martedì 29 novembre 2011

Effetto domino, avvertimenti all'Eurozona e nuovi governi nel mondo


Notizie caprine dal mondo.

Dopo il (NO) BTP Day

Grande risonanza ha avuto l'appello del blog Mercato Libero, che ha acquistato domenica mezza pagina su Libero per dire perchè NON bisognava acquistare BTP ieri (qui il testo), in sintonia con quanto abbiamo scritto ieri.

Potete gustarvi qui l'intervista su Sky tg all'autore, il vulcanico Paolo Barrai, il visionario che ne azzecca una dopo l'altra, ma soprattutto una persona che non si perde in chiacchiere e preferisce fare i fatti.

E poi è stato un momento che ha visto il mondo dei blog incidere ancora di più nel mondo mainstream, e soprattutto ha avuto il grande merito di innescare un dibattito sulla effettiva convenienza di una di quelle tante cose che 'vanno fatte' semplicemente perchè sono l'unica alternativa.

Ecco, chiedersi se conviene, se ha senso, avere la possibilità di pensarci, questo fa la differenza. Da ieri possiamo dire che la possibilità di far sentire una voce diversa dal coro, anche nel muro economico c'e' (sarà che le pareti scricchiolano ed è tutto più facile), e per questo bisogna ringraziare Mercato Libero.


Moody's: a rischio rating Ue, possibili più default

"Le probabilità di default multipli fra i paesi dell'area euro non sono più insignificanti. Più la crisi di liquidità continua, più rapidamente le possibilità di default aumentano. Una serie di default aumenterebbe la probabilità che uno o più paesi non solo facciano default ma lascino l'euro".

"La rapida escalation della crisi del debito dell'area euro e del settore bancario sta minacciando tutti" i rating sovrani europei, afferma Moody's. "L'area euro ha punti di forza finanziari ed economici, ma la debolezza istituzionale continua a frenare la risoluzione della crisi e pesa sui rating. Eurolandia è vicina a un bivio che la porterà o verso una più stretta integrazione o verso una maggiore frammentazione".

Che strano. Pero', che noia, quando anche sui media tradizionali ed allineati si leggono queste cose. Vuol dire che è ora che arrivino al grande pubblico e che i giochi sono fatti.


10 giorni per grasse Euronovità

Sul resto, che dire? Oggi abbiamo letto da più parti che sarebbe allo studio un eurozona divisa in due, con un euro forte per l'asse franco-tedesco ed un euro debole per i paesi periferici.

Praticamente un Frankenstein monetario, privo di anima, destinato a non superare i 24 mesi.

Ci sono più articoli, più voci, un buzz, un rumore di fondo con cose che si leggono qua e là, mezze dichiarazioni, che lasciano intendere che ci sia in atto uno scontro di alto livello tra i pesi massimi dell'Eurozona, BCE, FMI e paesi disgraziati periferici riguardo le sorti dell'Euro. 


Il 9 dicembre viene additato come giorno in cui emergeranno novità per l'Eurozona. Mah.

Comunque, che sia il nuovo Euro, o che siano gli Eurobond, che sia l'unione politica o che sia l'unione fiscale, sarà comunque un Freddy Krueger valutario.

Mmmm, tra Frankenstein o Freddy Krueger....

...aridatece le conchiglie.




Elezioni in Marocco, islam moderato vincitore

Un altro governo a casa, un altro nuovo governo che arriva.

Pare che per il momento abbia visto lo schieramento musulmano moderato. A loro spetterà il compito di costruire una coalizione.

In questo caso, la possibilità di un effetto contagio della primavera araba al Marocco è probabilmente rimandato tra qualche tempo, quando la popolazione si renderà conto che le promesse del nuovo schieramento politico saranno semplicemente chiacchiere, senza fatti e senza risultati.


Yemen, governo di unità nazionale

Un altro governo a casa, un altro nuovo governo che arriva.

Il presidente Saleh ha firmato a Riad, praticamente a casa Saud, un documento che ne prevede l'abbandono del potere nel giro di 90 giorni. Il capo dell'opposizione, Mohamed Basindawa, è stato incaricato, per decreto, di formare un governo di unità nazionale ad interim fino all'uscita di scena del presidente in febbraio.



Elezioni in Egitto

Un altro governo a casa, un altro nuovo governo arriva.

Vedremo quale sarà il responso delle urne, ma soprattutto vedremo quale sarà la risposta della piazza all0indomani delle elezioni svoltesi abbastanza regolarmente in questi giorni.

C'e' naturalmente il dubbio, o meglio, la certezza, che non si costruisce qualcosa di nuovo con gli strumenti del vecchio.

In particolare, tutto cio' che si costruisce con gli strumenti del vecchio è destinato ad essere vecchio.

Le elezioni, fatti salvi i numerosi brogli già denunciati, daranno come responso uno o più vincitori, che avranno la leadership e saranno come tali soggetti a dirottamento e corruzione, come tutte quelle cose che hanno un leader.

Magari no, speriamo con il cuore di no, ma probabilmente si.

In questi mesi vedremo molte di queste cose.

Le strutture del vecchio mondo continueranno a sgretolarsi sotto i nostri occhi, mentre le strutture del nuovo mondo non riusciranno ad imporsi perchè ancora troppo presto, o perchè sono ancora troppo impensabili per essere semplicemente pensate prima ancora che attuate.

Nel mezzo, c'e' il mondo di mezzo, il nostro luogo ed il nostro tempo, oggi, qui, ora.

Non è che sia il massimo, ma ci sono delle opportunità.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 28 novembre 2011

Cos'e' BTP Day, conviene aderire?

cos'e' il BTP Day, conviene aderire?


Oggi è il BTP Day.

Si, ma cos'e' il BTP Day? E poi, conviene aderire?

In breve, le grandi banche si sono accordate per vendere agli italiani titoli di stato italiani con lo sconto. Oggi.

Conviene aderire al BTP Day?

Tutto è nato qualche settimana fa, con la famosa pagina acquistata da un imprenditore sul corriere, che invitava gli italiani a scambiare i loro sudati risparmi fatti di denaro contante con tanti bei titoli del debito italiano, così che lo stato italiano incassa contante e in cambio ti rifila della carta.

L'argomentazione è stata vivace e brillante: ricompriamoci il nostro debito noialtri, così tutto il problema della collocazione del nostro debito si risolve. Potete approfondire più tecnicamente l'analisi di quella proposta sul blog Una Opinione: 'comprare btp' .

Già.

E' una semplificazione, e come tutte le semplificazioni deve essere spiegata, motivata ed argomentata, altrimenti rischia di essere fuorviante. Anche noi di Informazione Scorretta semplifichiamo spesso, con gli opportuni caveat.


Il debito pubblico ed il BTP Day

Semplificando, appunto: quando lo stato finisce i soldi, chiude l'anno in perdita, come una famiglia ed un'impresa. Lo sanno tutti gli affezionati lettori, lo stato pero' non puo' permettersi di fallire e non pagare le bollette nè di non pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici.

Così, in questi casi, lo stato emette cambiali: i famosi titoli di debito, o BOT, o BTP, o "buoni del tesoro" (geniale, chiamarli "buoni del tesoro") che dir si voglia, e come tutte le cambiali hanno una percentuale di interesse. Questa percentuale di interesse viene corrisposta a scadenza, ed è tanto più bassa quanto più il paese è "sicuro" e sicuramente rivedrete i vostri soldi con gli interessi, ed è tanto più alta quanto il paese si considera a rischio di non pagarla.

