martedì 9 dicembre 2008

Il maiale alla diossina ed altre prelibatezze

Anche se il titolo potrebbe sembrare equivoco, chiariamo subito che il post non è dedicato al presidente del consiglio... ma piuttosto all'ennesimo scandalo alimentare su cui hanno iniziato ad accanirsi i quotidiani in questi giorni.

Sembra che gli animali coinvolti siano stati nutriti con mangimi misti ad oli industriali, all'interno dei quali è presente la diossina. Responsabile dunque sarebbe l'industria dei mangimi.

Un breve cronistoria di scandali, scandaletti ed allarmismi vari negli ultimi 10 anni o poco più:

1996, Mucca Pazza in Europa: Il prione della mucca pazza colpisce i bovini inglesi provocando la encefalite spongiforme bovina. 158 vittime (*) della versione umana del morbo Creutzfeldt-Jakob, probabilmente come consueguenza del consumo reiterato di tessuti cerebrali e midollari di animali infetti. Crisi dei consumi della carne rossa. Ritirata dal commercio la fiorentina. Responsabile l'industria del mangime bovino: risulta infatti che le farine animali usate per nutrire gli animali contengono scarti dei loro simili a loro volta infetti.

1998, Diossina in Francia: presenza di alti livelli di diossina nel latte di bovini. Nessun decesso. Responsabili i produttori di mangimi contaminati provenienti dal Brasile.

1998, Manzo agli ormoni in USA: risultano alti tassi di ormoni somministrati ai bovini, che inevitabilmente finiscono nel piatto dei consumatori. Responsabile l'industria dei mangimi.

1999, Diossina in Belgio: contaminazione di pollame e carni rosse, uova e latte. Nessuna vittima. Responsabili i produttori di mangimi contaminati.

2002, Peste Suina in Germania, Francia e Lussemburgo: anche se la malattia non presenta rischi per le persone, si innesco' per ovvie ragioni la crisi del consumo della carne suina. Responsabile un virus.

2003-2007, Influenza aviaria in Asia ed Europa: il vitus H5N1 colpisce il pollame e si diffonde nel mondo con le migrazioni. Circa 130 decessi in 5 anni in asia (*) . In particolare per lunghi mesi la questione ha tenuto banco sui giornali, con notizie sempre più truculente ed allarmi sui possibili "salti di specie" e virus "ibridi", "pericolose chimere", verificatisi poi naturalmente infondati. Crisi nei consumi della carne bianca.

2008, Mozzarella alla diossina in Italia: nel napoletano riscontrata la presenza di diossina in alcune mozzarelle campane. Nessun decesso. All'origine, secondo la stampa, i roghi dei cumuli di spazzatura nel napoletano. Al di là della spiegazione infantile, probabilmente le ragioni sono da ricercare altrove. Probabilmente nel business dello smaltimento illegale di rifiuti tossici gestito dalla camorra campana.

2008, Latte alla melamina in Cina: gli allevatori producono latte troppo povero di proteine che non riesce a passare i controlli. Aggiungendo una colla industriale, il latte passa i controlli, solo che la colla intossica 53.000 persone, per lo più bambini.

2008, Formaggi "rigenerati": formaggi scaduti e avariati, con muffa, feci di topo e vermi venivano fusi con l’ intero imballo di plastica o cartone per poi essere ricolati e rivenduti sotto forma di formaggio fuso tipo Galbanino o come formaggio da grattare. Coinvolte le principali marche di formaggi di largo consumo. La parlamentare Francesca Martini si affrettava a rassicurare che alimentarsi con formaggi e feci di ratto cotte non nuoce alla salute. Responsabile la filiera dei produttori industriali di prodotti caseari.


Alcune note:

Evidentemente non è una cosa intelligente consentire all'industria di produrre cibi destinati al consumo umano senza controlli più che rigorosi e sistematici.

Nonostante i disastri di questi anni, gli stessi produttori di mangimi industriali continuano a prosperare indisturbati.

Benchè la salute dei consumatori non sia a rischio, la maggior parte degli stessi non acquisterebbero quei prodotti se solo sapessero cosa c'e' dietro.

L'informazione, dunque, viene generalmente taciuta o minimizzata per proteggere le industrie coinvolte (che non vengono quasi mai nominate) ed il profitto dei loro proprietari a scapito della salute e delle scelte delle persone.

Questa non è una novità, ed i lettori di Informazione Scorretta lo sanno.

Per concludere...qualche anno fa a Milano sono comparsi manifesti con le foto di quattro animali da macello.

Il claim:

«Voi uomini ci avete fatto ammalare, ora mangiate le nostre malattie»



Un po' duro, ma fa riflettere.

Saluti felici

Felice Capretta

(*) Si stima che in italia muoiano 1000 persone all'anno per liti in famiglia. A causa del rincaro dei generi alimentari, 40 milioni di persone in più all'anno soffrono la fame.

venerdì 5 dicembre 2008

Assalti ai punti vendita

Oggi pausa di riflessione.

Girovagando per la rete ci siamo imbattuti nell'ottimo blog di Santaruina: Tra Cielo e Terra, di cui vi consiglio vivamente la lettura quotidiana.

