giovedì 22 gennaio 2009

Recessione a U, recessione a V

Molte sono le notizie che avrebbero dovuto tenere banco su tutti i media nostrani, a partire dal tema della crisi di liquidità, ufficialmente ormai diventata crisi di solvibilità. Invece ancora molti dibattono se sarà recessione a V o recessione a U.

Qualcuno si è inventato di peggio, ma lo vedremo più avanti.

Sui media tradizionali tengono banco numerose boiate, particolarmente disarmanti per la loro ingenuità.

Una delle migliori, o peggiori, a seconda dei punti di vista, è il decantato accordo fiat – chrysler, sul quale i media hanno sbrodolato alquanto, mentre fiat non ha tirato fuori un quattrino.

Riteniamo che sia sufficiente la vignetta di michele cavaliere qui sotto per riconoscere il vero..



Altra pregevole boiata, ma più probabilmente propaganda in mala fede, è la seguente, proprio sul tema della recessione a U:

Secondo Standard & Poor siamo davanti ad una recessione a “V”, ovvero con una rapida caduta ed una rapida ripresa. Il popo sarà l’anno della ripresa! L’onorata società di rating porta tre fattori a sostegno della sua tesi:

  • il basso prezzo del petrolio, che darà una spinta significativa al potere d’acquisto dei consumatori europei
  • gli stimoli fiscali, che anche se non produrranno effetti spettacolari nel breve termine contribuiranno comunque ad una ripresa graduale
  • i bassi tassi di interesse, che scoraggeranno le banche a depositare la liquidità presso le banche centrali preferendo prestiti a clienti e imprese a prezzi migliori

Certo.

Li vediamo, il Dottor Standard ed il Dottor Poor, i due medici della mutua, che parlano del paziente morto ai nipoti: “Ah, ma signori, è solo una crisi passeggera! Vostro nonno si riprenderà presto, non ha più la febbre altissima che aveva ieri e che poteva farlo morire. Sentite, toccategli la fronte, ora è diventato freddo, freddissimo, non ha più la febbre. Poi, insisteremo con l’elettroshock , vedete che ad ogni scossa muove le gambe? Sicuramente si riprenderà presto.”

Particolarmente tragicomico il passaggio sulla liquidità delle banche, che con questi tassi preferiranno prestare anzichè depositare presso le banche centrali. Sicuro.

In ogni caso, se fosse solo recessione si tratterebbe piuttosto di una recessione a U, non a V.

Caduta verticale. Dolorosa. Depressione persistente. Approfondite qui. LEAP/Europe2020 stima infatti che negli stati uniti la crisi durerà almeno 10 anni. Potete approfondire al post “quanto durerà la crisi economica”.

Si tratta, come ben sanno i nostri affezionati lettori a differenza di Standard & Poor, di una crisi sistemica, una crisi globale di solvibilità il cui effetto, e non la causa, è la crisi di liquidità.

Potete approfondire al post “crisi di insolvenza” riguardo all’inutilità ridicola degli stimoli fiscali e riguardo ai tassi di interesse morti e sepolti.

Il balletto non è ancora finito, sentiamo swissinfo

S&P propone anche uno "scenario alternativo": una recessione a "W", caratterizzata cioè da due momenti di flessione separati da una breve ripresa di lieve entità. Non si tratta della previsione principale dell'agenzia di rating, che però spiega come "non può essere esclusa completamente".

Eh già. Magari a doppiavu'. Magari, eh.

E in mezzo a tutto questo le banche correranno a prestare denaro, di sicuro!

Saluti felici

Felice Capretta

martedì 20 gennaio 2009

Europe2020: la crisi di insolvenza globale

Stimatissimi lettori di Informazione Scorretta, mentre la stampa e i media tradizionali sono impegnati sulla cerimonia di insediamento di Re Obama I, il gruppo LEAP/Europe2020 ha diramato il suo consueto Bollettino di anticipazione europeo dedicato al tema "Crisi di insolvenza globale"

Ricorderete dal post precedente che il gruppo Europe2020 si è sempre contraddistinto per l'accuratezza e la precisione delle sue analisi, nonchè delle sue previsioni.

