Grazie all'affezionatissimo Franco, il nuovo Geab.
GEAB N.59 - Crisi sistemica globale: 30.000 miliardi di Dollari di asset fantasma spariranno entro l'inizio del 2013 - La crisi entra in una fase di diffuso “haircut” del Debito Pubblico Occidentale
Arrivati alla fine della seconda metà del 2011 è immediato realizzare che, a partire dallo scorso Luglio, 15.000 miliardi di Dollari di assets fantasma sono andati in fumo, proprio come avevamo anticipato (GEAB N.56). Secondo noi, questo processo continuerà con lo stesso ritmo per tutto l'anno a venire.
Noi infatti pensiamo che, con l'introduzione di un haircut (in finanza, un haircut è la percentuale sottratta al valore di mercato di un asset usato come collaterale, ndt) del 50% sul debito pubblico greco, la crisi sistemica globale sia entrata in una nuova fase: quella del taglio generalizzato del debito pubblico occidentale e del suo corollario, la frammentazione dei mercati finanziari globali. Il nostro team crede che il 2012 porterà un haircut medio del 30% sul totale del debito pubblico occidentale (1), più un ammontare equivalente di perdite, in termini di assets, dai bilanci delle Istituzioni Finanziarie di tutto il mondo.
In particolare, LEAP/E2020 anticipa la perdita di 30.000 miliardi di assets fantasma per l’inizio del 2013 (2), con un'accelerazione nel 2012 del processo di compartimentazione del mercato finanziario globale (3) in tre aree valutarie sempre più scollegate fra loro: quella del Dollaro, dell’Euro e dello Yuan.
Questi due fenomeni si alimenteranno l’uno dell'altro.
Essi potranno anche essere la causa di un forte calo, pensiamo il 30%, della valuta degli Stati Uniti nel 2012 (4), come abbiamo anticipato lo scorso Aprile (GEAB N.54), calo che potrebbe verificarsi nel bel mezzo sia di una
forte riduzione della domanda di Dollari statunitensi, sia dell'aggravarsi della crisi del Debito Federale degli Stati Uniti.
La fine del 2011 vedrà quindi la crisi del
debito pubblico europeo fungere da detonatore per la “bomba” degli Stati Uniti.
In questo GEAB N.59 analizzeremo nel dettaglio sia questa nuova fase, sia il peggioramento della
crisi del debito federale degli Stati Uniti.
Inoltre, cominceremo a presentare, come indicato nel precedente GEAB, le nostre previsioni sul futuro degli Stati Uniti, fra il 2012 ed il 2016, (5) a partire da un aspetto fondamentale del rapporto Euro-USA (e, più in generale, del sistema mondiale in vigore dal 1945), e cioè dalle relazioni strategiche e militari tra gli Stati Uniti e l’Europa.
Riteniamo che, entro il 2017, l'ultimo soldato Usa avrà lasciato il suolo continentale europeo. Infine, LEAP/ E2020 presenterà le sue raccomandazioni che si occuperanno, questo mese, di valute, di oro, di
pensioni (quelle a capitalizzazione), del settore finanziario e delle materie prime.
In questo comunicato pubblico presenteremo i vari elementi che determineranno la successiva
escalation della crisi del debito degli Stati Uniti, nel mentre terremo un bilancio dei due summits di
Ottobre, quello dell’UE e quello del G20 a Cannes.
L'Europa continentale
Come anticipato da LEAP/E2020 per parecchi mesi,
il vertice del G20 a Cannes si è rivelato un
fallimento clamoroso, con la conseguente incapacità di prendere misure significative riguardo il sistema finanziario internazionale, la ripresa economica e la riforma della governance globale.
Se la questione greca è stata la protagonista del summit, è anche perché quest'ultimo era privo dei contenuti per poter cominciare sul serio. George Papandreou ha permesso ai Leaders del G20 di andare avanti "come se" gli affari greci avessero giusto interrotto il loro lavoro (6), quando in realtà la crisi greca ha permesso loro di nascondere l’incapacità di predisporre un programma comune.