Lo spread, tutti gli affezionatissimi sanno anche questo, è la misura di quanto è alta quella percentuale di interesse rispetto al benchmark dei medesimi titoli del paese più solvibile: in questo caso il titolo di debito tedesco.

In quanto titoli, poi, queste cambiali (o BOT, o BTP etc) possono essere scambiate sul mercato, ed hanno una propria quotazione. Si puo' pensare che , quando lo spread si allarga, il titolo vale sempre meno. Il passaggio logico non è semplicissimo, ma prendetelo per buono.

Ora quello che sta succedendo è che con l'aumentare del rischio Italia, e con l'aumentare dello spread, le banche italiane, francesi, tedesche, inglesi, e molte, molte altre enorme organizzazioni economiche, hanno in mano ingenti quantità di titoli di stato italiani che stanno perdendo sempre più valore.

E in mano, quei titoli iniziano a scottare.


L'esposizione totale 

In particolare, le banche europee hanno in totale 1.200 miliardi di capitale per 27 mila miliardi di attivi, ovvero circa il 4% di capitale reale rispetto a capitale investito in cose varie, tra cui per lo più titoli (non solo btp italiani). Basta un' oscillazione dei prezzi degli attivi del 4%, che di questi tempi può avvenire in una settimana, perché una banca diventi di fatto insolvente.

E' evidente che le banche non se la sentono di correre questo rischio, e con i BTP che vanno in caduta libera, il rischio per le banche diventa davvero troppo alto.

Ed il prezzo continua a cadere, perchè le banche se ne vogliono liberare, ma nessuno li vuole comprare... quindi il prezzo scende, sperando di trovare un acquirente abbastanza coraggioso da accollarsi il rischio.


A chi rifilare i BTP prima che diventino più tossici di quello che sono?

Come fare a liberarsene rapidamente e senza destare sospetti?

A chi rifilare i BTP, monetizzandoli ad un prezzo non troppo basso, prima che diventino carta straccia e perdano come minimo il 50% del loro valore (come è successo ai titoli greci)?

A chi, accidenti, a chi?

Questo si saranno chiesti i seguenti campioni del risparmio: Intesa Sanpaolo, Unicredit, Mps, Bnl-Bnp Paribas, Ubi, Banca Sella, Banca Akros, Cariparma Crédit Agricole, Ing, Credito Valtellinese, Banca popolare dell' Emilia Romagna, Banca Etica, EuroTLX, BCC San Marzano di San Giuseppe, Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, Saxo Bank Italia, gruppo Carige, Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, Directa sim, Banca Nuova.

Poi è arrivato il furbastro che ha comprato una pagina per dire che noi italiani dobbiamo riempirci le tasche di BTP che stanno per diventare tossici ed inesigibili per stare tutti molto meglio, ed i suddetti sciacalli elencati sopra hanno intuito immediatamente che finalmente si era materializzata un'insperata opportunità.

Ed ecco il BTP Day

Allora, a chi rifilare i BTP? Trovato: agli italiani che ci cascano.

E gli sciacalli listati sopra hanno organizzato il BPT Day.

Vale davvero la pena aderire?

Ognuno valuti per sè.

Saluti felici

Felice Capretta

ps: in caso di ripubblicazione si prega di citare sempre la fonte: informazione scorretta e il link all'articolo orginale: "cos'e' il BTP day, conviene aderire?".

giovedì 24 novembre 2011

Crisi strategica con cedimenti a Est





Parigi, Berlino e Roma

Diciamocelo, un pregio Monti ce l'ha. Cioè, prima di tutto parla l'inglese. E poi non è un tamarro come il suo precedessore. E' un gangster di pregio. Ed è grazie a Monti che il vertice italofrancotedesco di oggi c'e' stato, e soprattutto è grazie a Monti se la Merkel e Sarkozy non ci hanno umiliati, trattando come un povero disgraziato e cialtrone la persona che ci rappresenta(va).

Magra consolazione.

Comunque, il vertice si è risolto con il consueto nulla di fatto: Angela Merkel non ha mollato di un millimetro sugli Eurobond, cosa che ha fatto sudare non poco Sarkozy che sente sulla sua Francia la pressione della speculazione, mentre Monti non ha presentato nulla di veramente concreto. Sarkozy ha sostenuto che la crisi sta divorando l'economia europea perchè il trattato dell'Unione Europea non è adatto.

Quindi bisogna cambiare il trattato.

Già.

E infatti su una cosa hanno concordato tutti e tre, i tre porcellini: bisogna rivedere il trattato. Bisogna 'unificare la politica fiscale', il che è inevitabile, dal momento che non puoi avere la stessa politica economica se non hai la stessa politica fiscale, altrimenti la tua politica economica salta.

Quindi ora sappiamo cosa aspettarci per il futuro: maggiori poteri all'unione europea, comandata da persone nominate e non elette, e minori poteri agli stati, governati da persone elette.



Lisbona, guerriglia urbana

Guerriglia urbana e blocco dei voli da e per il Portogallo. Le rigide misure prospettate dal governo e pretese da UE e FMI per l'ottenimento dei salvataggi non sono piaciute ai portoghesi che hanno pensato bene di scendere in piazza e dare battaglia.

Che strano.


I difficili rapporti sullo scacchiere dell'Est

Il giorno 8 Novembre, con solenne cerimonia, veniva inaugurato il North Stream, il gasdotto che porta il gas russo direttamente nel cuore dell'Europa a riscaldare le fredde case tedesche.

Il North Stream è un importante progetto, perchè il suo tracciato è stato realizzato appositamente perchè il gas russo passi nel mar Baltico ed arrivi alla Germania saltando i paesi satelliti della Russia. In questo modo, la Russia si rende indipendente da eventuali cambi di regime nei paesi satelliti (oggetto di fin troppo sospette rivoluzioni arancioni, rosa e colorate in genere) e si assicura lo sbocco al suo mercato più ricco: quello europeo.

Secondo punto, da annotare. Due giorni fa, lo Zar Vladimir Putin, l'equivalente russo di Mubarak, è stato fischiato a sorpresa davanti alle telecamere, fischiato da migliaia di persone in un palazzetto dello sport. Questa non è una delle cose che succedono di frequente, specialmente ad un uomo così attento alla sua immagine come nonno Putin. Ed è un segno che il malcontento cova fortemente anche in Russia.

Ieri c'e' stata un'altra mossa allo scoperto di Mosca.

Terzo punto.

Crisi strategica e risposta strategica

Medvedev ha sostanzialmente dichiarato che Mosca si è stancata della minaccia missilistica NATO e reagirà.

Il tema è quello delle batterie antimissile che Washington vuole schierare negli ex paesi satelliti sovietici: polonia, bulgaria, romania, e altri.

Ufficialmente per "proteggere l'europa dalla minaccia dei missili iraniani", il progetto delle batterie antimissile, in realtà risale all'era Bush, un po' figlio dei neoconservatori, un po' figlio dell'intramontabile Zbigniew Brzezinski, i primi ossessionati da un nemico, il secondo con la visione strategica di accerchiare la Russia per ridurla ad una media potenza regionale. Perchè chi controlla la Russia puo' controllare Eurasia, e chi controlla Eurasia controlla l'isola-Mondo.

Ora, il problema è che Mosca evidentemente percepisce queste batterie come una minaccia. 

Non per i missili in sè, che in fondo sono missili antimissile.

Ma perchè questi missili riducono sostanzialmente la capacità di risposta nucleare strategica russa in caso di attacco strategico NATO. Il che sbilancia l'equilibrio di deterrenza ed altera sostanzialmente gli equilibri geostrategici nella regione e soprattutto nell'intero mondo. 