Se non sapete di cosa stiamo parlando, vi invito a leggere il primo post su "quanto durerà la crisi economica".

Se invece siete al corrente... leggete la nostra traduzione di ampi stralci del report completo.

Fase IV della crisi sistemica: inizia la sequenza dell'insolvenza globale


Nel 2007, LEAP/Europe2020 aveva annunciato che le banche ed i consumatori erano entambi insolventi. Più di un anno fa, il team stimava che circa 10.000 miliardi di dollari di attivi fantasma sarebbero scomparsi nella crisi [....]

Allo stesso modo LEAP/Europe2020 oggi stima che si è avviata una nuova sequenza della quarta della crisi sistemica globale: la sequenza dell'insolvenza globale.

Contrariamente a cio' che i leader politici ed i loro banchieri centrali (e i media, ndFC) sembrano credere in tutto il mondo, il problema di liquidità che stanno cercando di risolvere attraverso taglio dei tassi di proporzioni storiche e illimitata creazione di moneta non è una causa ma è una conseguenza della crisi attuale.

E' infatti il problema della solvibilità che sta scavando dei "buchi neri" in cui la liquidità scompare [...]. In considerazione del fatto che, secondo una stima conservativa, questi attivi fantasma valgono 30.000 miliardi di dollari, il team di Europe2020 considera che il mondo sta fronteggiando ora una situazione di insolvenza generale, che colpisce inizialmente le nazioni più indebitate e gli enti (pubblici o privati) e/o cio' che dipende in maggior parte dai servizi finanziari.


Qual è la differenza tra una crisi di solvibilità e una crisi di liquidità?

Prosegue il report spiegando la differenza tra crisi di solvibilità e crisi di liquidità.

Crisi di liquidità: supponiamo che non riusciate a pagare la bolletta del gas perchè questo mese avete speso troppo. Avete però un lavoro o un'attività consolidata, che vi assicura guadagni regolari. In questo caso, potrete facilmente ottenere denaro in prestito da qualcuno: amici, parenti, istituzioni, per pagare la vostra bolletta e restituire tutto non appena ricevete i prossimi guadagni, eventualmente con gli interessi.

Crisi di solvibilità: avete perso il lavoro, non avete nessuna fonte di reddito, e dovete pagare la bolletta del gas. Inizialmente chiederete del denaro per pagare la bolletta, e forse qualcuno vi presterà quei soldi, ma poi avrete bisogno di altro denaro per pagare la prossima bolletta e ripagare il debito, e così via. Chi vi presta i soldi ha interesse a prestarvene ancora, sperando che riusciate a trovare un lavoro o avviare una attività per ripagare tutto. Voi ottenete quei soldi e li usate per pagare i debiti, facendo però un debito più grande.

Non vi ricorda qualcosa? E' una versione legalmente accettabile di uno schema piramidale, lo schema Ponzi di quel simpaticone di Madoff.

Prima o poi, comunque, si arriva ad un punto in cui anche questa speranza, o la fiducia nelle vostre possibilità, viene a mancare. Esattamente come nello schema Ponzi di Madoff.

Chi vi ha prestato i soldi li vuole indietro, ma voi non ne avete.

Chi vi ha prestato i soldi preferisce perderli piuttosto che prestarvi cifre ancora più grandi.

Questo è un danno per l'economia.

Questo è quello che sta succedendo oggi. Servono più soldi per coprire i debiti che nessuno vuole più rifinanziare perchè nessuno sarà in grado di pagarli.

E quei soldi che compaiono, sotto forma di creazione di moneta, spariscono istantaneamente nel buco nero degli attivi fantasma.

Prosegue il report:

Le azioni prese oggi dai governi e dalle banche centrali sono inefficienti e pericolose per i risparmiatori

"Sulla base delle analisi precedenti, è facile valutare l'efficacia delle azioni prese dalla banche centrali e dei vari "stimoli" [....] governativi [...]. Non solo mostrano di avere effetti marginali, ma sono probabilmente una fonte di ulteriori problemi.

I tagli dei tassi di interesse fino a quasi zero, seguendo l'esempio della Federal Reserve, sono completamente inefficaci in caso di crisi di solvibilità; sono anche pericolosi perchè incoraggiano le persone a prendere in prestito più soldi quando gli operatori economici sono riluttanti ad acqustare debito. [...]