Nel frattempo, le decisioni del vertice UE della settimana precedente quello di Cannes, hanno segnalato la comparsa ufficiale di Eurolandia (con ormai due vertici annuali) (7), il cui primato, rispetto ai singoli Paesi, le conferirà de facto l'autorità per prendere decisioni al suo interno (8).
La pressione di questa crisi ha contribuito, in questi ultimi giorni, a costruire le capacità politiche di Eurolandia, mettendola sul cammino di una maggiore integrazione (9), senz’altro un prerequisito
per eventuali sviluppi positivi verso il mondo del post-crisi (10).
Il Governo di Unità Nazionale finalmente insediatosi in Grecia, (11) deve costruire uno stato moderno partendo letteralmente dallo zero, con un giusto Catasto ed un’efficiente Amministrazione, che permetta ai Greci di diventare membri "normali" di Eurolandia, non più soggetti ad un sistema feudale dove le principali famiglie e la Chiesa si dividevano ricchezza e potere.
Trent'anni dopo la sua incondizionata integrazione nella Comunità Europea, la Grecia deve passare attraverso una
fase di transizione lunga cinque o dieci anni, simile a quella dei paesi dell'Europa Centrale ed Orientale, prima della loro adesione all'Unione Europea: doloroso, ma inevitabile.
L’Italia, nel frattempo, è riuscita a liberarsi di un tipico leader del mondo pre-crisi, caratterizzato
dal suo stile vistoso, dal suo racket, dall’acquisizione senza scrupoli di denaro, dalla sua
infondata auto-soddisfazione, dalla sua presa sui media, dalla sua costante euro-critica e dal suo
nazionalismo-spazzatura (12), per non citare la sua traboccante libido.
Le scene di gioia lungo le strade d'Italia dimostrano che non tutto è sbagliato in questa crisi sistemica globale! Come abbiamo indicato nel GEAB precedente, crediamo che il 2012 sarà per Eurolandia un anno di transizione verso il mondo del post-crisi, invece che un anno di sola sofferenza per il collasso del sistema.
Cartoline da Londra
Allo stesso tempo, il Regno Unito è stato praticamente buttato fuori delle riunioni di Eurolandia
(13). I membri dell'Unione Europea al di fuori dell’Eurozona, hanno sostenuto Eurolandia quando
questa ha rifiutato la proposta britannica, riguardo il diritto di veto dei 27 singoli Paesi.
La deriva del Regno Unito è stata stimolata dagli sforzi degli euroscettici britannici (di solito le fanterie della City) (14) che cercano di tagliare il più rapidamente possibile i legami più forti con l'Europa continentale (15).
Lontano dall'essere la prova del successo della loro politica, tutto ciò è piuttosto l'ammissione di un completo fallimento (16).
Dopo vent’anni di continui sforzi, essi non sono riusciti a distruggere il processo d’integrazione europea, che è stato invece rianimato dalla pressione della crisi.
Così ora stanno "mollando gli ormeggi" per il timore (fondato, tra l'altro) (17) di vedere il Regno Unito assorbito da Eurolandia entro la fine di questo decennio (18).
Nel complesso si tratta di un
disperato passo in avanti che, come ha sottolineato Will Hutton in un lucidissimo articolo sul Guardian del 30/10/2011, non può che portare la Gran Bretagna verso la rottura con la Scozia [che cerca di recuperare non solo la sua indipendenza (19), ma anche il suo ancoraggio europeo], ed anche verso la condizione socio-economica di un mercato finanziario off-shore, senza protezione sociale (20) o base industriale (21): insomma, un Regno Dis-Unito alla deriva (22).
E con l’alleato Stati Uniti in una situazione disperata, la deriva può trascinare alla sventura il popolo britannico, che guarda alla City con sempre maggiore aggressività. Anche i “veterani di guerra” stanno cominciando ad unirsi al movimento “Occupy the City” (23); ovviamente, su questo punto, c'è piena convergenza tra le opinioni del popolo britannico e quelle di Eurolandia!
Per consolarsi, i finanzieri britannici possono dire di detenere la maggior quantità di assets Giapponesi esistenti fuori dal Giappone, ma quando il FMI mette in guardia il Giappone dal rischio sistemico costituito dal suo debito pubblico, superiore al 200% del PIL (24), che consolazione è mai questa?