Si, perchè dovete sapere che i missili strategici, quelli con capacità di nuclearizzare intere regioni, sono sostanzialmente invulnerabili e non possono essere abbattuti.

Il sogno del sistema antimissile che colpisce il missile nucleare mentre sta cadendo è, appunto, un sogno nato e morto nei film americani. Perchè il missile è troppo veloce per essere agganciato e colpito quando è in fase di crociera o di caduta.

L'unico momento in cui il missile strategico è vulnerabile è poco dopo il suo lancio, con una realtivamente piccola finestra di tempo utile per abbatterli.

Per questa ragione è essenziale avere le batterie antimissili siano scherate più vicine possibile all'area di lancio dei missili: più sono vicine, prima possono reagire, più possono essere efficaci.

Il che ha il positivo effetto di far esplodere o far ricadere il missile nucleare nei pressi di chi l'ha lanciato, per la sua felicità.

Ma soprattutto, consente a chi schiera le batterie antimissile, in questo caso la NATO, di avere un vantaggio strategico fondamentale: poter colpire per primi, limitando la capacità del nemico di rispondere per le rime, con una risposta strategica nucleare. Questo perchè, grazie alle batterie antimissile, la NATO potrebbe abbattere la maggior parte dei missili russi che partirebbero in risposta all'attacco.

Così, all'indomani delle ripetute mancate promesse dell'amministrazione Obama di bloccare il progetto delle installazioni antimissile in Europa, Medvedev ha dato scacco matto ed ha dichiarato che schiererà a sua volta batterie dei micidiali missili Iskander alle porte dell'Europa, in un'enclave russa tra Polonia e Lituania.

I missili Iskander hanno già dimostrato la loro straordinaria capacità di colpire le installazioni con tecnologia NATO durante la guerra in Georgia. Perchè viaggiano in volo orizzontale a circa 5000 km/h, il che li rende sostanzialmente inarrestabili. E sono maledettamente precisi. 

Questo ristabilirebbe parzialmente l'equilibrio strategico.

Segnali di dissezione geopolitica globale, detta anche crisi strategica, ovvero l'equivalente strategico della fase "Ognun Per Sè".

Saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 23 novembre 2011

una tranquilla giornata di panico

Questa la home page di un grande quotidiano online italiano, mentre scriviamo, h.22.38.

D'altra parte prima o poi dovevano accorgersene anche loro.

Abbiamo evidenziato qualche segnale critico. 





Nel frattempo abbiamo toccato un altro record di rendimenti del BTP, pari al 7,2%.

Il debito inizia a costarci veramente troppo. Non si puo' sapere esattamente quale sia il tasso di rendimento sostenibile per l'italia, ma per semplicità possiamo immaginare che il punto di svolta sia a quota 6,66%, un numero degno dei peggiori film horror, oltre il quale il debito è troppo caro per essere finanziato, sostanzialmente il punto economico di non ritorno.

Sotto pressione nella stessa giornata anche i titoli sovrani austriaci, belgi e francesi. Inoltre l'asta dei bund tedeschi è rimasta con dell'invenduto, il che significa che i bund dovranno aumentare il loro rendimento, diversamente la Germania non sarà in grado di collocare il suo debito.

Sappiamo che le crisi economiche provocano crisi sociali, che provocano a loro volta crisi politiche e sovrane. Con le nazioni sulla soglia della bancarotta, i governi cadono. E vengono sostituiti da governi che impongono le misure decise da UE, BCE e FMI, al fine di tutelarne gli interessi, a scapito delle tasche (e della libertà)della popolazione.

Atene, Dublino, Lisbona, Madrid e Roma sono già cadute.

Restano, in ordine, altri paesi minori, poi Parigi, e Berlino.

Saluti felici

Felice Capretta

martedì 22 novembre 2011

Cosa succede in Egitto? Tahrir e altro



E così, l'Egitto è tornato di nuovo in piazza Tahrir. Cosa sta succedendo, cosa succede in Egitto?

Ci eravamo lasciati all'indomani della caduta di Mubarak, con un successo incredibile raggiunto da una popolazione unita, e con l'avvertimento che la sfida di costruire una nazione sarebbe stata ancora più difficile. Ci eravamo lasciati augurando agli egiziani di riuscire nella loro impresa,  e vigilare, o dover prendere le contromisure. 

Quello che è successo dalla caduta di Mubarak in poi è storia abbastanza nota: il passaggio del potere in mano alle forze armate (ai cui vertici ci sono tuttora persone nominate da Mubarak), referendum sulla modalità di passaggio alla nuova repubblica, governo provvisorio acclamato dalla popolazione.... ma davvero? 

GIà dopo pochi giorni dal referendum, piazza Tahrir è sempre stata teatro di manifestazioni più o meno grandi, che denunciavano di volta in volta:

  • la lentezza della transizione
  • la mancata promessa di togliere le leggi di emergenza
  • gli abusi delle forze armate
  • la presenza di uomini del precedente regime
  • e molto altro

Poi, con il passare dei mesi, la dialettica tra la giunta militare al potere e la popolazione si è fatta sempre più aspra e le manifestazioni hanno iniziato ad essere sempre più numerose. 

Passando perfino per la cattura ed imprigionamento del blogger egiziano Alaa, l'equivalente caprino locale: in prima linea per la libertà di parola sotto Mubarak e tra i primi ad informare il mondo di quello che stava succedendo via twitter dalla piazza durante tutta la battaglia di Gennaio e Febbraio. Solo che Alaa era in prima linea.

Ed arriviamo a qualche giorno fa, quando di nuovo gli egiziani sono tornati ad affuire in massa in piazza Tahrir, per denunciare tutto quello di cui sopra e pretendere la caduta del regime militare andato al potere all'indomani di Mubarak. 


Le crisi convergenti

La crisi economica ha determinato la crisi sociale. La crisi sociale ha determinato la crisi politica, con la caduta del governo. Le promesse non sono state mantenute, la crisi sociale non si è risolta, ed ha innescato istantaneamente una nuova crisi politica. 

Il governo si è dimesso nel giro di 3 giorni, sotto la pressione dei manifestanti.

I militari, invece, notoriamente più duri, hanno risposto con il pugno di ferro. 

E così sono ormai 80 ore che la battaglia per Tahrir va avanti, con la polizia in assetto antisommossa che spara gas CS e proiettili di gomma, con il gas che ha raggiunto perfino la metropolitana e che si puo' sentire fino al sesto piano dei palazzi che si affacciano sulla piazza. 

Nonostante questo, la piazza è ancora piena di persone e resistono in prima linea. E continuano ad affluire. Notoriamente, la tattica araba della guerra si basa sull'eroismo dei pochi, ed ha sempre dato filo da torcere agli avversari. 

Per la cronaca, la polizia ha sparato cartucce fabbricate anche in Italia. 

Presumibilmente proiettili di gomma.

Oggi la polizia ha sparato gas CR, un tantino più aggressivi dei soliti CS. Con il gas CR non basta più la mascherina intrisa di succo di limone o di aceto da cambiare di tanto in tanto e gli occhialini da piscina o la maschera. Anche perchè si appiccica ai vestiti e sulle superfici e puo' bruciare per decine di giorni. 

E mentre scriviamo, stanno piovendo sulla folla cartucce che emanano un gas inodore e trasparente, che pero' provoca reazioni a livello di sistema nervoso. Convulsioni, isteria, perdita di coscienza. El Baradei, dal suo account twitter, parla di nervini. Ora, un gas che agisce sul sistema nervoso centrale è per definizione un nervino, senza essere necessariamente quel nervino, con le prossime ore ne sapremo di più, ma resta il fatto che l'escalation è in corso e la polizia ha cambiato gas. 