Il post di oggi trae ispirazione da lì e dal fatto che una settimana fa un commesso veniva calpestato dalla folla negli USA che dava l'assalto ad un centro commerciale per l'eccezionale apertura di sconti e saldi.

In Italia non siamo da meno.

Preso d'assalto in ottobre un Euronics nel napoletano per l'eccezionale ed imperdibile offerta di un cellulare nokia N70 a 99 euro.

Prima dell'apertura




Visto dall'interno del negozio. Il tentativo di contenere la folla fallisce.




Infine, la resa






Chiudiamo citando Santaruina.

In rete esistono numerosi filmati che presentano scene simili, e dopo averli visionati la tentazione di lasciarsi andare in considerazioni prive di speranza sulle sorti del genere umano è effettivamente molto forte.





C'e' altro da aggiungere?

saluti felici

Felice Capretta

giovedì 4 dicembre 2008

Inflazione o deflazione? Parte III - come fronteggiare

(se avete perso la prima e la seconda parte, leggetele qui: Inflazione o Deflazione prima di procedere con la lettura)

Sarà Inflazione o sarà Deflazione?
Che strada prenderà la crisi economica in corso?

La domanda sembra roba da economisti fissati. In realtà, la questione è estremamente interessante, specialmente se avete qualche risparmio da parte e non volete perderlo completamente nella crisi economica in arrivo.

Inflazione e Deflazione meritano qualche parola in più di quanto ci dicono i media classici.

Vediamo ora i possibili scenari e come affrontare la crisi.


Scenario numero 1: Deflazione

(se non sapete cos'e' la deflazione, vedete il post precedente)

In caso di deflazione e restrizione della liquidità, i prezzi scendono e le persone rimandano in là gli acquisti. Circola sempre meno denaro contante e il contante diventa un bene scarso.

Come tale, il denaro liquido acquista valore.

Anche le banche tenderanno a trattenere liquidità e presteranno sempre meno soldi. In casi estremi, potrebbero arrivare a imporre un tetto massimo settimanale ai prelievi, come successe in Argentina nei primi anni di questo millennio.

Sarà quindi opportuno estrarre più liquidità possibile dal proprio conto corrente e detenere contante nella classica piastrella sotto al pavimento, cercando di posticipare il più possibile gli acquisti.

Nel giro di breve tempo potrebbe diventare particolarmente conveniente acquistare beni produttivi reali: terreni coltivabili, aziende agricole. Quantomeno potrete provvedere facilmente al sostentamento della vostra famiglia e avrete merce di scambio da usare nella comunità.

Vi ricordo che nei momenti peggiori della crisi del 29 si acquistavano aziende agricole per soli 10 dollari. Chi allora deteneva liquidità fece facilmente fortuna accaparrandosi beni di grande valore a prezzi irrisori.


Scenario numero 2: Inflazione e/o iperinflazione

(se non sapete cos'e' la deflazione, vedete il post precedente)

In uno scenario di inflazione o iperinflazione, i prezzi crescono rapidamente.

Il denaro contante perde drammaticamente valore ogni giorno che passa, e detenere denaro sotto la piastrella è il modo migliore per perderlo.

Sarà quindi indispensabile detenere il minimo denaro liquido possibile, in pratica ritirarlo dal bancomat solo poche ore prima di fare acquisti. Per mettere al riparo i propri risparmi sarà utile investire su beni che non risentono dell'inflazione: oro, più probabilmente argento o preferibilmente rame, alluminio, materie prime.



Scenario numero 3: deflazione prima, iperinflazione poi

Questo è lo scenario che ora appare più probabile.

Nel breve periodo, è pressochè evidente, avremo deflazione negli Stati Uniti. E' possibile che si verifichi anche in Europa.

E' notizia di oggi da swissinfo

WASHINGTON - Le pressioni inflazionistiche per gli Stati Uniti si stanno "allentando", e il settore manifatturiero sta "declinando notevolmente". Lo si legge nel Beige Book della Federal Reserve.

Le vendite al dettaglio e l'attività manifatturiera sono in calo nella maggioranza dei distretti economici, il mercato immobiliare residenziale è "debole" el'edilizia commerciale si è "ampiamente indebolita". Inoltre "ci sono segni di un rallentamento del mercato del lavoro" in diversi dei distretti attraverso cui opera la Fed attraverso le sue sedi, con molti esercizi commerciali che "stanno decisamente facendo sconti in vista di una stagione natalizia debole". In calo, in particolare, i prezzi dell'energia, dei carburanti e di "molte materie prime e prodotti alimentari".


La deflazione sta evidentemente già stringendo alcuni settori in USA. Con la politica autosoffocatoria di Trichet, è probabile che l'Europa non sia da meno.

Suggerimento anticrisi: ritirate liquidità dalla vostra banca prima che sia troppo tardi e detenete denaro contante.

Per converso, i piani del governo americano per il fronteggiamento della crisi vanno nella direzione opposta. Il governo sta garantendo liquidità pressochè illimitata alle banche, il che significherà prima o poi dover stampare dollari. Lo stato si indebiterà alla morte, ancora più di quanto non lo sia già, ed emetterà tonnellate di BOT con i quali inonderà il mercato.

