lunedì 12 gennaio 2009

Attentato a Gennaio, le anticipazioni

Molto ci sarebbe da scrivere su Gaza, Hamas e Israele in queste ora.

Mentre scriviamo, il Consiglio dei diritti umani dell'Onu ha approvato una risoluzione che "condanna con forza" l'offensiva israeliana a Gaza. Chissà cosa ne pensa Frattini.

Oggi comunque dobbiamo parlare di attentati, di profezie e di profeti.

Si, perchè manca una decina di giorni all'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti e in molti profetizzano che qualcosa di grosso sta per succedere.

Seguiamo le tracce, come caprette da caccia, di alcune notizie liquidate in poche righe, sepolte sotto chili di cronaca, o semplicemente e deliberatamente ignorate dai media tradizionali.

Iniziamo dalle ultime parole di George W Bush ad Obama da presidente, sono piuttosto interessanti. Leggiamo da un SMS di cronaca inviato dal nostro gestore telefonico:

USA, Bush: minaccia nuovo attentato pericolo maggiore per Obama.
Dal presidente i "più sinceri auguri" al suo successore.

Quindi ricapitoliamo: la minaccia di un nuovo attentato terroristico in america sarebbe il pericolo maggiore per il presidente eletto. Obama si merita i più sinceri auguri.

Molto bene. Certo, George W. Bush è uno che di attentati se ne intende.

Quando ti fa gli auguri c'e' da credergli, che ne avrai bisogno.


Prima di lui, il 20 ottobre 2008, Joe Biden, il vicepresidente eletto aveva mostrato doti divinatorie, profetizzando una crisi generata, il tutto con granitica certezza:

Segnatevi le mie parole.

Non passeranno più di sei mesi prima che il mondo metta alla prova Barack Obama come hanno fatto con John Kennedy.

Ricordatevi che l'ho detto qui. Se non ricordate altro di quello che ho detto..

Guardate, avremo una crisi internazionale, una crisi generata, per mettere alla prova la pasta di quest'uomo. E dovrà prenderne alcune veramente difficili -- Non so che decisioni dovranno essere, ma vi prometto che succederà.

Vi garantisco che succederà.

(originale: "Mark my words. It will not be six months before the world tests Barack Obama like they did John Kennedy. Remember I said it standing here. if you don't remember anything else I said. Watch, we're gonna have an international crisis, a generated crisis, to test the mettle of this guy. And he's gonna have to make some really tough -- I don't know what the decision's gonna be, but I promise you it will occur. [...] I guarantee you it's gonna happen.")


Poco prima, 19 Ottobre, Colin Powell in "Meet The Press", su MSNBC, ci dava anche la data:
ci sarà una crisi che arriverà il 21, il 22 di Gennaio, della quale non sappiamo niente in questo momento

dunque io credo che quello che il Presidente deve iniziare a fare è iniziare ad usare il potere dell'ufficio ovale ed il potere della sua personalità per convincere gli Americani ed il mondo che l'America è solida, che l'America sta per fare un passo avanti, che stiamo per risolvere i nostri problemi economici, stiamo per andare incontro ai nostri impegni all'estero.


(originale: "[...] there’s going to be a crisis which will come along on the 21st, 22nd of January that we don’t even know about right now. So I think what the President has to start to do is to start using the power of the oval office and the power of his personality to convince the American people and convince the world that America is solid, that America is going to move forward, we are going to fix our economic problems, we’re going to meet out overseas obligations.")


Riassumendo: il 20 o il 21 gennaio avremo una crisi internazionale "generata": innescata, prodotta. Probabilmente un attentato terroristico. Obama sarà messo alla prova, e si merita i migliori auguri.

Sarà un caso, ma la prossima settimana è prevista una esercitazione militare in cui saranno coinvolta sia l'amministrazione uscente sia l'amministrazione entrante.

Scott Stanzel, portavoce della Casa Bianca:

Non entrerò nei dettagli, ma è uno scenario da disastro nel quale il governo sarà duramente messo alla prova.
[...]
E' un'esercitazione in un ipotetico scenario specificatamente progettato per mettere alla prova e sotto sforzo le capacità del governo federale

Vi ricordo che proprio il giorno 11 settembre 2001 era stata prevista una esercitazione militare con dirottamento di arei civili negli stessi luoghi e secondo le medesime modalità. Anche il 7 luglio 2005 (attentati a Londra) era stata prevista una esercitazione con esplosione di bombe negli stessi luoghi e secondo le medesime modalità.