Proteggono l'ordine pubblico con i gas. 

Già.

Manifestazioni anche nelle altre città: Alessandria e Suez. 

E il capo dell'esercito, l'odiato Tantawi, ha tenuto il solito discorso in TV. 

Tutto già visto. 

Il fronte della battaglia tra il vecchio che resiste e il nuovo che ancora non ha ben capito che cos'e', ma che sa che non vuole più il vecchio, passa di nuovo da Piazza Tahrir, e questo è un altro segnale davvero significativo. 

Ah e per la cronaca, visto che in ogni momento di prosperità c'e' qualcuno che fallisce, allo stesso modo in ogni momento di crisi c'e' qualcuno che prospera. In piazza Tahrir ieri c'era chi vendeva le maschere antigas a circa 20 EGY pound. Geniale.

Saluti felici

Felice Capretta 

Il video del nostro intervento al Blog Economy Day!

Per chi se lo fosse perso..!

Il titolo del modulo era

2011, l'anno del crepuscolo

Prima parte




Seconda parte



purtroppo l'audio non è il massimo, consiglio cuffie e poltrona.

saluti felici

Felice Capretta

domenica 20 novembre 2011

Avanti a tappe forzate





Era una fredda domenica di novembre, e le genti che vivevano nei territori del continente europeo non si rendevano conto che il mondo era in fiamme e che sopra queste fiamme stava prendendo forma un nuovo ordine mondiale.

Più poteri alla Commissione Europea

Un altro passo verso il consolidamento del potere a Bruxelles, un altro pezzo di sovranità (e di libertà) perduta.

Per una volta che in questo paese facciamo un governo in un paio di giorni per la prima volta nella storia, e ci sentiamo un po' normali, e proprio quando sogniamo di non essere più i soliti eterni secondi, ecco, arrivano questi e ci creano una manciata di dittature in un weekend.

Risulta infatti che la Commissione UE potrà decidere di sottoporre a ''vigilanza rafforzata'' un Paese dell'Eurozona con problemi di stabilita'. La Commissione Europea si è presa il diritto, all'insaputa dei più (invocando il terrorismo? l'immigrazione clandestina? ah già, la stabilità dell'economia) di:

  • inviare regolarmente ispettori per verificare l'operato del governo 
  • proporre al Consiglio di raccomandare aiuti finanziari
  • deportare, pardon, invitare i rappresentanti dei governi a riferire al Parlamento Europeo
  • presentarsi al Parlamenti nazionali per imporre, pardon, esporre il proprio volere


E' qui, succede ora, è proprio vero, sta succedendo adesso...!


Italia, arriva la moneta elettronica

Gli italiani, si sa, sono un po' indietro e non sono tanto avvezzi ai pagamenti con la moneta elettronica e preferiscono il contante. Che pero' ha il terribile difetto (per banche e governi) di non essere tracciabile.

Ora...come si fa a convincere un popolo intero ad usare meno il contante e di più le carte di credito e i bancomat, ingrassando tra l'altro le banche emettitrici di queste carte grazie alle ricche commissioni che si pagano su ogni pagamento?

Semplice: limitare per legge i pagamenti con contante a 350 Euro (invocando il terrorismo? l'immigrazione clandestina? ah già: l'evasione fiscale)

Un antico sogno, l'abolizione della moneta contante, sta per diventare realtà, proprio qui, nel nostro paese.

E non è un bel sogno.



Spagna: nuovo governo, vecchio programma

Il governo Zapatero, dopo aver estesamente messo le mani nei portafogli degli spagnoli, e dopo mesi di grandi manifestazioni di piazza più o meno represse, ha rassegnato il mandato. Ci sono state le elezioni , e mentre scriviamo pare che abbia vinto l'altro schieramento.

Il futuro presidente del consiglio spagnolo ha dichiarato "tagliero' tutto il tagliabile".

Una ventata di novità.

Saranno felici gli spagnoli che lo hanno votato e che gli hanno consegnato probabilmente la maggioranza assoluta.

Chiosa a margine: qualcuno a RaiNews ha detto che ci stiamo avvicinando all'Ognun Per Se', che è notoriamente la traduzione nel linguaggio quotidiano del concetto di Dissezione Geopolitica Globale che gli affezionatissimi ben conoscono.

Che precede la fase terminale del Si Salvi Chi Puo'.



Egitto, ritorno delle grandi manifestazioni

Un popolo unito puo' raggiungere risultati straordinari, lo sappiamo, e lo abbiamo visto quando gli egiziani in meno di 30 giorni hanno cessato di temere il loro governo ed hanno fatto cadere la dittatura.

La caduta della dittatura, pur essendo uno straordinario traguardo, era solo il punto di partenza per il nuovo Egitto.

E questi mesi non sono stati di particolare buon auspicio, con il potere nelle mani dell'esercito che ha continuato le pessime abitudini di ogni dittatura.

Così, dal 28 Gennaio ad oggi, si sono susseguite manifestazioni grandi e piccole a Piazza Tahrir. Quella che è inziata Venerdì è stata di nuovo una grande manifestazione, come non se ne vedevano nel dopo-Mubarak, e di conseguenza le forze al potere hanno dato sfoggio di grandi misure di repressione, con abbondante profusione di gas CS, manganellate e armi da fuoco da parte delle forze agli ordini del governo. Con successi alterni, in verità, ma è un'altra storia.

Presto si terranno le elezioni.

Non che ci sia molto da sperare, dal momento che il meccanismo elettorale è uno schema che appartiene al vecchio mondo, e come tale puo' solo dare risultati da vecchio mondo.

Anche se le persone hanno dimostrato che un altro mondo, a stare uniti, si puo' raggiungere in un lampo.



USA, le manifestazioni di piazza crescono

Continuano le manifestazioni in molte città degli Stati Uniti. Oggi si è unita l'università di Berkeley, che è stata l'epicentro e detonatore del grande movimento pacifista della fine degli anni 60 se secolo scorso. Non che sia servito a molto a suo tempo, ma è pur sempre un luogo evocativo, un simbolo.

Le forze agli ordini del governo hanno spruzzato estesamente spray al peperoncino su manifestanti fermi ed in ginocchio.

Continua anche Occupy Wall Street e gli Occupy delle altre città, nonostante i ripetuti sgomberi. Ormai i manifestanti invadono alcune strade, in sfida aperta all'ordine costituito, e la ragione è che sempre più persone stanno mettendo in discussione le fondamenta stessa del Vecchio Mondo.

Il livello del confronto si sta alzando.

Vedremo quando Obama getterà la maschera.





Era una fredda domenica di novembre, e mentre si sentiva in lontananza avvicinarsi lo stivale della dittatura, le genti del mondo leggevano articoli su internet, su facebook, su twitter.

Stavano iniziando ad aprire gli occhi.

Si preparavano alla fase finale.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 18 novembre 2011

GEAB 59 italiano - 30.000 mld usd spariranno entro il 2013



Grazie all'affezionatissimo Franco, il nuovo Geab.

GEAB N.59 - Crisi sistemica globale: 30.000 miliardi di Dollari di asset fantasma spariranno entro l'inizio del 2013 - La crisi entra in una fase di diffuso “haircut” del Debito Pubblico Occidentale

Arrivati alla fine della seconda metà del 2011 è immediato realizzare che, a partire dallo scorso Luglio, 15.000 miliardi di Dollari di assets fantasma sono andati in fumo, proprio come avevamo anticipato (GEAB N.56). Secondo noi, questo processo continuerà con lo stesso ritmo per tutto l'anno a venire.

