuncia obiettivi di riduzione ... poco credibile, davvero! Fonti: CNBC, 2011/04/13, Washington Post, 2011/03/18 
(24) Brown è un originale personaggio degli Stati Uniti, con una grande esperienza politica, che in passato fu Governatore della California, 1975-1983, e che fu inoltre per due volte candidato alla nomina presidenziale democratica. La sua opinione sullo stato rovinoso del sistema politico degli Stati Uniti è, quindi, da non prendere alla leggera. Fonte: CBS, 2010/04/10 
(25) Per coloro che trovano questa immagine temeraria, il nostro team ricorda che una delle cause principali della guerra civile fu la visione inconciliabile su ciò che lo Stato Federale ed il suo ruolo sarebbe dovuto essere. Oggi, intorno alle questioni di bilancio, del ruolo della Fed, della spesa militare e di quella sociale, ancora una volta assistiamo all'emersione di due visioni diametralmente opposte di quello che lo stato federale dovrebbe essere, e di quello che esso dovrebbe fare, con il corteo di crescenti intasamenti istituzionali, ed un clima di odio tra le forze politiche. Molti esempi sono stati fatti nei precedenti numeri del GEAB. Fonte: Americanhistory 
(26) Come si possono descrivere altrimenti persone che sono appena in grado, ed a forza di ripetute crisi, di tagliare alcune decine di miliardi da un bilancio, e che improvvisamente annunciano che domani taglieranno migliaia di miliardi di Dollari da quello stesso bilancio? Pazzi, bugiardi? In ogni caso irresponsabili, poiché le costrizioni che richiedono queste riduzioni del disavanzo  stanno in ogni caso  accumulandosi. 
(27) Il debito pubblico è al suo più alto livello dal 1945, ed è pari al 10,8% del PNL: gli Stati Uniti sono diventati il paese guida in termini di maggior disavanzo pubblico. Fonti: Figaro, 2011/04/12, Bloomberg, 2011/04/12 
(28) Per quanto riguarda i paesi BRIC (ora BRICS con il Sud Africa), è molto interessante notare che il loro terzo vertice, che ha avuto luogo sull'isola tropicale cinese di Hainan, sta finalmente godendo di una significativa copertura mediatica da parte dei media occidentali. Siamo stati una delle prime, fra le poche pubblicazioni occidentali, a parlare del loro primo vertice (a Ekaterinburg) tre anni fa, e a sottolineare l'importanza dell'evento, ma fino ad ora i maggiori quotidiani internazionali insistevano nel considerare il BRIC come un semplice acronimo, senza rilevante peso geopolitico. Ovviamente le cose sono cambiate. Inoltre, dalla Libia al Dollaro, il vertice di Hainan ha chiaramente posizionato sé stesso come contrappeso agli Stati Uniti ed ai suoi surrogati (sempre meno, in questo caso, visto quanto sta accadendo in Libia). Per quanto riguarda il Dollaro, i BRIC hanno deciso di accelerare il processo che consentirà loro di utilizzare le proprie valute per i loro commerci: un altro segno che ci stiamo rapidamente avvicinando ad un grave shock monetario. Fonte: CNBC, 2011/04/14 
(29) Coloro che ancora credono in un miglioramento delle condizioni economiche degli Stati Uniti, al di là dell'effetto dopante del QE2, dovrebbero soffermarsi sul morale delle PMI negli Stati Uniti, che ha cominciato a deteriorarsi in modo significativo, e sulla finzione della ripresa occupazionale, che sarà drasticamente corretta (anche nelle statistiche ufficiali) a partire dall'Estate del 2011. Rimandiamo ai precedenti numeri del GEAB, per quanto riguarda la crisi fiscale degli stati federati. Fonti: MarketWatch, 2012/04/12, New York Post, 2011/04/12 
(30) Fonte: CNBC, 2011/03/22 

lunedì 18 aprile 2011

Inflazione o deflazione, il punto (parte 1)



Riceviamo e, a proposito di Inflazione e Deflazione, volentieri pubblichiamo. (grazie a Francesco P. per la traduzione, articolo originale qui)

Chi si fosse perso la nostra trilogia su inflazione e deflazione puo' rileggerla qui:

Trilogia Inflazione o Deflazione
Parte 1 - Inflazione
Parte 2 - Deflazione
Parte 3 - Come fronteggiare



UNA RASSEGNA SUL PUNTO IN CUI SIAMO CON RIGUARDO ALLA DEFLAZIONE, IPERINFLAZIONE E LA STAGFLAZIONE 

parte prima su inflazione o deflazione

Bene, la buona notizia per tutti è che a questo punto nulla sembra inevitabile, che c'è quasi sempre una scelta, ma spesso è avvolta in una logica che appare piacevole, con tutta l’apparenza della necessità, per il bene del popolo.

Noi contro di loro in una battaglia per la sopravvivenza e tutto il resto.

E i leaders intelligenti agli estremi a far apparire che i 'loro' siano disumanizzati e oggettivizzati.

I desideri di sinistra di uccidere i banchieri, e dei fascisti le classi inferiori e i diversi. Gli estremi di entrambi finiscono per rendere difficile la vita per quasi tutti, tranne che per pochi privilegiati.

E quindi ribadisco che in una moneta puramente "fiat", l'offerta di moneta è indubbiamente “Fiat”, a comando.

Alla gente piace fare discussioni su questo e su quello, di come questo e quest’altro ha dimostrato che la Fed può o non può fare questo o quello, che le banche creano denaro davvero solo prendendo in prestito, prestito che deve precedere questo o quello.