Se per caso dovesse succede qualche casino tra una settimana e mezza, i signori di cui sopra saranno le persone giuste a cui chiedere come facevano a saperlo, e, se lo sapevano, perchè non hanno parlato.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 9 gennaio 2009

Inghilterra taglio dei tassi al minimo storico

In tutto questo bombarda-tu-che-disinformo-io, i media nostrani sono impegnatissimi a convincere l'opinione pubblica che Hamas è il solo responsabile della guerra a Gaza.

Una pacchia per i media classici, che possono permettersi di ignorare molte notizie interessanti facendosi ancora meno scrupoli del solito.

Abbiamo trovato poche tracce, per esempio, dei segnali di crisi della Banca d'Inghilterra.

Taglio dei tassi in Inghilterra


Sembra proprio che Londra voglia seguire la FED nella trappola deflattiva con tutte le sue forze! COn una geniale (?) mossa economica, la Banca d'Inghilterra ha tagliato il tasso di riferimento di mezzo punto percentuale, scendendo così a 1,5%.

Con questo taglio del tasso di riferimento, si tocca il minimo storico dal 1694, quando Re Guglielmo III fondo' la Banca d'Inghilterra.

Secondo fonti interne, la misura sarebbe un ottimo "stimolo" per l'economia.

I lettori affezionati di Informazione Scorretta, invece, conoscono già la differenza tra un taglio del tasso e lo stimolo di un tasso morto e sepolto.

Saluti felici

Felice Capretta

Risoluzione dell'ONU - Cessate il fuoco a Gaza

Molta carne al fuoco in questi due giorni. E' una metafora, anche se molti di voi, leggendo la frase, corrono con il pensiero alla guerra in corso a Gaza.

Vediamo le principali notizie mainstream:

Il consiglio di sicurezza dell'ONU ha chiesto con una risoluzione il cessate il fuoco a Gaza.

Gli Stati Uniti sono stati l'unico paese a non votare a favore!

L'astensione americana è stata giustificata malamente da Condoleeza Rice. Non riteniamo nemmeno opportuno citare la Rice. Questa azione dimostra ancora una volta che la politica americana nel medio oriente si decide prima a Tel Aviv e dopo a Washington. Luttwak, autore dell'ottimo libro "colpo di stato, un manuale pratico" avrebbe molto da commentare su questo fatto. Ne consiglio la lettura.

A Gaza la battaglia imperversa. Oggi la propaganda israeliana ha fatto un salto di qualità. Professionisti nel compiere le peggiori nefandezze ed attribuire la responsabilità ai loro nemici, i responsabili della propoaganda stanno giocando molto sporco anche sul piano dell'informazione. Leggiamo infatti che "probabilmente sarebbero stati cecchini palestinesi" a colpire il convoglio ONU, scatenando l'ira di Ban Ki Moon. Inoltre il convoglio sarebbe stato attaccato fuori dalla fascia di 3 ore.

Allineatissimo alla propaganda, Frattini afferma che

Hamas non è un interlocutore

esattamente le stesse parole di Tzipi Livni qualche giorno fa, secondo la strategia di comunicazione esposta in questo post su Hamas, Gaza e Israele. Più avanti, sempre Frattini

Hamas è il problema

esattamente le stesse parole degli agenti del Mossad incastrati dall'FBI l'11 settembre: "i palestinesi sono il problema" , si veda questo post sull'attentato a Mumbai .


E ancora il prode Frattini difensore della causa

Hamas purtroppo usa scudi umani, usa bambini per coprirsi

Non siamo noi che bombardiamo le città popolate di civili, sono i civili che abitano e vivono sotto i nostri bombardamenti.

Diabolici civili!

Come diceva il comico napoletano Giobbe Covatta in una sua caricatura di un leghista della prima ora: "Non siamo noi ad essere razzisti, sono loro ad essere napoletani!"

Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 7 gennaio 2009

Bombe al fosforo bianco a Gaza?

Bombe al fosforo bianco potrebbero essere state impiegate dal glorioso (?) Tsahal, eufemisticamente detto Israeli Defence Force.

Il fosforo bianco è una terribile bomba incendiaria, con effetti più devastanti del Napalm. Per maggiori informazioni sugli effetti potete andare a questa pagina.