Noi infatti pensiamo che, con l'introduzione di un haircut (in finanza, un haircut è la percentuale sottratta al valore di mercato di un asset usato come collaterale, ndt) del 50% sul debito pubblico greco, la crisi sistemica globale sia entrata in una nuova fase: quella del taglio generalizzato del debito pubblico occidentale e del suo corollario, la frammentazione dei mercati finanziari globali. Il nostro team crede che il 2012 porterà un haircut medio del 30% sul totale del debito pubblico occidentale (1), più un ammontare equivalente di perdite, in termini di assets, dai bilanci delle Istituzioni Finanziarie di tutto il mondo.

In particolare, LEAP/E2020 anticipa la perdita di 30.000 miliardi di assets fantasma per l’inizio del 2013 (2), con un'accelerazione nel 2012 del processo di compartimentazione del mercato finanziario globale (3) in tre aree valutarie sempre più scollegate fra loro: quella del Dollaro, dell’Euro e dello Yuan.

Questi due fenomeni si alimenteranno l’uno dell'altro. 

Essi potranno anche essere la causa di un forte calo, pensiamo il 30%, della valuta degli Stati Uniti nel 2012 (4), come abbiamo anticipato lo scorso Aprile (GEAB N.54), calo che potrebbe verificarsi nel bel mezzo sia di una forte riduzione della domanda di Dollari statunitensi, sia dell'aggravarsi della crisi del Debito Federale degli Stati Uniti.

La fine del 2011 vedrà quindi la crisi del debito pubblico europeo fungere da detonatore per la “bomba” degli Stati Uniti.

In questo GEAB N.59 analizzeremo nel dettaglio sia questa nuova fase, sia il peggioramento della
crisi del debito federale degli Stati Uniti.

Inoltre, cominceremo a presentare, come indicato nel precedente GEAB, le nostre previsioni sul futuro degli Stati Uniti, fra il 2012 ed il 2016, (5) a partire da un aspetto fondamentale del rapporto Euro-USA (e, più in generale, del sistema mondiale in vigore dal 1945), e cioè dalle relazioni strategiche e militari tra gli Stati Uniti e l’Europa.

Riteniamo che, entro il 2017, l'ultimo soldato Usa avrà lasciato il suolo continentale europeo. Infine, LEAP/ E2020 presenterà le sue raccomandazioni che si occuperanno, questo mese, di valute, di oro, di
pensioni (quelle a capitalizzazione), del settore finanziario e delle materie prime.

In questo comunicato pubblico presenteremo i vari elementi che determineranno la successiva
escalation della crisi del debito degli Stati Uniti, nel mentre terremo un bilancio dei due summits di
Ottobre, quello dell’UE e quello del G20 a Cannes.

L'Europa continentale

Come anticipato da LEAP/E2020 per parecchi mesi, il vertice del G20 a Cannes si è rivelato un fallimento clamoroso, con la conseguente incapacità di prendere misure significative riguardo il sistema finanziario internazionale, la ripresa economica e la riforma della governance globale.

Se la questione greca è stata la protagonista del summit, è anche perché quest'ultimo era privo dei contenuti per poter cominciare sul serio. George Papandreou ha permesso ai Leaders del G20 di andare avanti "come se" gli affari greci avessero giusto interrotto il loro lavoro (6), quando in realtà la crisi greca ha permesso loro di nascondere l’incapacità di predisporre un programma comune.

Nel frattempo, le decisioni del vertice UE della settimana precedente quello di Cannes, hanno segnalato la comparsa ufficiale di Eurolandia (con ormai due vertici annuali) (7), il cui primato, rispetto ai singoli Paesi, le conferirà de facto l'autorità per prendere decisioni al suo interno (8).

La pressione di questa crisi ha contribuito, in questi ultimi giorni, a costruire le capacità politiche di Eurolandia, mettendola sul cammino di una maggiore integrazione (9), senz’altro un prerequisito
per eventuali sviluppi positivi verso il mondo del post-crisi (10).

Il Governo di Unità Nazionale finalmente insediatosi in Grecia, (11) deve costruire uno stato moderno partendo letteralmente dallo zero, con un giusto Catasto ed un’efficiente Amministrazione, che permetta ai Greci di diventare membri "normali" di Eurolandia, non più soggetti ad un sistema feudale dove le principali famiglie e la Chiesa si dividevano ricchezza e potere.

Trent'anni dopo la sua incondizionata integrazione nella Comunità Europea, la Grecia deve passare attraverso una fase di transizione lunga cinque o dieci anni, simile a quella dei paesi dell'Europa Centrale ed Orientale, prima della loro adesione all'Unione Europea: doloroso, ma inevitabile.

L’Italia, nel frattempo, è riuscita a liberarsi di un tipico leader del mondo pre-crisi, caratterizzato
dal suo stile vistoso, dal suo racket, dall’acquisizione senza scrupoli di denaro, dalla sua
infondata auto-soddisfazione, dalla sua presa sui media, dalla sua costante euro-critica e dal suo
nazionalismo-spazzatura (12), per non citare la sua traboccante libido.

Le scene di gioia lungo le strade d'Italia dimostrano che non tutto è sbagliato in questa crisi sistemica globale! Come abbiamo indicato nel GEAB precedente, crediamo che il 2012 sarà per Eurolandia un anno di transizione verso il mondo del post-crisi, invece che un anno di sola sofferenza per il collasso del sistema.


Cartoline da Londra

Allo stesso tempo, il Regno Unito è stato praticamente buttato fuori delle riunioni di Eurolandia
(13). I membri dell'Unione Europea al di fuori dell’Eurozona, hanno sostenuto Eurolandia quando
questa ha rifiutato la proposta britannica, riguardo il diritto di veto dei 27 singoli Paesi.

La deriva del Regno Unito è stata stimolata dagli sforzi degli euroscettici britannici (di solito le fanterie della City) (14) che cercano di tagliare il più rapidamente possibile i legami più forti con l'Europa continentale (15).

Lontano dall'essere la prova del successo della loro politica, tutto ciò è piuttosto l'ammissione di un completo fallimento (16). Dopo vent’anni di continui sforzi, essi non sono riusciti a distruggere il processo d’integrazione europea, che è stato invece rianimato dalla pressione della crisi.

Così ora stanno "mollando gli ormeggi" per il timore (fondato, tra l'altro) (17) di vedere il Regno Unito assorbito da Eurolandia entro la fine di questo decennio (18).

Nel complesso si tratta di un disperato passo in avanti che, come ha sottolineato Will Hutton in un lucidissimo articolo sul Guardian del 30/10/2011, non può che portare la Gran Bretagna verso la rottura con la Scozia [che cerca di recuperare non solo la sua indipendenza (19), ma anche il suo ancoraggio europeo], ed anche verso la condizione socio-economica di un mercato finanziario off-shore, senza protezione sociale (20) o base industriale (21): insomma, un Regno Dis-Unito alla deriva (22).

E con l’alleato Stati Uniti in una situazione disperata, la deriva può trascinare alla sventura il popolo britannico, che guarda alla City con sempre maggiore aggressività. Anche i “veterani di guerra” stanno cominciando ad unirsi al movimento “Occupy the City” (23); ovviamente, su questo punto, c'è piena convergenza tra le opinioni del popolo britannico e quelle di Eurolandia!