Prevalentemente sono basati su una fondamentale incomprensione di ciò che è il denaro, con un fascio laser puntato su definizioni tecniche cavillose e argomenti loquaci che generano più confusione che illuminare, persi nei dettagli. In una parola semplice, immondizia.

Fatti salvi alcuni standard esterni o costrizioni, l'unico fattore limitante per la creazione di una moneta fiat è il valore di scambio delle obbligazioni e delle note (di debito) dell’emittente, e della moneta che non è altro che una nota (di debito) di durata pari a zero, senza cedola.

Se avessi il controllo della Fed, a meno che qualcuno non mi fermasse, potrei portarvi ad avere iperinflazione o deflazione senza troppe difficoltà, da un punto di vista tecnico.

La reazione politica di coloro che potrebbero essere in grado di spararmi o linciarmi è un'altra questione.

La Fed non ha solo il potere di influenzare la creazione di moneta nel sistema bancario privato. Ha la capacità di espandere il suo bilancio e assumere debiti esistenti e di quasi tutti i tipi a propria volontà ed a qualsiasi prezzo scelga.

Ma questo è il caso fino a quando:
  • la Fed ha almeno un partner disponibile nei primary dealers 
e
  • il Tesoro è d'accordo
e anche il requisito di un primary dealer non è più di tanto un problema visti gli importi degli attuali debiti sovrani e dei privati di cui la Fed potrebbe avvalersi essa stessa nel prossimo futuro.
Così, alla fine della giornata, un pensiero deflazionista è praticamente ridotto alla tesi secondo cui 'le autorità non lo permetteranno” o “sceglieranno deflazione piuttosto che l'inflazione”.

E questo è tecnicamente corretto.

Tuttavia, dobbiamo prendere in considerazione la mia precedente affermazione riguardo a quelli che potrebbero sparare o linciare uno per fare una scelta altamente impopolare.

E’ un suicidio economico per un debitore netto affrontare volontariamente la deflazione quando ha altre opzioni a propria disposizione, e soprattutto quando tali decisioni coinvolgono persone al di fuori del sistema.

Questo non vuol dire che i decisori non optino per il suicidio economico, ma le persone designate a soffrire e morire per questa scelta e causa potrebbero non prenderla con favore.

La deflazione favorisce i creditori in modo significativo, e quei creditori tendono ad essere una minoranza delle élites nazionali ed entità estere. Entrambi gli estremi, l'iperinflazione e la deflazione, sono le migliori scelte da attuare per i governi autocratici.

Ci sono quelli che osservano che Franklin Roosevelt 'ha salvato il capitalismo’ con le sue politiche nel 1930 e credo che ciò sia corretto.

Se si considerano i diversi risultati in altre grandi nazioni sviluppate nella Grande Depressione, che si tratti di Italia, Germania, Russia o Spagna, gli Stati Uniti ne sono venuti fuori abbastanza intatti politicamente.

La gente convenientemente guarda dall’altro le sottocorrenti di insurrezione e di violenza che è hanno infettato le moltitudini sofferenti, e la crescita delle organizzazioni nazionali fascista e comunista. Ci sono stati molti complotti per rovesciare con mezzi militari i governi eletti, anche se i libri di storia tendono a trascurarle.

Così si tratta veramente di fare la scelta migliore tra le scelte sbagliate.

Questo avviene perché i governi scelgono di svalutare la loro moneta, sia con il quantitative easing, sia in modo esplicito nei confronti di alcuni standard esterni, come gli Stati Uniti hanno fatto nel 1933.

Perché quando il debito è impagabile, deve essere liquidato, e si vorrà ripartire il dolore nel modo che meglio conservi lo status quo.

L’iperinflazione e una deflazione prolungata sono entrambe scelte molto distruttive. Quindi nessun governo razionalmente sceglierà una di queste due opzioni.

Potrebbero vedersi imposte queste scelte, o con la forza militare, o con la forza politica, o con la forza economica.


[segue la seconda parte a breve]



Nel frattempo:

  • il nuovo GEAB è uscito ( i traduttori si riposino anche questo mese)
  • il conflitto italofrancese ha visto nuovi scontri sul tema dell'immigrazione tunisina
  • si fa un gran parlare di crisi alimentare con l'innalzamento dei prezzi dei beni di prima necessità, e questo è un argomento molto delicato che merita di essere approfondito
  • nessun italiano ha mosso un dito per l'omicido di Vittorio Arrigoni, che ricordiamo in questo video. Non dico arrivare a mettere l'intelligence italiana ad infiltrare il presunto gruppo salafita per capire a chi risponde veramente il suddetto gruppo (la cui modalità di azione ricorda l'omicidio Baldoni), se il gruppo risponde a Gaza o forse a Tel Aviv, ma almeno dire uno straccio di parola per un cittadino italiano che è stato ucciso in un territorio straniero. 

D'altra parte da uno come Frattini non c'e' da aspettarsi molto.

Da bravo coniglio mannaro.


Anche perchè Frattini ha già ricevuto un chiaro avvertimento nel perfetto stile israelomafioso :

Roma, 17 apr. (TMNews) - "Il ministro Frattini, se non vuole fare della Farnesina un ministero specializzato in antisemitismo, non può e non deve soddisfare l'odio stratificato e velenoso della famiglia di Arrigoni, antisemita conclamata, che chiede di non far passare la salma del figlio, assassinato, per giunta, dai palestinesi di Hamas e non da israeliani, sul territorio di Israele".