(ndFC: i nostri lettori questo lo sanno già bene, grazie ai post regolarmente dedicati al taglio dei tassi.

L'unico vantaggio è che le banche possono prendere denaro a tasso zero e continuare a prestarlo [....]. "

L'effetto finale sarà inevitabilmente inflazione, che seguirà la fase iniziale di deflazione già in corso. Per i lettori più recenti, rimandiamo alla trilogia dei post dedicati a inflazione e deflazione: inflazione, deflazione, inflazione o deflazione.


Verso una guerra mondiale di tassi di interesse verso la cattura del risparmio globale

I passi recenti presi dalla Fed dimostrano, anche se la Fed non lo ammette, che stanno effettivamente iniziando a rendersi conto che stanno fronteggiando un problema di insolvenza generalizzata che riguarda lo stato federale (con i titoli di stato, ndFC), i singoli stati federati, aziende, banche e famiglie.

Ovviamente questa è creazione di denaro pura e semplice, ed è un chiaro segnale che Washington è costretta a pagare il suo deficit abissale con la creazione di migliaia di miliardi di nuovi dollari. Ed ovviamente sta solo trasferendo la questione della solvibilità alla Fed, il cui bilancio - già gravato dai titoli tossici acquistati dalle banche nei mesi passati - è ulteriormente peggiorato dall'acquisto di ingenti quantità di buoni del tesoro americani [...].

Non c'e' ragione per cui la Fed dovrebbe acquistare buoni del tesoro [...].

Questa mossa è (invece) perfettamente logica in un contesto di insolvenza globale. Gli stai uniti hanno sempre avuto biosgno di attirare l'80& dei risparmi mondiali per pagare il loro deficit in un'economia fiorente, ed il deficit era ben inferiore.

Oggi che questo deficit è salito almeno al 400% (se non al 1000% alla fine del 2009 - come avevamo accennato in fondo a questo post, ndFC - ) mentre il pianeta ha perso (e sta ancora perdendo) migliaia di attivi finanziari del valore di migliaia di miliardi, il problema di Washington è diventato: come faremo a prendere in prestito il 500% dei risparmi globali nel 2009 [...]?

Ovviamente questa è una mission impossible [...]."


A questo punto, preseguiamo noi, le banche centrali hanno un solo mezzo per attirare risparmiatori: alzare i tassi.

Quanti più saranno gli stati in crisi, tante più saranno le banche centrali che alzeranno i tassi, e si innescherà una guerra tra banche centrali per dare i tassi più alti per attirare gli ultimi risparmi rimasti.

Naturalmente questo innescherà ulteriore inflazione e porterà ancora più rapidamente gli stati che si affideranno a questa strategia alla bancarotta finale, all'insolvenza ultima.

Secondo il report:

"la strategia inventata dalle banche centrali americana e inglese ci sta conducendo al disastro perchè una volta che sarà chiaro a tutti che la crisi durerà ben oltre il 2009 (questo sarà probabilmente chiaro nel Marzo 2009, come si puo' leggere al nostro post su "quanto durerà la crisi economica"), l'insolvenza dei player pubblici e privati coinvolti sarà impossibile da nascondere, e le migliaia di miliardi diluiti in questa offerta di liquidità diventeranno debiti esplosivi per gli stati e le banche centrali che li hanno creati".

Questo è tutto e vi rimando al prossimo report Europe2020.

Non lo troverete sui giornali, che anche oggi preferiscono parlare di Kaka' che resterà al Milan.

Wow.

Altro che crisi di insolvenza.

Oh, guarda, una capretta.

Uh.

Saluti felici

Felice Capretta

Gaza, bombe al fosforo bianco ammette Tsahal

Puntuale arriva la conferma: a Gaza sono state impiegate bombe al fosforo.

Mentre i nostri quotidiani sbrodolano sul ritiro (unilaterale, per il vantaggio israeliano di non riconoscere la dignità di interlocutore ad Hamas, lo ricordiamo) di Israele da Gaza, Maariv ci informa che sono state effettivamente usate bombe al fosforo bianco, come avevamo accennato in questo post sulle bombe al fosforo bianco a gaza.