Prima o poi qualcuno inizierà ad avere dubbi concreti sulla solvibilità dello stato americano (già oggi vediamo che non è solvibile).

Suggerimento anticrisi: quel giorno, liberatevi del contante e convertite tutto in beni al riparo dall'inflazione.

Quel giorno il governo americano, in un tentativo disperato, tenterà di stampare dollari per ripagare il debito, innescando così l'iperinflazione.

Quel giorno sarà il giorno della fine degli stati uniti d'america.

Quel giorno, secondo noi, è un giorno più vicino di quanto si pensi.

saluti felici

Felice Capretta

mercoledì 3 dicembre 2008

Terroristi islamici a Milano e crollo delle borse

Terroristi islamici arrestati a Milano, strombazzano contriti e spaventati i giornali allineati.

Con profusione di particolari, il re della pornocronaca Leggo (che vi ricordo è in distribuzione gratuita tutte le mattine...) ci racconta che i due presunti terroristi arabi, al secolo Ilhami Rachid ad Abdelkader Ghafir,

avevano quattro figli in due, una casa e un lavoro da 2000 euro al mese dopo 10 anni in Italia

in questo quadretto idilliaco, i due

avevano imparato a memoria i discorsi di Bin Laden


glieli avranno provati? al minuto 27 e 45 secondi bin laden dice "per questo, gli americani" ....e poi?

Perchè ci vuole una bella memoria, per imparare discorsi da 40 minuti, oltretutto in un arabo diverso dal loro arabo marocchino.. Ci vuole anche una gran predisposizione, visto che di giorno uno faceva il saldatore e l'altro il muratore, non l'impiegato comunale o il disoccupato, che magari ha tempo di studiare.

Me li vedo tornare a casa e studiarsi febbrilmente il manoscritto del Grande Cattivo. Legati al tavolo come Leopardi, sotto la fioca luce di una lampada a petrolio comprata a baghdad.

Vediamo i diabolici piani dei due trovatori: snocciolando citazioni di Bin Laden, i due progettavano di dare fuoco a qualche macchina in un parcheggio dell'alto milanese. Su Tgcom leggiamo che tra gli obiettivi c'era anche l'Esselunga di Seregno (però!) e uno dei due voleva acquistare delle bombe cinesi (??) e metterle nel Duomo.

Le famose bombe cinesi. Secondo le intercettazioni:

Con i nostri soldi ce ne possiamo comprare un centinaio o due (...) li mettiamo in una macchina

Non è che forse parlavano di "petardi" cinesi....? Che poi mettere cento o duecento bombe in un'auto è un po' un casino. Oltretutto, entrare in Duomo con un'auto è alquanto complesso, anche se certi preti pur di guadagnare vi venderebbero il Duomo come comodo parcheggio in centro città.

Comunque sognavano di farsi esplodere contro la caserma dove hanno ottenuto il visto. Mica all'ambasciata americana, o alla sinagoga, che ne so.. no: alla caserma dove hanno ottenuto il visto.


A onor del vero, inizialmente volevano andare in afghanistan, ma poi si sono detti che potevano essere utili anche qua (dove le pallottole non fischiano vicino alle orecchie. si sa mai...).

ma soprattutto, ciliegina finale

Sotto (sic) Internet avevano trovato istruzioni per costruire bombe incendiarie

(eh la peppa! sotto internet! e dire che ne parlano anche in questo forum alcuni studenti, tra cui uno pensa che la userà a scuola)

Quanti di voi lettori appiccherebbero fuoco all'auto del proprio capo?
Quante delle vostre nonne sognano di bombardare palazzo chigi?

Sarebbe il caso di chiudere internet e mandare l'esercito negli uffici e nelle case di riposo.

La propaganda ha sempre quegli stessi 3/4 gusti.

Oggi su leggo ne ha due: arabi cattivi, che si coordinano su internet. C'e' anche un assaggio di terrorista insospettabile della porta accanto.

Invece le borse al tracollo non fanno più notizia.

Qui il grafico di Milano a un anno




Come si puo' vedere, la borsa ha perso il 50% in un anno: da più di 40.000 a meno di 20.000. Mi ricorda il grafico di Lehman Brothers e quello di Citigroup, confrontateli a questo post.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 1 dicembre 2008

L'attentato al Taj Mahal a Mumbai

Le armi hanno cessato di crepitare da soli 2 giorni al Taj Mahal a Mumbai e già i media nostrani e di tutto il mondo, così come il governo indiano, puntano il dito contro il Pakistan.

PAKISTAN! PAKISTAN!

Mhm.

Già questa fretta suona strana, come suonava strano che il 12 settembre 2001 i giornali ed il governo americano puntavano il dito contro un uomo solo: Osama Bin Laden.

O come Aznar, all'indomani dell'attentato a Madrid, che puntava il dito contro l'ETA .

Un po' come Israele, gli USA e infine l'ONU che puntano subito il dito contro la Siria ad ogni attentato compiuto in Libano contro gli interessi siriani stessi.

Uhmmm.

Tutte probabilmente azioni false flag.