Secondo la Croce Rossa, le bombe al fosforo dovrebbero ricadere sotto le armi chimiche.

L'uso delle bombe al fosforo in zone simili a Gaza, ovvero in aree occupate dai civili, è vietato dalla Convenzione di Ginevra.

Mentre la stampa allineata e compatta esegue gli ordini della propaganda israeliana come nel post precedente dedicato agli strani sms di hamas, in pochi osano indagare sull'uso delle bombe al fosforo bianco.

Queste due foto sono state scattate a Falluja, durante l'operazione Shake and Bake, nella quale l'esercito americano impiego' il fosforo bianco.





Queste foto arrivano da Gaza






Nella recente guerra contro il Libano, Israele ha ammesso l'uso di bombe al fosforo entro i limiti della convenzione di Ginevra, ovvero in aree aperte e non popolate di civili.

Cosa succederà? Come andremo a finire?

Fonti militari asseriscono che l'offensiva israeliana deve ancora essere completata e sono pianificati due sviluppi successivi.
  • Entrata con truppe di terra nei centri urbani (con un drammatico incremento nelle vittime su entrambi i lati, soprattutto palestinesi)
  • Piena occupazione di Gaza e destituzione di Hamas. Hamas è la formazione - lo ricordiamo - regolarmente eletta al governo dai cittadini di Gaza. Durata di questa fase: da alcuni mesi a un anno.

Perfino Ban Ki Moon, segretario generale delle nazioni unite, ha definito "totalmente inaccettabile" il bombardamento di una scuola delle nazioni unite stesse.

Invece Emilio Fede continua a sostenere la solita favoletta propagandistica della difesa dai missili.

Chissà Giuliano Ferrara.

Saluti felici

Felice Capretta

Sms di Hamas nel sud di Isreale

Ben ritrovati, si fa per dire, a tutti i lettori di Informazione Scorretta.

Le novità le conoscete, le state leggendo sui giornali e le state vedendo in televisione, se non l'avete ancora lanciata giù dalla finestra come auspicio di felice 2009.

La propaganda, si sa, domina sovrana ed incontrastata in tempo di guerra. In guerra, la prima vittima è sempre la verità.

La propaganda israeliana è tra le più efficaci in assoluto, visto che i giornalisti di stampa e tv, specialmente in Italia, ripetono a pappagallo i temi della propaganda stessa. Li avete già visti nel post precedente e non staremo a riproporveli.

A volte, però, anche la migliore propaganda è talmente pacchiana che diventa una palese idiozia.

I giornalisti che danno vigore e fiato a tali idiozie dimostrano una tale squisita ignoranza che leggerli dà una emozione di stupore mista a rassegnazione. Non ci fossero di mezzo delle vite umane, saremmo alla comicità pura.

Apparso nientemeno che su Repubblica:

GAZA: HAMAS INVIA SMS ISRAELIANI SUD, LA PAGHERETE CARA


(Pioveranno) razzi su tutte le citta' (israeliane), i rifugi non vi proteggeranno dai Qassam. (firmato) Hamas". Questo il testo dell'sms che da stamani il movimento di resistenza islamico ha inviato agli israeliani residenti a nord di Gaza e nel deserto del Neghev, la fascia d'azione dei loro ordigni per moltiplicarne l'effetto psicologico. Ne ha dato notizia il sito web di Yedioth Ahronoth [...]


Cattivo Hamas. Provoca una pioggia di razzi e non contento provoca una pioggia di sms. Suona la sirena: Piovono SMS! Tutti ai rifugi!!

Perchè questa è palesemente una boiata propagandistica? Perchè per mandare SMS bisogna conoscere i numeri di telefono. Secondo voi Hamas conosce i numeri di cellulare degli israeliani che vivono nel nord di Gaza e nel deserto del Neghev? E' altamente improbabile, visto che a Gaza è più facile prendersi un proiettile che procurarsi del pane.

Invece, un dato del genere possono averlo solo:

  • i gestori di telefonia mobile israeliani
  • il governo israeliano
  • il mossad, servizio segreto israeliano (il cui motto sarebbe "con l'inganno faremo la guerra"*)

mmmm.... mmmm.... scommettiamo che quelli che mandano gli SMS sono gli stessi che sparano i supermegarazzi da 40 km di gittata, improvvisamente spuntati dalle tasche di hamas a ridosso dell'attacco israeliano?