Lo riporta Swissinfo , puntuale come sempre:

TEL AVIV - Nelle forze armate israeliane si ammette che nell'operazione 'Piombo Fuso' è stato fatto uso di munizioni contenenti fosforo: lo afferma il quotidiano Maariv, che non precisa meglio la fonte delle sue informazioni. Secondo il giornale, le forze armate hanno utilizzato tali ordigni solo in zone aperte, e ciò allo scopo di evidenziare obiettivi e di colpire ordigni in procinto di esplodere. L'utilizzazione di quelle munizioni, secondo l'esercito, è avvenuta solo nell'ambito dei codici internazionali e - a quanto risulta finora - non in zone abitate. Maariv ha aggiunto che la questione viene ulteriormente approfondita dall'esercito con una indagine interna.

L'uso di fosforo bianco in spazi aperti è consentito dalla convenzione di Ginevra, mentre è vietato su zone densamente popolate.

Saranno state zone aperte e non densamente popolate queste?


Gaza, la zona a più alta densità di popolazione del mondo.

Saluti felici

Felice Capretta

[aggiornamento 26 Gennaio 2009 da La Repubblica (!)]

La peste su Al Qaeda

Buongiorno a tutti i lettori di Informazione Scorretta.

Mentre l'attenzione di tutti i media è concentrata sull'insediamento di Barack Obama e sul ritiro unilaterale (si badi bene, unilaterale e non negoziato) delle truppe israeliane da Gaza, qua e là è comparsa una piccola notizia.

Peste.

Peste polmonare, la peste bubbonica, morte nera - la malattia ha molti nomi ed ha decimato l'europa nel medioevo. Fu Manzoni ad immortalarla nei Promessi Sposi.

A questa pagina potete trovare maggiori informazioni a riguardo.

La peste avrebbe colpito, secondo City, un campo di di Al Qaeda in Algeria infettando 40 guerriglieri. Secondo il Sun, il giornale inglese di cronaca particolarmente pulp che per primo ha lanciato la notizia, la peste ne avrebbe colpito solo uno.

Mah.

Interessante, che abbia colpito un campo di terroristi.

Una peste altamente selettiva.

Ora i vertici di "Al Qaeda nel Maghreb" (notevole questa distribuzione sul territorio con tanto di titoli ed insegne, ricorda un po' lo stile americano, non trovate?) temono che l'epidemia si diffonda ai campi dei talebani in Afghanistan.

Uhm.

A noi risulta che tra l'Algeria e l'Afghanistan ci siano un bel po' di chilometri di mezzo. Forse questi vertici non lo sanno, o più probabilmente disinformatore che ha spacciato questa ridicola notizia ai media pensa che i lettori se la berranno.

Crediamo che attraversare tutto il bacino del mediterraneo , tutto il medio oriente e mezza asia sia un viaggio alquanto debilitante per un malato di peste, per quanto l'incubazione possa durare da 2 a 12 giorni. Tanto più che, secondo il Telegraph, questa versione della peste ucciderebbe in poche ore.

Suona strano....! La peste impiego' 5 anni ad attraversare l'Europa nel medioevo, come vediamo nella cartina: dal rosso del 1347 fino al bianco dopo il 1352.





Ah già, ma forse i combattenti di Al Qaeda viaggiano tranquillamente in aereo sfuggendo ai controlli incrociati sui database.

In questo caso, l'epidemia potrebbe diventare globale nel giro di poche ore. Un viaggiatore infetto puo' infettare a sua volta un intero aereo nel giro di poco tempo. E i viaggiatori infetti, a loro volta, possono essere in qualunque altro aereo e in qualunque altro posto al mondo entro 24 ore, scatenando focolai in tutti gli aeroporti ed epidemie in tutte le città.

In uno scenario del genere, se fossimo "l'emiro", "uno dei capi di al qaeda nel maghreb" citato dal Sun, ci preoccuperemmo molto di più di una pandemia piuttosto che di preoccuparsi che i "terroristi sopravvissuti potrebbero arrendersi piuttosto che patire una morte orribile".