Lo dichiara in una nota il deputato di Iniziativa responsabile Giancarlo Lehner.

"Sono determinato a prendere a schiaffi, pugni e calci il ministro Frattini - promette - se spenderà un solo centesimo, per soddisfare simili richieste antisemite di chiaro stampo nazicomunista".

Perchè è noto: i conigli devono stare buoni con il padrone per avere le carote.

E poi finiscono in padella ugualmente.

Saluti felici

o, come concludeva i suoi post Vittorio Arrigoni,

stay human

Felice Capretta

ps: vi segnalo l'attacco di Repubblica alla blogger di Cloroalclero. Sostegno e solidarietà da parte di Informazionescorretta. Invito gli affezionatissimi ad aggiungerla tra gli amici di facebook cliccando qui ed a diffondere i suoi articoli per email, twitter, facebook e in tutti i modi possiibli, perchè oggi è capitato a Barbara, domani potrebbe capitare a Blondet, domenica (che è pasqua) a Felice Capretta. E il mese prossimo a chiunque. E' il tempo di unire cio' che è diviso, nel nome del Vero.

mercoledì 13 aprile 2011

La situazione in Egitto, il punto. Aggiornamento

 La situazione in Egitto, il punto. Aggiornamento



“potremmo perdere tutto quello che abbiamo ottenuto”, questa è la frase di un manifestante di piazza Tahrir intorno al 20 Marzo.

Vediamo, come anticipato, gli ultimi sviluppi sulla situazione in Egitto per capire se la popolazione è caduta dalla padella nella brace, se si stava meglio quando si stava peggio, se è stato tutto organizzato dai sionammericani o se l'analisi è un pochino più complessa di così.


Dal 25 Gennaio all'11 Febbraio

Flashback: si torna alll’11 febbraio. I manifestanti vanno a bussare alla porta di Mubarak a casa sua. L’ex presidente manca della famosa ospitalità egiziana e non apre la porta.

Due elicotteri militari atterrano nella residenza e ripartono pochi minuti dopo. Suleiman, il vicepresidente dall’incarico più breve del mondo, annuncia che Mubarak ha lasciato il potere nelle mani dell’esercito.
 


L’egitto festeggia, il popolo ha vinto

Flash forward: dopo l’ubriacatura di giorni e giorni festeggiamenti  a metà febbraio per la fine della dittatura, i manifestanti iniziano ad avere qualche dubbio sul fatto che forse c'e' ancora molto da fare.

Perché la caduta di Mubarak è stata la prova che un popolo unito non puo’ che raggiungere l’obiettivo ed in modo fulmineo (in soli 18 giorni è stato consegnato alla storia un regime vecchio di 30 anni), ma in realtà è solo il primo passo.

L’egitto è un pivot geopolitico e, come avevamo anticipato nel nostro articolo, sarebbe stato inevitabile che i poteri che lo avevano controllato per 30 anni avrebbero cercato di riprenderselo, e stava (e sta) ai cittadini egiziani vigilare per non farsi scippare di nuovo la nazione.

Il comitato dei militari al comando si è barcamenato finchè ha potuto nel gestire una situazione eterogenea e di emergenza, indire un referendum e nominare un nuovo governo temporaneo.


La nomina del nuovo governo

7 Marzo, il nuovo governo nominato dai militari giura. Il nuovo governo dovrà guidare il paese fino alle successive elezioni. Il consenso della popolazione è a livelli accettabili.

La presenza di figure non troppo compromesse con il vecchio regime incontra il favore della popolazione, salvo per figure come Mohamed Hussein Tantawi, ministro della difesa e capo del Supremo Consiglio delle Forze Armate (SCAF), in sostanza capo dell’esercito, che per 15 anni ha servito Mubarak ed il suo regime.



Il referendum

Sabato 19 Marzo gli egiziani hanno votato per il referendum sulle modifiche alla Costituzione, che sostanzialmente prevedevano il divieto di rielezione del presidente oltre un certo numero di mandati ed altre modifiche in senso più “democratico”.

Lunghe file ai seggi elettorali come mai si era visto nella storia dell’Egitto per il primo evento davvero libero di democrazia diretta.

Ha vinto il SI ed hanno perso le ragioni del NO, sostenute in modo apparentemente contraddittorio dai manifestanti che sostenevano la necessità di una completa riscrittura della Costituzione anziché poche frettolose modifiche.


Le nuove proteste: Tantawi come Mubarak

E’ stata questa nomina a scatenare altre proteste in piazza Tahrir, unitamente ad altre malefatte dell’esercito.

Risulta infatti che un blogger egiziano è stato arrestato e condannato a 3 anni di prigione da un tribunale militare per aver “insultato l’esercito”. Non siamo riusciti ad accedere al contenuto del post originario del blog né ad accertarne la veridicità.

Altre violazioni sono state commesse dell’esercito, ma soprattutto cio’ che è stato oggetto delle principali proteste è stata l’eccessiva lentezza del governo e dell’esercito nell’incriminare Mubarak e le teste del vecchio regime, oltre alla collusione di Tantawi con Mubarak ed alla eccessiva vicinanza dell’esercito alla polizia, considerata corrotta e prona a Mubarak.

Le proteste si sono susseguite in queste settimane, con epicentro sempre piazza Tahrir, fino ad arrivare allo scorso venerdì 8 aprile con una nuova grande manifestazione ed allo scorso sabato, quando l’esercito è entrato in piazza per disperdere i manifestanti, con un bilancio di 71 feriti e – pare – due vittime.