Per consolarsi, i finanzieri britannici possono dire di detenere la maggior quantità di assets Giapponesi esistenti fuori dal Giappone, ma quando il FMI mette in guardia il Giappone dal rischio sistemico costituito dal suo debito pubblico, superiore al 200% del PIL (24), che consolazione è mai questa?

 
Washington, il grande malato

Parlando di debito pubblico, è tempo di svoltare verso gli Stati Uniti d’America.

Le prossime settimane ricorderanno al mondo che è questo paese, e non la Grecia, all'epicentro della crisi sistemica globale.

Fra una settimana, il 23 Novembre, la "Supercommissione" del Congresso, incaricata di ridurre il deficit federale degli Stati Uniti, ammetterà la sua incapacità di acquisire risparmi per 1.500 miliardi di Dollari in dieci anni.

Ogni parte in causa sta già lavorando per dare la colpa all'altra (25).

Per quanto riguarda Barack Obama, a parte ogni considerazione sul suo lezioso passaggio televisivo con Nicolas Sarkozy, egli sta ora guardando alla situazione in modo passivo, pur rilevando di come il Congresso abbia fatto a pezzi il suo grande progetto, riguardo la creazione di nuovi posti di lavoro, introdotto solo 2 mesi fa (26).

E non è l'annuncio del tutto irrealistico di una nuova Area di Libera Circolazione di beni e servizi (esclusa la Cina) (27), alla vigilia di un vertice APEC, dove cinesi ed americani si confronteranno duramente l'uno con l'altro, che rafforzerà la sua statura di Statista, per non parlare poi della sua possibilità di rielezione.

Il prevedibile fallimento della "Supercommissione", che riflette la paralisi generale del sistema
politico federale degli Stati Uniti, avrà una drastica ed immediata conseguenza: il deterioramento
del suo rating.

L’agenzia cinese Dagon ha già aperto il fuoco, confermando che lo abbasserebbe ancora una volta, come conseguenza del fallimento della "Supercommissione" (28).

S&P probabilmente lo abbasserebbe di nuovo, mentre Moody’s e Fitch non avrebbero poi altra scelta
che salire anch’essi a bordo, dopo aver dato tregua agli Stati Uniti fino alla fine di quest'anno, con
la condizione del raggiungimento di risultati efficaci nella riduzione del disavanzo pubblico. Per
inciso, al fine di diluire il flusso di informazioni negative, è probabile che ci sia un nuovo tentativo di
rafforzare la crisi del debito pubblico in Europa (29), abbassando il rating della Francia, allo scopo
di indebolire il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (30).

Tutto questo gioca perché ci sia una stagione ricca di eventi per i mercati finanziari e monetari, che darà colpi durissimi ai sistemi bancari occidentali ed a tutti i detentori di T-Bonds degli Stati Uniti. Ma, al di là del fallimento della "Supercommissione", sarà l’intera piramide del debito degli Stati Uniti ad essere accuratamente esaminata, in un contesto di recessione sia statunitense che globale: entrate fiscali in calo, aumento della disoccupazione e del numero dei disoccupati che non ricevono più benefits (31), ulteriore discesa dei valori immobiliari, etc.

Teniamo a mente che la situazione del debito privato americano è di gran lunga peggiore di quella greca! In questo contesto, siamo vicini al panico riguardo la capacità degli Stati Uniti di rimborsare il proprio debito, se non con una moneta svalutata. La fine del 2012, poi, vedrà molti detentori del debito statunitense fare serie considerazioni su questa capacità, e sul preciso momento in cui questa potrebbe improvvisamente essere messa in discussione da tutti i players finanziari (32).

Cosa potrebbero offrire gli Stati Uniti, dopo il fallimento della loro "Supercommissione"?

Non molto, soprattutto in un anno elettorale! Da un lato essa è stata creata perché altre azioni non funzionavano, mentre dall'altro il problema non è tanto sulla quantità, ma sulla capacità di intraprendere una duratura e significativa riduzione del deficit federale. Il fallimento della "Supercommissione" sarà giustamente considerato come prova di questa incapacità.

Riguardi i termini dell’importo in gioco, il rapido calcolo di un lettore statunitense del GEAB dà
il senso di quanto lo "sforzo" intrapreso per ridurre il deficit di bilancio sia ridicolo, in rapporto
al bisogno: se si tratta il bilancio federale degli Stati Uniti come quello di una famiglia , le
cose diventano molto chiare. Basta rimuovere 8 zeri dal bilancio federale, e questo diventerà
significativo per il cittadino medio:

  • Reddito familiare annuo (imposta sul reddito): + 21.700
  • Carichi familiari (bilancio federale): + 38.200
  • Nuovo debito della carta di credito (nuovi debiti): + 16.500
  • Debito consolidato della carta di credito (debito federale): + 142.710
  • Tagli di bilancio già fatti: - 385
  • Obiettivi di riduzione del bilancio della Supercommissione (per un anno): - 1.500

Come si può facilmente vedere, la Supercommissione (come il Congresso, lo scorso Agosto) non riesce finanche a mettersi d’accordo sulla riduzione del 10% ... dell'aumento annuale del debito federale. Questa è la situazione. A differenza dell’Europa, che nel corso dei mesi ha introdotto nuovi meccanismi, e che si adopera per ridurre le spese ed i debiti (33), gli Stati Uniti continuano semplicemente a funzionare precipitando a piena velocità dentro un debito crescente.

È un dato di fatto, nel prossimo semestre Washington prevede di emettere 846 miliardi di Dollari di T-Bonds, il 35% in più rispetto allo scorso anno (34).

Con il fallimento del fondo d'investimento globale MF, abbiamo visto come i Titani di Wall Street
possano crollare all’istante, a causa degli errori compiuti riguardo il debito pubblico in Europa. Jon
Corzine non è Bernard Madoff. In termini morali, egli gli è forse vicino ma, per il resto, non c'è
paragone. Madoff era un cane sciolto di Wall Street, ma Corzine era un membro della sua
aristocrazia: ex Amministratore Delegato della Goldman Sachs, ex governatore del New Jersey,
principale donatore della campagna per le presidenziali del 2012 di Obama, pensato come
possibile sostituto di Timothy Geithner (Segretario al Tesoro) lo scorso Agosto (35), ed infine uno
dei "creatori" di Obama nel 2004 (36). Questa vicenda va dritta al cuore del rapporto incestuoso tra
Wall Street e Washington, ed ora viene denunciata dalla maggioranza degli americani (37).

Nel mese di Agosto, sembrava che egli fosse un intoccabile sulla cima di Wall Street, tuttavia egli
aveva completamente sbagliato le valutazioni sul corso degli eventi. Egli credeva che il mondo
non fosse cambiato, e che i creditori privati ​ avrebbe continuato ad essere pagati a piè di lista. Il
risultato: perdite enormi, fallimento, innumerevoli clienti frodati e 1.600 datori di lavoro in mezzo
alla strada (38).

Avevamo annunciato, nel GEAB precedente, di essere entrati in una fase che comporterà la decimazione delle banche occidentali. Questa fase sta ora veramente cominciando, ed i clienti di tutti gli operatori finanziari (banche, assicurazioni, fondi di investimento, fondi pensione) (39) stanno ora ponendosi domande sulla solidità di queste istituzioni. Come è evidente dalla vicenda Corzine, i clienti non dovrebbero presumere che queste istituzioni siano a priori più forti delle altre, solo perché i loro leaders sono famosi o godono di una solida reputazione (40). Non è la conoscenza delle regole del gioco finanziario di ieri, quelle che hanno formato le reputazioni, che ora conta qualcosa, ma è piuttosto la consapevolezza che le regole sono cambiate, ad essere diventata cruciale.