In caso di pandemia ci sarebbe ben poco da combattere, no?

Chi sarà questo anonimo emiro che rilascia dichiarazioni al Sun e nessuno lo piglia...?
Soprattutto, come mai la peste va a colpire proprio un campo di terroristi di Al Qaeda e solo quello?

Sempre ammesso che il campo di terroristi esista.
Perchè, visto che lo conoscono, potrebbero anche andare a chiuderlo.

Insomma tutta la storia suona un po' losca.
Ha il classico odore di cad... di propaganda.

Probabilmente la velina è stata scritta dall'ultimo stagista assunto alla CIA.

Il Manzoni ci riderebbe sopra, non fosse che si ventila ancora una volta la pandemia.

E noi, che scribacchiamo su una tastiera, un po' sorridiamo.

Almeno per ora.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 16 gennaio 2009

Crisi di Citigroup in difficoltà!

Nuova crisi per Citigroup, di nuovo in difficoltà.

Mai come ora il payoff del marchio aziendale: "citi never sleeps" fotografa correttamente il brand feel...

Sicuramente infatti i manager di citigroup non riescono a prendere sonno in questo momento, salvo naturalmente Robert Rubin, il maestro delle nomine economiche di Obama, che ha prudentemente deciso di dimettersi, guarda caso, pochi giorni fa dalla sua poltrona in Citigroup.

I lettori affezionati ricorderanno il nostro post originale.

In effetti, come si evince dal grafico che pubblicammo allora, le voci di allarme su Citigroup erano dovuti al fatto che le azioni della nota azienda erano scese sotto il valore dei 4 dollari per azione.

Avevamo paragonato il tracollo di Citigroup in crisi da un anno al grafico di Lehman Brothers, lo riproponiamo qui

Citigroup


Lehman





Poi Citigroup, per una serie di vicissitudini non rilevanti in questa sede, riusci' miracolosamente a salvarsi.

Un salvataggio che non poteva essere altro che temporaneo, infatti oggi ripubblichiamo lo stesso grafico a un anno, aggiornato a questa mattina



Come si puo' vedere, il valore è tornato ai livelli di allarme del novembre scorso, di nuovo sotto i 4 dollari per azione, 3.8 dollari mentre scriviamo, con un volume di scambi che è tornato ad alzarsi notevolmente.

Anche Bank of America sta cercando affannosamente di accedere al finanziamento del piano Paulson. Dopo aver salvato Merrill Lynch da una fine analoga a quella di Lehman Brothers, Bank of America si è evidentemente resa conto di aver inghiottito un boccone molto più avvelenato di quanto non pensasse.

O, più probabilmente, di aver abboccato all'amo.

Saluti felici

Felice Capretta

BCE taglio del tasso riferimento 2%

Metro, giornale gratuito molto letto da tutti i pendolari di Milano e Roma, preferisce dedicare la prima pagina all'annoso problema delle iscrizioni scolastiche. Affascinante.

Forse avrebbero fatto bene a dedicare un po' più di spazio alla notizia economica che ancora una volta fa il giro d'Europa: nuovo taglio dei tassi!

La BCE taglia i tassi di mezzo punto e porta il tasso di riferimento al 2%, il minimo storico. E non sono esclusi nuovi tagli in futuro.

I lettori assidui di Informazione Scorretta sanno che nuovi tagli in futuro sono, a questo punto, praticamente scontati.

Ancora una volta Trichet tenta di accostare il portone della stalla quando le caprette sono ormai scappate!

Per chi non fosse addentro ai fenomeni monetari ed alle ragioni (ed alle conseguenze) dei tagli dei tassi, rimandiamo al nostro primo post a riguardo. Riassumendo, ridurre i tassi significa facilitare l'accesso al credito a famiglie e imprese. La rata del mutuo costerà un po' meno, le aziende pagherannno meno i prestiti presi in banca, e l'economia ne beneficerà sicuramente.

Tuttavia, dicevamo, Trichet dopo aver tenuto i tassi inspiegabilmente alti stringendo l'economia europea quando iniziava a dare segni di malessere, ora tenta disperatamente di sollecitare il paziente in coma. Fortunatamente l'economia dell'eurozona non è prossima alla bancarotta come quella americana, e il paziente, pur comatoso, è ancora vivo.