Gli ultimi sviluppi 

Non è facile distinguere e comprendere quello che sta succedendo nel caotico mondo post-mubarak, ma è un fatto che, sotto la pressione dei manifestanti, il nuovo governo ha posto sotto custodia cautelare qualche giorno fa Mubarak e due dei suoi figli sotto vari capi di accusa.

I figli di mubarak, Alaa e Gamal, sono in questo momento in carcere al Cairo, derisi e contestati dai detenuti secondo Ansa.

Mubarak è stato colpito da due infarti.  Piantonato a Sharm in ospedale, ma non è certo dove si trovi.

(aggiornamento ore 13:00 - due elicotteri militari sono atterrati nei pressi dell'ospedale di Sharm e sono decollati alla volta del Cairo, probabilmente con mubarak a bordo)

Il futuro dell'Egitto e dell'assedio

Anche qui non è facile distinguere cosa sta succedendo e quale linea politica avrà più successo in futuro, ma una cosa è accaduta ed è significativa per uno dei tre elementi che fanno dell’egitto un pivot geopolitico: all'indomani della caduta di Mubarak, il dossier Gaza e tutte le decisioni relative al confine con Gaza è stato trasferito dall’intelligence al ministero degli Esteri.

Questo è un segnale forte ed è il segnale del passaggio da questioni di sicurezza nazionale a decisioni politiche.

E la politica sta andando, pur tirata in varie direzioni ancora tutte da definire, verso una maggiore distanza dalla linea israeloamericana e verso una maggiore vicinanza al “sentire” della popolazione, che è diametralmente opposta alla linea israeloamericana. In Piazza Tahrir le bandiere palestinesi sventolano insieme alle bandiere egiziane.

Numerosi sono stati i segnali in questa direzione: il nuovo ministro degli esteri ha condannato i raid aerei israeliani su Gaza ed ha sostenuto il diritto internazionale, sostenendo che l’assedio a Gaza è contrario ai principi umanitari internazionali che vietano l’assedio dei civili anche in tempo di guerra.

Ed inoltre ha affermato che l’Egitto dovrebbe ripensare la sua politica estera dopo la rivoluzione e dovrebbe sbloccare l’assedio a Gaza.

Il portavoce del ministero degli esteri Fahmi, che è anche direttore dell'ufficio dedicato ad Israele per il Centro per gli Studi sul Madio Oriente con base al Cairo, ha dichiarato che il ministero sta studiando un modo per riaprire il valico di Rafah, anche se questi radicali cambiamenti politici richiedono tempo.



E non dimenticheremo mai le parole della nostra guida di origine beduina su un'altura in Giordania nei pressi del confine israelo-giordano, guardando il panorama della sera con le luci di Taba, Eilat, Aqaba, tutte vicine:

Look: One Nation.

Conclusione

Resta molto da fare e probabilmente le cose non si risolveranno con un governo, dal momento che ogni volta che c’e’ una testa è sufficiente prenderne il controllo per cambiarla.

La tradizione di incarcerazioni, torture e processi sommari è dura a morire e servirà del tempo per cambiare.
E forse non si arriverà ad uno stato Libero, dal momento che non esiste nessuna cosa come uno Stato Libero ed è questa una contraddizione in termini.

Per il momento, pero’, con gli alti ed i bassi di ogni momento di transizione, non c’e’ dubbio che il baricentro politico egiziano si sta spostando verso le richieste della popolazione.

E questo va contro gli interessi israeloamericani nel medio oriente.

Vedremo se le promesse saranno mantenute o se si troveranno un Obama egiziano.

Gli egiziani faranno bene a vigilare su questo.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 11 aprile 2011

islanda, icesave vince il NO e il deficit di Pechino

In Islanda la popolazione ha di nuovo votato NO al referendum indetto sabato dal governo per il caso Icesave.

Per chi non lo ricordasse, l'economia islandese è stata pesantemente colpita dalla prima onda della grande crisi che si è abbattuta sull'isola e sul mondo intero nel 2008.

Sono cadute immediatamente le due banche principali islandesi, che sono state subito nazionalizzate.

Icesave, una specie di conto arancio gestito dalla principale banca islandese, ha sostanzialmente chiuso i battenti, essendo a quel punto incapace di rimborsare i clienti. 

Così, i risparmi di molti inglesi ed olandesi, i principali clienti di Icesave, sono rimasti congelati per un bel po'. Il governo inglese, per evitare spiacevoli proteste in casa propria, è intervenuto ed ha garantito i fondi dei cittadini inglesi, ma comunque ha poi presentato la nota spese all'Islanda. 

Ed il nuovo governo islandese si è guardato bene dal prendere una decisione. Ha invece chiamato i cittadini alle urne per ben due volte in 13 mesi per votare a favore o contro un'ipotesi di ristrutturazione (e restituzione) del debito. 

E per la seconda volta in 13 mesi, anche ieri il nuovo referendum (che prevedeva una lunga e comoda spalmata della restituzione fino al 2046) ha visto il consueto verdetto dalle urne: NO. Anche perchè in fondo Icesave è quasi tutta nelle mani di cittadini inglesi ed olandesi, non certo nelle mani dei cittadini islandesi. Quindi, se per caso non si paga, non sono certo gli islandesi a trovarsi carta straccia tra le mani.