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E' tutto! Seguono le note.

Saluti felici

Felice Capretta







Note:

(1) Che ammonta a più di 45.000 miliardi di Dollari nei soli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone ed
Eurolandia.

(2) Più la crisi peggiora, più aumenta la quantità di assets fantasma. Questo processo continuerà
fino a quando si tornerà ad un rapporto attività finanziarie/beni reali compatibile con uno sviluppo
socio-economico funzionante, vicino a quello degli anni 1950-1970.

(3) L'impegno contro la crisi del debito greco, significa la rapida liberazione dal Dollaro del sistema
finanziario di Eurolandia. Il fatto che questo processo sia stato inizialmente avviato da Wall Street
e dalla City, allo scopo di "spezzare" l'Eurozona, illustra da un lato l'ironia della storia, e dall'altra
che tutte le azioni dei players mondiali stanno tornando a perseguitarli.

(4) Anche il Financial Times riconosce che il Dollaro è diventato più fragile dell'Euro. Fonte: FT,
2011/04/11.

(5) Le nostre previsioni per quanto riguarda l'Unione Europea ed Eurolandia saranno presentate in
una prossima edizione del GEAB.

(6) L'unica cosa che è stata fortemente ostacolata dalla situazione greca, è il piano del presidente
francese Nicolas Sarkozy di utilizzare il summit europeo e del G20 come un doppio trampolino di
lancio per cercare di recuperare credibilità con i francesi. Questo piano si è rivelato, tuttavia, un
doppio fallimento. Lungi dall'essere risolta, come aveva annunciato in televisione, la crisi greca
è esplosa di nuovo alla vigilia del G20, quanto a quest’ultimo il risultato nullo dà il voto ai suoi
organizzatori: zero! LEAP/E2020 coglie l'occasione per ribadire la sua previsione del 15 novembre
2010 [il GEAB N.49 sosteneva che il candidato dell'UMP (Sarkozy o un altro), non parteciperà
al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi del 2012, che saranno invece decise tra il
candidato del Partito Socialista, François Hollande, ed il candidato del Fronte Nazionale, Marine Le
Pen].

(7) E non possiamo non constatare che saranno due Decisori di livello europeo (Mario Monti, ex
commissario europeo italiano, e Lucas Papademos, ex vice-presidente greco della BCE) che,
in Italia ed in Grecia, stanno assumendo le redini del potere, fornendo così un altro segnale di
accelerata integrazione dell’Eurozona - anche a livello politico. Questo rafforzerà, inoltre, l'urgenza
di riforme istituzionali per un democratico governo di Eurolandia, poiché la gente non accetterà per
più di un altro anno ancora di essere semplice spettatrice dello svolgimento di questi sviluppi. Si
noti che la maggioranza dei tedeschi, dei francesi, degli italiani, degli spagnoli, etc. non hanno
trovato aberrante la proposta greca di un referendum sulle misure anti-crisi, a differenza dei loro

leaders. Senza rendersene conto, George Papandreou ha probabilmente fatto aumentare la
richiesta per un futuro referendum pan-europeo, riguardo il futuro della governance dell’Eurozona,
per il 2014/2015. Inoltre, si veda l'articolo di Franck Biancheri, pubblicato sull’Anticipolis Forum, il
2011/06/10.

(8) Il Regno Unito sta pagando un prezzo immediato (come vedremo in questo GEAB), con la
sua confermata e rafforzata marginalizzazione, e con la perdita della sua capacità d’influenzare
Eurolandia. Come segno dei tempi, Nicolas Sarkozy ha duramente rimproverato David Cameron,
dicendo che i leaders dell’Eurozona erano stanchi di ascoltare i consigli di Cameron per una
corretta gestione del partenariato dell’Euro, pur essendo quest’ultimo fondamentalmente contrario
alla moneta europea. Nicolas Sarkozy sa essere forte solo con i deboli, e questo è un indizio della
dimensione della caduta di Cameron. Fonte: AlJazeera, 24/10/2011

(9) Fonte: Business Week, 14/11/2011

(10) Ciò non significa che LEAP/E2020 ritenga che la situazione in Eurolandia vada bene nel suo
complesso, con l'UE già in recessione (come gli Stati Uniti), con la sfida del debito pubblico ancora
aperta (anche se gli strumenti per affrontare il problema si stanno moltiplicando, compresi i nuovi
tagli del debito pubblico), e con la rabbia popolare che, come altrove nel mondo, si è amplificata,
in particolare nei paesi in cui non sembra possibile un'alternativa politica. Fonte: Le Monde, 17/10/
2011, Libération, 18/10/2011, La Tribune, 2011/07/11, ANSA, 2011/08/11, Spiegel, 2011/11/11,
Les Affaires, 10/11 / 2011.

(11) Uno storico premier. Fonte: Spiegel, 2011/07/11.

(12) Entrambe le tendenze vanno di pari passo con i leaders politici. Il loro euroscetticismo è in
gran parte la medicazione ideologica di una realtà molto più terra-terra: il desiderio di continuare
ad esercitare il potere a proprio piacimento nei loro paesi. Da Vaclav Klaus nella Repubblica Ceca,
agli euroscettici conservatori in Gran Bretagna; dall’Euro-critica di Berlusconi, a quella dell’élite
euroscettica svedese, c’è una cosa in comune: “facciamo come vogliamo nel nostro paese, e
non venite a disarticolare i nostri cittadini con idee esterne”. Per influenzare l'opinione pubblica,
basta cambiare il "noi", dal suo senso “maestoso” a quello “collettivo”, e la si rende consapevole
che è il potere dei leaders ad essere messo in causa dall'integrazione europea! Questo, di solito,
funziona piuttosto bene, dato l'attuale numero di cittadini che giustamente risente della mancanza
di un dibattito democratico sui meccanismi finanziari attuati in Eurolandia per gestire la crisi, e
che alzano grida, insieme ai leaders dei loro paesi euroscettici ... quando in realtà essi non hanno
spesso idea di come questi meccanismi stessi funzionino nel loro paese. Prendiamo l'esempio
della Francia, dove coloro che hanno denunciato l'interazione tra banche private e debito pubblico,
in forza del Trattato di Maastricht, non sono a conoscenza che questa era già in essere in Francia
dal 1973!

(13) Fonte: Spiegel, 31/10/2011.

(14) Una "City" descritta da David Cameron come "sotto assedio" da parte di Eurolandia.
Incidentalmente, questa dichiarazione del Primo Ministro britannico conferma che c'è davvero
una guerra tra la City e l'Euro, contrariamente a quanto dicono i media anglo-sassoni. Fonte:
Telegraph, 28/10/2011.

(15) Fonte: Telegraph, 28/10/2011.

(16) Fonte: The Guardian, 23/10/2011.

(17) Secondo LEAP/E2020, l'inevitabile fallimento della "Sonderweg” (cfr. Heidegger, ndt)
britannica entro il 2020, porterà l'Inghilterra sulle stesse posizioni della Scozia e del Galles, che
si rifiutano di seguire "la strada verso il nulla" ... portasse questa finanche in America! Inoltre,
anche nell’euroscettico Daily Telegraph, dove la qualità dell’analisi è spesso in grado di superare
l’ideologia, si fa menzione del fatto che una crisi di Eurolandia approfondirebbe quella del Regno
Unito. Fonte: Telegraph, 2011/09/11

(18) Questo isterico atteggiamento britannico verso l'integrazione di Eurolandia (chiamata, oltre
Manica, "Euro-crisi"), è caratterizzato da fantasie deliranti, pubblicate sulla stampa mainstream,
che uniscono alla nostalgia per la vittoria del 1945, un vulnerabile sentimento, senza precedenti in
Gran Bretagna, secondo il quale l’integrazione franco-tedesca diventa una specie di macchina da
guerra volta contro la Gran Bretagna. Per gli appassionati di questo genere, l'articolo pubblicato
il 31/10/2011 sul Daily Mail è una lettura obbligata. Allo stesso modo, il Telegraph non ha potuto
resistere alla tentazione di scrivere, in un articolo del 22/10/2011, di un "Nuovo Impero Europeo".