Finalmente anche Trichet si è accorto dell'evidenza:

L’economia dell’area euro sta accusando un significativo rallentamento

Buongiorno, Trichet, benvenuto in Europa. E se vorrà reiscriversi a scuola, venga pure in Italia, a quanto pare il problema delle iscrizioni ormai è risolto...evviva!

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 15 gennaio 2009

Gaza, Hamas, esercito in citta'

Infine doveva accadere.

L'esercito israeliano è entrato nei quartieri densamente popolati di Gaza.

Lo aveva detto a chiare lettere la fonte militare citata da noi nel post dedicato alle bombe al fosforo bianco:

l'offensiva israeliana deve ancora essere completata e sono pianificati due sviluppi successivi.

  • Entrata con truppe di terra nei centri urbani [...]
  • Piena occupazione di Gaza e destituzione di Hamas. [...]

L'esercito è ora entrato nei quartieri più densamente popolati della striscia di terra più densamente popolata al mondo. Già questo semplice fatto prelude al disastro umanitario all'interno del disastro umanitario già compiuto dal glorioso (?) Tsahal, eufemisticamente chiamato Israeli Defense Force.

Questo è cio' che sappiamo anche dai media nostrani.

E' però BBC, con l'associazione umanitaria israeliana B'tselem, l'unica a dirci qualcosa in più sulle malefatte di Tsahal: truppe israeliane stanno sparando sulla popolazione in fuga, in alcuni casi con bandiera bianca.


L'esercito Israeliano entra a Gaza citta' e fa fuoco sui civili disarmati in fuga

Mentre i portavoce dell'esercito israeliano respingono le accuse, dalle testimonianze risultano fatti ben diversi.

I megafoni dell'esercito israeliano, secondo i testimoni, avrebbero lanciato il seguente avviso

"Questo è l'esercito israeliano. Chiediamo a tutte le persone di lasciare le loro case e andare verso la scuole. Prima le donne, poi gli uomini"

Rawhiya al-Najar, 48 anni, è uscita per prima ed è stata colpita con un proiettile alla testa da meno di 15 metri di distanza. Sua figlia è stata colpita ma è riuscita a trascinarsi dentro la casa.

Secondo un altro testimone, che abita in una zona dove sarebbero presenti militanti di Hamas,

non possiamo neanche guardare fuori dalla finestra perchè ci sparano addosso

abbiamo cercato di lasciare la nostra casa durante il cessate il fuoco umanitario di 3 ore, ma ci hanno sparato addosso


Maggiori informazioni e report più dettagliato all'articolo originale su bbc.co.uk .

Per la cronaca, in prima pagina di TGCom campeggia il rapimento di qualche italiano nelle filippine. Grande scelta editoriale.

Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 14 gennaio 2009

Nortel Networks bancarotta protetta

La filiale americana di Nortel Networks, azienda canadese di apparecchiature per telefoni, ha chiesto l'accesso al Chapter 11, bancarotta protetta. E' una procedura molto simile al nostro concordato preventivo.

Nel terzo trimestre 2008, prima di dichiarare bancarotta protetta, Nortel Networks ha registrato una perdita netta di 3,413 miliardi di dollari, a fronte di un utile di 27 milioni nello stesso periodo dell'anno precedente.

Nel frattempo, le borse hanno avuto un altro crollo che ha azzerato la crescita di inizio anno: Londra -6%, Milano -3,9% , Parigi -5,6%, tutte le principali piazze europee in ribasso.

Negli USA, il Beige Book della Fed fotografa un'economia in ulteriore degrado. Leggiamo su swissinfo:

L'attività economica continua a indebolirsi in quasi tutti i distretti.

Le vendite al dettaglio sono risultate deboli, soprattutto nella stagione delle festività, e l'attività industriale è scesa in diverse aree" geografiche e in "un'ampia gamma di industrie"

[...]

"In via generale, l'attività del settore dei servizi è calata" quasi ovunque, così come il mercato immobiliare ha continuato a soffrire in tutti i distretti, nella maggior parte dei quali si è registrata una contrazione dell'attività di costruzione.