Ora che ogni tentativo di riconciliazione è andato fallito, la cosa probabilmente finirà in tribunale sotto l'ala dell'EFTA, European Free Trade Agreement. E poi sarà tutto da vedere cosa succederà se mai il tribunale condannerà l'Islanda a pagare. 

Frosti Sigurjónsson, portavoce del "no", ha dichiarato che "il rischio di accettare questo accordo è molto più grande del rischio di affrontare la cosa in tribunale, che in fondo è un nostro diritto".


Cina, bilancia commerciale in rosso

Nel frattempo, Pechino si trova per la prima volta in 7 anni con la bilancia commerciale in rosso. E' successo nel Q1 di quest'anno, soprattutto a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime. Tra gennaio e marzo il deficit accumulato negli scambi tra la Cina e il resto del mondo è stato di 1,02 miliardi di dollari. Le esportazioni sono cresciute del 26,5% ma le importazioni del 32,6%.

Ehi, guarda, una capretta.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 8 aprile 2011

Portogallo, i tassi, il picco e la guerra italo-francese


Infine, il Portogallo ha ammesso ieri che necessita dell'aiuto europeo.

Si parla di circa 80 miliardi di aiuti.

(e la domanda è sempre quella: bene, e ora, chi paga?)

Non più tardi di qualche mese fa, il premier annunciava insieme a Zapatero che il portogallo non aveva bisogno di aiuti, così come aveva fatto il premier greco prima di lui ed anche il premier irlandese.

Nessuno aveva bisogno di aiuti, poi uno per uno hanno ammesso di avere bisogno di aiuti.

Questa non è una novità per gli affezionati lettori che ricorderanno questo nostro articolo sugli inevitabili aiuti alla Spagna.

Si, perchè Zapatero ha di nuovo affermato che, nonostante l'effetto domino nell'eurozona sia evidente, la Spagna non ha bisogno di aiuti.

Gli uomini veri vanno a Madrid, ma forse gli uomini veri vanno a Roma, o forse non sanno nemmeno dove vanno, come dicevamo in un vecchio articolo.

Da Bruxelles non giungono notizie favorevoli: deciso il rialzo dei tassi di un quarto di punto percentuale, misura "obbligatoria" per combattere l'inflazione.


BCE, rialzo dei tassi

Per gli affezionati meno economisti, spieghiamo rapidamente il funzionamento.

La banca centrale decide il livello dei tassi attraverso la decisione di un tasso principale che, in cascata, va ad influenzare i tassi applicati dalle banche ai prestiti alle imprese, ai mutui, ai conti correnti e così via.

Un taglio dei tassi, come abbiamo visto negli ultimi 2/3 anni, è una misura detta di "allentamento monetario".

Un aumento dei tassi è una misura di restingimento monetario.


Il taglio dei tassi

In sostanza funziona così: il taglio dei tassi serve a "dare fiato" all'economia.

La banca centrale taglia i tassi e in cascata le banche possono abbassare i tassi dei mutui e dei prestiti.

Ok, si abbasseranno anche i tassi dei conti correnti, ma con i tassi più bassi le famiglie saranno più inclini ad accendere i mutui per acquistare la casa, e le imprese saranno più disposte ad indebitarsi e spendere per fare investimenti, come una nuova pressa o un capannone più grande.

Tutto questo fa muovere l'economia e fa funzionare meglio le cose: il mercato della casa cresce, i venditori di case e i costruttori hanno più denaro, le imprese investono di più e creano posti di lavoro, che portano più soldi in casa e così via.

Il taglio dei tassi ha aiutato l'economia.

Scopriremo nei prossimi paragrafi che effetto puo' avere il taglio dei tassi sull'inflazione.


L'aumento dei tassi

Per contro, l'aumento dei tassi ha l'effetto esattamente opposto. 

La banca centrale decide di alzare i tassi e in cascata le banche dovranno alzare i tassi dei mutui e dei prestiti.

Ok, forse qualche tasso di qualche conto corrente (se sarete bravi a negozialo con la bostra banca) potrà anche salire, ma con i tassi più alti le famiglie preferiranno attendere ed evitare di accendere costosi mutui per acquistare la casa, e le imprese saranno restie ad indebitarsi per fare investimenti, e si adatteranno a restare ancora un po' nel capannone esistente.

Tutto questo rallenta l'economia: il mercato della casa rallenta, le persone hanno meno denaro, le imprese ritardano gli investimenti e vengono creati meno posti di lavoro.

Meno soldi in circolazione.

Scopriremo nel prossimo paragrafo che effetto puo' avere il rialzo dei tassi sull'inflazione.



I tassi, l'economia e l'inflazione

Prima di continuare, potreste trovare utile la nostra trilogia sull'inflazione.

Parte 1 - Inflazione
Parte 2 - Deflazione
Parte 3 - Come fronteggiare

In ogni caso, ora qualcuno potrà esclamare: "Felice, abbiamo trovato la cura per l'economia! Tagliamo i tassi e tutto riprenderà come prima!".

Già.

Solo che i tassi sono già prossimi allo zero negli USA e in UK e la cosa non ha funzionato particolarmente. Perchè ci vuole ben altro che un tasso per smuovere la carcassa dell'elefante economico defunto per i motivi che sappiamo.

E quando il governatore della banca centrale si trova con l'economia che continua ad andare a rotoli nonostante i tagli dei tassi, e arriva ad un punto al di sotto del quale non potrebbe andare (tasso zero o quasi), il governatore si trova con le spalle al muro, o, per usare terminologia più economica, si trova in trappola.