Washington, il grande malato
Parlando di debito pubblico, è tempo di svoltare verso gli Stati Uniti d’America.
Le prossime settimane ricorderanno al mondo che è questo paese, e non la Grecia, all'epicentro della crisi sistemica globale.
Fra una settimana, il 23 Novembre, la "Supercommissione" del Congresso, incaricata di ridurre il deficit federale degli Stati Uniti, ammetterà la sua
incapacità di acquisire risparmi per 1.500 miliardi di Dollari in dieci anni.
Ogni parte in causa sta già lavorando per dare la colpa all'altra (25).
Per quanto riguarda Barack Obama, a parte ogni considerazione sul suo lezioso passaggio televisivo con Nicolas Sarkozy, egli sta ora guardando alla situazione in modo passivo, pur rilevando di come il Congresso abbia fatto a pezzi il suo grande progetto, riguardo la
creazione di nuovi posti di lavoro, introdotto solo 2 mesi fa (26).
E non è l'annuncio del tutto irrealistico di una nuova Area di Libera Circolazione di beni e servizi (esclusa la Cina) (27), alla
vigilia di un vertice APEC, dove cinesi ed americani si confronteranno duramente l'uno con l'altro, che rafforzerà la sua statura di Statista, per non parlare poi della sua possibilità di rielezione.
Il prevedibile fallimento della "Supercommissione", che riflette la paralisi generale del sistema
politico federale degli Stati Uniti, avrà una drastica ed immediata conseguenza: il deterioramento
del suo rating.
L’agenzia cinese Dagon ha già aperto il fuoco, confermando che lo abbasserebbe ancora una volta, come conseguenza del
fallimento della "Supercommissione" (28).
S&P probabilmente lo abbasserebbe di nuovo, mentre Moody’s e Fitch non avrebbero poi altra scelta
che salire anch’essi a bordo, dopo aver dato tregua agli Stati Uniti fino alla fine di quest'anno, con
la condizione del raggiungimento di risultati efficaci nella riduzione del disavanzo pubblico. Per
inciso, al fine di diluire il flusso di informazioni negative, è probabile che ci sia un nuovo tentativo di
rafforzare la crisi del debito pubblico in Europa (29), abbassando il rating della Francia, allo scopo
di indebolire il Fondo Europeo per la Stabilità Finanziaria (30).
Tutto questo gioca perché ci sia una stagione ricca di eventi per i mercati finanziari e monetari, che darà colpi durissimi ai sistemi bancari occidentali ed a tutti i detentori di T-Bonds degli Stati Uniti. Ma, al di là del fallimento della "Supercommissione", sarà l’intera piramide del debito degli Stati Uniti ad essere accuratamente esaminata, in un contesto di recessione sia statunitense che globale: entrate fiscali in calo, aumento della disoccupazione e del numero dei disoccupati che non ricevono più benefits (31), ulteriore discesa dei valori immobiliari, etc.
Teniamo a mente che la situazione del debito privato americano è di gran lunga peggiore di quella greca! In questo contesto, siamo vicini al panico riguardo la capacità degli Stati Uniti di rimborsare il proprio debito, se non con una moneta svalutata. La fine del 2012, poi, vedrà molti
detentori del debito statunitense fare serie considerazioni su questa capacità, e sul preciso momento in cui questa potrebbe improvvisamente essere messa in discussione da tutti i players finanziari (32).
Cosa potrebbero offrire gli Stati Uniti, dopo il fallimento della loro "Supercommissione"?
Non molto, soprattutto in un anno elettorale! Da un lato essa è stata creata perché altre azioni non funzionavano, mentre dall'altro il problema non è tanto sulla quantità, ma sulla capacità di intraprendere una duratura e significativa riduzione del deficit federale. Il fallimento della "Supercommissione" sarà giustamente considerato come prova di questa incapacità.