Il mercato immobiliare commerciale "si è degradato" ulteriormente, anche in seguito al calo e alla debolezza della concessione dei prestiti da parte delle banche: "Le condizioni per ottenere credito restano difficili e in alcune aree si sono ulteriormente inasprite", osserva la Fed, constatando un "deterioramento generale delle condizioni del mercato del lavoro", con un congelamento o una riduzione nei salari, soprattutto nelle istituzioni finanziarie, dove i bonus di fine anno si sono ridotti dal 20 al 30%.

Sul fronte delle vendite e dei prezzi, la Fed osserva come le prime si siano mostrate "deboli" nell'ultimo mese nonostante i forti sconti applicati da un ampio numero di negozi in tutti gli Usa.

Il Dipartimento del Commercio ha reso noto oggi che le vendite al dettaglio sono scese in dicembre del 2,7%: si tratta del sesto mese consecutivo di calo, cioé della più lunga contrazione dal 1992. I consumi rappresentano il 70% del pil americano e il calo di dicembre addensa nubi sul pil del quarto trimestre, previsto in forte contrazione dagli analisti (fra il 5 e il 6%).


Saluti felici

Felice Capretta

The Seer Shoots

Anche questo non lo troverete facilmente nei media nostrani.

Il soldato è comodamente seduto a qualche chilometro dal campo di battaglia e spara con il joystick.




Militarmente parlando, il soldato deve essere schierato sullo scenario di teatro per identificare correttamente il nemico. Quello che in uno schermo appare nemico puo' essere qualcosa di molto diverso. Puo' essere civile, puo' essere amico.

Il "glorioso" Tsahal, eufemisticamente chiamato Israeli Defense Force, combatte in modo ben poco glorioso.

Saluti felici

Felice Capretta

Ban Ki Moon e produzione industriale novembre

La guerra israeliana contro Gaza stava iniziando a sparire dalle prime pagine dei giornali, per lasciare spazio a notizie particolarmente succose, condite con dovizia di dettagli al limte della consueta pornocronaca, come il pappone 17enne romano che incide il suo nome sulla gamba della "sua" prostituta.

E che dire del lancio del nobile CronacaQUI sui presunti video pedofili, trovati nel computer di Alberto Stasi, l'indagato per l'omicidio di Chiara Poggi?

Alto e brillante contributo all'informazione.

Passiamo alle notizie interessanti. Il segretario generale dell'ONU, Ban Ki Moon, riporta il conflitto tra Israele e Gaza alla sua giusta posizione - in prima pagina.

Sorprendentemente coraggioso per la posizione che ricopre (gli sarà apparso l'arcangelo gabriele in sogno?) Ban Ki Moon ha rilasciato al Cairo la seguente dichiarazione:

C'è un uso eccessivo della forza nell'operazione israeliana, che deve essere fermato immediatamente

[...]

Ripeto il mio appello per un cessate il fuoco immediato e duraturo

Passiamo a notizie meno visibili ma non meno rilevanti in ambito economico

Secondo i dati Istat, a Novembre 2008 la produzione industriale italiana è diminuita di un impressionante 12,3%, la peggiore diminuzione dal 1991.

Su base annua, la produzione industriale è scesa del 9,7%, mentre su base mensile è scesa del 2,6%. Il dato ci porta direttamente nella crisi economica conclamata, che non sappiamo esattamente quanto durerà. Crisi economica sistemica, lo ricordiamo.

Nell'Unione Europea le cose non vanno meglio, visto che la produzione industriale è scesa dell'1,6% su base mensile.

Dati ancora più interessanti negli USA.

Il deficit di bilancio nei primi tre mesi del nuovo anno fiscale (iniziato a ottobre 2008) ha raggiunto la ragguardevole somma di 485,2 miliardi di dollari, segnando il nuovo record assoluto.

I nostri complimenti a chi è riuscito a raggiungerlo...!

I responsabili hanno superato loro stessi, visto che hanno raggiunto e superato in soli tre mesi tutto il deficit dell'intero 2008, fermatosi a 454,8 miliardi di dollari.

Saluti felici

Felice Capretta