(19) L'ex capo dell'esercito britannico sta anche considerando l’opportunità di aprire un dibattito sul
futuro delle forze armate scozzesi, alla luce della proposta di un referendum per l'indipendenza, in
arrivo tra tre o quattro anni. Fonte: GoogleNews, 18/10/2011

(20) Con una massiccia disoccupazione ed i giovani abbandonati a se stessi, senza istruzione,
senza lavoro e senza prospettiva futura. Fonti:Guardian,14/11/2011; Telegraph, 14/11/2011.

(21) Fonte: Telegraph, 2011/01/11.

(22) ... che continuerà la sua discesa nella classifica delle economie più importanti del pianeta, con
il Brasile pronto quest’anno a superarla. Con la continuazione della crisi finanziaria, il declino della
City ridurrà notevolmente la dimensione dell'economia del Regno Unito, che dipende così tanto da
questo centro finanziario mondiale. Fonte: Telegraph, 31/10/2011.

(23) Fonte: Guardian, 2011/12/11.

(24) Si tenga presente che il debito pubblico in Italia è pari al 120% del suo PIL. Fonte: Ahram,
2011/12/11.

(25) Fonte: New York Times, 2011/08/11.

(26) Fonte: Newsdaily, 2011/03/11.

(27) A parte l'assenza della Cina dal progetto, questa dichiarazione d’intenti è stata fatta senza
alcun dettaglio, rimandando ad un secondo momento gli aspetti concreti. Ma questa è solo una
mera promessa: “ci sarà un'unione doganale”! Gli scenari dei films di Hollywood sono spesso
irrealistici, ma questa storia è veramente fiabesca.

(28) Fonte: Guardian, 2011/12/11.

(29) Anche la più moderata delle voci, Jean-Pierre Jouyet, presidente dell'Autorità Francese per i
Mercati Finanziari, ora riconosce che c'è una guerra tra il Dollaro e l'Euro. Fonte: JDD, 2011/12/11.

(30) Questo si tradurrà, in ordine d’importanza crescente, nella riduzione delle prospettive elettorali
di Nicolas Sarkozy, nell'accelerazione dell'integrazione finanziaria e fiscale in Eurolandia, e
nell'idea che il grande debito pubblico di Eurolandia debba disimpegnarsi, una volta per tutte, dai
mercati finanziari anglo-sassoni. Quest’ultima opzione, secondo noi, dovrebbe essere messa in
atto entro la prima metà del 2013. Discuteremo della sua natura in un altro GEAB.

(31) Tralasciamo il fatto che la disoccupazione dia l'impressione di migliorare - non torneremo sulla
questione dell’affidabilità delle statistiche sulla disoccupazione negli Stati Uniti, che è già stata
affrontata in un precedente GEAB. Due fatti possono però essere riconosciuti: l'anno scorso, in
questo periodo, il 75% dei disoccupati era sotto indennità, rispetto al 48% di oggi, ed inoltre più
di 26 milioni di americani sono ormai considerati sotto-occupati, un record storico. Fonti: CNBC,
2011/05/11, Business Insider, 20/10/2011.

(32) Questi fenomeni, essendo essenzialmente di tipo psicologico, possono manifestarsi
all'improvviso.

(33) Ad eccezione della Francia, dove Nicolas Sarkozy, insieme al suo primo ministro François
Fillon, ha continuato a degradare la finanza pubblica, moltiplicando misure in miniatura, con una
ben scarsa efficienza di lungo termine, nella speranza di contribuire alla propria rielezione. La
Commissione Europea ha suonato l’allarme su questo argomento.

(34) Questa ammontare è da solo il triplo del debito pubblico totale della Grecia, prima dell’haircut!
Fonte: Zerohedge, 2011/01/11.

(35) Fonte: New American, 2011/05/08.

(36) Un altro terreno comune tra Barack Obama e Nicolas Sarkozy, due rappresentanti del mondo
pre-crisi: la loro contiguità con il settore finanziario. Fonte: Le Monde, 22/10/2011; Minyanville,
2011/04/11.

(37) E questo fallimento dimostra che tutto continua a Wall Street esattamente come prima del
2008, nonostante le cosiddette misure di controllo finanziario, adottate dalle autorità statunitensi.
Questo scandalo avrà un profondo impatto sulla elezioni del 2012 negli Stati Uniti. Fonti: CNBC,
2011/01/11, USAToday, 18/10/2011.

(38) Fonte: FINS, 2011/11/11.

(39) Per esempio ABP, il più grande fondo pensionistico olandese, dovrà ridurre i pagamenti ai
pensionati, a causa delle perdite degli ultimi mesi. Questa è una conseguenza assai realistica della
scomparsa di assets fantasma.

(40) Si può notare una crescente preoccupazione tra gli investitori e le imprese che investono a
New York e a Londra. Fonte: Huffington Post, 2011/12/11

Mercoledì 16 Novembre 2011

giovedì 17 novembre 2011

Presentato il nuovo governo


A tempo di record, come tutte quelle cose che devono essere fatte senza dare alle persone il tempo di rendersi conto della fregatura (tipo il patriot act, per dirne una), il nuovo presidente del coniglio ha presentato i suoi tirapiedi.

Sono i vassalli del vicere' del grande imperatore bancario.

Sono le persone che ci faranno fare la fine di Atene.

Ma con eleganza.

Perché questi signori sono i peggiori di tutti?

Perché sembrano credibili. Non sono quegli scimmioni trogloditi tagliagole di prima, sono quello che ogni governo dovrebbe essere: esperti, competenti del loro settore, perfino sobri almeno in apparenza.

Sono proprio quello che occorre per fare a pezzi un paese senza che la popolazione capisca e si ribelli, anzi, con il consenso Felice della popolazione.

Che, forse, capirà quando sarà ormai troppo tardi.

E così, una fredda mattina di metà novembre il nuovo ordine mondiale dal volto umano è calato su Roma, stimatissimi.

Ed ora ce lo teniamo.

Spero di sbagliarmi, in fondo.

Saluti felici

Felice Capretta

martedì 15 novembre 2011

Un giorno che lascia il segno

Allora riassumendo la giornata di oggi:

* polizia in campo sgombera con la forza zuccotti park, cuore pulsante di occupy wall street

* sempre il NYPD, nella'operazione, distrugge 5000 libri che erano la biblioteca di occupy wall street e soprattutto erano pacifici

* Angela Merkel propone di procedere verso l'unione politica europea, naturalmente fatta da individui nominati, non eletti

* di nuovo la Merkel valuta se mettere fuorilegge il partito neonazista, come fecero i dittatori nel mondo arabo con i partiti islamici

* in italia, il presidente designato, europeista doc, e' scelto dal presidente dopo essere stato nominato senatore a vita dallo stesso presidente

* in Grecia, stessa sorte accade ad un altro europeista doc.

Ecco, non è che voglio fare il fissato con la dittatura, ma credo che qualche domanda dovremmo iniziare a farcela.

Prima che sia troppo tardi.

Saluti felici

Felice Capretta