Saluti felici

Felice Capretta


* ci sarebbe da discutere a lungo sul motto del Mossad. In rete sembra un fatto appurato che il motto sia "con l'inganno faremo la guerra", mentre in realtà i motti del Mossad sembrano essere due: il primo, il più antico, da Proverbi 24:6
"con le decisioni prudenti si fa la guerra e la vittoria sta nel numero dei consiglieri" , in ebraico " כי בתחבלות תעשה לך מלחמה ותשועה ברב יועץ׃"
il secondo, da Proverbi 11:14, appare attualmente nel logo del Mossad
"Senza una direzione un popolo decade, il successo sta nel buon numero di consiglieri", in ebraico "באין תחבלות יפל עם ותשועה ברב יועץ"
(in entrambi i casi non vediamo il famoso riferimento all'inganno, ma piuttosto al numero dei consiglieri)

martedì 30 dicembre 2008

Hamas, Gaza e Israele

Molti lettori ci hanno scritto in questi giorni per chiedere di interrompere il silenzio vacanziero con un post sui fatti che stanno accadendo a Gaza, Hamas e Israele.

Torneremo online l’8 gennaio nonostante questa breve parentesi, sempre salvo sviluppi estremi.

Tornando alla crisi a Gaza, con Israele che assedia Hamas, crediamo che non ci sia molto da scrivere a riguardo.

Le immagini che scorrono ai telegiornali, benchè edulcorate e filtrate dalla propaganda israeliana, parlano da sè.

Si tratta di guerra.

Le guerre israeliane, come quelle americane, seguono sempre la stessa strategia:

Prima lunghe sanzioni economiche per ridurre il nemico allo stremo.
Poi l’attacco dal cielo per distruggere il maggior numero di infrastrutture e le postazioni fisse.
Infine l’attacco di terra per completare il lavoro.

Il tutto si conduce in una delle aree più densamente popolate del mondo.

Il macello, perdonate il termine, è dunque inevitabile.

Eppure i media nostrani insistono a negare l’evidenza, o quantomeno a giustificarla. Alcuni politici e giornalisti italici osano chiamare “motivazioni” le impresentabili giustificazioni israeliane, che si basano sui tre principali assunti:

  • Israele deve fermare il lancio dei missili dalla Striscia di Gaza, ripresi subito dopo la fine della tregua
  • Israele colpisce Hamas perchè Hamas è una organizzazione terroristica
  • Israele colpisce solo le installazioni di Hamas e non intende colpire i civili.

Sotto queste condizioni, l’attacco pare quasi giustificabile, non è vero?

Allora vediamole una per una.

1. Israele deve fermare il lancio dei missili dalla Striscia di Gaza, ripresi subito dopo la fine della tregua

Quali missili (li chiamano missili!) ? I razzi Qassam?

A Gaza negli ultimi mesi di blocco israeliano è mancato tutto.

E’ mancata la corrente, fornita a fasi alterne da Israele dopo che Israele, mesi fa, ha colpito la centrale elettrica di Gaza. E’ mancato il combustibile, sono mancati i soldi per fare qualsiasi cosa, è mancato perfino il pane, perchè mancava la farina. Alcuni forni hanno fatto il pane con farine destinate agli animali. Negli ultimi giorni prima dell’attacco, le persone più disperate si sono ridotte a mangiare erba per non morire di fame.

Con cosa li hanno fabbricati i razzi Qassam, se mancava perfino il pane?

Razzi, poi, che tirano poche migliaia di metri e quando cadono fanno un buco largo si e no un metro, perchè sono tubi di alluminio riempiti di combustibile con una testata esplosiva (quando si riesce), o di metallo, o di pietra, tanto che sono ridotti male.

Stranissimo fatto, proprio ora sono comparsi nuovi razzi che colpiscono a 40 km di distanza.

Da pochi km a 40 km. Un bel salto di qualità.

Come passare dalla Smart al SUV tirando la carrozzeria a mano.

Saranno le preghiere ad Allah (il misericordioso).

Per i non religiosi, e anche per i religiosi, è comuque un salto un po’ troppo lungo, per essere compiuto proprio in guerra dopo l’assedio stringente.

Tanto più che sono proprio questi lanci a giustificare la prosecuzione delle azioni militari israeliane. Senza, verrebbe meno uno dei tre pilastri della propoaganda.