Riguardi i termini dell’importo in gioco, il rapido calcolo di un lettore statunitense del GEAB dà
il senso di quanto lo "sforzo" intrapreso per ridurre il
deficit di bilancio sia ridicolo, in rapporto
al bisogno: se si tratta il bilancio federale degli Stati Uniti come quello di una famiglia , le
cose diventano molto chiare. Basta rimuovere 8 zeri dal bilancio federale, e questo diventerà
significativo per il cittadino medio:
- Reddito familiare annuo (imposta sul reddito): + 21.700
- Carichi familiari (bilancio federale): + 38.200
- Nuovo debito della carta di credito (nuovi debiti): + 16.500
- Debito consolidato della carta di credito (debito federale): + 142.710
- Tagli di bilancio già fatti: - 385
- Obiettivi di riduzione del bilancio della Supercommissione (per un anno): - 1.500
Come si può facilmente vedere, la Supercommissione (come il Congresso, lo scorso Agosto) non riesce finanche a mettersi d’accordo sulla riduzione del 10% ... dell'aumento annuale del debito federale.
Questa è la situazione. A differenza dell’Europa, che nel corso dei mesi ha introdotto nuovi meccanismi, e che si adopera per ridurre le spese ed i debiti (33), gli Stati Uniti continuano semplicemente a funzionare precipitando a piena velocità dentro un debito crescente.
È un dato di fatto, nel prossimo semestre Washington prevede di emettere 846 miliardi di Dollari di T-Bonds, il 35% in più rispetto allo scorso anno (34).
Con il fallimento del fondo d'investimento globale MF, abbiamo visto come i Titani di Wall Street
possano crollare all’istante, a causa degli errori compiuti riguardo il debito pubblico in Europa. Jon
Corzine non è Bernard Madoff. In termini morali, egli gli è forse vicino ma, per il resto, non c'è
paragone. Madoff era un cane sciolto di Wall Street, ma
Corzine era un membro della sua
aristocrazia: ex Amministratore Delegato della Goldman Sachs, ex governatore del New Jersey,
principale donatore della campagna per le presidenziali del 2012 di Obama, pensato come
possibile sostituto di Timothy Geithner (Segretario al Tesoro) lo scorso Agosto (35), ed infine uno
dei "creatori" di Obama nel 2004 (36). Questa vicenda va dritta al cuore del rapporto incestuoso tra
Wall Street e Washington, ed ora viene denunciata dalla maggioranza degli americani (37).
Nel mese di Agosto, sembrava che egli fosse un intoccabile sulla cima di Wall Street, tuttavia egli
aveva completamente sbagliato le valutazioni sul corso degli eventi. Egli credeva che il mondo
non fosse cambiato, e che i creditori privati avrebbe continuato ad essere pagati a piè di lista. Il
risultato: perdite enormi, fallimento, innumerevoli clienti frodati e 1.600 datori di lavoro in mezzo
alla strada (38).
Avevamo annunciato,
nel GEAB precedente, di essere e
ntrati in una fase che comporterà la decimazione delle banche occidentali. Questa fase sta ora veramente cominciando, ed i clienti di tutti gli operatori finanziari (banche, assicurazioni, fondi di investimento, fondi pensione) (39) stanno ora ponendosi domande sulla solidità di queste istituzioni. Come è evidente dalla vicenda Corzine, i clienti non dovrebbero presumere che queste istituzioni siano a priori più forti delle altre, solo perché i loro leaders sono famosi o godono di una solida reputazione (40). Non è la conoscenza delle regole del gioco finanziario di ieri, quelle che hanno formato le reputazioni, che ora conta qualcosa, ma è piuttosto la consapevolezza che le regole sono cambiate, ad essere diventata cruciale.
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E' tutto! Seguono le note.
Saluti felici
Felice Capretta
Note:
(1) Che ammonta a più di 45.000 miliardi di Dollari nei soli Stati Uniti, Regno Unito, Giappone ed
Eurolandia.
(2) Più la crisi peggiora, più aumenta la quantità di assets fantasma. Questo processo continuerà
fino a quando si tornerà ad un rapporto attività finanziarie/beni reali compatibile con uno sviluppo
socio-economico funzionante, vicino a quello degli anni 1950-1970.
(3) L'impegno contro la crisi del debito greco, significa la rapida liberazione dal Dollaro del sistema
finanziario di Eurolandia. Il fatto che questo processo sia stato inizialmente avviato da Wall Street
e dalla City, allo scopo di "spezzare" l'Eurozona, illustra da un lato l'ironia della storia, e dall'altra
che tutte le azioni dei players mondiali stanno tornando a perseguitarli.