Ora il problema è che il ribassamento dei tassi, nel contesto socio-economico attuale, per una serie di ragioni che non approfondiamo, puo' portare inflazione.

Specialmente se il governatore della banca centrale si è trovato in trappola, con le spalle al muro, ed ha pensato bene di mettersi a stampare denaro per iniettare liquidità nel sistema anzichè lasciarlo crollare e tornare alla normalità, come abbiamo visto negli ultimi anni con i vari "quantitative easing", c'e' un vero e concreto rischio inflazione, che potrebbe essere peggio (o no, ma per Trichet si, o meglio, per coloro a cui risponde Trichet), della drammatica situazione economica.

L'affezionato e brillante lettore avrà già intuito cosa succede all'inflazione in caso di rialzo dei tassi: l'economia rallenta e si riesce a contenere l'inflazione.

E questa è la manovra che ha portato la banca centrale europea al rialzo dei tassi: il rischio inflazione che nell'Eurozona deve essere tenuto basso per dogma. O per volontà di quelli che contano.

E l'economia tornerà a rallentare.

Oro, argento, materie prime, petrolio a segnare nuovi record.

Ah, a proposito di petrolio...


FMI: crescente scarsità di petrolio

Il fondo monetario internazionale ha annunciato oggi che dobbiamo aspettarci ulteriori impennate del prezzo del petrolio e fronteggiare una "crescente scarsità" dell'oro nero.

L'FMI ritiene "improbabile" un ritorno a tassi di crescita annua dell'1,8% per l'output, come nel periodo tra il 1981 e il 2005. Riuscendo a restare serio nonostante quello che scriveva, l'autore ha teorizzato che se si scendesse a un +0,8%, ad esempio, il Pil verrebbe rallentato di meno dello 0,25% nel medio-lungo termine.

Già.

E per concludere

Sarà sempre più difficile distinguere tra un inatteso accentuarsi della scarsità di petrolio e choc temporanei dell'offerta, di tipo più tradizionale
 Opportunamente tradotto, il significato è il seguente: man mano, il petrolio disponibile sarà sempre meno in grado di fronteggiare la richiesta.

Semplificando ulteriormente: non c'e' più abbastanza petrolio per tutti.

In due parole: grande casino.

L'intero report sarà disponibile la prossima settimana.

Mentre una fase di grande instabilità, carenza di cibo, inflazione, stretta economica, proteste di piazza e turbolenze assortite  è già qui oggi, e sarà il trend che prenderà sempre più piede per tutto il 2011 ed il 2012. A meno che non cambiamo strada tutti insieme.

E questo non lo dice il GEAB, ma, per una volta (forse per la prima volta) lo dice Felice.

saluti felici

Felice Capretta


PS: Nel frattempo, sembra proprio che sia scoppiata l'enneisma guerra italio-francese: Parigi si fa beffe di Schengen e alza le barriere per bloccare l'afflusso degli immigrati arabi dopo che Berlusconi, per una volta con un briciolo di buonsenso, ha silenziosamente deciso di accompagnarli alla frontiera con la trovata dei permessi temporanei. Maroni incontra a Milano (non a Parigi) il suo collega sulla questione, altro piccolo segno di buonsenso geopolitico. La scalata di Lactalis a Parmalat potrebbe essere fermata da una cordata italiana, mentre Groupama vuole il 20% di Fonsai.

martedì 5 aprile 2011

Prestito ponte, Portogallo: i bond portoghesi se li prenda qualcun altro

Prestito ponte, Portogallo: i bond portoghesi se li prenda qualcun altro








Prima di parlare di prestito ponte per il Portogallo, anticipiamo che stiamo ruminando un post sull'Egitto, dove i risultati del rovesciamento di Mubarak stanno andando in una direzione diversa da quella sperata dalla piazza. D'altra parte quei poteri che hanno perso il controllo del paese egiziano all'indomani della rivoluzione avrebbero fatto di tutto per riprendersi il paese, e stanno lavorando sodo per farlo. Vedremo se gli egiziani si faranno fregare di nuovo. Ma vi rimandiamo al post dedicato che è in preparazione.


Portogallo, i bond se li accolli qualcun altro

Anche Moody's, dopo S&P e Fitch, declassa il rating del Portogallo al livello Baa1, che più che un rating sembra di sentire una capra che maggia.

Ehm.

(si, perchè la pecora bela, l'elefante barrisce e la capra maggia, per chi non lo sapesse)

Sarà la causa, sarà l'effetto, sarà che non si puo' trasferire l'insolvenza dalle banche agli stati e sperare di farla franca, fatto sta che - notizia di oggi - le banche portoghesi hanno annunciato che la coperta è troppo corta e ognuno fa per sè.

Da questo lancio di Reuters:


Secondo un'indiscrezione, i responsabili delle principali banche portoghesi si sono incontrati con il Governatore dellla banca centrale del Portogallo, e lo hanno informato del fatto che la nazione ha bisogno di un prestito ponte fino a 15 miliardi di euro per fronteggiare le necessità di finanziamento fino alle elezioni del 5 Giugno. 

"Le banche difendono il prestito ponte perchè in pratica non hanno più margine di manovra per acquistare il debito sovrano del Portogallo", ha dichiarato a Reuters una delle tre fonti, "le banche sono vicine al limite massimo di esposizione al debito portoghese, la cui solidità si sta deteriorando". 

Ovvero: non ci sono più soldi in portogallo, paghi l'Unione Europea. 

Che invece di soldi ne ha a mazzi. 