Tzipi Livni, ministra degli esteri:

finchè Hamas continuerà a lanciare razzi verso Israele non interromperemo le operazioni militari

Non dimentichiamoci che lo stato di Israele ha una lunga storia di auto-attentati mascherati che ne mettono in pericolo l’esistenza ed autorizzano qualsiasi tipo di risposta, a partire dall’attentato al King David, attribuito ai “terroristi arabi” ma in realtà compiuto dagli estremisti israeliani (tra cui il padre di Rahm Emanuel, prima nomina di Barack Obama).


2. Israele colpisce Hamas a Gaza perchè Hamas è una organizzazione terroristica

Risulta invece che Hamas sia l’organizzazione politica regolarmente eletta nella Striscia di Gaza dalla popolazione. Alle ultime elezioni, i palestinesi della Striscia di Gaza hanno votato per Hamas, e Hamas ha formato un governo, nonostante il tentativo di guerra civile innescato da al fatah.

Probabilmente Hamas ha vinto le elezioni a Gaza perchè ha scelto la linea dura, perchè resiste strenuamente e caparbiamente all’avanzata di Israele con la sua milizia paramilitare, perchè combatte ogni giorno e non cede di un millimetro la posizione, a differenza del corrotto governo di Abu Mazen che regna sul resto di Palestina.

Hamas sono i palestinesi di Gaza che si oppongono alla continua espansione dello stato ebraico a spese della terra palestinese.

Hamas è dunque il vero nemico di Israele.

Come tale, deve essere stroncato con qualunque mezzo. Anche quello militare. Si rende percio' necessaria un’azione di propaganda per identificare Hamas ed il suo nido, Gaza, con il Grande Nemico, con il terrorismo, al fine di giustificare l'azione militare. Gioco tutto sommato facile, visti i lanci dei razzi e la lunga storia di attentati di Hamas in Israele.

(vi ricordiamo, per la cronaca, che i nazisti chiamavano “terroristi” i partigiani e “attentati” le loro azioni di guerriglia)

Secondo Tzipi Livni
L’idea che Israele e Hamas siano sullo stesso piano è inaccettabile. Hamas è una organizzazione terroristica che nega il diritto di Israele ad esistere

Tutta la colpa è dunque di Hamas, e perfino Angela Merkel si allinea:

Hamas è il solo responsabile del conflitto


3. Israele colpisce solo le installazioni di Hamas e non intende colpire i civili

Eppure, con i bombardamenti dal cielo, noi vediamo colonne di fumo tra i palazzi dei civili, e civili feriti. Saranno quelle cose che chiamano “bombe intellligenti”, che tanto intelligenti a noi non sono mai sembrate.

Intelligenti come i tank e le truppe di terra in aree densamente popolate.

Così intelligenti che gli ospedali sono senza medicine per curare i feriti, senza elettricità e senza combustibile per i gruppi elettrogeni.

Ah, ma non intendono colpire i civili.

Come gli americani a Fallujah.

Fallujah?

Saluti felici

Felice Capretta

Ps: mentre il medio oriente si infiamma di nuovo e Israele sta gettando le basi per la terza intifada, i nostri media osano rilanciae notizie becere anzichè approfondire oltre le cause del conflitto. Passati nel dimenticatoio anche i dati economici: il Nikkei ha perso quasi il 50% in un anno, Mazda e Nissan hanno perso quasi il 75% del loro valore, in italia andiamo verso la deflazione secondo i recenti dati istat sui prezzi alla produzione. Ma sappiamo tutto di gossip, più una “notizia” particolarmente idiota, che non avrete mancato di notare, e vi riportiamo qui: in afghanistan la Cia avrebbe acquistato un informatore con 4 pastiglie di viagra. Sic.

martedì 23 dicembre 2008

Buone feste! 8 Gennaio si riprende.

Buoni giorni di festa! Informazione Scorretta riprenderà le pubblicazioni a partire dal giorno 8 Gennaio a meno di eventi clamorosi.

Nel frattempo, anzichè guardare la televisione o leggere i giornali, potete rilassarvi con questo meraviglioso gioco in flash, che è anche il nostro regalo di natale per tutti i lettori.



(cliccando sull'immagine andrete alla pagina dove è possibile giocare. Accendete le casse!)

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 22 dicembre 2008

Banche irlandesi salvate!

Oggi doppio post.

Salvate dal governo le tre più grandi banche irlandesi: Allied Irish Bank, Anglo Irish Bank, Bank of Ireland.

Di seguito la nota di Swissinfo che rilancia Bloomberg.