(4) Anche il Financial Times riconosce che il Dollaro è diventato più fragile dell'Euro. Fonte: FT,
2011/04/11.
(5) Le nostre previsioni per quanto riguarda l'Unione Europea ed Eurolandia saranno presentate in
una prossima edizione del GEAB.
(6) L'unica cosa che è stata fortemente ostacolata dalla situazione greca, è il piano del presidente
francese Nicolas Sarkozy di utilizzare il summit europeo e del G20 come un doppio trampolino di
lancio per cercare di recuperare credibilità con i francesi. Questo piano si è rivelato, tuttavia, un
doppio fallimento. Lungi dall'essere risolta, come aveva annunciato in televisione, la crisi greca
è esplosa di nuovo alla vigilia del G20, quanto a quest’ultimo il risultato nullo dà il voto ai suoi
organizzatori: zero! LEAP/E2020 coglie l'occasione per ribadire la sua previsione del 15 novembre
2010 [il GEAB N.49 sosteneva che il candidato dell'UMP (Sarkozy o un altro), non parteciperà
al secondo turno delle elezioni presidenziali francesi del 2012, che saranno invece decise tra il
candidato del Partito Socialista, François Hollande, ed il candidato del Fronte Nazionale, Marine Le
Pen].
(7) E non possiamo non constatare che saranno due Decisori di livello europeo (Mario Monti, ex
commissario europeo italiano, e Lucas Papademos, ex vice-presidente greco della BCE) che,
in Italia ed in Grecia, stanno assumendo le redini del potere, fornendo così un altro segnale di
accelerata integrazione dell’Eurozona - anche a livello politico. Questo rafforzerà, inoltre, l'urgenza
di riforme istituzionali per un democratico governo di Eurolandia, poiché la gente non accetterà per
più di un altro anno ancora di essere semplice spettatrice dello svolgimento di questi sviluppi. Si
noti che la maggioranza dei tedeschi, dei francesi, degli italiani, degli spagnoli, etc. non hanno
trovato aberrante la proposta greca di un referendum sulle misure anti-crisi, a differenza dei loro
leaders. Senza rendersene conto, George Papandreou ha probabilmente fatto aumentare la
richiesta per un futuro referendum pan-europeo, riguardo il futuro della governance dell’Eurozona,
per il 2014/2015. Inoltre, si veda l'articolo di Franck Biancheri, pubblicato sull’Anticipolis Forum, il
2011/06/10.
(8) Il Regno Unito sta pagando un prezzo immediato (come vedremo in questo GEAB), con la
sua confermata e rafforzata marginalizzazione, e con la perdita della sua capacità d’influenzare
Eurolandia. Come segno dei tempi, Nicolas Sarkozy ha duramente rimproverato David Cameron,
dicendo che i leaders dell’Eurozona erano stanchi di ascoltare i consigli di Cameron per una
corretta gestione del partenariato dell’Euro, pur essendo quest’ultimo fondamentalmente contrario
alla moneta europea. Nicolas Sarkozy sa essere forte solo con i deboli, e questo è un indizio della
dimensione della caduta di Cameron. Fonte: AlJazeera, 24/10/2011
(9) Fonte: Business Week, 14/11/2011
(10) Ciò non significa che LEAP/E2020 ritenga che la situazione in Eurolandia vada bene nel suo
complesso, con l'UE già in recessione (come gli Stati Uniti), con la sfida del debito pubblico ancora
aperta (anche se gli strumenti per affrontare il problema si stanno moltiplicando, compresi i nuovi
tagli del debito pubblico), e con la rabbia popolare che, come altrove nel mondo, si è amplificata,
in particolare nei paesi in cui non sembra possibile un'alternativa politica. Fonte: Le Monde, 17/10/
2011, Libération, 18/10/2011, La Tribune, 2011/07/11, ANSA, 2011/08/11, Spiegel, 2011/11/11,
Les Affaires, 10/11 / 2011.
(11) Uno storico premier. Fonte: Spiegel, 2011/07/11.