...




Ehi guarda, una stampante. 

E oro, argento e petrolio record.

Saluti felici

Felice Capretta

ps: Oppure si puo' leggere così (un po' più semplicistico ma molto, molto più divertente): se tu dai una cosa a me, io poi do' un calcio nel didietro a te. 

sabato 2 aprile 2011

Perchè scrivo, perchè esistiamo, perchè non ce ne andiamo




Ebbene si, il post di ieri della chiusura di Informazione Scorretta era un pesce d'aprile. 


Quindi tranquilli, siamo qui per restare.

Informazione Scorretta ha una ormai consolidata tradizione di pesca in questo giorno dell'anno: molti hanno ricordato il mio trasferimento sul mare, a Sciolone(PE), dell'anno scorso, altri hanno ricordato il fantastico sequestro del manager AntoniO rata da parte dei lavoratori del comparto ittico di due anni fa, annunciato dal portavoce Bacca làura .

Pesce, ma non del tutto, perchè in fondo in ogni scherzo, in ogni battuta, c'e' sempre qualcosa di vero, come hanno notato tutti quelli che hanno scritto con un occhio al calendario ma incerti se fosse un pesce o se invece fosse vero. Fine interpretazione.

A tutti quelli che hanno abboccato al meglio ed hanno scritto commenti di stima, affetto e simpatia: grazie per il vostro calore e per l'affetto, grazie per il vostro autentico sostegno fatto con il cuore, è un piacere oltre che un onore scrivere quotidianamente per voi.

A tutti quelli che hanno scritto dopo aver controllato il calendario e hanno nasato il pesce d'aprile: bravi, è un onore oltre che un piacere scrivere quotidianamente per voi. Grazie per la pazienza nel resistere a non vedere i vostri commenti pubblicati fino a sera tardi (già il primo commento non c'era cascato!). 

Non ho resistito invece io a non pubblicare lo straordinario commento dell'affezionato lettore Matzu Yagi:

E' terribile. E' come sentirsi presi a muggini in faccia...

neanche fossimo sulla riva di quel posto favoloso che è lo stagno di Cabras (OR), famoso per la bottarga - appunto - di muggine. Chapeau.

E anche l'acronimista Trieste

Posso
Esprimere
Solo
Commozione
Estrema

E tanti, tanti altri straordinari e commoventi.Vorrei citarvi tutti, ma ora potete leggerli e gustarveli.

Un grazie particolare va a Mercatoliberonews che per primo ha colto ed ha annunciato che avrebbe chiuso in solidarietà ad Informazione Scorretta, ed a Mercato Libero che per l'occasione si è intitolato Mercato del Pesce Libero , che ha dichiarato che avrebbe chiuso dopo 4 anni per andare a pesca di squali. Una giusta causa. Ci siamo divertiti moltissimo : -)

Tutto il web ieri brulicava di pesci, tra cui Gmail stessa che ha lanciato il fantastico Gmail Motion, semplicemente geniale.

Ok.


Perchè scrivo, perchè esistiamo, perchè non ce ne andiamo

C'e' chi ha chiesto perchè faccio tutto questo sbattimento. Il che mi ha fatto riflettere ed ha portato al contenuto di questo post.

Chiarisco che non scrivo per denaro: con i proventi che ricavo da informazionescorretta ci campa forse un criceto, a patto che sia in buona salute. Non ci campa una capra, neanche sopra la panca (e pregherei gli affezionatissimi di astenersi da facili commenti sulla raccapricciante storiella, tanto più che siamo sotto pasqua e i capretti non hanno tanta voglia di scherzare)

Nè scrivo per la fama o per il potere: preferisco evitare le luci della ribalta, la notorietà generalmente non giova. Pensate solo a quante persone possono pensare bene di te, o male di te, e quante attenzioni uno si tira addosso. No, per carità. E infatti uso accuratamente una identità di fantasia.

Tantomeno scrivo per fondare una setta di accoliti che si raccoglierà nella Piana di Giza, ai piedi della Grande Piramide, il 21/12/2012 onde salire sulle astronavi dei fratelli delle stelle al fine di scampare alla fine del mondo imminente. Oddio, ci avevo fatto un pensierino, pero' ormai la fine del mondo è già in corso quindi è ormai troppo tardi. E poi chi lo sa, se un giorno dovesse accadere, ognuno sceglierà cosa fare. Non si puo' mai dire, a 'sto mondo.

Allora, escluso denaro, potere, sesso e setta di accoliti, uno stimato e seguito blogger che scrive a fare?



Il piacere, il divertimento, l'informazione

Scrivo perchè mi piace, mi diverto, perchè sono il primo a ridere delle cose che scrivo mentre le scrivo. Lady Capretta mi vede spesso scoppiare a ridere davanti allo schermo, da solo, mentre preparo il post della mattina dopo.

E vado avanti finche' mi diverto, quando non mi diverto più tanti saluti.

Scrivo perchè cerco di dare informazione corretta in un mondo dove l'informazione è scorretta, e l'informazione scorretta diventa informazione corretta e viceversa. SI, insomma, informazionescorretta.

A momenti mi si intrecciava la tastiera ma penso di averlo scritto in modo corretto.

O scorretto.

Va beh.

Scrivo perché quello che mi dà più soddisfazione è sapere che quello che scrivo è utile per chi legge, e per utile intendo tanti tipi di utilità.

Ecco quali.