DUBLINO - Il governo irlandese ha dato il via libera ad un piano da complessivi 5,5 miliardi di euro (8,5 miliardi di franchi) per il salvataggio delle prime tre banche nazionali. È quanto riporta Bloomberg, citando un comunicato inviato oggi dal ministro delle Finanze.

Il governo immetterà due miliardi di euro in Allied Irish Bank, il principale operatore per capitalizzazione, e altri due miliardi in Bank of Ireland. L'esecutivo otterà una quota del 75% del terzo gruppo, Anglo Irish Bank, in cui immetterà 1,5 miliardi di euro. Lo Stato irlandese otterrà invece una quota del 25% di Bank of Ireland e Allied Irish [...]


Saluti felici

Felice Capretta

Crollo dei fondi pensione nel Marzo 2009

E' una settimana breve che si avvia placidamente verso le feste di Natale, così, per non guastare la magica atmosfera in cui tutti siamo più buoni, evitiamo di leggere le principali notizie di cronaca.

Completiamo invece la trilogia dei post dedicati alle previsioni del report europe2020 per il Marzo 2009:

Abbiamo visto nel primo post: "Quanto durerà la crisi economica?" che per Marzo 2009 sono previsti 3 principali fattori di crisi convergenti:

____1. Durata della crisi
____2. Esplosione della disoccupazione a livello mondiale
____3. Il rischio del crollo improvviso dei sistemi previdenziali basati sulla finanza


Oggi vediamo la terza e apparentemente drammatica previsone: il crollo dei fondi pensione, dunque dei sistemi previdenziali basati sulla finanza.

Secondo il report, [...] in particolare in USA, Canada, Giappone, Olanda e Danimarca, dalla fine del 2008 in poi, le notizie di drammatiche perdite delle organizzazioni che gestiscono i fondi pensione si moltiplicheranno.

L’Organizzazione per lo Sviluppo Economico anticipa che i fondi pensione perderanno 4000 miliardi di dollari nel solo 2008 (più del piano Paulson, ndFC).

[..]

Nel Marzo 2009, quando gestori dei fondi pensione, pensionati e governi si renderanno conto simultaneamente che:

  • la crisi non è passeggera
  • coincide con il momento del pensionamento della generazione dei baby boomers
  • i mercati non torneranno ai livelli del 2007 prima di molti anni

allora si verificherà il caos in questo settore. I governi saranno forzati a nazionalizzare questi fondi. L'Argentina, che ha già preso una decisione simile alcuni mesi fa, sembrerà un pioniere.

Questa parte del report si conclude così:

Tutti questi trend descritti sopra sono già in corso.

La loro combinazione, e la comprensione da parte del grande pubblico delle conseguenze che potrebbero portare con sè, risulterà in un grande trauma psicologico collettivo nella primavera del 2009, quando chiunque si renderà conto che siamo intrappolati in una crisi peggiore del 1929 e che non c’e’ possibilità di uscita nel breve periodo.

L’impatto sulla psicologia delle persone e delle autorità politiche sarà decisivo e modificherà in modo significatico il corso della crisi nei suoi prossimi passi.

Sostenuta da grande disillusione e poche cose in cui credere, l’instabilità politica e sociale si svilupperà in tutto il mondo.

Suggeriamo di pensare ad un cambiamento epocale verso un mondo bello, pulito e perfetto.

Se però non condividete questi nostri pensieri, vi suggerisco di fare scorta.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 19 dicembre 2008

Al Qaeda su facebook

Oggi volevamo parlarvi della fine del dollaro e del controverso caso Amero, nonchè completare il report di europe2020, ma prima dobbiamo obbligatoriamente segnalare la classica notizia tragicomica che campeggia sulle pagine di TgCom e di alcuni giornali: Al Qaeda vuole invadere Facebook.

Tratteniamo a stento le risate e godiamoci il raro ed elevato esempio di giornalismo italico che ancora una volta ci fa chiedere se proprio non c'era una qualsiasi altra notizia che potesse sostituire cotanta boiata.

Me lo vedo... clicca qui per diventare amico di Al Qaeda.

Inizia il viaggio nel grottesco.

Facebook, il social network più alla moda del momento, sarebbe stato preso di mira anche dal gruppo di estremisti islamici Al-Faloja. In un forum del gruppo, tradotto da Jihadica.com, un utente parla di un piano per "invadere Facebook". "Possiamo utilizzare Facebook per combattere i media e pubblicare articoli che mostrino le perdite dei Crociati". Poi prosegue: "Abbiamo già riportato un grosso successo negli assalti a YouTube".