(12) Entrambe le tendenze vanno di pari passo con i leaders politici. Il loro euroscetticismo è in
gran parte la medicazione ideologica di una realtà molto più terra-terra: il desiderio di continuare
ad esercitare il potere a proprio piacimento nei loro paesi. Da Vaclav Klaus nella Repubblica Ceca,
agli euroscettici conservatori in Gran Bretagna; dall’Euro-critica di Berlusconi, a quella dell’élite
euroscettica svedese, c’è una cosa in comune: “facciamo come vogliamo nel nostro paese, e
non venite a disarticolare i nostri cittadini con idee esterne”. Per influenzare l'opinione pubblica,
basta cambiare il "noi", dal suo senso “maestoso” a quello “collettivo”, e la si rende consapevole
che è il potere dei leaders ad essere messo in causa dall'integrazione europea! Questo, di solito,
funziona piuttosto bene, dato l'attuale numero di cittadini che giustamente risente della mancanza
di un dibattito democratico sui meccanismi finanziari attuati in Eurolandia per gestire la crisi, e
che alzano grida, insieme ai leaders dei loro paesi euroscettici ... quando in realtà essi non hanno
spesso idea di come questi meccanismi stessi funzionino nel loro paese. Prendiamo l'esempio
della Francia, dove coloro che hanno denunciato l'interazione tra banche private e debito pubblico,
in forza del Trattato di Maastricht, non sono a conoscenza che questa era già in essere in Francia
dal 1973!
(13) Fonte: Spiegel, 31/10/2011.
(14) Una "City" descritta da David Cameron come "sotto assedio" da parte di Eurolandia.
Incidentalmente, questa dichiarazione del Primo Ministro britannico conferma che c'è davvero
una guerra tra la City e l'Euro, contrariamente a quanto dicono i media anglo-sassoni. Fonte:
Telegraph, 28/10/2011.
(15) Fonte: Telegraph, 28/10/2011.
(16) Fonte: The Guardian, 23/10/2011.
(17) Secondo LEAP/E2020, l'inevitabile fallimento della "Sonderweg” (cfr. Heidegger, ndt)
britannica entro il 2020, porterà l'Inghilterra sulle stesse posizioni della Scozia e del Galles, che
si rifiutano di seguire "la strada verso il nulla" ... portasse questa finanche in America! Inoltre,
anche nell’euroscettico Daily Telegraph, dove la qualità dell’analisi è spesso in grado di superare
l’ideologia, si fa menzione del fatto che una crisi di Eurolandia approfondirebbe quella del Regno
Unito. Fonte: Telegraph, 2011/09/11
(18) Questo isterico atteggiamento britannico verso l'integrazione di Eurolandia (chiamata, oltre
Manica, "Euro-crisi"), è caratterizzato da fantasie deliranti, pubblicate sulla stampa mainstream,
che uniscono alla nostalgia per la vittoria del 1945, un vulnerabile sentimento, senza precedenti in
Gran Bretagna, secondo il quale l’integrazione franco-tedesca diventa una specie di macchina da
guerra volta contro la Gran Bretagna. Per gli appassionati di questo genere, l'articolo pubblicato
il 31/10/2011 sul Daily Mail è una lettura obbligata. Allo stesso modo, il Telegraph non ha potuto
resistere alla tentazione di scrivere, in un articolo del 22/10/2011, di un "Nuovo Impero Europeo".
(19) L'ex capo dell'esercito britannico sta anche considerando l’opportunità di aprire un dibattito sul
futuro delle forze armate scozzesi, alla luce della proposta di un referendum per l'indipendenza, in
arrivo tra tre o quattro anni. Fonte: GoogleNews, 18/10/2011
(20) Con una massiccia disoccupazione ed i giovani abbandonati a se stessi, senza istruzione,
senza lavoro e senza prospettiva futura. Fonti:Guardian,14/11/2011; Telegraph, 14/11/2011.
(21) Fonte: Telegraph, 2011/01/11.