O quando l'Irgun fece esplodere il King David, sacrificando vite inglesi, francesi, ed ebraiche ugualmente, dando la colpa agli arabi. (vi ricordo che Rahm Emanuel, la prima nomina di Obama al governo, è figlio di un terrorista proprio dell'Irgun)

No, dico: è sicuramente funzionale avere grandi certezze. Però quando le indagini per la ricerca dei mandanti si esauriscono nelle 24 ore c'e' sempre un po' da sospettare che si tratti di un false flag. Altrimenti si va a finire che si giustificano gli americani, che vanno a bombardare l'afghanistan nonostante la maggioranza dei dirottatori fossero sauditi. Mah.

L'odore di pesce marcio è forte. E allora, come fanno le caprette da cerca, che quando nasano qualcosa iniziano a scavare, andiamo a scavare là dove i giornali tradizionali si tengono alla larga.

Partiamo da effedieffe.com, di cui come sempre vi consiglio la lettura anche se è a pagamento.. l'investimento non è elevato e il rapporto qualità-prezzo è straordinario.

1. terroristi indù, anzi no: pakistani

Inizialmente le prime notizie riportavano terroristi indu'. Poi, con il passare delle ore, sono comparse "intercettazioni telefoniche tra terroristi in lingua pakistana". Inoltre un terrorista di fattezze indiane viene fotografato con braccialetto rosso da indu'.


2. altri terroristi di pelle chiara, non indiani, forse biondi. Secondo un testimone al Leopold Cafè
«Non sembravano indiani, sembravano stranieri. Uno, mi pare, aveva capelli biondi. L’altro una pettinatura punk. Erano ben vestiti».

e ancora
«Due giovani dall’aria vivace, vestiti di nero, stranieri di aspetto, di pelle chiara»: così Pappu Mishra, il padrone del caffè della stazione ferroviaria Chattrapati Shivaji, ha descritto i due che si sono messi a sparare nel suo bar con i kalashnikov. Erano coordinati, stavano attenti a non finire i caricatori insieme: quando uno innestava il caricatore nuovo, l’altro sparava.

3. tatticamente addestrati, e tecnicamente forniti, come truppe speciali

L’ammiraglio J.S. Bedi, comandante degli incursori della Marina indiana, parla dei terroristi nel Taj Hotel: «combattevano esattamente come noi», conoscevano tutti i trucchi dei corpi speciali. Hanno lasciato armi da corpi speciali, come le granate che intontiscono col rumore (stun grenades), ad altro armamento descritto come «sofisticato»; la polizia indiana ha trovato sui loro corpi carte tipo bancomat, dollari USA e una quantità di mandorle; cibo adatto - secondo i commandos - per chi si prepara a combattere a lungo in condizioni di assedio.

4. all'assalto del centro Lubavitch

In un primo momento sembrava che i "terroristi" avessero come obiettivo britannici ed americani. Un testimone ha raccontato di un turista italiano lasciato passare dopo aver esibito il passaporto italiano. Solo in seguito, sono stati presi di mira "gli ebrei" con un assalto specifico al centro Lubavitch di cultura ebraica all'hotel Oberoi. 5 le vittime.


Dunque, dunque.

Qui c'e' qualcosa che proprio non quadra.

Fuori dal Taj Mahal, in altre zone di Mumbai, uomini bianchi sparano freddi sulla folla con preparazione e attenzione. Subito dopo spariscono. Nessuno viene abbattuto.

Dentro al Taj Mahal, altri uomini combattono con addestramento ed armamenti da corpi speciali. Tutti muoiono tranne uno. Il quale, fermato, inizia a parlare.

Di cosa parla? Di tante cose. Rovescia i sospetti sul Pakistan, sostiene di essere pakistano e rivendica la matrice terroristica araba. Punto numero 5:

5. un nuovo gruppo terroristico sconosciuto, la causa palestinese e il terrorismo arabo

Ecco il sostegno alla causa palestinese! Il terrorismo arabo colpisce ovunque. Fino in India. Sentiamo Azam Amir Kasab: l'obiettivo era
'vendicare le atrocita' commesse contro i palestinesi'

Che coincidenza. Mi ricorda una cosa. Mi ricorda i 5 agenti del Mossad incastrati da una casalinga del New Jersey l'undici settembre del 2001. Mi ricorda questi 5 che esultavano, si abbracciavano e si scattavano foto ricordo delle torri in fiamme sul tetto del loro furgone. Potete approfondire qui.

Mi ricorda che uno di loro, quando furono fermati dall'FBI chiamato subito dalla casalinga, rispose agli agenti:

noi siamo israeliani. Non siamo noi il vostro problema. I vostri problemi sono i nostri problemi. I palestinesi sono il problema.


Anche "un solo uomo rimasto del gruppo di terroristi" mi ricorda qualcosa.

Mi ricorda Moussaoui, il terrorista pasticcione dell'undici settembre che ha perso la coincidenza per United 93 nel più grande giorno della sua vita. Ed è rimasto a terra. Dei 20 dirottatori tutti morti o spariti, lui, l'unico rimasto, ha raccontato tutto, avallando la versione ufficiale nel carcere americano. Senza spiegare molti e molti (e molti!) lati oscuri della versione ufficiale.


Ora riassumiamo tutto a mente fredda

E ditemi se ancora una volta lo scenario ricostruito dai media non vi sembra bizzarro.