E' noto che il terrorismo internazionale, per farsi propaganda, utilizza i nuovi mezzi di comunicazione telematici. Così, intende approdare in grande stile anche su Facebook. Proprio come i loro "avversari". "I politici americani hanno usato Facebook per ottenere voti, come lo schiavo Obama", scrive ancora l'utente del forum.


Un piano per invadere Facebook. Già.

Gli assalti a YouTube. Certo.

Ma chi ci crede ancora?

Autore "un utente islamico" in "un forum del gruppo terroristico" tradotto da "jihadica.com" .

Le solite rivendicazioni fatte su "siti web islamici" non meglio definiti, anche se in questo caso è citato addirittura il sito che lo ha tradotto.

Se ci pensate, Internet in fondo è ancora una creatura molto americana. Se ora forzassimo il sito della Nasa, ci troveremmo già in viaggio per Guantanamo prima ancora di finire di scrivere questo post.

Anche perchè ogni utente su internet, in qualsiasi momento, anche voi mentre leggete, è abbinato ad un indirizzo IP, che è il "numero di targa" di quell'utente sulla rete in quel momento. E questo indirizzo IP lascia traccia dovunque andiate.

Incerti? Increduli? Guardate qui... non c'e' trucco non c'e' inganno:



Per la vostra collocazione geografica, andate a questo indirizzo, cliccate su "visual traceoute", attendete qualche secondo e scoprite da dove vi collegate.

Questo livello di informazione è praticamente pubblico.

L'indirizzo IP è poi collegato al vostro abbonamento, alla vostra utenza telefonica, dunque alla porta della vostra casa.

Questo livello di informazione è disponibile al vostro provider (telecom, libero, tiscali..) ed alle forze di polizia su richiesta dell'autorità giudiziaria.

Immaginate cosa puo' fare una agenzia di intelligence.

Invece no, i terribili "terroristi islamici" che usano i "siti web islamici" sfuggono a tutte queste regole. Sono tanto evanescenti quanto inafferrabili. Sono gli unici che sfuggono alle maglie dei controlli della Rete. Ah, che mistero!

Prosegue l'ottimo giornalista:

Gruppi come Al Qaeda sono stati pionieri nell'utilizzo di internet per esercitare i propri militanti, condividere idee ed organizzarsi su larga scala.

E nessuno li piglia.


E sono aggiornatissimi su Facebook.

E nessuno li piglia.


Il progetto di al-Faloja è, come scrive sempre l'anonimo utente, di "servirsi dei network già esistenti di persone ostili all'antiterrorismo per passare loro dei messaggi, cambiando poi identità una volta postati i propri messaggi".


E nessuno li piglia.

Ah già, ma loro sono furbi. "Crea un nuovo account, Mohamed! Sbrigati, prima che ci intercettino!"

Piuttosto, andate a leggervi la privacy policy di facebook e questo articolo:

6 La Cia potrebbe dare un’occhiata alla tua roba quando ne ha voglia
«Scegliendo di usare Facebook, dai il consenso al trasferimento e al trattamento dei tuoi dati personali negli Stati Uniti [...] Potremmo altresì condividere account o altre informazioni quando lo riteniamo necessario per osservare gli obblighi di legge, al fine di proteggere i nostri interessi e le nostre proprietà, al fine di scongiurare truffe o altre attività illegali perpetrate per mezzo di Facebook o usando il nome di Facebook, o per scongiurare imminenti lesioni personali. Ciò potrebbe implicare la condivisione di informazioni con altre aziende, legali, agenti o agenzie governative


Imperterrito il brillante reporter marcia verso la conclusione nonchè verso un brillante futuro da direttore del TG4:

Lo sconosciuto suggerisce anche un'organizzazione di sette "brigate" che lavorino assieme all'interno di Facebook: una che distribuisca video e scritti dei cosiddetti "martiri"; un'altra, per esempio, che diffonda materiale di addestramento militare. La maggior parte di queste dovrebbe comunicare in arabo. Ma un'unità dovrebbe specializzarsi sulla propaganda da diffondere sul social network in lingua inglese.


Organizzatissimi, questi islamici.

Organizzati come americani.

Ops...

Saluti felici

Felice Capretta