Economia: l'ampia visione

L’utilità economica di comprare oro fisico e mettere al riparo gli investimenti o chiudere l’azienda prima che sia troppo tardi, e così via, va bene. In fondo mi fa piacere se vi sono stato di aiuto ad avere meno debiti, o meglio, ad essere più liberi. Un giorno potreste considerare una donazione con paypal di importo libero per sdebitarvi, se la cosa vi fa sentire meglio.

Se mai mettero’ il tastino “fai una donazione” su informazionescorretta.

Non cercatelo, non c’e’.

Pero' un clicchino al giorno (non più di uno a persona al giorno) sulla pubblicità fatelo tutti i giorni, magari ci mantengo il cane e saremo pari con lo scambio di cortesie.


Socio-politica: aprire gli occhi

Scrivo per l’utilità socio-politica di ricordare sempre che abbiamo concesso il potere politico, economico e religioso ad un gruppo di spietati individui, che siano di destra o di sinistra, che siano banche o complesso militare industriale, che siano israeliani o islamici o cristiani.

Costoro ci prendono per i fondelli con le elezioni, o con le strategie economiche, o con i dirottamenti degli insegnamenti religiosi originali.

Ci fanno credere di scegliere periodicamente, quando in realtà le grandi decisioni sono già prese.

Il treno corre verso la destinazione decisa, ma a noi lasciano scegliere il colore della vernice delle carrozze, poi ci consentono di dare la vernice e ci pagano pure per farlo, naturalmente in competizione tra noi. E ci consentono anche di decorare la carrozza con i simboli religiosi che più ci aggradano.

Così litighiamo e ci dividiamo sul colore e facciamo a gara a chi dipinge di più e meglio per essere pagato di più degli altri, e litighiamo sugli ornamenti della carrozza, mentre il treno corre, e corre, e corre.

E quando non litighiamo a sufficienza tra di noi per il colore o per i soldi o per gli ornamenti e troppe persone incominciano a chiedersi se non sia una tutta una fregatura e vanno a prendere anche solo l’ultimo aiuto controllore a chiedergli dove accidente stiamo andando, ci piazzano bombe tra noi così che ci scanniamo tra noi.


Ed ogni volta che ci scanniamo fra noi, con la violenza fisica o anche solo dandoci addosso su internet o al bar, anzichè cercare cosa ci unisce e contribuire a costruire, facciamo il gioco di questi spietati individui.



Il momento storico

L’utilità storica ed umana di capire che, tutto cio’ premesso, il treno è lanciato su un binario morto in senso geopolitico oltre che geofisico/ambientale, e che stiamo vivendo un momento epocale come pochi altri nella storia.

Abbiamo la fortuna di veder cadere due imperi: poche generazioni hanno avuto questa opportunità.

E siamo solo all’inizio e ne vedremo ancora tante, ma tante, ma tante. E tutte condensate in pochi anni, forse un anno e mezzo o poco più. La consapevolezza di vivere nel più grande momento della storia dell’umanità (e non sapere esattamente che abito mettersi per l’occasione).


Qualcosa di più oltre a questo

L’utilità di capire che c’e’ qualcosa di più in questo mondo oltre a quello che è davanti ai nostri occhi, oltre al senso banale di tutto questo a cui i suddetti di sopra cercano di fermarci con i loro giornali, televisioni e tutto il resto. Ed è forse la cosa più rilevante.

E per qualcosa di più intendo tipo di consapevolezza che ti arriva quando sei in coda nel traffico con dietro un pendolare in ritardo avvinghiato al clacson che lo suona come se fosse una mitragliatrice che non spara, e davanti hai un camion della spazzatura che raccoglie l’immondizia e davanti ancora una coda infinita di auto.

Che sembrerà non tanto adatto come contesto (altri se ne rendono conto davanti ad una scogliera o ad un tramonto, vuoi mettere la poesia?), ma ad un certo punto ti fermi, rallenta tutto, ti guardi intorno come se fossi in un film e ti chiedi se per caso non c’e’ qualcosa di veramente strano in tutto questo.

Se non è una follia estremamente lucida e perfettamente organizzata anche nei minimi dettagli, fin nella raccolta dei rifiuti sotto casa, ma sostanzialmente pur sempre di follia si tratta.

E ti chiedi se davvero alla fine la vita è stare in coda tra un pazzo indemoniato che suona e un camion della spazzatura, o se invece c’e’ dell’altro, qualcosa che non sai esattamente, qualcosa che ti sfugge eppure è li’ che bussa ogni giorno alle porte del tuo cuore.

E toc, toc, toc, e bussa incessantemente.

Anche adesso.

Toc.

(...e apri, dai!)


Saluti felici

Felice Capretta

ps: davvero c'era chi pensava che mi sarei fermato per due moscerini molesti? Il post di oggi ed i commenti di ieri sono la conferma che Capretta ed Informazione Scorretta hanno ben altro da fare :-)

venerdì 1 aprile 2011

Addio, o dell'ultimo post

Sono stanco degli squali che hanno dato l'assalto al blog ed hanno cercato di dirottarlo in questo ultimo mese o poco più.

Oggi Informazione Scorretta chiude.

Grazie a tutti per aver condiviso con me questi splendidi tre anni.

Vi lascio una foto che riassume in una sola immagine tutto quello che ho cercato di raccontare e descrivere con i miei post, ed è - in fondo - più che mai attuale.



Saluti felici


Felice Capretta


ps: chi volesse restare in contatto puo' aggiungermi su facebook e/o seguirmi su twitter. 


pps: i commenti sono ora pubblicati