Un gruppo "terroristico" finora sconosciuto compare all'improvviso dal nulla della Storia e combatte tenendo in scacco truppe speciali di lungo corso.

Uomini armati alla bisogna, non con fionde e fertilizzanti. Tra loro, terroristi indu', anzi, pachistani musulmani, uomini bianchi, forse biondi. Questi ultimi si trovano solo nella stazione dei treni, all'aperto, dove possono fuggire rapidamente. Non al taj mahal, dove tutti vengono uccisi. E difatti questi fuggono e non lasciano traccia.

Gli altri invece prendono due hotel, i più famosi di tutta India, e si asserragliano dentro, pronti a morire. Difatti muoiono tutti tranne uno, il quale come prima cosa rivendica la causa araba in India e successivamente avalla la teoria già sponsorizzata dai media da 24 ore almeno.

mmmm.....

a me sembra bizzarro.

E adesso l'india è incazzata nera con il pakistan.
Anche se il Pakistan dichiara che non ha alcuna responsabilità.

Tra l'altro, il Pakistan ha avuto il suo bel da fare, con l'attentato terroristico al Marriott Hotel di Islamabad lo scorso 21 settembre. Per chi non se lo ricorda, il solito camion pieno di "fertilizzante" (mi ricorda Oklahoma City) fece esplodere una parte del più famoso hotel di Islamabad. Firmato: un gruppo terrorista arabo sconosciuto fino a quel momento, i "Fidaen Al Islam". Che dimostra addestramento tattico.

Mi ricorda qualcosa....

Sempre il Pakistan ha avuto il suo bel da fare con l'assassinio di Benazir Buttho.

Insomma, da quando il generale Musharraf (gradito agli americani) ha dovuto lasciare il potere in Pakistan, al Pakistan ne sono successe di tutti i colori. Un casino dietro l'altro.

Già. E adesso hanno pure l'India contro, e tra stati confinanti si guardano in cagnesco.

Mi ricorda qualcosa..

Saluti felici

Felice Capretta

giovedì 27 novembre 2008

Attentato terroristico di al qaeda a New York a Natale

Mentre a Mumbai sta succedendo un casino e i giornalisti si rotolano voluttuosi tra il sangue e le carni "schizzate ovunque" della strage, noi aspettiamo che si calmino le acque per una analisi approfondita della vicenda.

Ieri invece è passata di nuovo la notizia della previsione di un attentato a new york.

Ci risiamo. Al Qaeda (chi?) starebbe progettando un attentato alla metropolitana della grande mela durante le festività natalizie.

Secondo City,

l'organizzazione terroristica ne avrebbe discusso alla fine di settembre


AH! I diabolici terroristi ne discutono mesi prima, come se fossero marketer che pianificano le campagne pubblicitarie per natale.

subito dopo comunque correggono il tiro.
Secondo un portavoce della Homeland Security, il warning sarebbe invece
un atto di routine, deciso per eccesso di cautela

Cautela??

Bella cautela, buttare su tutti i media la notizia che "è possibile che durante lo shopping natalizio esploda new york". Io lo chiamerei "procurato allarme", altro che cautela!!

Al Quaeda, già.

Dunque...facciamo due conti non allineati e vediamo quello che i media non ci dicono riguardo ad Al Qaeda.

Al Qaeda, in arabo, vuol dire "La Base". Il suo diminutivo, la "piccola qaeda", lo usano i bambini per identificare il vasino dove fanno i bisognini. Già dare un nome così possibilmente ambiguo alla Più Grande Organizzazione Terroristica Della Storia sembra una vera e propria sventatezza, tanto più che Bin Laden e il suo compagno di classe Al Zawahiri sono persone che hanno studiato.

Al Qaeda, la base, sarebbe in realtà il nome assegnato al database della CIA dei mujaeddin afghani stipendiati dagli americani, tra cui lo stesso Bin Laden. Erano i famosi combattenti che negli anni 80 fronteggiavano l'avanzata russa in Afghanistan.

Infatti, gli USA in quegli anni di guerra fredda temevano l'espansione russa a ridosso dell'Oceano Indiano. Per i russi è storicamente un fattore strategico raggiungere l'Oceano Indiano, perchè è quello il naturale canale di sbocco delle enormi risorse naturali del paese. Diversamente, le merci russe devono pagare ricche royalty e diritti doganali ai paesi su cui transitano le merci.

Breszinski lo sa bene, come ha correttamente evidenziato nel Grande Scacchiere (e come abbiamo scritto anche noi). Lo sanno bene anche i georgiani.

Così la CIA, nel nome della strategia di fronteggiamento del blocco sovietico, fece una serie di cose. Fomento' gli integralismi religiosi islamici, creando di fatto i talebani, per creare una opposizone "culturale" al nemico comunista "senza dio". Sul fronte dell'opposizione militare, creo', stipendio', addestro' ed armo' cellule di combattenti afghani, pescandoli anche tra le file degli estremisti religiosi, per combattere i comunisti cattivi. Uno dei capi di queste cellule, in prima linea nel combattimento, era proprio Osama Bin Laden.