(22) ... che continuerà la sua discesa nella classifica delle economie più importanti del pianeta, con
il Brasile pronto quest’anno a superarla. Con la continuazione della crisi finanziaria, il declino della
City ridurrà notevolmente la dimensione dell'economia del Regno Unito, che dipende così tanto da
questo centro finanziario mondiale. Fonte: Telegraph, 31/10/2011.
(23) Fonte: Guardian, 2011/12/11.
(24) Si tenga presente che il debito pubblico in Italia è pari al 120% del suo PIL. Fonte: Ahram,
2011/12/11.
(25) Fonte: New York Times, 2011/08/11.
(26) Fonte: Newsdaily, 2011/03/11.
(27) A parte l'assenza della Cina dal progetto, questa dichiarazione d’intenti è stata fatta senza
alcun dettaglio, rimandando ad un secondo momento gli aspetti concreti. Ma questa è solo una
mera promessa: “ci sarà un'unione doganale”! Gli scenari dei films di Hollywood sono spesso
irrealistici, ma questa storia è veramente fiabesca.
(28) Fonte: Guardian, 2011/12/11.
(29) Anche la più moderata delle voci, Jean-Pierre Jouyet, presidente dell'Autorità Francese per i
Mercati Finanziari, ora riconosce che c'è una guerra tra il Dollaro e l'Euro. Fonte: JDD, 2011/12/11.
(30) Questo si tradurrà, in ordine d’importanza crescente, nella riduzione delle prospettive elettorali
di Nicolas Sarkozy, nell'accelerazione dell'integrazione finanziaria e fiscale in Eurolandia, e
nell'idea che il grande debito pubblico di Eurolandia debba disimpegnarsi, una volta per tutte, dai
mercati finanziari anglo-sassoni. Quest’ultima opzione, secondo noi, dovrebbe essere messa in
atto entro la prima metà del 2013. Discuteremo della sua natura in un altro GEAB.
(31) Tralasciamo il fatto che la disoccupazione dia l'impressione di migliorare - non torneremo sulla
questione dell’affidabilità delle statistiche sulla disoccupazione negli Stati Uniti, che è già stata
affrontata in un precedente GEAB. Due fatti possono però essere riconosciuti: l'anno scorso, in
questo periodo, il 75% dei disoccupati era sotto indennità, rispetto al 48% di oggi, ed inoltre più
di 26 milioni di americani sono ormai considerati sotto-occupati, un record storico. Fonti: CNBC,
2011/05/11, Business Insider, 20/10/2011.
(32) Questi fenomeni, essendo essenzialmente di tipo psicologico, possono manifestarsi
all'improvviso.
(33) Ad eccezione della Francia, dove Nicolas Sarkozy, insieme al suo primo ministro François
Fillon, ha continuato a degradare la finanza pubblica, moltiplicando misure in miniatura, con una
ben scarsa efficienza di lungo termine, nella speranza di contribuire alla propria rielezione. La
Commissione Europea ha suonato l’allarme su questo argomento.
(34) Questa ammontare è da solo il triplo del debito pubblico totale della Grecia, prima dell’haircut!
Fonte: Zerohedge, 2011/01/11.
(35) Fonte: New American, 2011/05/08.
(36) Un altro terreno comune tra Barack Obama e Nicolas Sarkozy, due rappresentanti del mondo
pre-crisi: la loro contiguità con il settore finanziario. Fonte: Le Monde, 22/10/2011; Minyanville,
2011/04/11.
(37) E questo fallimento dimostra che tutto continua a Wall Street esattamente come prima del
2008, nonostante le cosiddette misure di controllo finanziario, adottate dalle autorità statunitensi.
Questo scandalo avrà un profondo impatto sulla elezioni del 2012 negli Stati Uniti. Fonti: CNBC,
2011/01/11, USAToday, 18/10/2011.
(38) Fonte: FINS, 2011/11/11.
(39) Per esempio ABP, il più grande fondo pensionistico olandese, dovrà ridurre i pagamenti ai
pensionati, a causa delle perdite degli ultimi mesi. Questa è una conseguenza assai realistica della
scomparsa di assets fantasma.
(40) Si può notare una crescente preoccupazione tra gli investitori e le imprese che investono a
New York e a Londra. Fonte: Huffington Post, 2011/12/11
Mercoledì 16 Novembre 2011