Il quale, tra l'altro, è uno dei numerosi figli del famoso costruttore Bin Laden, che ha costruito in mezza Arabia Saudita i palazzi principeschi della famiglia reale Saud. Paese e famiglia notoriamente in ottimi rapporti con gli USA.

Lo stesso Bin Laden padre è socio della famiglia Bush nel gruppo finanziario Carlyle Corporation, uno dei principali appaltatori del Ministero della Difesa (insieme alla Hallyburton di Dick Cheney). Bin Laden senior Usci' dal gruppo Carlyle all'indomani dell'11 settembre.

Tutto tra amici insomma.

La BBC, nel documentario inchiesta "Newsnight", dichiara l'esistenza di un documento segreto dell’FBI, numero 1991 WF213589, proveniente dall’ufficio di settore dell’FBI di Washington, secondo il quale

il cinismo della classe dirigente Americana e le "connessioni tra la CIA e l’Arabia Saudita e le famiglie Bush e Bin Laden" possono essere le reali cause della morte di migliaia di persone nell’attentato al World Trade Center"

mmmm quante cose non ci dicono i media...

Per approfondimenti andate qui:

Enormi falle nella storia "Cia contro Bin Laden"

Ma chi è veramente Al Quaeda? su Luogocomune


Interessante anche questo articolo su effedieffe: I Bin Laden costruiscono in Iraq

Saluti felici

Felice Capretta

La social card da 40 euro

Raggiante il governo presenta l'importante misura di sostegno alle classi più povere.

Secondo il governo aiuterà 1,3 milioni di persone.

I media più servili descrivono con ampia dovizia di particolari la straordinaria misura sociale destinata a risollevare le sorti del paese.

Mi sento un po' preso per il culo mentre i giornalisti obbedienti espongono la misura senza descrivere l'evidenza.

Si tratta della bellezza di 40 euro al mese da usare nei negozi di alimentari, ma solo se avete superato i 65 anni, o se avete figli a carico e non prendete più di 500 euro al mese. Ci sarà anche un 5% di sconto nei negozi che accetteranno la card.

(Sensazionale scoop di Informazione Scorretta: una nostra fonte anonima infiltrata al ministero dell'economia ci informa che sarebbe allo studio una maxxi social card da ben 49 euro da destinare solo ai pensionati ultra80enni single con nonni a carico, nati il 29 febbraio di un anno bisestile tra le 10 e le 11 della mattina. Da usare solo per acquistare smartphone!)

Alla classe media, che sostiene e mette in moto il paese, zero. Detassare le tredicesime, per esempio, avrebbe dato un minimo di ossigeno all'economia. Invece niente.

Brillante.

Peccato che, secondo una ricerca Confesercenti ed SWG, ci sono qualcosa come 6,3 milioni di nuclei famigliari che alla terza settimana del mese sono già a tasche vuote. Di questi, circa un terzo si trova al verde già alla metà del mese.

Ancora una volta misure all'italiana.
Molto fumo, niente arrosto.
Molto strepito per nulla.

Con un po' di matematica scopriamo poi che qualcosa non quadra.

La social card aiuterà 1,3 milioni di persone. A 40 euro al mese. Facciamo per un anno?

Sono 1,3 mln x 40 eur x 12 mesi = 624 milioni.
Secondo Tremonti, la manovra costerà 450 milioni l'anno.

C'e' qualcosa che non quadra. A me risultano 624 milioni, a loro 450.
Quei 174 milioni di differenza chi ce li mette?

Citigroup?

Saluti felici

Felice Capretta

martedì 25 novembre 2008

Inflazione o deflazione? Parte II

(Ecco la seconda puntata su Inflazione e Deflazione. Se avete perso la prima parte dedicata all'inflazione, leggetela qui prima di continuare)

Sarà Inflazione o sarà Deflazione?
Che strada prenderà la crisi economica in corso?

La domanda sembra roba da economisti fissati. In realtà, la questione è estremamente interessante, specialmente se avete qualche risparmio da parte e non volete perderlo completamente nella crisi economica in arrivo.

Inflazione e Deflazione meritano qualche parola in più di quanto ci dicono i media classici.

Oggi passiamo alla seconda parte e parliamo di Deflazione.

Quando Craxi governava il paese e i BOT rendevano il 18%, l'Italia viveva nell'inflazione. Ogni anno eravamo più poveri del 15% , ma non ce ne accorgevamo a meno che non andassimo all'estero.

L'inflazione, come dicevamo nel post precedente, è considerata in genere una brutta cosa, perchè il pane rincara, così l'acqua, la verdura, tutti i beni rincarano costantemente. Da cio', alcuni potrebbero pensare che il fenomeno opposto potrebbe essere una bella cosa.

Il fenomeno opposto all'inflazione si chiama Deflazione, e consiste in un ribasso generalizzato dei prezzi. In uno scenario di deflazione, ogni mese il pane, la pasta, l'acqua, i telefonini, il petrolio, tutti i beni costano meno.

Se pensate ancora che la deflazione sia cosa buona, fermatevi un momento e riflettete.

Perchè i prezzi scendono? Perchè l'economia è sana? No. Perchè l'economia è ancora una volta squilibrata. Resta sempre una questione di domanda e di offerta.

In deflazione, sul mercato c'e' più pane di quanto le persone non ne possano acquistare. E così il fornaio abbassa i prezzi e/o produce di meno.

Ma in questo modo, il fornaio guadagnerà di meno questo mese. E se guadagna di meno, avrà meno soldi e rinuncerà alle vacanze di Natale.

Così l'agenzia di viaggi dovrà chiudere e ci saranno 3 disoccupati. Che non avranno soldi per comprare il pane, e così il fornaio dovrà ridurre le produzione o abbassare ancora i prezzi, così avrà meno soldi a disposizione e aspetterà una settimana in più prima di andare dal parrucchiere... e così via.

Capite dunque che anche questo è uno squilibrio di mercato e non fa bene all'economia. Il mercato si tira il collo da solo e soffoca.

Fu la deflazione a stringere il cappio al collo dell'economia americana durante la crisi del 1929.

Sul lato monetario, a differenza dell'inflazione, le persone tendono a detenere denaro liquido perchè quella stessa banconota da 10 euro domani potrà acquistare più merci di quante non ne possa acquistare oggi.

Capite ora che le vostre future scelte di investimento, quali essere siano, saranno inevitabilmente condizionate da uno o dall'altro scenario, dall'inflazione o dalla deflazione. E saranno condizionate in modo tanto più drammatico quanto più saranno forti le pressioni inflattive o deflattive.

Ci sono segnali in entrambe le direzioni.

Nella terza ed ultima parte di questa trilogia di articoli delineeremo le possibili soluzioni per il fronteggiamento della crisi e cercheremo di individuare le probabili tendenze.

Saluti felici

Felice Capretta

lunedì 24 novembre 2008

Geithner, Summers e Rubin alias il gatto, la volpe e il volpone

Ecco le prime nomine di Obama in ambito economico!

I giornali spendono parole sugli "economisti di collaudata esperienza" per "fronteggiare la crisi economica", e si profondono nello snocciolare i curriculum dei nominati. I prescelti sono Timothy Geithner, al Tesoro, e Lawrence Summers, a capo del Consiglio Economico Nazionale.

Vediamo un po' cosa si dimenticano di dire i giornali allineati & compatti. Abbiamo a che fare con tre furboni: il gatto, la volpe e il volpone. Geithner, Summers e ...Rubin.


Timothy Franz Geithner

E' il prossimo Segretario del Tesoro. Nato il 18 agosto del 1961. E' il nono presidente della Federal Reserve Bank of New York. Inoltre è anche Vice Chairman of the Federal Open Market Committee (FOMC).

Diamo un'occhiata al suo curriculum.

1998-2001. Sottosegretario al Tesoro per gli Affari Internazionali. Lì rispondeva a due signori molto simpatici: Robert Rubin, Segretario al tesoro, e Lawrence Summers, di cui era il delfino. Segnatevi questi nomi.

2002. Lascia il Tesoro per entrare nel famigerato CFR, Council on Foreign Relations come Senior Fellow in the International Economics department.

2001-2003. Al Fondo Monetario Internazionale è Director del Policy Development and Review Department.

Come si puo' capire facilmente, il losco individuo è stato nella stanza dei bottoni proprio di quelle entità che avrebbero dovuto vigilare, e che erano comunque al corrente, della critica situazione finanziaria proprio mentre si creava.

Inoltre, visti i precedenti al CFR e al FMI, siamo di fronte ad un globalista di ferro.


Lawrence Henry "Larry" Summers

E' il prossimo capo del Consiglio Economico Nazionale. Nato il 30 Novembre 1954. Origine ebraica ma non devoto. E' subentrato a Robert Roubin come Segretario del Tesoro sotto l'amministrazione Clinton. Il suo delfino in quella posizione era proprio Timothy Geithner, che ora andrà a prendere il suo posto.

Alcuni estratti dal suo curriculum:

1991-1993 Chief Economist alla Banca Mondiale

1999-2001 succede a Roubin come Segretario del Tesoro sotto l'amministrazione Clinton

2001-2006 Presidente dell'università di Harvard

Anche in questo caso, siamo di fronte ad un globalista di ferro, grazie a 2 anni di intensa e fattiva dedizione presso la Banca Mondiale, mentre il suo delfino ha passato altrettanti anni al Fondo Monetario Internazionale.


Il volpone: Robert Rubin

I due, Geithner e Summers, si conoscono molto bene. Geithner era il delfino di Summers al Tesoro. Dietro di loro si staglia tuttavia una importante figura, che per ora è solo emersa tra le righe.

Ci riferiamo nientemeno che al "più grande segretario del Tesoro dopo Alexander Hamilton", per usare le parole di Bill Clinton, allora presidente. Stiamo parlando infatti di Robert Rubin, Il vecchio volpone.

Nato il 29 agosto del 1938. Di origine ebraica. Ex Goldman Sachs, e' stato il Segretario al Tesoro di Bill Clinton, alle cui dipendenze hanno lavorato Geithner e Summers. Da lui hanno imparato il lavoro e nella sua scia ne proseguiranno il lavoro.

Evidentemente i servigi di Rubin sono stati particolarmente graditi al potere mondialista, visto che lo hanno scelto come Chairman del CFR.

Il suo curriculum?

2007 - oggi Chairman del Council of Foreign Relations

novembre - dicembre 2007 Chairman di Citigroup

1995 - 1999 Segretario del Tesoro

Fu proprio sotto la gestione di Rubin, da Segretario al Tesoro, che furono gettati i semi dell'attuale crisi finanziaria. Fu Rubin, con i suoi due sodali, a non fare nulla perchè i semi non germogliassero, o - peggio - a seminarli ed alimentarli consapevolmente. Ma questo non è dato saperlo con esattezza, almeno per ora.

Concludiamo con un dolcetto: Rubin è Director and Senior Counselor di Citigroup, oltre ad esserne stato Chairman per un mesetto. Dopo aver gettato le basi per la crisi economica mondiale, Rubin è il bancarottiere che venerdì scorso stava portando al disastro Citigroup.

Per inciso - notizia di poco fa - citigroup è stata salvata solo dall'intervento del governo che ha assicurato 300 miliardi di dollari per sostenerla in caso di collasso.

Circa la metà del piano Paulson.

Eh...! Il nuovo di Barack Obama, il Cambiamento.

Change we need.

Saluti felici

Felice Capretta

venerdì 21 novembre 2008

Vendita di Citigroup in crisi totale

Citigroup è in vendita!

Per meglio dire, sta tirando gli ultimi...

Ieri il dow jones è crollato un'altra volta, insieme peraltro al S&P 500 ed al Nasdaq che sta per sfondare il limite verso il basso raggiunto dopo il collasso della bolla del 2000. Almeno di questo i giornali sembrano essersene parzialmente accorti, mentre pudicamente sovrolano sul dramma di Citigroup.

Il titolo Citigroup è infatti ai minimi valori azionari degli ultimi 15 anni, e da fine 2006 ha perso il 90% del suo valore azionario.

Qui il grafico di Citigroup a 1 anno, preso da yahoo finanza, non so se si nota il crollo verticale da 40 a quasi 4 dollari.



Adesso vi mostro un altro grafico a 1 anno di un'altra società.




Notate una certa somiglianza?

La seconda è la defunta Lehman Brothers.

In pratica, Citigroup oggi varrebbe 25,6 miliardi di dollari, di cui 25 miliardi di dollari di aiuti del piano Paulson. Con un casco di banane la si compra, debiti compresi.

Il consiglio di amministrazione è riunito, probabilmente nella sala riunioni con le sbarre alle finestre per evitare che qualcuno si lanci giù, e sta valutando tra la vendita a spezzatino o la vendita in blocco.

Ma bisogna trovarlo, l'acquirente...Lehman Brothers non l'ha trovato.

Come volevasi dimostrare, il piano Paulson ha avuto il semplice effetto di ritardare di qualche settimana gli altri tracolli bancari. Vi ricordo i titoloni dei giornali che inneggiavano al piano Paulson e intravedevano l'uscita dal tunnel "nel giro di pochi mesi, un anno al massimo", e profetizzavano che "il peggio è passato", mentre il peggio deve ancora venire. I Credit default swap prima o poi salteranno per aria e ci sarà da divertirsi.


Nel frattempo, la crisi finanziaria sta mordendo l'economia reale negli USA e si sta trasformando nell'attesa crisi economica vera e propria.

Alcuni dati del mercato USA:

  • -1% prezzi al consumo su base mensile
  • flessione del medesimo indice al netto dei prodotti alimentari ed energetici, cosa che non accadeva da tempo immemorabile
  • -2,8% prezzi alla produzione

Un dato ancora più rilevante e più immediato ce lo propone American Research Group con un sondaggio a campione condotto in questi giorni.

Il sondaggio è stato rilanciato nella blogosfera italiana dagli ottimi crisis e iceberg finanza, di cui consiglio sempre la lettura: nelle vacanze di natale del 2008 gli americani spenderanno

....rullo di tamburi....

il 50% in meno rispetto all'anno precedente.

Vediamo i dati:



Spacchiamo ora il dato tra persone che hanno già iniziato ad acquistare regali e persone che devono ancora iniziare.

La previsione media di spesa è di 600 dollari circa contro i 1000 dollari circa del 2007, pari ad una flessione del 40%, per coloro che hanno già iniziato a fare acquisti per natale, mentre la previsione di spesa media per coloro che devono ancora fare acquisti è di 316 dollari contro 724 del 2007, pari a circa il 55% in meno.

Infine, allo studio in italia il corposo pacchetto di stimoli all'economia.

Tra 130 e 800 euro per natale alle famiglie numerose.
Che si compreranno il telefonino nuovo o la tv a schermo piatto.
Nella peggiore delle ipotesi, si compreranno 400 chili di pasta e 40 litri d'olio, che già sarebbe buono.

Tanto per fare un piccolo confronto, il governo cinese ha varato una vera riforma di carattere keynesiano per stimolare l'economia. Un piano da 600 miliardi di dollari per costruire infratrutture, strade, ponti, ferrovie. Un aumento massiccio della spesa pubblica con investimenti in grandi opere per riavviare il paese.

Proprio non si riesce a fare l'abitudine ad un governo ti prende per il culo.

Saluti felici

Felice Capretta